Siria/ Massacro ad Houla: oltre 100 morti, metà bambini
dalla nostra redazione.
Notizie sempre più tragiche giungono da Houla, la città siriana della provincia di Homs teatro di un massacro di civili ad opera dei soldati di Damasco, denunciato dall’opposizione. Il Consiglio Nazionale Siriano, riferisce il sito di al Jazeera, denuncia almeno 110 morti, “la metà dei quali bambini”. “Alcune delle vittime sono state colpite dall’artiglieria pesante, altre, famiglie intere, sono state massacrate”, ha affermato Bassma Kodmani, responsabile esteri del Consiglio.
Il Consiglio nazionale siriano ha quindi chiesto che si tenga un vertice straordinario delle Nazioni Unite per discutere del massacro a Houla. ”Il vertice (Onu, ndr) dovrebbe determinare la responsabilità delle Nazioni Unite di fronti a simili omicidi di massa e alle espulsioni forzate da zone” contrarie al governo centrale, si legge in un comunicato diffuso dal Cns. Il presidente dell’Osservatorio siriano per i diritti umani che ha sede a Londra, Rami Abdel Rahman, ha denunciato che la strage ha prodotto un esodo di massa da Houla.
L’Osservatorio siriano per i diritti umani parla invece di almeno 90 morti, 25 dei quali bambini. Video diffusi online da attivisti dell’opposizione mostrano diversi corpi allineati in una stanza, fra cui quelli di circa dieci bambini. Sono tutti coperti da lenzuoli che mostrano solo il volto insanguinato.
La situazione in Siria resta ”estremamente seria” e, considerato l’alto livello degli attacchi condotti, potrebbero esserci ”gruppi terroristici” dietro recenti attentati dinamitardi nel Paese. E’ quanto ha scritto il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon in una lettera inviata al Consiglio di Sicurezza Onu nella quale sostiene che l’opposizione a Damasco controlla “parti significative di alcune città”.
Inoltre, ha aggiunto Ban, gli sforzi compiuti dalle Nazioni Unite per mettere fine al conflitto in corso da 15 mesi in Siria ha visto solo ”piccoli progressi”, aggiungendo che ”la situazione in Siria resta ovunque estremamente seria”.
Secondo fonti dell’opposizione, Russia e Corea del Nord continuano a mandare armi e munizioni al regime siriano. Lo riporta il quotidiano israeliano Haaretz, che cita le fonti secondo le quali i carichi di armi sono pagati da Teheran. Due navi cargo, la nordcoreana Odai da 5mila tonnellate, e la russa Professor Katsman sono attese oggi nei porti siriani di Latakia e Tartus. Secondo la fonte dell’opposizione citata da Haaretz, i carichi di armi “arrivano via cielo e via mare e sono pagati da uno speciale fondo approntato a questo scopo dal governo iraniano”.
A quanto spiega la fonte, ai tempi dell’Unione sovietica, la Siria pagava le armi a Mosca con forniture di beni su un arco di vent’anni. Ma ora la Russia vuole pagamenti anticipati in contanti. L’Iran sta assistendo il presidente siriano Bashar Assad “in vari modi, con consiglieri militari e tecnologia -afferma la fonte- ma il l’aiuto piu’ significativo e’ la fornitura di denaro per pagare le armi. Quasi tutti gli equipaggiamenti e le armi dell’esercito siriano sono di origine sovietica e nordcoreana e per questo servono pezzi di ricambio per i veicoli e munizioni per le armi”.
Fino ad oggi, Russia e Cina hanno impedito di approvare sanzioni internazionali contro la Siria e un embargo alla vendita di armi a Damasco.







