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	<title>il Democratico &#187; FUSIONE FREDDA</title>
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	<description>Giornalismo di inchiesta libero e indipendente</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 May 2013 11:50:46 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Fusione Fredda/ Il Ministro Clini snobba l&#8217;E-Cat</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Oct 2012 11:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[FUSIONE FREDDA]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA]]></category>

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		<description><![CDATA[di Armando Pascale. Lo scorso 15 ottobre, a margine dell’evento denominato “Festival della Diplomazia” il Ministro Clini ha tenuto una lectio magistralis presso la sede dell’ambasciata cinese in Roma. Tema del giorno: l’energia; non è necessario dare un occhiata al profilo curriculare del ministro del Governo tecnico né avere una profonda conoscenza dei temi legati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di <em>Armando Pascale.</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_14863" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/10/clini1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-14863" title="clini" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/10/clini1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Ministro Clini</p></div>
<p style="text-align: justify;">Lo scorso 15 ottobre, a margine  dell’evento denominato “Festival della Diplomazia” il Ministro Clini ha  tenuto una lectio magistralis presso la sede dell’ambasciata cinese in  Roma. Tema del giorno: l’energia; non è necessario dare un occhiata al  profilo curriculare del ministro del Governo tecnico né avere una  profonda conoscenza dei temi legati all’approvvigionamento energetico (e  in particolare di quando questi temi si collegano a quelli dello  sviluppo della Repubblica popolare) per comprendere quando sia delicato  il tema all’ordine del giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ministro, dopo aver seguito il  pedante protocollo che gli impone uno scambio di cerimoniosi convenevoli  con l’ambasciatore cinese Ding Wei e, dopo aver fatto l’apologia di  quanto sia per lui un onore essere cittadino onorario di una città  cinese e di come la collaborazione con Pechino non possa essere elusa  dai Paesi sviluppati, inizia la sua lunga filippica, rigorosamente in  lingua inglese, sulle prospettive energetiche globali. Il ministro,  davanti a un sofisticato audience di tecnici ed accademici arricchisce  la sua esposizione con una serie di slides arricchite per l’occasione  con un guazzabuglio di dati e grafici.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ascoltatore medio, impigrito e  voluttuosamente orientato verso il brunch in salsa cinese che attende  gli ospiti nell’anticamera della sala conferenza, non si accorge forse  che tra assi cartesiani che mostrano la crescita del fabbisogno  energetico cinese da qui al 2070 e grafici sulla redditività di fonti  energetiche alternative al petrolio, manchi qualsiasi <a href="http://ildemocratico.com/2012/07/23/fusione-fredda-prometeon-srl-ecco-il-produttore-delle-cat-italiano/" target="_blank">riferimento alla “cold fusion”</a> e in particolare all’e-cat quale potenziale processo di produzione di  energia alternativo. Il che è un occasione sprecata alla luce delle  recenti sortite del tema all’interno di ambienti istituzionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Un adeguata presentazione del tema  innanzi a rappresentanti del paese destinato ad accaparrarsi la maggiore  quota delle riserve energetiche mondiali nel prossimo futuro avrebbe  avuto una risonanza simbolica non indifferente. È quantomeno singolare  che in un paese che cresce a ritmi forsennati il 70% delle risorse  energetiche sia costituito da carbone mentre il gas e il petrolio hanno  un ruolo crescente ma minore mentre nonostante i massicci investimenti  nel campo del fotovoltaico, dell’eolico, dell’idroelettrico e del  nucleare l’industria cinese si basa ancora su cicli produttivi altamente  inquinanti. Né bisogna dimenticare che la sola domanda di petrolio  estero cinese ha avuto negli anni pre-crisi un ruolo incisivo nel  determinare un incremento del prezzo dell’oro nero.