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	<title>il Democratico &#187; Africa</title>
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	<description>Giornalismo di inchiesta libero e indipendente</description>
	<lastBuildDate>Mon, 20 May 2013 17:18:19 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Algeria, uccisi gli ultimi 7 ostaggi Assalto finale ai terroristi: 11 morti</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jan 2013 14:48:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[dalla nostra redazione. E&#8217; scattato il blitz finale delle forze algerine contro il commando di estremisti islamici asserragliati nell&#8217;impianto di estrazione di gas naturale di In Amenas, con diversi istaggi stranieri e centinaia di lavoratori algerini. E l&#8217;esito è drammatico. Sette ostaggi, dei quali non si conosce la nazionalità, sono stati uccisi dai terroristi mentre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dalla<em> nostra redazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_15267" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2013/01/algeria_inamenas-Adnkronos.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-15267" title="algeria_inamenas Adnkronos" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2013/01/algeria_inamenas-Adnkronos-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Adnkronos</p></div>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; scattato il blitz finale delle forze algerine contro il commando di estremisti islamici asserragliati nell&#8217;impianto di estrazione di gas naturale di In Amenas, con diversi istaggi stranieri e centinaia di lavoratori algerini.</p>
<p style="text-align: justify;">E l&#8217;esito è drammatico. Sette ostaggi, dei quali non si conosce la nazionalità, sono stati uccisi dai terroristi mentre fra gli estremisti islamici si contano 11 vittime.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo quanto afferma &#8216;El Watan&#8217;, ieri sera i &#8221;terroristi&#8221; avrebbero cercato senza esito di sabotare gli impianti del sito per l&#8217;estrazione di idrocarburi. Stamani, &#8221;avendo perso ogni speranza di abbandonare il sito con gli ultimi sette ostaggi, i terroristi hanno iniziato a ucciderne alcuni, spingendo le forze speciali a intervenire&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8221;I terroristi &#8211; spiega El-Watan nella sua ricostruzione &#8211; si preparavano a un suicidio collettivo. L&#8217;intervento di elementi delle forze algerine ha permesso la loro neutralizzazione. Purtroppo gli ostaggi erano già stati uccisi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono stati invece liberati 16 ostaggi stranieri che erano ancora in mano al commando di jihadisti: fra di loro ci sono due americani, due tedeschi e un portoghese. Tra i liberati anche 3 romeni e 2 norvegesi, tratti in salvo questa mattina, secondo quanto riferito dal ministero degli Affari Esteri della Romania e la compagnia petrolifera norvegese Statoil. Il capo della diplomazia romena, Titus Corlatean, fanno sapere dal ministero, ha anche avuto modo di parlare telefonicamente con l&#8217;omologo algerino, Mourad Medelci, dei &#8220;drammatici avvenimenti in corso nel complesso di In Amenas&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La societa&#8217; norvegese Statoil, ha riferito che due dipendenti, di nazionalita&#8217; norvegese sono stati liberati. Per il momento sono 11 i dipendenti della Statoil che sono stati liberati, ma ancora non ci sono notizie degli altri 6 colleghi. Sempre nella notte e&#8217; stata confermata l&#8217;uccisione di uno degli ostaggi statunitensi.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Esercito algerino intanto ha risposto alla critiche al blitz per liberare gli ostaggi in mano al commando di jihadisti che ha attaccato il sito di In Amenas, nel sudest dell&#8217;Algeria, affermando di aver evitato un &#8221;vero massacro&#8221;. &#8221;L&#8217;operazione e&#8217; scattata in risposta alla decisione dei terroristi di uccidere gli ostaggi e compiere un vero massacro&#8221;, ha detto al quotidiano algerino El Khabar un ufficiale algerino coperto da anonimato.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo una fonte &#8221;informata&#8221; citata dall&#8217;agenzia di stampa mauritana Ani, il commando terrorista è arrivato dal Niger. Il gruppo, secondo la stessa fonte, era composto da una quarantina di uomini armati.