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Con Monti l’Italia verso il Nuovo Ordine Mondiale (NWO)?

di Enrica Perucchietti.

La Sindrome da Cavallo di Troia. Come manipolare la masse offrendo loro un falso salvatore, dopo aver causato il danno. I casi Monti e Papademos

Rubando una citazione prosaica a Giulietto Chiesa, vi spiego perché con la nomina dell’economista e uomo di punta della Commissione Trilaterale, del Club Bilderberg e della Goldman Sachs, Mario Monti, “Siamo fottuti”. L’Italia commissariata, non sta soltanto mettendo in svendita i propri beni, ma sta aprendo le porte a un governo sovranazionale di quella oligarchia che intende – su sua stessa ammissione – costituire un Nuovo Ordine Mondiale. Che ciò debba avvenire tra un mese, un anno o un decennio, poco importa: ci siamo già dentro e i vari Draghi, Lagarde, Strauss Kahn, Monti, Tremonti, Papademos non sono altro che pedine di questa articolata trama.

Hic rodhus, hic salta.

Per conquistare Troia e darla alle fiamme dopo un inutile assedio durato un decennio, gli Achei finsero la disfatta per introdurre nella cittadella il Cavallo di legno. I Troiani, sfiancati dall’accerchiamento, accolsero la macchina da guerra credendola un “dono” divino. Non potevano immaginare che dentro il Cavallo si nascondessero i nemici pronti a espugnare Troia con l’inganno. Se è stato un inganno a segnare la fine di Troia, un altro raggiro sta per mettere fine “dal di dentro” alla sovranità nazionale italiana (e greca). Lo stratagemma è altrettanto sofisticato: indurre artificialmente la crisi per far subentrare uomini scelti a risolverla. Si sa, le masse adorano illudersi di essere salvate: è la Sindrome da Cavallo di Troia. Ce l’ha confermato recentemente il bluff Barack Obama che predicava il cambiamento e invece dopo aver ingannato milioni di elettori ha seminato altre guerre e disastri sulla strada segnata da Clinton e Bush. I più alienati degenerano nella Sindrome di Stoccolma rimanendo ancorati ai loro aguzzini – e infatti continuano a votarli!

Non è complottismo, è la realtà dei fatti.

Lo avevamo predetto tre mesi fa in una precedente inchiesta (http://ildemocratico.com/2011/08/08/inchiesta-attacco-speculativo-allitalia-chi-vuole-eliminare-berlusconi/): l’attacco speculativo dei mercati italiani per far crollare Berlusconi – reo di aver privilegiato nella sua politica estera Russia e Libia – e insediare una fedele pedina della Casta americana. A pochi giorni dall’identica caduta di Papandreu e la conseguente nomina di Lucas Papademos, stiamo assistendo all’insediamento del governo tecnico di Mario Monti. L’incarico al neo senatore a vita è stato proposto a sorpresa proprio dal Presidente Giorgio Napolitano che, guarda caso, a margine dei festeggiamenti del 4 novembre del 2007 aveva auspicato in una conferenza stampa, “la creazione di un Nuovo Ordine Mondiale”. Basta seguire i corsi e ricorsi storici per imparare i meccanismi di quella oligarchia finanziaria sovranazionale che tira le fila dell’Agenda politica ed economica mondiale. Sia Papademos che Monti sono subentrati per realizzare misure che non sono state né dibattute dalle istituzioni, né sottoscritte dal consenso popolare.

Che cosa sappiamo realmente su di loro?

Entrambi appartengono alla plutocrazia mondiale. Entrambi sono membri della Commissione Trilaterale dei Rockefeller, del Club Bilderberg, e più in generale pedine della finanza israelo-americana.

La formazione consolidata da una lunga permanenza negli Stati Uniti ha permesso loro di entrare in contatto con l’alta finanza e con lo stratega polacco Zbigniew Brzezinski, già consigliere di Jimmy Carter, amico intimo di Christine Lagarde (attuale capo del Fondo Monetario Internazionale dopo lo scandalo sessuale e le dimissioni forzate di Strauss-Kahn), infine mentore di Barack Obama.

Papademos ha lavorato alla Federal Reserve Bank di Boston nel 1980 prima di diventare economista capo della Banca Nazionale greca, infine vice governatore nel 1993 e governatore l’anno successivo: è stato proprio costui a traghettare la Grecia dalla dracma all’euro. Destino vuole che sia stato richiamato per sanare i danni che ha contribuito a creare… Dal 2002 al 2010 è stato infatti anche vice presidente della BCE.