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma le tensioni energetiche legate  all’emersione del gigante cinese non finiscono qui; il paese rischia  infatti di fungere da catalizzatore di quel movimento di paesi in via di  sviluppo restii ad accettare un contingentamento delle emissioni di  anidride carbonica che finirebbe per strozzarne lo sviluppo. Ed infatti  la Cina in virtù del suo immenso sviluppo demografico preme per un  meccanismo che consenta di indicizzare i valori dell’emissioni  programmate a parametri legati alla popolazione, ovvero a quote di  emissione pro capite. Una soluzione inaccettabile per i paesi sviluppati  che sarebbero costretti a sperimentare un ridimensionamento della loro  posizione di privilegio nello sfruttamento delle risorse energetiche. La  situazione sta creando tensione tra il Nord e il Sud del mondo dai  tempi della stipula del protocollo di Kyoto. La soluzione, almeno  parziale sta nella ricerca tecnologica che porti a una graduale  semplificazione ed economizzazione degli approvvigionamenti energetici.</p>
<p style="text-align: justify;">L’imminente ingresso dell’E-cat sui  principali mercati nazionali, può essere, se non una panacea, almeno il  primo step verso una normalizzazione dei contrasti legati alla  produzione energetica. Ci si sarebbe dunque aspettato da un ministro  della Repubblica una almeno velata rifinitura propagandistica che  gettasse luce su un ritrovato della tecnica made in Italy. L’ingresso  massiccio dell’e-cat nel mercato cinese produrrebbe immense esternalità  positive per gli attori del mercato globale, sia per i cinesi alle prese  con i seri problemi domestici di impatto ambientali sia per gli  investitori europei e americani, sempre alla ricerca di redditizie  cessioni di know how al paese asiatico. Senza contare che la Cina sta  già rischiando di trasformarsi in un campo di battaglia tra i  competitors dell’innovazione energetica. L’azienda statunitense  Brillouin, potenziale concorrente dell’E-cat avrebbe già ottenuto in  Cina la registrazione del brevetto di un reattore, una registrazione che  curiosamente era stata rifiutata negli Stati Uniti.</p>
<p style="text-align: justify;">Una strana miopia dunque non parlare di  fusione fredda in un paese in cui, nonostante il carbone la faccia da  padrona, sei gruppi di ricerca competono tra di loro negli studi sulla  LENR (per giunta in collaborazione con centro di ricerca francesi).  Dichiarazioni di Clini sulla fusione fredda non risultano dalle fonti  nel corso del suo anno di ufficio (<a href="http://ildemocratico.com/2012/06/12/fusione-fredda-scilipoti-porta-il-dibattito-a-palazzo-marini/" target="_blank">con una certa sorpresa l’interrogazione di Scilipoti sulla fusione fredda ricevette risposta dal Ministro Giarda</a>). Non resta che sperare in un inversione di rotta entro l’aprile del 2013.</p>
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		<title>Inchiesta: se l&#8217;E-Cat entrasse a Montecitorio&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Sep 2012 08:41:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[FUSIONE FREDDA]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[e cat montecitorio]]></category>
		<category><![CDATA[Fusione Fredda]]></category>
		<category><![CDATA[montecitorio]]></category>

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		<description><![CDATA[di Armando Pascale. Diarie, pensioni d&#8217;oro, auto blu e privilegi vari sono solo alcuni dei capitoli di spesa che assicurano il mantenimento della &#8220;casta&#8221;. Vi sono infatti altri capitoli ai più sconosciuti ma che nello specifico rappresentato la vera e propria polpa della mala gestione: la manutenzione della cosiddetta “torre d&#8217;avorio” ad esempio, l’edificio che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di <em>Armando Pascale.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/07/montecitorio_adn-400x300.