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;attacco di In Amenas di certo ha peggiorato i rapporti fra Usa e Algeria. Le autorità algerine avrebbero infatti respinto un&#8217;offerta di aiuto da parte della Nato per la liberazione degli ostaggi nelle mani degli estremisti islamici asserragliati nel sito di In Amenas, nel sudest dell&#8217;Algeria. Lo riferiscono fonti della sicurezza di Algeri citate dal quotidiano locale &#8216;Echorouk&#8217;. &#8220;Il governo algerino non ha dato il suo consenso alla richiesta di aiuto avanzata dalla Nato&#8221;, hanno sottolineato le fonti coperte da anonimato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu ha condannato &#8220;nei termini più severi&#8221; l&#8217;attacco di mercoledì scorso in Algeria. I membri del consiglio &#8220;hanno espresso la loro profonda solidarietà e le sentite condoglianze alle vittime di questi atti atroci, alle loro famiglie e al popolo e ai governi di Algeria e di quei Paesi i cui cittadini sono stati colpiti&#8221;. Lo ha reso noto un comunicato diffuso ieri sera da Masood Khan, rappresentante permanente pachistano presso le Nazioni Unite. Questo mese, infatti, il Consiglio di Sicurezza è presieduto dal Pakistan.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto si registrano le prime ripercussioni negative sul turismo in Algeria dopo l&#8217;attacco nel sudest del Paese. Secondo il sito web del quotidiano algerino El Watan, che cita una fonte &#8221;attendibile&#8221;, circa 305 turisti stranieri di diverse nazionalita&#8217; hanno rinunciato a recarsi a Tamanrasset, meta classica dei viaggi in Algeria che dista poche decine di chilometri dal sito attaccato mercoledi&#8217; dal commando di jihadisti. Stando alla fonte citata dal giornale, le disdette sono legate al rifiuto da parte delle compagnie di assicurazioni di concedere ai turisti i documenti necessari per ottenere il visto per il viaggio &#8221;a causa della situazione della sicurezza in Algeria e nel Sahel&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Egitto/ Mohamed Morsi è il nuovo presidente</title>
		<link>http://ildemocratico.com/2012/06/24/egitto-mohamed-morsi-e-il-nuovo-presidente/</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Jun 2012 22:11:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
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		<description><![CDATA[dalla nostra redazione. Morsi: &#8220;Sarò il presidente di tutti gli egiziani&#8221;. Così il neo eletto Capo di Stato egiziano nel suo primo discorso da presidente in cui ha affermato che saranno rispettati i trattati internazionali. Ue: &#8220;Storica elezione&#8221;. Per il dopo Mubarak, l&#8217;Egitto ha scelto l&#8217;Islam. Il candidato dei Fratelli musulmani Mohammed Morsi, infatti, ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">dalla <em>nostra redazione.</em></p>
<h2 style="text-align: justify;">Morsi: &#8220;Sarò il presidente di tutti gli egiziani&#8221;. Così il neo eletto Capo di Stato egiziano nel suo primo discorso da presidente in cui ha affermato che saranno rispettati i trattati internazionali. Ue: &#8220;Storica elezione&#8221;.</h2>
<div id="attachment_14061" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/06/Mohamed_Morsi.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-14061" title="Mohamed_Morsi" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/06/Mohamed_Morsi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Mohamed Morsi</p></div>
<p style="text-align: justify;">Per il dopo Mubarak, l&#8217;Egitto ha scelto l&#8217;Islam. Il candidato dei Fratelli musulmani Mohammed Morsi, infatti, ha vinto le elezioni presidenziali . Dopo giorni di rinvii e riconteggi, la commissione elettorale ha finalmente annunciato i risultati delle presidenziali, tenutesi il 16 e 17 giugno scorsi. Il nome del vincitore è stato accolto dall&#8217;esultanza di migliaia di persone, da giorni riunitesi in piazza Tahir.</p>
<p style="text-align: justify;">Morsi ha vinto con il 51 per cento dei voti, sconfiggendo l&#8217;ex premier del vecchio regime Ahmet Shafiq fermo al 48 per cento, ha reso noto il presidente della suprema commissione per le elezioni presidenziali Farouk Sultan che ha lamentato il clima di &#8221;tensione&#8221; in cui è stato costretto a lavorare il suo organismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Presidente del partito Giustizia e Libertà fondato dopo la rivoluzione della Piazza Tahir, Morsi, 61 anni, era stato deputato come indipendente fra il 2000 e il 2005, e nel consiglio direttivo dei Fratelli Musulmani su cui ancora vigeva il bando.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la formazione islamica, la sua candidatura era stata una seconda scelta, dopo l&#8217;esclusione di Khairat al-Shater dalla lizza da parte della Commissione elettorale. E&#8217; stato eletto con lo slogan &#8221;L&#8217;Islam è la soluzione&#8221;. Morsi è promotore di un &#8220;progetto di rinascita&#8221; dell&#8217;Egitto, uno dei cui pilastri è l&#8217;applicazione di alcuni principi della sharia nel sistema giuridico egiziano e rappresenta l&#8217;ala piu&#8217; conservatrice del movimento islamista.</p>
<p style="text-align: justify;">In un&#8217;intervista a CNN il mese scorso, aveva espresso la sua fiducia nella democrazia, il suo credo nei pari diritti di donne e uomini, e la sua intenzione di rispettare gli accordi di pace con Israele del 1979 &#8221;a patto la controparte gli rispetti a sua volta&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo presidente si è laureato in ingegneria all&#8217;università del Cairo e proseguito gli studi negli Stati Uniti, con un PhD all&#8217;Universita&#8217; della California del sud conseguito nel 1982. In seguito, ha mantenuto per alcuni anni una carica di &#8216;assistant professor&#8217; all&#8217;Universita&#8217; di stato della California a Northridge, prima di fare ritorno in Egitto. Prima di dedicarsi alla polica, ha insegnato all&#8217;Università Zagazig.</p>
