Saremar/ La giunta regionale sarda e la sua flotta navigano a vista
di Massimiliano Cordeddu.
Approvato dalla commissione trasporti del Consiglio regionale della Sardegna l’articolo 7 del disegno di legge che istituisce la Flotta Sarda S.p.a. La procura della Repubblica di Tempio apre un’inchiesta sui bandi di gara dei traghetti tra Palau e La Maddalena. Intervista esclusiva a Giancarlo Mameli, ex segretario particolare dell’assessore regionale ai trasporti Christian Solinas.
La Flotta Sarda, nonostante le indagini della Corte dei Conti e le procedure aperte dall’Antitrust europeo e da quello italiano, continua a navigare a vista, alimentando la propaganda dei comunicatori del nostro amato paladino dei giganti di Monte Prama Ugo Cappellacci. La commissione trasporti del consiglio regionale, infatti, senza aver valutato i dati disaggregati del conto economico dell’esperimento rappresentato dai bastimenti Scintu e Dimonios, hanno deciso di approvare, a “scatola chiusa”, l’articolo 7 della legge che istituisce la Flotta Sarda S.p.a. Il disegno di legge, dunque, ora procederà il suo iter in Consiglio, sede nel quale verrà discusso , modificato ed eventualmente trasformato in norma. Se da un parte, dunque, l’Europa e il governo nazionale impongono la privatizzazione della Tirrenia e della Saremar, dall’altra, invece, la regione Sardegna in antitesi si appresta a varare un nuovo “carrozzone pubblico” a spese dei contribuenti.
L’anno scorso Cappellacci & C. lamentavano l’impossibilità di entrare in CIN con una quota tale da consentire di salvaguardare il diritto alla continuità territoriale dei sardi. Bene, a gennaio di quest’anno la richiesta della Regione Sardegna è stata esaudita, in quanto gli fu offerta in un piatto d’argento, la possibilità di ottenere quel ruolo da protagonista all’ interno del Cda CIN. L’ invito arrivò attraverso la mediazione del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà. Il Governo, infatti, aveva offerto alla regione Sardegna di entrare in CIN con una quota azionaria di rilievo pari al 33% , istituendo anche un garante ad hoc nominato dalla stessa, con il compito di vigilare sui vincoli della continuità territoriale. Non era questo, forse, il ruolo che chiedevano a gran voce tramite l’ Istituto Luce i membri della giunta regionale sarda , quando lo scorso anno mettendosi di traverso per contrastare la vendita Tirrenia a CIN, contrapposero la fantomatica Flotta Sarda ? Non si capisce allora il perché, il presidente Cappellacci abbia rifiutato questa allettante proposta, anteponendo il suo orgoglio personale a discapito degli interessi dei sardi. A tal proposito ildemocratico ha intervistato Giancarlo Mameli, ex segretario particolare dell’assessore ai trasporti della regione Sardegna Christian Solinas.
Sig. Mameli (nella foto) l’ assessore Solinas afferma di averla rimossa dal suo incarico, tale affermazione corrisponde al vero? Io non sono stato rimosso dall’incarico, ma bensì mi sono dimesso volontariamente in seguito al venir meno del rapporto fiduciario che intercorreva con l’assessore Solinas. Sinceramente non capisco perché Solinas abbia dichiarato di avermi rimosso. Posso solamente dire che non corrisponde al vero e tale comunicazione in cui mi si notificava la rimozione non mi è mai pervenuta, mentre è agli atti del protocollo dell’assessorato la mia formale e irrevocabile lettera di dimissioni.
Quando è venuta meno questa fiducia?
Tutto ha inizio quando lo scorso gennaio ricevetti più volte la richiesta informale da parte di C.I.N. di poter organizzare un incontro istituzionale con l’Ass.re dei Trasporti. Tali richieste, sono sempre state riferite verbalmente all’Ass.re Solinas, il quale ha sempre declinato ogni invito alla possibilità di conoscere i termini della proposta che C.I.N. intendeva formulare all’Istituzione Regionale.
Perché l’assessore non ha voluto incontrare gli armatori?
Non so perché l’ assessore si rifiutasse d’ incontrare gli armatori. Per questo motivo, assumendomene in toto la responsabilità, ho deciso di mia iniziativa d’ incontrare i rappresentanti di C.I.N. dandone immediatamente comunicazione all’Assessore e fornendo in modo dettagliato le informazioni sulle proposte presentate, che ritenevo meritorie di un approfondimento.
