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Walter Tobagi/ A trent’anni dalla sua scomparsa.

di Luca Dimunno.

La mattina del 28 maggio 1980 veniva assassinato, a pochi passi dalla sua abitazione in Milano, il giornalista Walter Tobagi, allora trentatreenne.

5 colpi di pistola esplosi da un commando di terroristi spezzarono la vita di una delle più brillanti e meticolose penne del giornalismo italiano del secolo scorso.

Lasciava la moglie Maristella e due figli, Luca e Benedetta.

Il Democratico  non poteva non ricordarlo e lo fa anche per chi, per ovvi motivi di età, non ha avuto modo di vivere quei difficili anni durante i quali questo grande giornalista, nonché  straordinaria persona, ha lavorato. Chi si è avvicinato alla sua figura, come il sottoscritto,  è arrivato a comprendere il vuoto che  ha lasciato la sua scomparsa.

Spesso mi chiedo cosa avrebbe pensato, detto, scritto Tobagi oggi, che avrebbe 63 anni, sui temi d’attualità o  sulle tante stragi che hanno insanguinato il nostro paese in questi anni che ci hanno separato dalla sua prematura scomparsa.

Walter Tobagi ha percorso una brillantissima, seppur tragicamente breve, carriera.

Ha dimostrato di avere la stoffa fin dagli esordi sul discusso giornale del Liceo Parini La Zanzara, passando per l’Avanti!,l’Avvenire, il Corriere d’Informazione per poi approdare al Corriere della Sera.

Giornalista preparatissimo, acuto, curioso, si appassionava a molteplici tematiche:

dal sociale alla politica passando per l’informazione e non disdegnando nemmeno i temi economici.

Proprio al Corriere della Sera ha avuto modo di concentrarsi sul tema del terrorismo.

I suoi articoli, scrupolosi, mai “strillati” (come ci ricorda Gianpaolo Pansa) erano volti al voler analizzare e cercare di capire il fenomeno del terrorismo.

Saranno proprio questi articoli ad infastidire alcune frange estremiste e a portare i componenti della banda Brigate XXVIII Marzo a scagliarsi contro di lui.

Avvicinarsi alla sua figura può essere davvero utile se appena si è appassionati di giornalismo o se si desidera capire il complesso periodo storico  a cavallo degli anni ’70.

L’incontro organizzato dal Corriere che in programma per giovedì 27 maggio alle ore 17 presso la sala Buzzati di via Solferino a Milano (su prenotazione) rappresenta una valida occasione per scoprire la sua figura.

L’iniziativa segue di qualche mese la presentazione del toccante libro della figlia  Benedetta Tobagi

“Come mi batte forte il tuo cuore” (Einaudi 2009).

La città dove  Walter Tobagi lavorava, Milano, gli ha intitolato una via e un prestigioso corso di giornalismo presso l’università  Statale.

Grazie all’insieme di tutte queste iniziative il nome di Walter Tobagi riesce, a trent’anni dalla sua scomparsa, ad essere presente nella mente e nel cuore di molti.

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