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		<title>Hosni Mubarak &#8220;clinicamente morto&#8221;. Era il faraone dalle dieci vite</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jun 2012 21:52:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[dalla nostra redazione. Hosni Mubarak e&#8217; &#8220;clinicamente morto&#8221;. Lo hanno riferito all&#8217;agenzia di stampa ufficiale egiziana Mena i medici dell&#8217;ospedale in cui l&#8217;ex rais era stato trasferito dalla prigione in seguito a un infarto. Le condizioni di salute dell&#8217;ex presidente egiziano si erano aggravate dal 2 giugno scorso, giorno in cui fu emessa la sentenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">dalla <em>nostra redazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/02/Hosni-Mubarak.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6900" title="Hosni-Mubarak" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/02/Hosni-Mubarak-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Hosni Mubarak e&#8217; &#8220;clinicamente morto&#8221;. Lo hanno riferito all&#8217;agenzia di stampa ufficiale egiziana Mena i medici dell&#8217;ospedale in cui l&#8217;ex rais era stato trasferito dalla prigione in seguito a un infarto. Le condizioni di salute dell&#8217;ex presidente egiziano si erano aggravate dal 2 giugno scorso, giorno in cui fu emessa la sentenza che lo condannava all&#8217;ergastolo per aver ordinato la repressione che porto&#8217; alla morte di almeno 850 manifestanti lo scorso anno.</p>
<p style="text-align: justify;">In serata l&#8217;ex presidente egiziano e&#8217; stato trasferito dalla prigione in cui si trova in ospedale. &#8220;Il cuore si e&#8217; fermato&#8221;, ha riferito l&#8217;agenzia Mena, ma Mubarak non ha perso conoscenza.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;infarto a Mubarak e&#8217; arrivato al termine di una giornata in cui migliaia di persone sono scese in piazza Tahrir, al Cairo, per protestare contro la giunta militare. Gli stessi ispiratori della rivolta che caccio&#8217; l&#8217;allora rais sono tornati a scandire slogan, stavolta contro i militari che gli sono succeduti al potere. La manifestazione e&#8217; avvenuta sullo sfondo della perdurante incertezza sul risultato delle elezioni presidenziali: tanto il candidato dei Fratelli Musulmani, Mohammed Morsi, che il suo rivale, l&#8217;ex premier Ahmed Shafiq, hanno ripetuto oggi di aver conquistato la maggioranza dei voti. Per bocca del suo portavoce, Morsi ha detto di aver vinto con il 52% dei voti. Qualche ora piu&#8217; tardi, lo staff elettorale di Shafiq ha sostenuto di avere &#8220;i dati giusti&#8221; e che l&#8217;ex premier ha incassato mezzo milione di voti in piu&#8217; del rivale (il 51,5%).</p>
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		<title>Nigeria/ Nuovo massacro di cristiani. Attacchi alle chiese e luoghi di culto</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jun 2012 18:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Martino Cristiano. Nuova domenica di sangue per la Nigeria. Nel mirino dei radicali islamici di Boko Haram tre chiesee luoghi di culto nello stato nordoccidentale di Kaduna. Incerto il numero dei morti che supererebbe comunque le 10 vittime tra cui almeno quattro bambini. Moltissimi anche i feriti gravi Dall&#8217;Italia intanto il vicepresedente del Senato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di <em>Martino Cristiano.</em></p>
<h2 style="text-align: justify;">Nuova domenica di sangue per la Nigeria. Nel mirino dei radicali islamici di Boko Haram tre chiesee luoghi di culto nello stato nordoccidentale di Kaduna. Incerto il numero dei morti che supererebbe comunque le 10 vittime tra cui almeno quattro bambini. Moltissimi anche i feriti gravi</h2>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/06/nigeria.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13986" title="++ NIGERIA: KAMIKAZE IN UN'ALTRA CHIESA ++" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/06/nigeria-300x172.jpg" alt="" width="300" height="172" /></a>Dall&#8217;Italia intanto il vicepresedente del Senato ed esponente Pd Vannino Chiti chiede l&#8217;intervento della comunità internazionale per fermare il massacro di cristiani. &#8220;La comunità internazionale deve intervenire subito sulle stragi di cristiani in Nigeria. Negli ultimi tempi -aggiunge- gli attacchi contro i cristiani sono moltiplicati e i terroristi colpiscono quasi ogni giorno&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">A invocare la presenza militare è per il Pdl Renato Farina. &#8220;La strage durante le messe si è ripetuta, con quattro bambini assassinati a colpi di granata. Il governo locale è impotente, la