Seguendo invece le orme di Mario Draghi, Monti è entrato nel 2005 alla Goldman Sachs come International Advisor, nonché come presidente di un’altra lobby, la belga Bruegel. Quest’ultimo think thank fondato nel 2005 è un gruppo di comando composto da esponenti di spicco di 16 Stati e 28 multinazionali. Tra cui troviamo le stesse che hanno finanziato la campagna elettorale di Barack Obama o che meritano uno scranno nelle riunioni blindate del Club Bilderberg: Microsoft, Google, Goldman Sachs, Samsung, la Borsa di New York (Nyse), l’italiana Unicredit, etc. Sarà questa esterofilia che ha portato Monti a entrare come Advisor anche nella Coca Cola company…

Come membro dei Bilbderg e della Goldman Sachs è impossibile che non fosse a conoscenza dei rischi della deregulation e della conseguente bolla finanziaria che ha causato il crollo dei mercati, trascinando sul baratro della bancarotta il Paese e l’Europa intera. Con il senno di poi si chiarisce che cosa intendevano alcune mosche bianche – primo tra tutti lo storico Webster Tarpley – quando cercavano di allertare la popolazione dal rischio che Goldman Sachs e soci si nascondessero dietro all’ondata di speculazioni che ha innalzato lo spread del nostro Paese causando così la caduta del Governo Berlusconi. Già, perché per decretare l’addio al premier italiano non sono bastati gli scandali, i festini, le intercettazioni: c’è voluta una “spinta” dall’esterno, proprio come avevamo previsto tre mesi fa. Una “spinta” ben manovrata dalle lobbies americane: sembra proprio che gli uomini della Goldman Sachs abbiano il compito di innescare le crisi per poi proporsi di risolverle “a modo loro”. Con Monti e Papademos – accolti come salvatori – vedremo come. Ma il rischio che si rivelino presto come Cavalli di Troia è dietro l’angolo: è il loro curriculum a parlare.

Ci troviamo così di fronte a due ennesimi uomini dell’oligarchia finanziaria sovranazionale, insediati senza consenso popolare – quindi fuori dai meccanismi che la democrazia richiederebbe – alla guida di due Paesi all’interno dell’UE.

Ma la colpa è anche nostra che nell’ultimo ventennio di mancate riforme abbiamo subito passivamente lo sfascio della politica, arroccandoci tra i sostenitori e i critici di Berlusconi, convinti che il Male assoluto fosse Berlusconi mentre la sinistra si impegnava ad autoflagellarsi tra mancanza assoluta di idee e di carisma. Non abbiamo ancora capito che l’ottica del Divide et Impera fa comodo soltanto a quell’1% che ci governa in silenzio. Divisi e senza proposte ci siamo fatti trascinare dall’ondata di speculazioni artificiali e di manovre sotterranee create ad hoc dalle lobbies finanziarie, da quei Gruppi di Potere che non abbiamo ancora imparato a riconoscere, proprio perché non hanno colore politico, religione, etichetta o bandiera.

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3 Comments for “Con Monti l’Italia verso il Nuovo Ordine Mondiale (NWO)?”

  1. Stefano Z.

    ” Divide et impera ” il solito gioco che contrappone pure il nord contro il sud e viceversa, credendo che la Lega fosse un toccasana, invece non ha fatto altro che amplificare proprio questa divisione, se vogliamo dei Popoli presenti in italia (i min.)
    Come il proverbio insegna: ” tra i due litiganti…il terzo magna!…
    Svelti Popoli d’Italia è tempo dell’autodeterminazione e forse è già troppo tardi!

  2. Marcello sinopoli

    Questa non è fantapolitica, ma non spiega tutto! Se volessimo paragonare queste lobby ai virus, potremmo sostenere che questi attecchiscono in un corpo malato o debilitato aggiungendo che di suo questo paese e più in generale l’europa soffrano di mali endemici! Non riconosco a Berlusconi queste doti miracolose che gli hanno permesso di creare e vincere le elezioni in un tempo record, a meno chè non si voglia sostenere che il “popolo è bue” : Anche lui proviene da gruppi di potere estremamente pericolosi e con ramificazioni in tutto il mondo tra l’altro è uno degli uomini più ricchi, e aldilà dei suoi trascorsi da “guitto” ha lasciato molte ombre di se, questioni che sarebbero passate persino in secondo piano, se si fosse occupato di produrre riforme serie quanto necessarie in questo paese! Diciotto anni al timone di un paese sono più che sufficenti per vararle o vogliamo sostenere che stiamo parlando di un povero sprovveduto ignaro dei poteri finanziari? l’elenco delle cose fatte è veramente esiguo rispetto alla mole di normative tese a tutelare le sue aziende e a garaantirsi l’impunità dai tanti processi cui è coinvolto! io credo che il cavallo di troia non centri nulla , i nemici sono entrati dal portone principale con i propri vessilli e col benvenuto del Capo della comunità!

  3. max

    il vero governo del mondo e’ in mano alla finanza internazionale, gestita da poche lobbyes che fanno il bello e cattivo tempo quando vogliono, come vogliono e con chi vogliono. i governanti sono solo dei pupi + o – capaci, ma fondamentalmente degli esecutori seppur assai scaltri ( berlusconi x es.) in taluni casi fanno parte essi stessi delle lobbyes ma siedono nei gradini + bassi. alcuni leader mondiali hanno tentato di contrastare questo fenomeno ( hitler x es.) ma si e’ passati dalla padella alla brace.
    solo il popolo tramite la presa di coscienza che questo e’ un mondo malato e che solo facendo leva sugli istinti buoni dell’uomo ( tolleranza, solidarieta’, equita’, rigore ecc) potra venirne fuori. ci vorranno ancora molte generazioni. se prima non ci autodistruggeremo con guerre globali, epidemie o altro.

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