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Fusione fredda/ Il Democratico intervista Andrea Rossi

di Vincenzo Panella.

Dottor Rossi, appena si è sparsa la voce dell’E-Cat il panorama della free energy ha iniziato a muoversi anche al di fuori dei circoli “amatoriali”. Diversi soggetti stanno riconsiderando la fusione fredda, che dal 1989 in poi è stata considerata più che altro una curisoistà accademica, se non una “truffa scientifica”. Cosa è cambiato?

Abbiamo costruito un impianto che funziona, a differenza dei prototipi da laboratorio in cui le lievi tracce di funzionamento non convincono

La Defkalion ha annunciato la commercializzazione del suo generatore: cosa ne pensa?

Non parlo mai dei miei (presunti) concorrenti. Mi dicono che si vantano di essere riusciti a fare spionaggio industriale nei nostri confronti: ogni commento e’ inutile. Comunque noi stiamo costruendo una linea industriale robotizzata che ci consentira’ prezzi tali da rendere durissima la competizione per chiunque. Secondo me abbiamo vinto la competizione prima ancora che cominci.

Si parla molto di test e sperimentazione. Ma quando sarà possibile acquistare un’unità domestica per produrre energia?

Spero entro il prossimo inverno, quasi sicuramente entro 18 mesi. Stiamo costruendo una linea robotizzata di altissimo livello tecnologico.

Crede che un’unità domestica permetterà anche di ricaricare le batterie di un’automobile elettrica, rilanciando così il mercato delle macchine a basso impatto ambientale?

No, non credo. L’applicazione alle auto e’ lontana.

Sulla rete, ancora oggi, sono molti gli scettici che sostengono l’impossibilità della fusione fredda: alcuni sostengono addirittura che le prove siano state falsate da batterie nascoste, oppure che le rilevazione siano state sbagliate. Cosa risponde ai detrattori?

Niente. Parleranno i fatti. Per quanto riguarda le batterie nascoste: per produrre le energia emesse, ad esempio, nel test del 28 ottobrte occorrerebbero batterie grandi come 2 TIR, considerando le batterie a massima densita’ di energia.

Ora anche gli Stati Uniti stanno cercando di appropriarsi della paternità della scoperta. Non teme che l’E-Cat, una volta in commercio, possa essere copiato? Quali limiti sono stati imposti dal brevetto?

Abbiamo una serie di brevetti molto efficace, comunque i nostri competitori verranno massacrati sul piano della concorrenza economica. Stiamo rendendo impossibile competere con noi guadagnando denaro.

Viene da pensare che la fusione fredda possa cambiare radicalmente il modo di produrre e distribuire energia. Ma il mercato è pronto per l’indipendenza energetica ed economica?

Prima vedere cammelli, poi fare sentieri

Non crede che compagnie enormi – come General Electric ed Enel – possano ostacolare la diffusione dell’E-Cat?

IBM ha ostacolato Microsoft?

Rossi, lei ha cercato fondi fuori dall’Italia. È davvero necessario lasciare il nostro paese per avere delle opportunità?

Sto facendo tutto il possibile per tenere in Italia quanto possibile: io sono uin imprenditore milanese e mi viene il sangue alla testa quando vedo la nostra industria perdere competitivita’. In questo momento, parafrasando Kennedy, dobbiamo pensare a cosa fare per l’Italia.

Può anticipare ai nostri lettori una ‘chicca’ che non ha ancora comunicato alla stampa internazionale?

In Italia avremo un polo strategico fondamentale e produrremo molti posti di lavoro.

Per concludere, cosa consiglierebbe ai giovani che vogliano intraprendere una carriera nel mondo della fisica e dell’ingegneria? Meglio andare a studiare all’estero?

No, in Italia i nostri professori sono i migliori del mondo. L’importante e’ studiare. Ecco cosa consiglio ai nostri ragazzi: studiare, studiare, studiare. I tempi dei bluff e delle pagliacciate sono finiti (per fortuna).

8 Comments for “Fusione fredda/ Il Democratico intervista Andrea Rossi”

  1. Gigio

    “…I tempi dei bluff e delle pagliacciate sono finiti (per fortuna)”

    Non ancora… solo quando si scoprirà che tutto questo è una bufala, allora si che i tempi dei bluff saranno finiti.

  2. giannimnemonic

    @ gigio
    Se davvero sono bufale come mai Cern, mit e NASA hanno iniziato ad interessarsene e a lanciare brevetti? Le buffonate le racconta chi da per scontato che non sia vero senza averne le prove sperimentali. Non risulta che Rossi abbia chiesto un centesimo a nessuno e non abbia ancora venduto nulla a nessuno, quindi credergli è più che lecito, al contrario di chi getta fango perché non è in grado di fare altro

  3. clapix

    “Non ancora…solo quando si scoprirà che tutto questo è una bufala, allora si che i tempi dei bluff saranno finiti”
    E se si scoprirà che NON è una bufala allora rimarranno solo le pagliacciate……

  4. Elisa

    Come non ha ancora chiesto soldi a nessuno?? Altro che se gli ha chiesti e qualche fesso glieli ha pure dati!! Il fatto è che questi non vengono allo scoperto per paura che quando si scoprirà che è tutta una bufala il loro nome venga deriso a vita! La fusione nucleare fredda non esiste e quella calda è impraticabile a scopi energetici ormai queste cose le sappiamo da anni ma per un motivo o per l’ altro qualcuno non vuole fare a meno di rincorrere sogni.

  5. Gigio

    “Le buffonate le racconta chi da per scontato che non sia vero senza averne le prove sperimentali. ”

    E’ chi da per scontato CHE FUNZIONI SENZA avere prove scientifiche chi è? A casa mia si chiama credulone. Che strana logica Invertita. E’ tutto vero fino a prova contraria….

    Io sono ricercatore e sono abituato ad altri (alti) standards. Lascio l’avanspettacolo a chi se ne può pascere.

  6. David

    Continuare a comunicare LENR nella tua lingua. http://www.defkalion.se

  7. RG

    Delle due l’una o questi signori sono dei geni della truffa oppure dei geni della fisica..
    Attendiamo le carte sul tavolo..

    La cosa si fa interessante….

  8. Non si tratta di bufale o genialità della fisica.
    Semplicemente quella che chiamate fusione fredda non e’ altro che un tipo di fusione tra atomi determinata da una reazione chimica. Tutto reale . Si tratta di unire la chimica alla fisica. l’unico “miracolo” sembra essere questo: far ragionare assieme chimici e fisici, tutti a carte scoperte.

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