comunità internazionale assente. I giornali italiani &#8211; afferma l&#8217;ex vicedirettore di Libero &#8211; nonostante la mobilitazione di numerosi parlamentari di tutte le forze politiche, danno molto più risalto alla difesa dei piccoli beagles che dei piccoli uomini, in fondo africani&#8221;. &#8220;La logica della ritorsione, che i vescovi locali cercano di arginare, è esattamente ciò che è voluto dai Boko Haram, terroristi islamici, che vogliono provocare una guerra civile con l&#8217;eliminazione della forte minoranza cristiana. Si muova il governo e mobiliti l&#8217;Europa. Altro che Libia&#8230; Se c&#8217;è bisogno di una presenza armata a tutela degli inermi, è più necessaria oggi in Nigeria che in Libano o Afghanistan&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;Unione europea si appella sempre dal Pdl il senatore Lucio Malan per il quale &#8220;nonostante il tentativo di alcuni di parlare di fenomeni di odio etnico, quel che avviene in Nigeria è un tentativo di imporre una religione a forza e allo stesso tempo una testimonianza emblematica delle persecuzioni anti cristiane nel mondo. Il ministro Giulio Terzi nei giorni scorsi ha fatto affermazioni forti e chiare, ora è tempo di ottenere dall&#8217;Unione europea una presa di posizione altrettanto forte, perché le parole della Carta dei diritti fondamentali dell&#8217;Europa non siano mera retorica&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Nigeria/ Kamikaze si fa esplodere davanti altare. Attacco contro due chiese</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jun 2012 22:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[di Martino Cristiano. Nuova domenica di sangue in Nigeria, dove almeno nove persone sono state uccise in attacchi contro due chiese. Attentato suicida a Jos, capitale dello stato centrale di Plateau, davanti ad una chiesa, mentre a Biu, nello stato di Borno, cinque persone hanno aperto il fuoco sui fedeli. Al momento non vi sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <em>Martino Cristiano.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/06/Nigeriasoldati_fi-400x300.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-13855" title="Nigeriasoldati_fi--400x300" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/06/Nigeriasoldati_fi-400x300-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nuova domenica di sangue in Nigeria, dove almeno nove persone sono state uccise in attacchi contro due chiese. Attentato suicida a Jos, capitale dello stato centrale di Plateau, davanti ad una chiesa, mentre a Biu, nello stato di Borno, cinque persone hanno aperto il fuoco sui fedeli. Al momento non vi sono dati ufficiali delle vittime, ma alcune fonti riferiscono di quattro morti e quarantuno feriti a Jos e cinque a Biu, dove vi sarebbero anche quindici feriti.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la polizia il bilancio dei morti sarebbe da ridimensionare a due, mentre i feriti a Biu sarebbero cinque persone sono rimaste ferite a Biu. Al momento è confermata soltanto la morte dell&#8217;attentatore suicida, ma vi sono molti feriti&#8221;, ha detto Yushau Shabib, portavoce dei servizi di emergenza della Nigeria.</p>
<p style="text-align: justify;">Il commissario di polizia Emmanule Ayenei, ha riferito che fra i morti vi è anche il kamikaze che, durante la messa, si è mischiato ai fedeli della Christ Chosen Charismatic Church e si è fatto esplodere davanti all&#8217;altare. Due persone sono rimaste uccise all&#8217;istante e altre sono rimaste seriamente ferite. &#8220;La forte esplosione -ha aggiunto- ha poi provocato il crollo della chiesa, con l&#8217;uccisione e il ferimento di altre persone&#8221;. Secondo un testimone, Emmanuel Okoh, gli agenti dei reparti anti sommossa della polizia sono intervenuti con gas lacrimogeni per disperde la folla che si era riunita sul luogo dell&#8217;attentato.</p>
<p style="text-align: justify;">In serata è arrivata la rivendicazione del duplice attentato da parte del la setta fondamentalista, &#8216;Boko Haram&#8217;. Domenica scorsa, almeno dodici persone sono morte in un attentato suicida davanti a una chiesa a Bauchi.</p>
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		<title>Nigeria/ Aereo si schianta vicino aeroporto di Lagos: &#8220;Non vi sono sopravvissuti&#8221;</title>
		<link>http://ildemocratico.com/2012/06/04/nigeria-aereo-si-schianta-vicino-aeroporto-di-lagos-non-vi-sono-sopravvissuti/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Jun 2012 08:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[dalla nostra redazione. Un aereo è precipitato oggi in Nigeria, nella regione sud occidentale di Lagos. A bordo c&#8217;erano 147 passeggeri e 6 membri dell&#8217;equipaggio. Secondo il capo dell&#8217;Aeronautica civile Harold Demuren non ci sarebbero superstiti. E ci sarebbero anche vittime a terra. L&#8217;aereo della Dana Airlines, identificato come un Boeing MD83, è stato gravemente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">dalla <em>nostra redazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_13757" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/06/Nigeria_incidente_aereo_daTwitter-400x300.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-13757" title="Nigeria_incidente_aereo_daTwitter--400x300" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/06/Nigeria_incidente_aereo_daTwitter-400x300-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Foto da Twitter di Dana Plane</p></div>
