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Veleni di Bussi/ 19 imputati e 300 testimoni al processo

di Raissa Di Donato.

Nel 2007 grazie all’operato della Guardia Forestale è stato possibile scoprire che Bussi sul Tirino (Pe) anziché preservare la sua verde natura è diventata una vera discarica a cielo aperto, contenente 500 mila tonnellate di rifiuti tossici. Tra le sostanze pericolose rinvenute nelle acque dell’area compresa tra i fiumi Pescara e Tirino vi sono l’arsenico, presente in quantità 56 volte superiore al valore previsto dalla legge, e il triclorometano presente in misura tre milioni di volte superiore. Gli imputati per disastro doloso e adulterazione di sostanze alimentari sono 19 e tutti ex amministratori e dirigenti della Montedison.

In vista del processo sono stati convocati 300 testimoni, di cui 33 chiamati in causa dai pm Anna Rita Mantini e Giuseppe Bellilli, e 267 richiesti dai numerosi avvocati. La difesa in aula chiamerà a deporre un ampio numero di tecnici provenienti da tutta la penisola: Pietro Bruno Celico, ordinario di idrogeologia all’università di Napoli, il docente Pierluigi Nicotera, ordinario di Tossicologia in Germania e di Neuroscienze in Gran Bretagna e anche diversi dipendenti degli stabilimenti come Mario Mariani di Tocco da Casauria che ha lavorato presso lo stabilimento Ausimont dal1988 al 2001, Camillo D’Alfonso di Torre de’ Passeri che vi ha lavorato a sua volta dal 1989 al 2001. Tra questi sono chiamati in aula anche Lorenzo Livello dell’Aca, Elena Fattore e Roberto Fanelli dell’istituto ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano,e anche gli ex direttori,i responsabili di laboratori e i tecnici.

Mentre l’accusa ha deciso di portare in aula il corpo della Guardia Forestale che ha messo in atto i sequestri e si è occupato dell’inchiesta, accanto ad Adriano Goio commissario per la bonifica della discarica, Antonio Di Molfetta consulente tecnico del Politecnico di Torino e Pietro Comba del reparto di epidemiologia ambientale dell’istituto superiore di sanità.

Invece i coniugi Katiuscia Setta e Domenico Bucci compariranno al processo costituendosi parte civile, per spiegare le motivazioni che li hanno spinti ad abbandonare la casa di Bussi una volta venuti a conoscenza della discarica abusiva. E l’associazione per la salvaguardia dell’ambiente e dei beni culturali “ Italia Nostra “, che convoca in aula il presidente dell’EcoIstituto-Abruzzo Giovanni Damiani, insieme con la Regione ed il ministero dell’Ambiente ha inoltrato la richiesta di risarcimento dei danni provocati dall’adulterazione di sostanze di genere alimentare e dall’inquinamento delle acque.

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