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9900" title="montecitorio_adn--400x300" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/07/montecitorio_adn-400x300-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Diarie, pensioni d&#8217;oro, auto blu e privilegi vari sono solo alcuni dei capitoli di spesa che assicurano  il mantenimento della &#8220;casta&#8221;. Vi sono infatti altri capitoli ai più  sconosciuti ma che nello specifico rappresentato la vera e propria polpa  della mala gestione: la manutenzione della cosiddetta “torre d&#8217;avorio” ad esempio, l’edificio che ospita i vari uffici del potere e che vede svolgersi al proprio interno i rituali della casta. Un indagine comparata dimostra inequivocabilmente che  i maggiori parlamenti europei (Gran Bretagna, Spagna, Francia, Germania  e Italia) spendono complessivamente 3.18 miliardi di euro per il  mantenimento delle loro sedi istituzionali. Ma il dato più agghiacciante  è un altro: tra Montecitorio e Palazzo Madama le spese tricolore  superano quelle degli altri 4 partner europei messi insieme.</p>
<p style="text-align: justify;">Una spesa  pubblica astronomica decisa in totale autonomia da ogni camera che  dispone del proprio bilancio. Nel 1946 la costituente, prima assemblea  eletta, decise di mantenere aperti i suoi uffici 24 ore su 24, quasi a  simboleggiare il carattere sempiterno del nuovo cuore pulsante della  democrazia. Oggi gli uffici parlamentari non rimangono aperti 24 ore su  24 eppure i nostri onorevoli per concedersi qualche vezzo &#8220;indoor&#8221; in  più hanno contribuito a far schizzare alle stelle i costi del  mantenimento delle sedi. E i costi energetici che tanto affliggono gli  italiani negli ultimi tempi? Solo per la somministrazione di energia  elettrica, e solo in relazione alla Camera dei Deputati il costo ammonta  a 5.644.907,26 euro. E’  questo il dato che emerge dal bilancio del 2011 e che, se sommato al  milione e mezzo di euro circa necessario alla somministrazione del gas, e  ai due milione e mezzo per l&#8217;acquisto di impianti elettrici, ci da  l&#8217;idea del costo dell&#8217;approvvigionamento energetico della nostra camera  bassa. Figurarsi quindi se in un parlamento che spende 130 mila euro per la lavanderia o 300 mila in carburanti e lubrificanti possa mai centellinare la luce elettrica. Ma una domanda sorge spontanea: e se proprio Montecitorio &#8211; senza rinunciare alla luce artificiale che accompagna le lunghe sedute notturne degli onorevoli &#8211; in tempi di antipolitica dilagante, provasse a risparmiare sull&#8217;approvvigionamento energetico stimolando di contro anche l&#8217;innovazione tecnologica?  Cosa accadrebbe? Ma soprattutto come potrebbe essere possibile?</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_14279" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/07/Proia_Rossi_Pascucci.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-14279 " title="Proia_Rossi_Pascucci" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/07/Proia_Rossi_Pascucci-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">A destra, Aldo Proia e Ing. Rossi</p></div>
<p style="text-align: justify;">La  soluzione potrebbe trovarsi nella fusione a freddo. Essa però è  entrata a Montecitorio solo a parole ma se invece vi entrasse per davvero con i suoi  ritrovati tecnologici e con il suo tanto annunciato e-cat? quid exitus? Lo  abbiamo chiesto direttamente ad Aldo Proia, direttore commerciale di  Prometeon srl, licenziataria per l’Italia dei prodotti E-Cat. “Se  un grande consumatore come la Camera dei Deputati, che per il 2011 da  quanto vedo sul web ha messo a bilancio 5,6 milioni di euro per le spese  di elettricità, utilizzasse degli E-Cat elettrici stand-alone” – ci spiega Proia – “allora, ipotizzando una tariffa elettrica agevolata  di 0,16 €/kWh pari a quella di una grossa industria ed un utilizzo h24  per tutto l’anno, il tempo di rientro dalla spesa per l’acquisto  dell’impianto compreso di turbina e quant’altro, sarebbe di appena  qualche anno dopodiché l’energia elettrica prodotta  sarebbe praticamente gratuita, dato che le spese di gestione annua per  le cartucce di combustibile da sostituire due volte l’anno e per la  contestuale manutenzione ordinaria sono trascurabili. Dunque, dopo il  tempo di rientro il risparmio per la Camera e quindi per noi cittadini  sarebbe di almeno 5 milioni di euro l’anno. L’E-Cat elettrico potrebbe  essere pronto già entro un anno, ma l’E-Cat termico a bassa temperatura  alimentato a gas, che secondo quanto trapela sarà disponibile sul  mercato fra pochi mesi, potrebbe intanto abbattere la bolletta del gas  della Camera dei Deputati, che per il 2011 ha messo a bilancio per  