Roma/ Il futuro dell’alleanza atlantica
di Armando Pascale.
Il futuro dell’alleanza atlantica nell’ottica di un implementazione della difesa collettiva “intelligente” del sistema occidentale. Questa la sostanza del tema affrontato da un panel di alto livello a margine dell’evento denominato “Smart defence agenda della Nato” organizzato dall’Istituto affari internazionali presieduto da Stefano Silvestri. Il meeting, che ha avuto luogo presso la sala capitolare del Senato della Repubblica e che ha avuto come ospite d’onore il ministro della difesa Giampaolo Di Paola, è stata un occasione per fare il punto sull’evoluzione del significato e delle metodologie operative della Nato in un momento in cui le ristrettezze economiche costringono i Governi a ridurre cospicuamente le voci del bilancio destinate alla difesa. Innanzi a un platea composta per metà da diplomatici e militari con tanto di alta uniforme, il ministro Di Paola enuncia un principio programmatico dalla portata dirompente: la Nato sarà chiamata ad affrontare nuove sfide, e queste richiederanno l’instaurazione o il rafforzamento di partnership sempre più globali, a cominciare dai paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica). Una svolta epocale solo che si pensi al ruolo della Russia, storico contraltare della Nato nella bilancia delle relazioni internazionali, e poi dirimpettaio risentitamente “accerchiato” dai paesi del patto atlantico. Vale la pena ricordare che l’alleanza era stata concepita nel 1949 quale sistema difensivo dei paesi del campo occidentale contro qualsiasi temuta ipotesi di aggressione sovietica. Un tema scottante dunque, che cancellerebbe in un sol colpo il casus foederis originario del trattato e che lo renderebbe un sistema di sicurezza collettiva sempre più “globale”. Il prossimo vertice dei paesi Nato è previsto a Chicago il 20 e 21 maggio e vedrà in cima all’agenda la exit strategy dall’Afghanistan programmata per il 2014 e gli obiettivi futuri della alleanza.
Intanto a parlare di “difesa intelligente” (ovvero di razionalizzazione degli obiettivi e degli strumenti impiegati per raggiungerli nell’ottica del risparmio) è anche il Segretario generale della Nato Fogh Rasmussen in visita a Roma. “A Chicago mostreremo il nostro impegno per acquisire nuovi strumenti che ci serviranno per essere capaci di affrontare il futuro” ha detto il segretario incontrando i leader politici del nostro paese. Hanno poi fatto seguito i “ringraziamenti di rito” per l’impegno del nostro paese nei teatri più scottanti dello scacchiere geopolitico quali il Kosovo e l’Afghanistan.







