Il miracolo di Laura/ Morta per 70 minuti
di Annalica Casasanta.
Venerdì 21 gennaio la trentunenne Laura, bolognese, è a lavoro. Improvvisamente avverte un malore ed immediatamente scattano i soccorsi. Il cuore di Laura si ferma per ben 70 minuti, ma ciò non ha impedito ai soccorritori di tentare, per più di un’ora, di rianimarla, arrivando ad usare il defibrillatore per ben 13 volte. Dopo 70 minuti di buio ecco il miracolo: il cuore della ragazza riprende a battere. Il merito va ricondotto in particolare alla Dott.ssa Manuela Negri, 35 anni, laureata in psicologia e medicina e chirurgia, specializzanda in anestesiologia e rianimazione al Policlinico Sant’Orsola di Bologna, nell’equipe del professor Gianfranco Di Nino, direttore della Terapia intensiva polivalente. Laura è praticamente tornata in vita sia grazie al messaggio cardiaco, praticatole dalla specializzanda appena salita in ambulanza, con la collaborazione dell’infermiera Silvia Tori e di uno studente di infermieristica, sia grazie alla tecnica dell’ipotermia, particolarmente adatta in caso di arresto cardiaco. Si tratta di uno speciale protocollo che prevede la riduzione controllata della temperatura corporea, per scopi terapeutici, utilizzando del ghiaccio, con l’ausilio, come nel caso di Laura, di soluzione fisiologica fredda e farmaci per la circolazione. Insomma si è trattato di un lavoro di squadra a 360 gradi, senza il quale la ragazza sarebbe molto probabilmente arrivata già morta in ospedale. Anche Di Nino sottolinea più volte, rispondendo alle domande dei giornalisti, la straordinarietà di questo caso, poiché per la giovane donna le speranze di sopravvivenza erano davvero bassissime: dopo più di un’ora senza battito cardiaco, il semplice fatto di riprendersi ha del miracoloso. Non va dimenticato però, continua Di Nino, che il brillante risultato è anche la conseguenza di una bella catena nel soccorso, a partire dalla componente infermieristica e dalla dottoressa che ha praticato il massaggio cardiaco alla ragazza e che ormai è considerata dalla stessa e dai suoi familiari una sorta di “angelo custode”. Laura è ancora in terapia intensiva, servirà del tempo prima che si ristabilisca completamente ma il peggio è passato e le funzionalità di cuore e cervello sono intatte. Una bella storia, insomma, soprattutto per i familiari della ragazza e il fidanzato Matteo, che appena appresa la lieta notizia, si è deciso: vuole sposare Laura, al più presto, non appena i medici la dimetteranno dal Sant’Orsola.