questa voce quasi 1,3 milioni di euro. Il  risparmio sulla bolletta che un grande consumatore di energia termica  avrebbe usando il Gas Cat, cioè l’E-Cat alimentato a gas” – chiarisce Proia – “sarebbe di circa l’80% se il gas metano venisse  pagato con una tariffa agevolata tipo quella per le industrie, ovvero  dell’ordine di 0,36 €/metro cubo, il che significa un breve tempo di  rientro dell’investimento a patto che l’apparato sia utilizzato per  almeno 4.500 ore l’anno, come avviene facilmente  in campo industriale oppure se si usa la macchina non solo per il  riscaldamento invernale: ad esempio, per fornire anche acqua calda ad  una mensa, caso frequente in un edificio civile e probabilmente  realistico anche per un grosso complesso come la Camera dei Deputati”. Tradotto: risparmio dell&#8217;80% significa un risparmio di più di 1 milione  di euro per l&#8217;approvvigionamento del gas con l&#8217;E-cat termico a bassa  temperatura e, in prospettiva, un risparmio tendente al 100% con il  venturo E-cat elettrico.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma  non certo bruscolini. E i dati si riferiscono alla sola Camera dei  Deputati ma potrebbero valere su per giù anche per il Senato della  Repubblica. E che dire delle amministrazioni centrali e periferiche  dello Stato e di tutta la montagna di enti pubblici? Se l&#8217;utilizzo  dell&#8217;e-cat partisse oggi dal settore pubblico forse non ci troveremo a  parlare di spending review! Insomma, uno spot con i fiocchi per la  tecnologia dell&#8217;ingegner Rossi recentemente presentata alla platea di  Zurigo. La due giorni svizzera, molto attesa da addetti e non addetti ai  lavori ha soddisfatto solo in parte le curiosità fomentate dai numerosi  appelli al segreto industriale lanciati da Rossi negli ultimi mesi. La  bontà dell&#8217;invenzione di Rossi è testimoniata da autonome ricerche che  hanno portato alcuni relatori ad illustrare possibili utilizzi  alternativi dell&#8217;e-cat, come quello relativo alla desalinizzazione  dell&#8217;acqua. A Zurigo sono stati svelati i nomi di alcuni dei  licenziatari della produzione di e-cat per i principali mercati  nazionali e, come detto sopra, risultava essere già noto che la  prometeon s.r.l. è il licenziatario italiano. Ancora silenzio assoluto  invece sulle università incaricate di eseguire i test di validazione. E’ probabile che la mancata disclosure di informazioni riservate  porterà ancora una volta alcuni tecnici a biasimare la tecnologia di  Rossi ma, con loro buona pace, a Zurigo si è ormai aperto il sipario su  una tecnologia dalle capacità immense. Probabilmente sperare che la  diffusione capillare dell&#8217;e-cat nel nostro paese parta dalle  amministrazioni pubbliche significa sperare in un utopia ma in fondo,  Scilipoti docet, anche parte della classe politica riesce a mostrare  talora meno miopia e più lungimiranza.</p>
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		<title>L’E-Cat ad alta temperatura ha superato brillantemente due importanti test</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Sep 2012 11:31:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[FUSIONE FREDDA]]></category>

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		<description><![CDATA[dalla nostra redazione. L’E-Cat ad alta temperatura ha superato brillantemente due importanti test di validazione da parte di terze parti indipendenti. Il processo di validazione del prodotto si concluderà entro tre mesi, seguirà la pubblicazione dei risultati Si sono conclusi con successo, con la firma di un rapporto tecnico da parte di tre dei vari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">dalla <em>nostra redazione.</em></p>
<h2 style="text-align: justify;">L’E-Cat ad alta temperatura ha superato brillantemente due importanti test di validazione da parte di terze parti indipendenti. Il processo di validazione del prodotto si concluderà entro tre mesi, seguirà la pubblicazione dei risultati</h2>
<div id="attachment_10827" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/09/E-Cat.jpg"><img class="size-full wp-image-10827  " title="E-Cat" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/09/E-Cat.jpg" alt="" width="200" height="100" /></a><p class="wp-caption-text">E-Cat da 1 MW</p></div>