<p style="text-align: justify;">Un aereo è precipitato oggi in Nigeria, nella regione sud occidentale di Lagos. A bordo c&#8217;erano 147 passeggeri e 6 membri dell&#8217;equipaggio. Secondo il capo dell&#8217;Aeronautica civile Harold Demuren non ci sarebbero superstiti. E ci sarebbero anche vittime a terra.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;aereo della Dana Airlines, identificato come un Boeing MD83, è stato gravemente danneggiato nella caduta: ha colpito una linea elettrica e si è schiantato su un edificio di due piani che si trova nel quartiere densamente popolato di Ishaga.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo l&#8217;aeroporto internazionale di Lagos è stato chiuso e ai passeggeri in attesa di imbarcarsi è stato detto di tornare a casa.</p>
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		<title>Egitto, 74 morti negli scontri allo stadio. Lutto nazionale, tifosi minacciano vendetta</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 21:46:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>

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		<description><![CDATA[dalla nostra redazione. Tre giorni di lutto in Egitto dopo gli scontri che ieri nello stadio di Port Said sono costati la vita ad almeno 74 persone. A proclamare il lutto nazionale, riferisce la tv di Stato, è stato il capo del Consiglio supremo delle Forze armate, Hussein Tantawi. Aerei militari hanno trasportato da Port [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">dalla<em> nostra redazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/02/egitto_scontri_portsaid_xin-400x300.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12322" title="egitto_scontri_portsaid_xin--400x300" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/02/egitto_scontri_portsaid_xin-400x300-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Tre giorni di lutto in Egitto dopo gli scontri che ieri nello stadio di Port Said sono costati la vita ad almeno 74 persone. A proclamare il lutto nazionale, riferisce la tv di Stato, è stato il capo del Consiglio supremo delle Forze armate, Hussein Tantawi.</p>
<p style="text-align: justify;">Aerei militari hanno trasportato da Port Said al Cairo 25 di coloro che sono rimasti feriti durante gli scontri tra le due tifoserie di calcio contrapposte. Stando al canale satellitare ONTV, Tantawi ha ricevuto i feriti all&#8217;aeroporto militare del Cairo. Gli aerei militari trasportavano anche i giocatori dell&#8217;Ahly e i tecnici dello staff.</p>
<p style="text-align: justify;">Decine di supporter dell&#8217;Ahly hanno manifestato nella capitale egiziana promettendo vendetta per i loro compagni morti. Secondo quanto ha riferito la tv araba &#8216;al-Jazeera&#8217;, i manifestanti hanno minacciato di &#8220;attendere l&#8217;arrivo in città di qualsiasi abitante di Port Said per attuare la vendetta&#8221;. Questa posizione è stata però contestata da altri giovani, che partecipavano alla manifestazione, che hanno accusato le forze di polizia di &#8220;non aver fatto il loro dovere per impedire l&#8217;aggressione dei supporter della squadra di casa contro i tifosi ospiti a Port Said&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo gli scontri il capo della sicurezza di Port Said è stato rimosso dall&#8217;incarico. Lo riferiscono i media locali, precisando che per Essam Samak il ministero dell&#8217;Interno ha deciso il rientro al Cairo. La notizia arriva dopo che la commissione Difesa e Sicurezza e la commissione Sport e Giovani del Parlamento egiziano hanno chiesto le dimissioni del premier, del ministro dell&#8217;Interno e dello stesso Samak.</p>
<p style="text-align: justify;">Il procuratore generale egiziano Abdel Meguid Mahmoud ha ordinato l&#8217;interrogatorio per 51 sospetti arrestati durante gli scontri. Durante un&#8217;ispezione allo stadio di Port Said, Mahmoud ha chiesto a chiunque abbia girato video di inviarli al procuratore generale. La procura di Port Said ha ordinato l&#8217;arresto per il governatore locale, Ahmad Abdallah, e per il capo della sicurezza della provincia, Essam Samak. I due sarebbero accusati di negligenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre il primo ministro egiziano Kamal al Ganzuri oggi ha sciolto la Federcalcio egiziana. Il presidente della Federazione Africana di Calcio (CAF), Issa Hayatou, si è detto &#8220;scioccato&#8221; per quanto avvenuto allo stadio e la Fifa ha chiesto alle autorità egiziane una &#8220;relazione completa sugli incidenti per valutare che cosa è successo&#8221;. &#8221;Oggi è un giorno nero per il calcio e dobbiamo assicurarci che non accada mai più una cosa del genere&#8221;, ha scritto il presidente della Fifa, Joseph Blatter, in una lettera alla Federazione Egiziana di calcio.