Il Giappone si ferma: un minuto di silenzio per le 19mila vittime
dalla nostra redazione.
Un minuto di silenzio. Il Giappone si è fermato oggi alle 14.46 (ora locale, le 6.46 in Italia), l’ora della tragedia, per ricordare, con un minuto di silenzio, le 19 mila vittime, contando anche i 3000 dispersi, del terremoto e dello tsunami che un anno fa devastarono il nord est del Paese.
L’imperatore Akihito, l’imperatrice Michiko e il primo ministro Yoshihiko Noda hanno preso parte a una cerimonia commemorativa a Tokyo. “Spero che i cuori delle persone siano sempre con coloro che sono stati colpiti e che tutti continuino a lavorare per migliorare le condizioni delle aree colpite”, ha detto Akihito, che a metà febbraio si e’ sottoposto a un intervento di bypass.
L’imperatore ha anche espresso la propria gratitudine per il sostegno ricevuto dal Giappone da ogni parte del mondo. “Molte persone dall’estero hanno risposto al disastro inviandoci squadre di soccorso e offrendo aiuto in vari modi. Sono profondamente riconoscente per la gentilezza mostrata dalla gente di tutto il mondo”, ha detto ancora Akihito.
La scossa di magnitudo 9 che colpì il nord est del Giappone e il conseguente tsunami causarono il più grave disastro nucleare dai tempi dell’incidente di Chernobyl del 1986. Oltre 19mila persone morirono a causa del sisma e dello tsunami, che distrussero oltre 370mila abitazioni e edifici.
Molto è stato fatto sul fronte della ricostruzione: le strade sono state rispristinate e gran parte dell’enorme quantitativo di macerie, rimossa, ma 260mila persone vivono ancora in alloggi di fortuna nelle prefetture di Iwate, Myagi e Fukushima.
Una situazione che ha sollevato critiche in Giappone, dove si punta il dito contro la lentezza con cui le autorita’ stanno rispondendo all’emergenza ricostruzione. Il premier Noda ha promesso di accelerare le attivita’ nelle regioni colpite. “Il governo lavorera’ per favorire la ricostruzione, senza ulteriori ritardi, nella zone colpite”, ha detto Noda.







