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Abruzzo/ Spiagge minate per l’uccello Fratino?

di Mario Cipollone.

L’inizio della stagione balneare 2012 fa già registrare i primi flussi di visitatori e gli operatori turistici cominciano a fare le stime delle presenze di italiani e stranieri nelle località della costa abruzzese. Non tutti sanno, però, che ogni anno, da marzo a settembre, nella nostra regione fa la sua comparsa un ospite fisso dal nord Europa: il fratino (Charadrius alexandrinus). Questo grazioso uccello compie migrazioni anche di 5.000 km per venire a nidificare sulle spiagge sabbiose dell’Adriatico, anche se i censimenti della specie, condotti in Abruzzo dalla Stazione Ornitologica Abruzzese (SOA) hanno registrato negli ultimi anni un suo declino, dovuto alla scarsa naturalità delle nostre spiagge, sfruttate sempre più a fini turistici, con un’attenzione minore ai delicati equilibri degli ambienti marini. Da vent’anni a questa parte, l’intervento massiccio di mezzi meccanici per livellare gli arenili ha portato alla forte riduzione degli ecosistemi dunali con la perdita di numerose specie vegetali e animali a essi legate, oltre a gravi problemi di erosione della costa. Fin dalla sua istituzione nel 2009, l’Area Marina Protetta Torre del Cerrano protegge l’ambiente costiero e marino tra Silvi e Pineto, facendo particolare attenzione alla difesa della duna e del fratino, “specie ombrello” come l’orso marsicano sull’Appennino, la cui tutela cioè implica la salvaguardia dell’intero habitat di riferimento.

Foto Caterina Sciarra e Davide Pela

Il fratino si nutre di invertebrati e sostanze vegetali che si procura sul bagnasciuga. Nei mesi da marzo a giugno, depone di solito tre uova marrone chiaro picchiettate di nero che si confondono con la sabbia al punto da rischiare di essere schiacciate da incauti passanti. Il periodo di nidificazione, che coincide con l’apertura della stagione balneare, espone inevitabilmente il fratino ai pericoli derivanti dagli interventi umani sull’arenile. Anche l’abitudine di passeggiare in spiaggia con i cani non al guinzaglio comporta che questi si nutrano delle uova. Il Dott. Fabio Vallarola, Direttore dell’AMP Torre del Cerrano, afferma che quest’anno sulle spiagge dell’area marina protetta hanno nidificato circa 10 coppie, ma solo la metà delle covate sono andate a buon fine.

Foto Caterina Sciarra e Davide Pela

La restante metà dei nidi è andata distrutta per l’incuria dei passanti o per atti di puro ecoterrorismo, come testimoniano le parole e le foto della Dott.ssa Caterina Maria Sciarra e del Dott. Davide Pela, volontari della SOA nell’individuare e sorvegliare i nidi di fratino all’interno dell’Area Marina Protetta: “… un nido è stato fatto letteralmente saltare in aria con dei mortaretti, mentre per quanto riguarda un altro in cui avevamo trovato un uovo dentro, non abbiamo avuto il tempo di andare a prendere il kit salvafratino che l’uovo era scomparso e c’erano impronte umane che portavano fin dentro al casotto… proprio lì dov’era il nido dopo poco la duna è stata sbancata e ora troneggiano un pedalò e un pattino…”.

È merito della passione dei volontari della SOA se questi animali sono riusciti ad allevare la prole in un territorio così antropizzato come quello su cui insiste l’AMP. Scopo primario di quest’ultima è proprio la valorizzazione del territorio attraverso la difesa della sua biodiversità. In un periodo in cui la domanda turistica sembra sempre più orientata verso destinazioni capaci di conciliare le esigenze dei soggiorni balneari alla salubrità dell’ambiente, il fratino è ancora vittima delle resistenze al cambiamento di un sistema obsoleto che continua a vedere nella natura e negli enti che la proteggono solo vincoli, anziché incommensurabili risorse. Ricorda il Direttore dell’AMP Fabio Vallarola in un comunicato alle forze di polizia del territorio Silvi-Pineto: “Preme ricordare che il Fratino (Charadrius alexandrinus) è una specie prioritaria e in pericolo di estinzione, indicata nella Direttiva “habitat” 92/43/CEE. […] Da un punto di vista protezionistico il danneggiamento di un nido di fratino equivale alla stessa azione fatta nei confronti del nido di un’aquila reale. Equivale in termini legali all’abbattimento di un lupo o alla cattura di una balena. Se ciò avviene in un’area protetta l’azione diviene particolarmente grave.”

Parco del Cerrano

L’esistenza stessa dell’Area Marina Protetta del Cerrano e il lavoro di volontari che hanno a cuore la natura in quanto habitat di tutte le specie viventi, incluso l’uomo, autorizzano a credere in un futuro per il fratino su tutta la costa abruzzese. Infatti, grazie a un nuovo senso civico e ambientale, è stata recentemente attuata un’azione congiunta tra Stazione Ornitologica Abruzzese e Comune di Pescara a tutela dei nidi di fratino nei pressi del Ponte del Mare. Bisognerà attendere i dati del censimento che si terrà nella primavera successiva per sapere se il trend della popolazione di fratino in Abruzzo è in crescita e se gli sforzi di quanti danno ogni anno il benvenuto a questo piccolo turista alato delle nostre spiagge non siano stati vani.

1 Comment for “Abruzzo/ Spiagge minate per l’uccello Fratino?”

  1. RG

    - A quelli che hanno distrutto un nido per mettere il pattino,sarebbero da ripagare con un’adeguato vandalismo conforme al loro agire..

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