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli scontri allo stadio di Port Said sono &#8220;inaccettabili&#8221; ha commentato la commissaria europea responsabile per lo Sport, Androulla Vassiliou, che si è detta &#8220;profondamente rattristata e sconvolta per le terribili scene e la perdita di vite umane&#8221; cui si è assistito ieri. Dal canto suo, l&#8217;Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune europea, Catherine Ashton, ha detto di sperare &#8220;in un&#8217;indagine immediata ed indipendente che faccia luce sulle cause di questo tragico evento&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Per l&#8217;ex generale egiziano Fuad Allam, ex capo della sezione anti-terrorismo della polizia del Cairo, responsabile degli scontri tra le due tifoserie di calcio contrapposte sarebbe il clima di scontro politico che si registra in Egitto. L&#8217;ex generale egiziano spiega ad Aki-Adnkronos International in quale quadro si inseriscono le violenze di ieri.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Le ragioni vanno ricercate nel clima di scontro politico, economico e di mancanza di sicurezza che si registra nel paese &#8211; afferma &#8211; uno stato di frustrazione e di rabbia ormai diffuso in tutti cittadini in conseguenza del quale qualsiasi scusa è buona per far scattare la violenza&#8221;. Esclude che dietro gli incidenti di ieri ci sia un ispiratore occulto.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Tutti i cittadini hanno i nervi a fior di pelle &#8211; aggiunge &#8211; è necessario che ci sia invece la collaborazione di tutti per combattere i fuorilegge. Nel momento in cui i cittadini fanno un blocco stradale e non lasciano passare nessuno è lo stato che perde&#8221;. Si dice infine contrario alla reintroduzione dello stato d&#8217;emergenza, abolito proprio di recente da Tantawi, perché &#8220;le leggi che ci sono bastano se hanno il giusto sostegno dei cittadini&#8221;.</p>
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		<title>Egitto/ Neonato morto sotto gas lacrimogeni</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 18:01:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[dalla nostra redazione. Un neonato è morto per soffocamento a causa dei gas lacrimogeni utilizzati dalle forze di sicurezza egiziane a Tanta, città della regione del Delta del Nilo. Il bambino di appena nove mesi era stato portato ieri in piazza dalla mamma ed è rimasto coinvolto nel lancio di gas lacrimogenda parte degli agenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">dalla <em>nostra redazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Un neonato è morto per soffocamento a causa dei gas lacrimogeni utilizzati dalle forze di sicurezza egiziane a Tanta, città della regione del Delta del Nilo. Il bambino di appena nove mesi era stato portato ieri in piazza dalla mamma ed è rimasto coinvolto nel lancio di gas lacrimogenda parte degli agenti intenti a impedire ai manifestanti &#8211; che contestano i militari al potere da metà gennaio &#8211; di assaltare una sede della sicurezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Una persona è morta anche negli scontri tra le forze di sicurezza e i manifestanti scoppiati all&#8217;esterno di un centro delle forze di sicurezza ad Alessandria, nel nord dell&#8217;Egitto. Lo ha riferito la tv di Stato, precisando che a causa delle violenze sono rimaste ferite anche 28 persone. Secondo l&#8217;emittente, gli agenti hanno sparato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti che hanno lanciato pietre contro la polizia. Due persone sono già morte ad Alessandria dallo scorso fine settimana, quando moltissimi manifestanti sono tornati in piazza al Cairo e in altre città dell&#8217;Egitto per chiedere il passaggio di poteri dalla giunta militare alle autorità civili.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono ripresi intanto gli scontri nella zona di piazza Tahrir al Cairo tra manifestanti e agenti della sicurezza egiziana. In particolare gli incidenti si registrano lungo via Mohammed Mahmoud, a poche centinaia di metri dalla sede del ministero dell&#8217;Interno. Per difenderla gli agenti hanno lanciato lacrimogeni contro i manifestanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni candidati alle prossime elezioni parlamentari egiziane, previste per lunedì, hanno sospeso la campagna elettorale in segno di solidarietà con i manifestanti di piazza Tahrir, che contestano i militari al potere da febbraio, ovvero dalle dimissioni di Hosni Mubarak. I candidati hanno bloccato la campagna elettorale, si legge sul quotidiano locale al-Masry al-Youm, per denunciare la violenza a cui sono ricorse le forze di sicurezza per contenere le proteste. Ad oggi &#8211; secondo il bilancio ufficiale &#8211; si contano almeno 30 morti.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8221;E&#8217; indecente continuare a fare campagna elettorale mentre i dimostranti vengono attaccati&#8221;, ha commentato Khaled Shaaban, candidato del Blocco egiziano, con un chiaro riferimento ai Fratelli Musulmani che stanno proseguendo le attività in vista del voto. Intanto alcuni candidati, come l&#8217;indipendente al-Saeed Kamel, hanno deciso di unirsi ai manifestanti di piazza Tahrir.</p>
