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Inceneritori/ Siamo ad un punto di non ritorno

di Paola Coppa.

Il nostro giornale ha piu’ volte sensibilizzato l’attenzione dei lettori sulla pericolosità degli inceneritori, cercando di sottolineare come le emissioni delle procedure d’incenerimento siano estremamente tossiche.

Abbiamo cercato di sensibilizzare le coscienze affinchè le Istituzioni prestino la dovuta attenzione alla salute pubblica e non a coloro che speculano sulla salute delle persone per fini di lucro, per indifferenza o per un pugno di voti.

Alcune delle emissioni degli inceneritori sono cancerogene e sappiamo scientificamente che non esistono soglie sicure al di sotto delle quali si possano consentire tali emissioni. Dobbiamo utilizzare ogni ragionevole strumento per eliminare del tutto gli inceneritori dal territorio italiano e mondiale.

Abbiamo pubblicato sul nostro giornale, l’intervista al dottor Stefano Montanari, nanopatologo di fama internazionale, e dal 2004 direttore scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di Modena, il quale afferma che cio’ che produce la combustione dei rifiuti negli inceneritori, non è altro che una lunga serie di inquinanti che provocano patologie tra cui : cancro, ictus, infarto, tromboembolia polmonare, aborti, malformazioni fetali ed altre malattie.

Ci colpisce, altresì, come i media divulghino in modo distaccato, indifferente ed insufficiente, notizie sugli impatti sulla salute di tutte queste sostanze, dal momento che in generale la conoscenza nel particolare campo dell’esposizione agli agenti chimici è molto limitata . Sono stati condotti moltissimi studi sui danni ambientali provocati dagli inceneritori.

“I bambini sono le principali vittime dei rischi ambientali. E’ inaccettabile da qualsiasi punto di vista che i membri piu’ vulnerabili della società siano quelli che pagano il prezzo dei fallimenti nel proteggere la salute dai pericoli ambientali”, dr. LEE Jong-Wook, medico luminare e direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dal 2003 al 2006.

“La deliberata spietatezza con la quale la popolazione operaia e stata usata per aumentare la produzione di beni di consumo e dei profitti che ne derivano si è ora estesa su tutta la popolazione del pianeta, coinvolgendone la componente pù fragile che sono i bambini, sia con l’esposizione diretta alla pletora di cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche presenti nell’acqua, aria, suolo, cibo, sia con le conseguenze della sistematica e accanita distruzione del nostro habitat.” Professor Lorenzo Tomatis nel 1987 (Oncologo di fama internazionale, ex direttore dello IARC – International Agency Research of Cancer).

Alla luce di tutto questo ci sembra sia il caso di cambiare direzione di marcia, di fare un esame di coscienza e di chiederci verso dove stiamo andando , ma soprattutto quale futuro stiamo preparando per noi stessi e per i nostri figli ?

Dati allarmanti e sconcertanti sono senz’altro quelli evidenziati dalla dottoressa Patrizia Gentilini, oncologa presso l’ ospedale di Forlì dove si è occupata sia di Prevenzione-Diagnosi Precoce che di Terapia dei tumori. A fine 2007 si è ritirata dall’esercizio attivo della professione. Fa parte dell’ Associazione contro Leucemie, Linfomi, Mieloma (AIL) sezione Forlì-Cesena, con l’incarico di vice presidente. Fa inoltre parte dell’Asociazione Medici per l’Ambiente (ISDE Italia).

La dottoressa Gentilini afferma che in base a studi recenti, l’Italia detiene il record sull’incremento dei tumori infantili rispetto all’Europa. In Italia aumentano del 3,2% all’anno nei primi dodici mesi di vita, mentre negli Stati Uniti crescono al ritmo dello 0,6% all’anno. La morte è trasmessa ai neonati dal corpo delle loro madri. L’avvelenamento dell’aria e dell’acqua è stato tollerato nel nostro paese al punto tale che ormai morire di tumore sembra sia la cosa più naturale e che tutto questo si registra perchè abiamo il paese piu’ inquinato e piu’ corrotto al mondo.