<p style="text-align: justify;">Si sono conclusi con successo, con la firma di un rapporto tecnico da parte di tre dei vari esperti presenti, i primi test sull’E-Cat ad alta temperatura – noto come “Hot Cat” – svoltisi a Bologna il 17 luglio e il 7 agosto scorsi, tappe iniziali del processo di validazione del rivoluzionario prodotto per generare energia a bassissimo costo inventato dall’Ing. Andrea Rossi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo firmatario del report è Fabio Penon, ingegnere nucleare e responsabile della certificazione dell’E-Cat, e come tale terza parte indipendente. L’altro ingegnere che ha lavorato al documento è Fulvio Fabiani, il quale lavora per la Leonardo Corporation come specialista del sistema di controllo elettronico dell’E-Cat. Ultimo firmatario è il Dott. David Bianchini, fisico dell’Università di Bologna tra i più stimati in Italia per la misurazione ufficiale delle radiazioni ionizzanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Successivamente, il 9 agosto scorso, è stata fatta un&#8217;altra validazione da terze parti, ottenendo risultati analoghi. «Siamo estremamente entusiasti del lavoro svolto» ha dichiarato Rossi, «poiché è la seconda validazione indipendente che abbiamo ottenuto nel giro di un mese». Ed ha precisato: «Quello da noi ora rilasciato  non è il report finale, poiché le misurazioni verranno ripetute molte  volte nei prossimi mesi per garantire la massima affidabilità dei  risultati e del prodotto».</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo E-Cat ad alta temperatura è in grado di riscaldare un fluido attraverso il contatto con una parete calda circa 1000 °C, mentre in alcuni punti interni al reattore si raggiunge una temperatura di addirittura 1200 °C. Una parte incandescente del cilindro in acciaio (ricoperto di uno speciale materiale refrattario) che ospita il piccolissimo generatore di energia low-cost di Rossi risulta ben visibile in una foto di grande impatto circolata già nelle scorse settimane sul web.</p>
<p style="text-align: justify;">La principale novità del test del 16 luglio, oltre al profilo ed al numero dei validatori coinvolti, risiede nell’estrema semplicità della tecnica di stima dell’energia minima prodotta, resa possibile dall’alta temperatura raggiunta. Nei test effettuati l’anno scorso sugli E-Cat a bassa temperatura, invece, si erano usati dei metodi calorimetrici a flusso, molto più complessi. Per non lasciare adito a dubbi, questa volta si è deciso di eseguire le misurazioni con una tecnica elementare.</p>
<p style="text-align: justify;">In pratica, in un reattore composto da due cilindri concentrici tra i quali vi sono due resistenze di riscaldamento e il materiale attivo, ogni minuto si è misurata la temperatura esterna T con una termocamera sensibile all’infrarosso, dopodiché conoscendo la superficie radiante A si è potuta stimare l’energia E irradiata applicando la Legge di Stefan-Boltzmann (E = costante x A x T^4), nonché adottando altre ipotesi prudenziali onde evitare qualsiasi sovrastima.</p>
<p style="text-align: justify;">Va notato che l’energia irradiata – calcolata tramite la formula di Stefan-Boltzmann adottando come temperatura il massimo valore medio di quella esterna, arrivata a sfiorare gli 800 °C – esprime solo una parte dell’energia dissipata dall’E-Cat, poiché va considerata anche l’asportazione conduttiva e convettiva del calore: ad es. lateralmente il reattore, nella zona in cui è visibilmente incandescente, è inavvicinabile sotto il metro di distanza a causa del soffio di aria bollente emesso.</p>
<p style="text-align: justify;">È facile, a quel punto, noto il consumo elettrico dell’E-Cat e (sotto)stimata la quantità di “massa attiva” – cioè non inerte rispetto alla reazione in questione – determinare la densità di potenza e di energia minime prodotte dal reattore e paragonarle a quelle delle sorgenti energetiche convenzionali, dimostrando in modo elegante che l’E-Cat è un’invenzione funzionante con un tipo di reazioni diverse da quelle chimiche, da cui differiscono per vari ordini di grandezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato pratico, infatti, è che sul cosiddetto “diagramma di Ragone” – in cui sono rappresentate le prestazioni dei sistemi di accumulo energetici, con in ascissa la densità di energia per unità di massa e in ordinata la densità di potenza per unità di massa – l’E-Cat si colloca, nonostante l’ampia sottostima di tutti i valori coinvolti nella misura, in una regione di densità energetica elevata, ben superiore a quella delle altre sorgenti di energia, concentrate tutte in un’area ristretta: l’E-Cat, cioè, non funziona utilizzando pile, condensatori o altri sistemi noti di accumulo di energia.</p>
