G8 – Diaz/ Condannati i vertici della polizia
di Giorgio D’Alessandro.
La Cassazione ha reso definitive le condanne nei confronti dei funzionari della Polizia per l’irruzione alla Scuola Diaz di Genova nel corso del G8. La quinta sezione penale ha inoltre dichiarato la prescrizione relativamente ai reati di lesioni per i capisquadra
Confermata, dalla Cassazione, la responsabilità dei vertici della polizia alla catena di comando a Genova, il 22 luglio del 2001, la notte del pestaggio e dell’arresto illegale dei no-global alloggiati alla scuola Diaz durante il G8. Diciassette i dirigenti che escono compromessi da questo esito processuale che comporta anche la sanzione accessoria della interdizione dai pubblici uffici per cinque anni che si ripercuoterà sulla carriera professionale dei poliziotti di rango perché si apriranno i procedimenti disciplinari finora congelati in attesa del verdetto.
Tra i ‘big’ condannati, per aver firmato i verbali falsi che giustificavano il blitz violento accusando le vittime di aver opposto resistenza accoltellando un agente e nascondendo molotov, ci sono il capo dell’anticrimine Francesco Gratteri (4 anni), il capo del Servizio centrale operativo Gilberto Caldarozzi (3 anni e 8 mesi), e il capo del dipartimento analisi dell’Aisi Giovanni Luperi (4 anni). Gli altri dirigenti con condanna irrevocabile a tre anni e otto mesi sono Filippo Ferri, Massimiliano Di Bernardini, Fabio Ciccimarra, Nando Dominici, Spartaco Mortola, Carlo Di Sarro, Massimo Mazzoni, Renzo Cerchi, Davide Di Novi, Salvatore Gava e Pietro Troiani. Uno sconto di pena ci sarà per l’ex capo della mobile Vincenzo Canterini – ora in pensione – che aveva avuto la pena più alta, cinque anni, dalla quale si dovrà sottrarre la condanna per lesioni ma non per il falso. Per tutti loro si profila una sostituzione nell’incarico.
“La sentenza va rispettata come tutte le decisioni della magistratura. Il ministero dell’Interno ottempererà a quanto disposto dalla Suprema Corte”, ha dichiarato dal Viminale il ministro Annamaria Cancellieri sottolineando però che “nessuno può dimenticare l’attività quotidiana di tante donne e uomini della polizia che, con dedizione, professionalità e coraggio, lavorano al servizio dello Stato per il bene di tutti”. Dopo undici anni di attesa, le vittime – 63 i feriti, molti in maniera grave e permanente come il giornalista inglese Mark Covell, 93 gli arrestati in modo illegale rimasti in carcere tre giorni senza poter comunicare con nessuno – hanno ottenuto il via libero definitivo al diritto al risarcimento contro il quale si era battuta l’Avvocatura dello Stato.
La Suprema Corte, invece, ha dichiarato prescritte le condanne a tre anni di reclusione (comunque coperti dal condono) per otto cosiddetti ‘pesci piccoli’, i caposquadra del settimo reparto della celere di Roma, accusati di lesioni. La decisione ha come effetto il venir meno della sanzione accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per Fabrizio Basili, Ciro Tucci, Carlo Lucaroni, Emiliano Zaccaria, Angelo Cenni, Fabrizio Ledoti, Pietro Stranieri, Vincenzo Compagnone. Per Massimo Nucera e Maurizio Panzieri è stata rideterminata al ribasso – da tre anni e otto mesi a tre anni e cinque mesi – la condanna per la messinscena dell’accoltellamento.
Tra i primi commenti quello di Heidi Giuliani, la mamma di Carlo, lo studente ucciso da un carabiniere durante il G8. “Giustizia c’é benché incompleta – ha detto – anche se le responsabilità sono più ampie e penso all’assoluzione dell’allora capo della polizia e al mancato processo per la morte di mio figlio”. “Ci sono voluti undici anni per arrivare a questo verdetto e la Cassazione è stata coraggiosa: mai, nelle democrazie occidentali, si è arrivati ad una condanna per funzionari della polizia di così alto livello”, ha aggiunto l’avvocato Emanuele Tambuscio, legale di alcuni no-global. Per il leader di Sel Nichi Vendola, “la nube tossica che per undici anni ha coperto la mattanza alla Diaz si è dissolta”. E’ stato dunque convalidato – come chiesto da Pietro Gaeta della Procura della Cassazione – l’impianto accusatorio tessuto dalla Corte di Appello di Genova che aveva esteso le condanne ai vertici della polizia dopo le iniziali assoluzioni.
Per il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, “la sentenza della Corte di Cassazione va rispettata come tutte le decisioni della Magistratura. Il ministero dell’Interno ottemperera’ a quanto disposto dalla Suprema Corte. La sentenza mette la parola fine a una vicenda dolorosa che ha segnato tante vite umane in questi 11 anni”. ”Questo non significa che ora si debba dimenticare. Anzi -precisa la responsabile del Viminale- il caso della Diaz deve restare nella memoria. Ma proprio le definitive parole dei giudici ci devono spingere a guardare avanti sicuri che le Forze di Polizia sono per i cittadini italiani una garanzia per la sicurezza e per la democrazia. Del resto -conclude- nessuno puo’ dimenticare l’attivita’ quotidiana di tante donne e uomini della Polizia che, con dedizione, professionalita’ e coraggio, lavorano al servizio dello Stato per il bene di tutti”.
”Una notizia positiva – commenta Giuliano Giuliani, padre di Carlo, il giovane morto nel luglio 2001 durante gli scontri al G8 -. Succede di rado, ma quando accade bisogna accoglierla con soddisfazione. Vuol dire che in questo Paese c’e’ ancora un barlume di giustizia”. ”Ora – dice all’Adnkronos – speriamo che ci siano altre pagine di questo genere. Cercheremo in tutti i modi -dice- di ottenere verita’ e giustizia anche sull’assassinio di Carlo”.
Per Enzo Marco Letizia, segretario dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia, “l’istituzione Polizia, con i suoi comportamenti successivi ai fatti del G8, e’ andata ben oltre un’assunzione di responsabilita’ ed ha agito al suo interno, affinche’ gli errori commessi nel luglio del 2001 non si ripetessero piu’, con una tenace convinzione -sottolinea – che ha trovato la sua massima espressione nella fondazione della scuola di polizia, la cui filosofia e’ proprio quella di apprendere dai propri errori. La politica, dai fatti di Genova, non puo’ esimersi di continuare ad investire di piu’, senza mai far mancare le risorse per la preparazione delle forze di polizia proprio nell’ordine pubblico, poiche’ oggi le tensioni sociali effetto della crisi economica non consentono errori nelle piazze italiane”.









Solidarietà ai giovani che pacificamente dimostravano e hanno subito una aggressione pagando loro per i black block..
Non si faccia però di un’incappucciato che lancia un’estintore ad altezza d’uomo un’eroe che non è. La madre di Giuliani pensi a quello che faceva suo figlio in strada quel giorno e si faccia un’esame di coscienza.
Chiunque sparerebbe a uno che ti vuole lanciare un’estintore in faccia…