Fusione Fredda/ Bersani & Co. ignorarono 4.170 firmatari
di Roy Virgilio.
Resoconto convegno “Verso una rivoluzione energetica non inquinante”
Il 2 luglio il discusso fenomeno della “fusione fredda” è sbarcato a Roma, alla Camera dei deputati, con una conferenza rivolta principalmente al mondo politico. Organizzato dall’onorevole Domenico Scilipoti (Movimento di Responsabilità Nazionale), l’evento ha visto una partecipazione assolutamente bipartisan con Elisabetta Zamparutti (Partito Radicale) e Giulietto Chiesa (estrema sinistra). Ma soprattutto ha dato voce a tecnici, scienziati, ricercatori e imprenditori che con la politica poco hanno a che fare, ma che molto hanno detto sulla realtà delle LENR (acronimo di Reazioni Nucleari a Bassa Energia), sugli esperimenti effettuati e le evidenze di laboratorio.
La conferenza, intitolata “Verso una rivoluzione energetica non inquinante” è stata aperta da Elisabetta Zamparutti, autrice – 23 gennaio 2012 – di un’interpellanza parlamentare per chiedere quali fossero gli orientamenti del governo su questo argomento. La risposta ottenuta è stata un po’ ambigua: se da un lato il governo ha riconosciuto i grandi passi avanti della ricerca negli ultimi anni, dall’altra ha affermato che vede ancora necessari molti studi e che servono altre conferme sperimentali e teoriche. Di fatto una risposta politica che pur non contenendo una preclusione a priori, di sicuro non offre spunti per sostenere con i fatti l’auspicata ricerca.
L’intervento successivo ha visto Giulietto Chiesa (ex parlamentare europeo) proporre una visione più ampia del fenomeno fusione fredda, partendo dalla crisi attuale del sistema capitalistico dovuta alla mancata comprensione del fatto che non si può avere una crescita infinita insistema (quello terrestre, ndr) finito.
Purtroppo i poteri forti (finanza, corporation energetiche, mass media, militari) che controllerebbero di fatto la comunità scientifica, decidendo cosa è da studiare e cosa no attraverso fondi mirati, sono molto più potenti e ramificati del potere religioso che si oppose a Galilei o Giordano Bruno. Le verità sulla crisi del sistema attuale vengono tenute nascoste – e soprattutto minimizzate – pur di mantenere lo status quo. Ma così ci si avvicina semplicemente al baratro. La fusione fredda potrebbe spezzare qualcuno di questi equilibri sclerotizzati, e mescolare le carte in tavola rendendo disponibile grazie a un’energia pulita e decentrata.
Dopo Chiesa, l’ultimo intervento di stampo politico è stato quello dello stesso Scilipoti. Il deputato ha sostenuto che a prescindere dalle posizioni politiche questo è un argomento che va affrontato in maniera trasversale e sostenuto a trecentosessanta gradi. Ha anche osservato che al G20 di Rio de Janeiro le LENR erano ancora fuori dall’agenda del vertice. Perché?
Il primo intervento tecnico è stato proposto dal professor Alberto Carpinteri (docente del Politecnico di Torino e Presidente INRIM). Il docente ha ricordato le polemiche di questi ultimi giorni legate alla raccolta firme effettuata all’interno dell’INRIM contro lo sviluppo delle ricerche sul piezonucleare (un fenomeno basato sulle reazioni nucleari a bassa energia). Carpinteri sta preparando una risposta a questa petizione basata sui fatti (le misure effettuate) e la qualità stessa di queste misure.
Per dimostrare la realtà del piezonucleare, del resto, le misure sono fondamentali. E chi meglio dell’INRIM le può eseguire? Se è vero che per la modellazione teorica ci si deve riferire all’INFN e per eventuali applicazioni all’’ENEA, prima di tutto occorrono misure corrette che possano dimostrare o meno l’esistenza delle anomalie indagate. E questo spetta proprio all’INRIM. Perché tanto accanimento contro una ricerca invece molto promettente?
Dopo questo chiarimento, Carpinteri ha illustrato il lavoro eseguito in laboratorio e l’enorme mole di dati racconti con decine e decine di esperimenti (che durano da circa quattro anni). In questi esprimenti si ricreano in laboratorio fratture di solidi che in natura avvengono nella crosta terrestre. Provini di marmo, granito e altre rocce vengono pressati fino al collasso; in quel momento si rilevano emissioni neutroniche, non previste, che dimostrano l’avvenimento di reazioni nucleari. In effetti, da successive analisi dei campioni si è rilevato in modo ripetibile e costante che la zona di frattura contiene elementi in proporzione diversa dal campione prima della frattura. In altre parole, vi sono delle mutazioni di alcuni elementi in altri elementi.
Studiando poi la composizione della crosta terrestre nei secoli passati, si scopre che alcuni milioni di anni fa si è assistito a grossi cambiamenti nella composizione chimica della crosta, con alcuni elementi che diminuivano e altri che aumentavano in maniera proporzionale. Di fatto circa un quinto della crosta terrestre, dall’inizio della storia del nostro pianeta, è mutata nella composizione (dati di studi assolutamente indipendenti).