L’oncologa denuncia, inoltre, falsificazioni di documenti utilizzati da pubbliche associazioni per negare gli effetti degli inceneritori sulla nostra salute e per occultare le nuove fabbriche di tumori. Nel comunicato stampa del ventennale dell’Associazione Medici per l’Ambiente del 25 novembre 2010, si vuole portare a conoscenza di tutti e denunciare il fatto che sono stati modificati i risultati di studi scientifici in documenti in uso ad associazioni pubbliche, per attestare la presunta innocuità degli impianti di incenerimento dei rifiuti. Si fa riferimento ad un documento in particolare : il Quaderno N. 45 di ingegneria ambientale. Il documento a firma di Umberto Veronesi, Michele Giugliano, Mario Grasso e Vito Foà, è stato ripreso dalla Regione Sicilia e da altre Regioni, quali la Regione Toscana e altre Province in Italia. L’impatto sanitario è sviluppato a pag. 54/55 a firma di Vito Foà, nel documento sono presi in esame 4 studi, tutti riportati in maniera non corretta. In particolare per lo studio condotto in Inghilterra, di Elliot, in prossimità di 72 inceneritori, è riferito che non è stata trovata alcuna diversità di incidenza e mortalità per cancro mano a mano che ci si allontanava dalla sorgente emissiva.

Quello scritto nel lavoro originale di Elliot è esattamente il contrario, perché viene riportata, per l’esattezza, una diminuzione statisticamente significativa, mano a mano ci si allontanava dall’impianto di incenerimento per tutti i cancri: il tumore allo stomaco, al colon retto, al fegato e al polmone, quindi mano a mano che ci si allontanava dagli impianti il rischio diminuiva.

Nella versione italiana è stata aggiunta una negazione in modo da capovolgere il significato del lavoro.

Un altro esempio è lo studio condotto in prossimità dei due impianti di incenerimento di Coriano a Forlì . E’ stata analizzata la popolazione residente per circa 14 anni, dal 1990 al 2003/2004, e i risultati che ci sono stati, sono stati estremamente importanti per quanto riguarda le donne. In pratica si arriva fino a un aumento del 54%, questo l’andamento della mortalità per cancro alla mammella, al colon retto, per cancro allo stomaco, in base al livello di esposizione. C’è una coerenza innegabile tra aumento del rischio e aumento del livello di esposizione, questo risultato certamente molto importante viene sottaciuto nel paragrafo che riguarda l’impatto sanitario dell’incenerimento, in modo da sottostimare questo rischio che è di fatto assolutamente di rilievo.

L’ultimo rapporto dell’OMS afferma che la probabilità di avere una diagnosi di cancro oggi riguarda il 50% della popolazione adulta, mentre nel rapporto precedente del 2006 riguardava il 25% in meno della popolazione. Nel 2030 il cancro sarà la prima causa di morte.

Sulla rivista Nature è stato pubblicato uno studio oncologico in cui i ricercatori sostengono che non è pensabile che con i farmaci e con la ricerca si arriverà alla soluzione del problema cancro. Le uniche soluzioni sono la prevenzione, a cominciare dal miglioramento dello stato dell’ambiente in cui ci costringiamo a vivere, o meglio, a sopravvivere e la conoscenza e con la partecipazione e l’impegno di tutti, si riuscirà a trovare soluzioni per la tutela della salute.

http://www.youtube.com/watch?v=mjZdoaKLhXA

Dott. Stefano Montanari – Il girone delle polveri sottili

4 Comments for “Inceneritori/ Siamo ad un punto di non ritorno”

  1. Rinaldo

    Davvero inqualificabile questo articolo ed i riferimenti che elenca.
    Non sarebbe fuori luogo definire questo tipo di fare comunicazione come: “Procurato Allarme”, peraltro del tutto ingiustificato.