<p style="text-align: justify;">Precisiamo che in questi test lo scopo non era quello di misurare il COP dell’Hot Cat, che dalla procedura seguita viene sottostimato essendoci varie ipotesi prudenziali. Nella versione dell’E-Cat in commercio, il COP garantito dal produttore è 6, ampiamente superato in precedenti test sull’E-Cat termico a bassa temperatura. Il COP potrebbe essere molto più alto (fino a 100-200 nelle prove al limite), ma verrà tenuto anche in futuro a tale valore per ragioni di sicurezza.</p>
<p style="text-align: justify;">In queste settimane ulteriori test sono in corso per tenere conto di alcune utili osservazioni fatte dai vari esperti e osservatori indipendenti che hanno avuto modo di assistere ai recenti test dell’Hot Cat, e il processo di validazione si completerà – verosimilmente – nel giro di circa 3 mesi, con la pubblicazione dei dati finali e completi ad opera di terze parti imparziali e professionali. I dati finora presentati, pertanto, sono da intendersi come ancora parziali e provvisori.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>La Repubblica, fusione fredda: scriviamo la verità!</title>
		<link>http://ildemocratico.com/2012/08/21/la-repubblica-fusione-fredda-scriviamo-la-verita/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Aug 2012 16:36:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[FUSIONE FREDDA]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[la Repubblica]]></category>

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		<description><![CDATA[di Roberta De Carolis. Ne hanno parlato tutti i giornali: il padre della fusione fredda, Martin Fleishmann, è morto a 85 anni lo scorso 3 Agosto, stroncato dal morbo di Parkinson, del quale soffriva da anni. Non tutti però hanno parlato del futuro della sua scoperta, lasciando intendere che il suo esperimento non fu mai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di<em> Roberta De Carolis.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/08/220px-Fleischmann-cf.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14429" title="220px-Fleischmann-cf" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/08/220px-Fleischmann-cf-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Ne hanno parlato tutti i giornali: il padre della <span style="text-decoration: underline;"><a href="../../../../../2012/06/19/fusione-fredda-una-storia-meravigliosa-tutti-i-protagonisti-della-saga-e-cat/" target="_blank"><strong>fusione fredda</strong></a></span>, <strong>Martin Fleishmann</strong>, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://nextme.it/societa/personaggi/4169-fusione-fredda-martin-fleischmann" target="_blank"><strong>è morto</strong></a></span> a 85 anni lo scorso <strong>3 Agosto</strong>, stroncato dal morbo di Parkinson, del quale soffriva da anni. Non tutti però hanno parlato del futuro della sua scoperta, lasciando intendere che il suo esperimento non fu mai replicato, né subito dopo, né recentemente, come riportato da un recente un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.repubblica.it/scienze/2012/08/09/news/addio_a_martin_fleischmann_muore_padre_della_fusione_fredda-40646508/" target="_blank"><strong>articolo de &#8216;La Repubblica&#8217;</strong></a></span>, pubblicato in seguito alla notizia della scomparsa. Le cose <strong>non stanno affatto così</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il quotidiano scrive: “Il sito Pure Energy News ha censito 17mila repliche <strong>fallite</strong> dell’esperimento di Fleischmann e Pons in tutto il mondo. Tra le prove anche quella “famosa” dell’ingegnere bolognese Andrea Rossi, con il suo E-Cat”. Il pezzo sembra del tutto analogo a quello scritto dall’<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/201208091348-eco-rt10106-nucleare_la_fusione_fredda_da_fleischmann_a_oggi" target="_blank"><strong>Agenzia Giornalistica Italia</strong></a></span> (<strong>Agi</strong>), ma questa scrive “Il sito Pure Energy News ha censito 17mila repliche <strong>riuscite</strong> dell’esperimento di Fleischmann e Pons in tutto il mondo. Tra le prove anche quella “famosa” dell’ingegnere bolognese Andrea Rossi, con il suo E-Cat”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/08/repubblica-e-cat.