Questi esperimenti hanno anche un’altra importante conseguenza: la possibilità di prevedere terremoti. Infatti l’emissione neutronica legata alla rottura delle faglie è rilevabile prima del terremoto vero e proprio, poiché è principalmente dovuta alle microfratture che precedono lo spostamento della roccia. Per cui avendo dei rivelatori posizionati sul territorio si potrebbe prevedere con alcuni giorni di anticipo (da uno a cinque giorni) il terremoto vero e proprio. In effetti questa concomitanza è stata riscontrata in precedenza anche da studiosi russi, che hanno rilevato forti emissioni neutroniche in concomitanza di un sisma. Inoltre altre ricerche simili in Giappone e Italia (legate agli studi di Giuliano Preparata) avevano evidenziato emissioni neutroniche in soluzioni di sali ferrosi e fenomeni di cavitazione.
In seguito Stefano Concezzi, direttore scientifico della multinazionale National Instruments, ha esplorato il frangente economico della fusione fredda. Che esista o meno, questo fenomeno ha bisogno di misure affidabili e ad alta sensibilità. La NI in questo è leader mondiale. Per tanto la multinazionale ha selezionato circa cinquecento esperimenti e su 180 ha verificato l’affidabilità del metodo e dei risultati ottenuti. Vista la serietà di questi lavori, hanno deciso di sostenere i migliori dieci gruppi collaborando attivamente e fornendo know-how e attrezzature per arrivare quanto prima ad un risultato univoco e sicuro: reazioni nucleari a basa energia. Sì o no? Tra questi dieci studi, due sono italiani: il gruppo di Vittorio Violante all’ENEA di Frascati e quello di Giuseppe Levi all’Università e INFN di Bologna.
Al termine della presentazione di Concezzi, ecco il turno del professor Francesco Celani (ricercatore dell’INFN di Frascati). Celani ha fatto una carrellata sui risultati positivi ottenuti in ordine cronologico sulle LENR dal 1989 ad oggi. Moltissimi i passi avanti e le tecniche utilizzate per affrontare il fenomeno.
Voglio però mettere in risalto l’insabbiamento che la NASA effettuò nel 1989, pochi mesi dopo l’annuncio di Fleishman e Pons, quando dopo aver replicato con successo l’esperimento non ha comunicato il risultato a – quasi – nessuno. Di più, ha negato la realtà del fenomeno. Solo pochi mesi fa – quando il tema è tornato di forte attualità - NASA ha ammesso l’esito positivo dell’esperimento, e ha dichiarato essere a sua volta al lavoro sulla fusione fredda.
In conclusione Celani ha descritto il suo ultimo esperimento positivo eseguito con materiali commerciali a basso costo (quali l’Isotan44). Modificati ad hoc per ottenere nanostrutture adatte alla reazione, sono riusciti ad avere una cella costante, affidabile e con eccessi calorimetrici assolutamente replicabili. Un grande risultato che andrà approfondito.
Ultimo intervento, ma non certo per interesse, è stato quello di Roberto Germano, fisico della materia e amministratore della Promete Srl dell’Università di Napoli. Germano ha parlato della sua esperienza diretta legata al tabù della fusione fredda in ambito accademico, vissuta in particolare negli anni novanta. Una carrellata di eventi che hanno portato la fusione fredda ad essere bollata come una scienza “patologica”.
Ha infine portato all’attenzione dei politici presenti, la raccolta firme (quasi 4.170 firmatari!), a favore di un approccio aperto e scientifico con cui affrontare la possibilità di finanziare la ricerca in questo campo. Tale appello è stato portato nelle mani dell’allora Ministro per l’Ambiente Pecoraro Scanio, il Ministro dell’allora Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, e l’ex Ministro delle finanze Padoa Schioppa ma nulla è mai accaduto.
Ma se davvero vogliamo utilizzare al più presto questa tecnologia nelle nostre case, è necessario che politici e scienziati si uniscano in maniera corretta ed aperta, per supportare tecnicamente ed economicamente chi oggi porta avanti questi studi. Spendendo le briciole che avanzano da ricerche meno promettenti.



















Stiamo vivendo due realtà parallele, la prima a che fare con il disastro annunciato della fine di un sistema economico e finanziario planetario. Si può agevolmente riassumere nella fine del consumismo a prescindere. La seconda è quella emergente che propone l’energia libera o meno dipendente dalle “centrali” energetiche di origine fossile legati agli interessi dell’oligarchia energetica. A distanza di 20 anni in italia l’avventura della FF, iniziato dal compianto Giuliano Preparata, siamo a parlare degli incredibili scenari offerta anche grazie un piccolo gruppo di scienziati italiani, LA SOLUZIONE energetica del secolo. Gli italiani farebbero una gran figura, ma non è così anzi. L’italia è un paese che ha la particolarità di scegliere chi governa in base al grado di imbecillità e alla furbizia. Non meraviglia dunque l’espatrio costante di personaggi storici come Enrico fermi e sopratutto di quelli in silenzio lavorano con pochi mezzi e vessati dalle istituzioni “scientifiche” e incita i migliori all’espatrio. Chi conosce e segue la storia della FF sa che prima o poi i reattori verranno a galla e questo sarà l’antidoto contro il disastro, nonostante Monti, Tremonti …e gli italiani.
http://www.youtube.com/watch?v=j37b921wjkw&feature=related
- Scilipoti … Se questo è il padrino stanno messi bene…