    Per esempio, è noto che in tutti i Paesi più avanzati del mondo la “termovalorizzazione” dei rifiuti è una delle tecniche più usate per lo smaltimento dei rifiuti, con il vantaggio ulteriore di produrre sia elettricità che calore, col quale in diversi luoghi sono poi stati realizzate importanti ed mestremamente utili (anche dal punto di vista ambientale) reti di “teleriscaldamento”, in sostituzione quindi dell’uso dei combustibili convenzionali per questo fine nelle abitazioni e nelle attività commerciali.
    Lo “standard” in Europa (e l’obiettivo per i Paesi più avanzati) è di arrivare a smaltire il 50% dei rifiuti urbani con la “Termovalorizzazione” ed il residuo 50% con la raccolta differenziata. In Italia, purtroppo, siamo solo al 12% di rifiuti smaltiti in tale tipo di impianti.

    Coloro i quali demonizzano (senza ragioni concrete) queste tecniche per lo smaltimento dei rifiuti dovrebbero avere l’onestà intellettuale di mettere in parallelo quello che è l’impatto ambientale e sanitario dello smaltimento dei rifiuti in DISCARICA, purtroppo abituale in Italia, dove vengono conferiti circa 30 milioni di rifiuti/anno.

    Allo scopo di offrire qualche spunto di approfondimento, suggerisco di sintonizzarsi sul sito di FEDERAMBIENTE (www.federambiente.it) e cercare lo Studio di un paio di anni fà sviluppato dal Politecnico di Milano e Bologna sul funzionamento e le emissioni dei moderni impianti di termovalorizzazione.

    In merito, peraltro, non va dimenticato di riferire (quando si scrivono articoli di questa natura) che le emissioni di tali impianti sono opportunamente monitorati in continuo e le relative registrazioni sono collegate alle stesse Autorità competenti (ASL)-

    Ma avete mai esaminato con senso critico quello che dice il vs. riferimento “scientifico” e gli strumentali filmati che ha prodotto ? Suggerisco di farlo e di discuterne poi con seri professionisti del settore e con veri scienziati della materia.

  2. edimattioli

    “In fondo, se si riesce ad acquisire un certo distacco, l’Italia è un paese interessantissimo in cui stare ad osservare la gente che fa pazientemente la fila per suicidarsi.”

    in risposta al commento precedente :

    ci serve più energia ? Se tenete conto che ancora la media degli edifici italiani lavorano SOTTO la classe energetica C (C = 70 kWh/m²a), sarebbe meglio darci un taglio a PRODURRE ENERGIA, visto che i soldi dedicati a coibentare gli edifici sono spesi MEGLIO.

    Per intenderci , un’abitazione di 100 metri quadri, costruita in modo tradizionale, con buona probabilità corrisponde alla classe F e consuma 1600 litri di gas all’anno. Una casa di pari superficie di classe A consuma invece 300 litri di gas l’anno. Taglio delle emissioni di CO2, circa l’ 80%.

    Bene, da questa semplice ma ovvia constatazione si deduce che il risparmio di energia a fronte di migliore benessere , è sicuramente più conveniente di qualsiasi maggiore produzione di energia/calore!

    Produrre energia bruciando i rifiuti è ancora più demenziale poichè così facendo si distrugge materia prima !

    Dire poi che un inceneritore di rifiuti non inquina è privo di qualsiasi fondamento. L’inceneritore produce fumi contenenti diossina, furani, nano polveri, metalli pesanti. Di più produce nuovi rifiuti: ceneri da smaltire nelle discariche (il 30% della massa di rifiuti iniziale), carboni attivi dai filtri dei fumi pure da smaltire, acqua inquinata da mandare nei depuratori, fanghi dalla depurazione delle acque.

