Un “Don Giovanni” a Milano
di Raffaella Roversi.
Continua la sfida del Teatro San Babila con le operette in scena in un teatro non convenzionale.
Da martedì 30 Novembre a sabato 5 dicembre al Teatro S. Babila di Milano va in scena il dramma giocoso in due atti del Don Giovanni di Mozart.
Nonostante i tagli estremi alla cultura e allo spettacolo, il direttore del S. Babila, Gennaro D’Avanzo, lancia una sfida: quella di offrire ad un pubblico misto e ad un prezzo molto democratico l’opera, con tanto di personaggi in sontuosi costumi e orchestra.
In uno spazio che non presenta l’ immensità degli ambienti e la perfezione acustica propria dei grandi teatri, lo spettatore trova però una particolarità: si sente come in un salotto culturale della Mosca o della Parigi ottocentesca, quasi protagonista con gli attori protagonisti. In occasione della prima poi, dopo lo spettacolo, gli spettatori e gli attori ancora in costume, si sono ritrovati all’interno del teatro invitati dal direttore D’Avanzo per “libar” alle prossime festività e all’amore per l’arte in tutte le sue manifestazioni.
È vero quel che si dice del Don Giovanni, che va ascoltato, non visto. Il personaggio in sé non ha connotati fisici . E infatti Don Giovanni non seduce per la sua bellezza o in virtù di un qualsiasi altro suo attributo fisico. Egli seduce piuttosto in virtù del suo spirito, ossia del suo stesso perenne desiderare che ha quasi del demoniaco e che sembra realizzare il sogno di onnipotenza e di libertà senza limiti dell’uomo.
Ma il monito è che esiste una legge naturale cui i comportamenti degli uomini, siano essi oppressi o oppressori, devono sottostare. Come l’Ulisse dantesco vive il dramma dei limiti della conoscenza umana, il Don Giovanni lungi dal trovare libertà, rimane schiavo e vittima dei suoi stessi intrighi e dei suoi conflitti.
Libertà è la parola che svariati personaggi ripetono sulla scena, ma si tinge di connotati diversi per ognuno di loro. E libertà è il vento che soffia in Europa negli anni del componimento. Il Don Giovanni fu rappresentato infatti per la prima volta nell’ottobre 1787 a Praga, poi nel maggio 1788 a Vienna. Sono passati undici anni dall’inizio della Rivoluzione americana (luglio 1776) e ne mancano quasi due all’inizio di quella francese (maggio 1789).
Da un mese soltanto, inoltre, è stata dichiarata la Costituzione degli Stati Uniti d’America, che offre al mondo, per la prima volta nella storia, una repubblica degna del suo nome perché basata sul principio di uguaglianza tra i cittadini stabilita, prima ancora che dal diritto positivo, dalla legge naturale, fonte di ogni giustizia. È a questa che bisogna rifarsi e a questa devono sottostare anche i potenti che altrimenti, dilaniati dal vuoto assoluto interiore riempito unicamente dalla bramosia di possedere e consumare, finiscono per autodistruggersi.
Forse c’è da auspicarsi che ad una sorte di ”legge naturale” sottostia anche l’erogazione dei fondi pubblici per lo spettacolo e la cultura e che gli “eroganti” non si sentano in sintonia con Don Giovanni che non s’interroga affatto sulle conseguenze dei suoi atti e si crede indistruttibile .
DON GIOVANNI “ – Da martedì 30 Novembre a sabato 5 Dicembre ore 20:30 – sabato pomeriggio ore 16:00 – domenica pomeriggio ore 15:30
Prezzi platea € 34,00 balconata € 24,00 – riduzioni convenzioni platea € 24,00 e balconata € 18,00














