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Egitto/ Cristiani in protesta dopo strage ad Alessandria

di Annalica Casasanta.

Uno dei più gravi attentati compiuti in Egitto negli ultimi anni, quello che la notte di Capodanno, nel noto quartiere di Sidi Bishr ad Alessandria d’Egitto, ha inferto un duro colpo alla comunità cristiana del luogo, che si era riunita nella Chiesa dei Santi di Alessandria per la consueta Messa di mezzanotte. Una vera tragedia per la comunità copta, in maggioranza ortodossi, che rappresenta tra il 6 e il 10 per cento degli 80 milioni di egiziani. L’attentato pare studiato nei minimi particolari: all’uscita della Messa, infatti, un’autobomba, una Skoda verde, viene fatta esplodere dinanzi la Chiesa e le fiamme, propagandosi, incendiano le altre autovetture presenti in strada: è il caos e i bilanci parlano di 21 morti e circa 100 feriti. Immediatamente dopo l’attentato, inevitabili gli scontri tra la comunità copta e quella musulmana e durante i funerali delle vittime la popolazione esprime la sua rabbia aggredendo 2 ministri e il governatore della città Abel Labib, che vengono allontanati da un’uscita secondaria per evitare altre tragedie. Al momento non ci sono rivendicazioni ma l’autobomba, secondo i più, porterebbe la firma di Al Qaeda (che circa 2 mesi fa aveva minacciato i copti egiziani in Iraq) e sono già saliti a 17 gli arresti. Ieri mattina il Ministro dell’interno ha invece sottolineato l’ipotesi di un probabile attentato Kamikaze, con l’obiettivo esplicito di seminare discordia tra la comunità musulmana e quella copta e lo stesso Presidente Hosni Mubarak, contro cui i cristiani hanno manifestato aspramente, si è appellato ai suoi connazionali, egiziani, copti e musulmani, affinchè, mantenendo la coesione, non lascino che forze terroristiche che provengono da “mano straniera” compromettano la stabilità del Paese. Moltissime le voci di solidarietà per le vittime e di condanna dell’accaduto, a partire dal Presidente USA Barack Obama, che ha espresso il desiderio di aiutare l’Egitto e la Nigeria, colpita anch’essa con tre attentati in altrettante Chiese proprio alla vigilia di Natale, a Papa Benedetto XVI, che in occasione del primo Angelus 2011, ha ribadito come tali attentati contro i cristiani nel mondo offendano Dio e l’umanità intera; tuttavia, è la via della non violenza che dobbiamo perseguire, nella convinzione, prosegue il Pontefice, che la libertà religiosa sia uno dei capisaldi di uno stato di diritto. Condanne all’attentato arrivano anche dalla Confraternita dei Fratelli Musulmani, maggiore formazione politica egiziana e dall’Unione delle Comunità islamiche in Italia (Ucoii) che ha espresso ”dolore e orrore” per l’attentato. Purtroppo però le tensioni non sono ancora terminate e dopo gli scontri dei giorni scorsi (che hanno fatto salire il numero di feriti) anche per stasera sono previste manifestazioni di protesta dei fedeli copti. In agitazione anche le Università, in particolare quelle di Ain Shams al Cairo, di Helwan, Tanta e di Alessandria. I copti, profondamente colpiti dall’attentato e già in tensione con il Governo, accusato di creare discriminazioni in particolare nel campo della giustizia, si sono ora riuniti davanti la sede del Ministero degli Esteri e la sede della televisione di Stato, mentre altri gruppi di manifestanti si sono posizionati davanti alla cattedrale di San Marco, sede del patriarca copto ortodosso Shenuda III, insultando gli esponenti di governo che vi si recano per portare le proprie condoglianze.

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