Immagino che l’assessore non l’abbia presa bene? Infatti in seguito alla sua pregiudiziale chiusura e all’ irrevocabile posizione contraria dell’Assessore alla possibilità di partecipare a C.I.N. attraverso Saremar, decidevo di mia iniziativa di rassegnare le dimissioni dall’incarico lo scorso 17 febbraio. Non corrisponde al vero, perciò, che ci sia stata alcuna comunicazione relativa alla richiesta di un allontanamento “senza indugio” dall’incarico che ricoprivo. Resta il fatto che per temi di tale rilevanza, è necessario conoscere bene la storia degli eventi, e alle volte la giovane età non giova in tal senso.
Si sente intimorito dagli stracci che volano? Certamente no, perché gli stracci del mio ufficio sono puliti!
IL CASO DELLA SETTIMANA
La Procura della Repubblica di Tempio ha aperto un’inchiesta penale sui bandi di gara per i collegamenti notturni onerati tra Palau e La Maddalena
E’ notizia di questi giorni, infatti, che il sostituto procuratore della Repubblica di Tempio Roberta Guido, abbia avviato un’indagine penale per verificare l’esistenza d’irregolarità da parte della regione nelle gare notturne e diurne , assegnate alla Delcomar di Franco Del Giudice. La Procura della Repubblica di Tempio ipotizza che l’esclusione dell’Enermar dalla gara sia viziata da numerose irregolarità amministrative, volte ad assegnare le corse onerate notturne per la tratta La Maddalena-Palau, alla concorrente Delcomar. Il TAR della Sardegna, a cui l’ Enermar si era rivolta per essere riammessa alla gara notturna, lo scorso febbraio ha sentenziato che i motivi dell’esclusione dalla gara erano illegittimi e ne ordinavano l’immediata riammissione.
Lo scorso 16 novembre il patron della Delcomar Franco del Giudice è stato arrestato e successivamente rilasciato, per associazione a delinquere finalizzata all’emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e presentazione di dichiarazioni fraudolente ai fini fiscali. Il meccanismo utilizzato dall’armatore per eludere il fisco era semplice; aveva creato delle associazioni sportive e delle Onlus, utilizzandole per emettere un giro di fatture false al fine di creare costi fittizi e abbattere l’imponibile fiscale, riuscendo ad eludere al fisco circa 3 milioni di euro. L’ armatore Maddalenino negli ultimi anni ha incassato svariati milioni di euro dalla regione Sardegna, grazie ai finanziamenti pubblici per le corse in regime di proroga. I magistrati della Procura di Cagliari, inoltre, stanno indagando sulle modalità dei pagamenti effettuati dall’ assessorato dei trasporti alla Delcomar, relativi agli anni che vanno dal 2007 al 2009 per i collegamenti marittimi onerati con le Isole minori, in cui venivano erogate le somme di competenza per gli oneri di servizio pubblico, senza presentare alcuna fattura o documento di carattere fiscale, ma un semplice estratto del libro di bordo vidimato dalle Capitanerie di Porto. Resta da chiarire quindi se questa prassi illegittima in uso fino al 2010, possa aver favorito l’elusione dell’ IVA da parte della Delcomar, stimata in quasi due milioni di euro.
Lo scorso aprile, in ultimo, è stato presentato alla Procura della Repubblica di Cagliari, un esposto denuncia della Moby (gruppo che controlla Enermar), nel quale si ravvisano gli estremi dell’abuso d’ufficio da parte di un funzionario dell’assessorato ai trasporti. In base alla denuncia, sarebbero state elargite alla Delcomar di Franco Del Giudice, somme non dovute a titolo di rimborso al fine di compensare l’aumento del prezzo del bunker e “in assenza di una qualunque giustificazione contrattuale”. Sempre stando all’esposto, la Delcomar avrebbe beneficiato di differenze maggioritarie di miglia nautiche non dovute per l’esercizio delle tratte. La somma elargita indebitamente alla Delcomar dall’ assessorato ai trasporti , con evidente danno dell’erario pubblico, si aggira intorno agli 800 mila euro.