    La legge, prevede che i controlli dei fumi che escono da un incenetitore siano relativi SOLO ad alcune particelle di inquinanti e limitate per tipo\dimensione\peso
    Perciò si tralasciano e NON si controllano proprio le sostanze cancerogene più pericolose per l’organismo, che sono gassose e inquinanti di dimensioni nanometriche, che sono altamente patogeniche per il nostro organismo (al nostro organismo non interessano i limiti di legge !!! http://www.youtube.com/watch?v=Xqx16AKtTvc ) che vengono respirate attraverso l’aria si depositano su acqua e suolo inquinandoli irrimediabilmente.

    Chi afferma che un inceneritore non inquina mente o per ignoranza o consapevolmente e comunque , mi preme ricordare che secondo un recentissimo rapporto dell’OMS nel 2030 il cancro sarà la prima causa di morte nel mondo e già oggi in Italia la probabilità di ricevere una diagnosi di cancro nell’arco della vita (da 0 a 84 anni) riguarda ormai il 50% di noi, quindi 1 su 2 sia fra i maschi che fra le femmine si ammalerà di questa malattia e sempre più saranno colpiti giovani, donne, bambini…

    E’ ancora più preoccupante, la mancanza di conoscenza sulle alternative ad oggi esistenti , praticate e funzionanti , per il trattamento dei rifiuti , a partire dalla riduzione alla fonte per poi passare alla razionalizzazione degli imballaggi e al trattamento a freddo finalizzato al riciclo (Trattamento Meccanico Biologico), al compostaggio e quant’altro … tutte modalità di trattamento dei rifiuti che consentono non solo di recuperare la materia prima, ma anche di creare posti di lavoro e non avere effetti negativi sulla salute .

    Ecco che qualsiasi rapporto stilato da “chiunque” che volesse valutare il funzionamento e le emissioni dei moderni impianti SOLO in base alle norme di legge e ai limiti che la legge stabilisce arriverebbe alle solite conclusioni : termovalorizzatori? sono splendidi oggettini che fanno tanto caldo e fanno sparire i rifiuti che sono così brutti da vedere

    SE INVECE partiamo dal presupposto scientifico che il SOLO limite riconosciuto dal nostro organismo per una sostanza cancerogena è ZERO tutto cambia e le analisi serie e le evidenze empiriche dicono chiaramente che L’INCENERITORE è UNA FOLLIA!

  3. Sergio Morando da Crocefieschi Genova a Lesegno

    Inceneritori e acciaierie si sa producono una quantità di inquinanti bruciano anche l’ossigeno..lasciando gas tossici e nano polveri di vari elementi nell’aria circostanti a questi , inoltre lascino innumerevoli scorie solide che sono spesso poi stoccate su terreni .. fino acrearne delle montagne alte parecchi metri dove anche se viene riversata sopra di esse cumuli di terra l’erba NON cresce (rivolto a scorie acciaierie) ci saranno pure dei motivi .. penso cosa sia valida anche per gli incerenitori .. sono inquinanti la natura ci avverte .. le soluzioni sono poche e sempre con risvolti negativi per l’ambiente animali ed uomini che fare ?
    Forse un” poco scherzando “sarebbe mettere l’immondizia accanto alle bocche di fuoco del vulcano Etna..quando la lava esce da esso… l’immondizia sarebbe tramutata in pietra..un incerenitore al naturale per l’intera Italia..
    Saluti Sergio Morando.

  4. Leggo con sgomento quanto scrive Rinaldo.
    La grande forza di chi vende la salute altrui (senza sapere di mettere nel cartoccio anche la propria) è l’ignoranza generalizzata, un’ignoranza costruita in maniera scientifica da chi manipola le opinioni. Quando, poi, a questa si unisce il tifo che sostituisce l’obiettività della ragione e dei fatti, il buio è certo.
    Fino a che quell’arma potentissima di legittima difesa che è la conoscenza resterà relegata in una pagina del vocabolario, non avremo possibili vie d’uscita. Ma, dopotutto come tramanda più di una religione, quando Dio vuole mandare in rovina qualcuno, lo acceca e ormai di ciechi è fatto il mondo.

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