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		<title>Egitto, militari contro dimostranti in piazza Tahir: vittime e feriti</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 17:24:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[dalla nostra redazione. Violenti scontri al Cairo tra forze di sicurezza e dimostranti che cercavano di raggiungere piazza Tahir, simbolo della primavera egiziana. Tre manifestanti sono rimasti uccisi negli scontri tra militari e forze di sicurezza da una parte e manifestanti dall&#8217;altra. A renderlo noto sono stati alcuni attivisti. Migliaia di dimostranti sono tornati nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">dalla <em>nostra redazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/11/egitto_scontriCairo_091011_xin-400x300.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11565" title="egitto_scontriCairo_091011_xin--400x300" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/11/egitto_scontriCairo_091011_xin-400x300-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Violenti scontri al Cairo tra forze di sicurezza e dimostranti che cercavano di raggiungere piazza Tahir, simbolo della primavera egiziana. Tre manifestanti sono rimasti uccisi negli scontri tra militari e forze di sicurezza da una parte e manifestanti dall&#8217;altra. A renderlo noto sono stati alcuni attivisti. Migliaia di dimostranti sono tornati nella piazza poco dopo che le forze di sicurezza e i militari li avevano attaccati nel tentativo di costringerli ad andarsene.</p>
<p style="text-align: justify;">Militari e forze di sicurezza egiziane sono intervenuti contro le migliaia di dimostranti in piazza Tahrir al Cairo per costringerli a lasciare la piazza. Durante l&#8217;attacco sono stati usati gas lacrimogeni e sono stati uditi colpi di arma da fuoco, hanno reso noto alcuni attivisti, aggiungendo che le forze di sicurezza hanno attaccato un ospedale da campo allestito nell vicinanze e hanno appiccato il fuoco a diverse tende situate nel centro della piazza.Analoghi incidenti si sono verificati anche ad Alessandria, dove due manifestanti sono rimasti uccisi.</p>
<p style="text-align: justify;">Riunione d&#8217;emergenza del governo egiziano per fronteggiare la situazione. Il ministero dell&#8217;Interno, intanto ha negato l&#8217;uso di proiettili di gomma e di munizioni contro i manifestanti, sottolineando che negli incidenti sono rimasti feriti anche 40 agenti della sicurezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto oggi Talaat al-Sadat, l&#8217;uomo che aveva assunto la guida del partito &#8211; ora disciolto &#8211; al potere in Egitto (NDP) dopo la cacciata dell&#8217;allora presidente Hosny Mubarak a febbraio, è morto al Cairo all&#8217;età di 64 anni per un attacco di cuore. Al-Sadat era nipote di Anwar al-Sadat, che fu presidente tra il 1970 ed il 1981, anno in cui venne assassinato. Gli succedette l&#8217;allora vicepresidente Hosni Mubarak.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Morto uno dei protagonisti assoluti della storia del XX secolo: il Colonnello Muammar Gheddafi</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 22:05:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>

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		<description><![CDATA[di Enrica Perucchietti. È morto tra le macerie del suo sogno politico, della sua utopia fatta di sangue e resistenza. Del sangue della rivoluzione, delle guerre, degli omicidi “politici”. Della resistenza al capitalismo occidentale, all’integralismo islamico, ai complotti della CIA, ai missili francesi, al modello di democrazia Made in U.S.A. Il Colonnello Muammar Gheddafi è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <em>Enrica Perucchietti.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/09/GHEDD.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-10836 alignleft" title="5590 CIAMPINO: ARRIVO DEL LEADER LIBICO MUAMMAR GHEDDAFI" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/09/GHEDD-140x150.jpg" alt="" width="140" height="150" /></a>È morto tra le macerie del suo sogno politico, della sua utopia fatta di sangue e resistenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Del sangue della rivoluzione, delle guerre, degli omicidi “politici”.</p>
