Tav, Passera: “Il progetto è confermato”. Dall’Ue ‘no’ a nuovi finanziamenti
dalla nostra redazione.
Il progetto della Tav Torino-Lione è stato confermato anche dal governo francese. Lo ha reso noto il ministro dello sviluppo economico Corrado Passera durante il suo intervento all’Assemblea dell’Ance all’indomani delle indiscrezioni sull’opera pubblicate da ‘Le Figaro’. “Ho appena parlato col ministro francese – afferma Passera – e non c’è in nessuna delle loro ipotesi alcuna modifica agli impegni già presi a livello nazionale quindi il progetto Torino-Lione così importante della rete dei corridoi europei è totalmente confermato sia da parte nostra che da parte del governo francese”.
“Non credo ci siano ripensamenti”, commenta il viceministro dei Trasporti Mario Ciaccia sulla questione della Tav, intervenendo a margine dell’assemblea dell’Ance. “Ho motivo di ritenere -spiega Ciaccia- che opere di questa importanza verrà confermata da parte francese”.
Sulla questione è intervenuto anche il vicepresidente della Commissione Europea Antonio Tajani per il quale “fermare le infrastrutture sarebbe un errore perché esse significano lavoro, investimenti e competitività”. “Credo si debba andare sulle reti transeuropee a maggior ragione in un periodo in cui si stanno mettendo in campo i project bond”, conclude Tajani a margine dell’assemblea dell’Ance.
Ieri sera il governo francese aveva spiegato che la Torino-Lione ha ”un’importanza maggiore”, ma la prosecuzione dell’opera avrebbe bisogno di maggiore finanziamenti Ue. Un’ipotesi scartata oggi dal commissario ai Trasporti Siim Kallas. Quello dell’alta velocità Torino-Lione è “anzitutto un progetto franco-italiano e i fondi devono arrivare soprattutto da Italia e Francia, il ruolo della Commissione europea puo’ essere veramente modesto”. “Se i Paesi membri ci danno molti più soldi per le infrastrutture per i trasporti, lo possiamo prendere in considerazione – ha detto Kallas con una battuta, riferendosi alla richiesta francese – ma non possiamo distribuire soldi che non abbiamo”.
Il commissario ha comunque fatto sapere che Bruxelles ora “aspetta considerazioni concrete” da parte della Francia e poi “vedremo come adeguare le nostre politiche ai nuovi sviluppi”. In ogni caso, ha ribadito, pur essendo un “progetto prioritario” per l’Ue, “è principalmente nelle mani di Italia e Francia ed il ruolo della Commissione è molto modesto”.
Tav, la Francia ci ripensa: “Possibile stop alla Torino-Lione”
dalla nostra redazione.
In periodo di crisi, la Francia non ha piu’ i mezzi per permettersi tutte le opere di infrastrutture su cui aveva puntato ed il governo dovra’ ora decidere a quali linee di alta velocita’ rinunciare. A scriverlo e’ ‘Le Figaro’ secondo il quale tra i progetti a rischio ci sarebbe anche la Torino-Lione. Una missione composta da parlamentari ed esperti, si legge sul sito del quotidiano, sara’ nominata a breve per classificare i progetti per ordine di priorita’. Dovrebbe rendere conto delle proprie decisioni entro la fine dell’anno.
Unica certezza, le due linee in costruzione Tours-Bordeaux e Metz-Nancy, e i due progetti oggetto di un contratto firmato, Le Mans-Rennes e Ni’mes-Montpellier, non saranno rimessi in causa, si sottolinea al ministero dei Trasporti, secondo quanto apprende il quotidiano. Invece, le linee che costano care senza ridurre significativamente i costi di trasporto rischiano di essere accantonate. Cosi’ vale anche per quelle tratte per le quali le previsioni di traffico non sono esponenziali e sulle quali sara’ difficile chiedere il pagamento di biglietti cari. Per quanto riguarda la Torino-Lione, i costi (12 miliardi di Euro) non giocano a suo favore, ne’ la riduzione del trasporto merci su questa tratta, passato nel 2011 a quattro milioni di tonnellate contro gli undici milioni di circa 20 anni fa.
Finito il tempo delle promesse, scrive il giornale, arriva quella della realta’. Il ministro del Bilancio, Je’ro’me Cahuzac, ha detto mercoledi’ scorso ad alta voce cio’ che gli esperti continuano a ripetere a mezza voce da qualche mese riguardo alle nuove linee ad alta velocita’.
“Lo stato ha previsto un moltitudine di progetti senza avere l’inizio dell’avvio del minimo finanziamento. Il governo non avra’ altra scelta se non quella di rinunciare ad alcune opzioni”. Entro il 2020 erano dunque stata programmata la costruzione di 14 linee ad alta velocita’. Ora il governo dovra’ scegliere a quali linee rinunciare.