<p style="text-align: justify;">Della resistenza al capitalismo occidentale, all’integralismo islamico, ai complotti della CIA, ai missili francesi, al modello di democrazia Made in U.S.A.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Colonnello Muammar Gheddafi è rimasto fedele fino all’ultimo a quel personaggio shakesperiano che si era cucito addosso: ci sono voluti dei giovani ribelli per gettare nella polvere un quarantennio di storia, senza il rispetto che una vita umana dovrebbe comunque avere, senza la deferenza che perfino noi gli attribuivamo alla vigilia del conflitto.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché  nel bene e nel male quell’uomo preso a calci e ucciso con un colpo alla tempia sinistra è stato uno dei protagonisti assoluti della storia del XX secolo. Neppure il disprezzo dimostrato dagli uccisori ha intaccato la figura del combattente che non è scappato con la cassa o si è travestito da straniero per fuggire all’estero: nessun cappotto ha mascherato il raiss, che ha preferito farsi uccidere piuttosto che lasciare il suo Paese. Ma noi occidentali con una memoria sempre troppo breve – Frattini fino a qualche mese fa indicava la Libia come un modello da seguire per i Paesi Africani – abbiamo negato al dittatore il processo che meritava, forse per mettere a tacere la sua verità. Abbiamo delegato dei combattenti a ucciderlo e deriderne la salma per non macchiarci le mani di altro sangue. Perché se la storia la scrivono i vincenti, non c’è spazio per personaggi scomodi come il Colonnello: si preferisca lasciar vivere umenicchi farseschi e senza midollo come i vari Mubarack o Ben Alì, la cui ingordigia si è dimostrata all’altezza solo della loro viltà.</p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/10/gheddafi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-11275" title="LIBIA: MORTE GHEDDAFI, FERMI IMMAGINE AL ARABIYA" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/10/gheddafi.jpg" alt="" width="460" height="137" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ora rimane lo spazio vuoto lasciato dall’ennesimo conflitto voluto dall’imperialismo europeo e benedetto da quello americano. Alle soglie delle Presidenziali, Obama può vantarsi di aver fatto tagliare la testa al Serpente (Osama bin Laden) e di aver fatto eliminare fisicamente Gheddafi in quella che solo un Premio Nobel per la Pace può definire una “non guerra”: un conflitto che è durato mesi, ha portato a un governo di transizione di cui sappiamo poco o nulla, a nuovi appalti per la ricostruzione di un Paese in ginocchio, a nuovi contratti per il petrolio libico, alla privatizzazione della Banca libica che sotto Gheddafi era pubblica e imprestava soldi per la costruzione di infrastrutture senza interesse&#8230; In breve, una “non guerra” fatta di sangue, morti, polvere, bombardamenti e distruzione che ora apre le danze alla guerra civile che squasserà la Libia ma che ha riallineato il Paese alla politica di dominio occidentale.</p>
<p style="text-align: justify;">Se Gheddafi con il suo terzomondismo è stato anche un dittatore sanguinario, il modello americano di democrazia “da esportazione” &#8211; che da Paese “civile” punisce ancora chi lo “merita” con la pena di morte – è dovuto ricorrere per l’ennesima volta alla violenza per detronizzare un ex alleato.</p>
<p style="text-align: justify;">Stupisce che nel giro di un paio di giorni ci si sconvolga se le manifestazioni di protesta di piazza degenerano in violenza – anche se evidentemente pilotate per poter attuare un giro di vite sul controllo pubblico, vedasi la proposta della Legge Reale &#8211;  mentre si acclama la morte di un dittatore – ma sempre un uomo si tratta – preso a calci durante l’agonia.</p>
<p style="text-align: justify;">Se è  vero che la storia è scritta dai vincenti, la violenza dovrebbe essere condannata sempre, non accettata se chi la commette si presenta come “democratico”, sebbene all’attivo abbia due conflitti in corso, un terzo in Libia, appunto, e l’uccisione senza corpo dello Sceicco del Terrore. Non è che gli americani, o noi europei in generali siamo molto più “civili” del defunto raiss. Per vendicare un presunto attentato andiamo a bombardare Paesi che a male sapremmo indicare su un mappamondo, abbassando lo sguardo davanti alle immagini dei bombardamenti, delle città ridotte alla polvere, dei civili affamati o brutalmente scambiati per bersagli militari. Il nostro senso di solidarietà si scompone solo per sconvolgerci e imbastire funerali di Stato se un nostro militare muore in un attentato, per poi tornare in quel limbo di indifferenza che contraddistingue le giornate dell’occidentale medio che della guerra in Iraq, in Aghanistan o in Libia non ha tempo né voglia di sentir parlare.</p>
<p style="text-align: justify;">Almeno nel caso di Gheddafi non ci sarà nessuna Antigone a cercarne il corpo, nessun complottista a dubitare della morte. Le immagini dello strazio del cadavere hanno fatto il giro del mondo. Dopo la sorpresa per la fine improvvisa di un pezzo di storia, le lacrime o gli applausi dovrebbero scemare per lasciare spazio all’eco delle notizie sul futuro del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre che la storia anche in questo caso non venga riscritta dal più  forte. In ogni caso la storia ci troverà indaffarati per cogliere le discromie che la censura di Stato impone alle future generazioni.</p>
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