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-14430" title="repubblica e cat" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/08/repubblica-e-cat.jpg" alt="" width="530" height="97" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La fonte citata in effetti sostiene la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://peswiki.com/energy/Directory:Cold_Fusion" target="_blank"><strong>veridicità di tali esperimenti</strong></a></span> e a supporto di questo riporta le <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://lenr-canr.org/acrobat/RothwellJtallyofcol.pdf" target="_blank"><strong>fonti scientifiche</strong></a></span> a riguardo. Il sito <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://pesn.com/2011/11/25/9601963_Alternative-Media-should-take-activist-role-in-free-energy-promotion/" target="_blank"><strong>scrive</strong></a></span> infatti testualmente: “When talking about cold fusion, the establishment line is that ‘no one has been able to replicate the work of Pons and Fleishmann’. This is totally a political statement that has no basis in fact. The truth is that there have been thousands of replications of the cold fusion phenomenon, around 17,000”, ovvero “Quando si parla di fusione fredda, la linea comune è ‘nessuno è stato in grado di replicare il lavoro di Pons e Felishmann’. Questa è un’affermazione politica che <strong>non ha basi reali</strong>. La verità è che ci sono state <strong>migliaia di repliche del fenomeno della fusione fredda, circa 17,000</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">È vero che alcuni gruppi di ricerca dell’epoca (la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/002207289080009U" target="_blank"><strong>pubblicazione originale</strong></a></span> risale al <strong>1990</strong>) non riuscirono ad ottenere l’energia in eccesso che Fleishmann, insieme al collega <strong>Stanley Pons</strong>, aveva misurato, ed è anche vero che per questo le sue ricerche furono bollate come sciatte, se non addirittura ingannevoli. Quello che non è vero è che la fusione fredda non è mai stata riprodotta in qualche modo. Soprattutto in tempi recenti, infatti, diversi <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/4166-fusione-fredda-e-cat-celani" target="_blank"><strong>gruppi di ricerca</strong></a></span> hanno annunciato successi a riguardo, e anche alcune <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3946-fusione-fredda-e-cat-national-instruments" target="_blank"><strong>compagnie private</strong></a></span> hanno deciso di investire in questi progetti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_10827" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/09/E-Cat.jpg"><img class="size-full wp-image-10827" title="E-Cat" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/09/E-Cat.jpg" alt="" width="500" height="282" /></a><p class="wp-caption-text">E-Cat da 1 MW</p></div>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente c’è ancora molta diffidenza a riguardo da parte della comunità scientifica, ma <strong>non tutti escludono a priori</strong> che la tecnologia possa rivelarsi reale e rivoluzionaria, al di là dei cauti scetticismi che generalmente caratterizzano l’atteggiamento dei ricercatori. Sono realmente molti infatti gli esperimenti della fusione fredda che hanno avuto successo, anche se probabilmente non identici al protocollo di Fleishmann.</p>
<p style="text-align: justify;">La fusione fredda oggi è una realtà, che stenta ad essere accettata, è vero, ma <strong>non è ai margini della scienza</strong>. Fortunatamente, si dovrebbe aggiungere. <span style="text-decoration: underline;"><a href="../../../../../2012/07/08/fusione-fredda-bersani-co-ignorarono-4-170-firmatari/" target="_blank"><strong>È approdata nella politica</strong></a></span>, e c’è <a href="http://ildemocratico.com/2012/07/23/fusione-fredda-prometeon-srl-ecco-il-produttore-delle-cat-italiano/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>chi</strong></span></a> è pronto a scommettere i propri soldi che funzionerà. Nessuno sa ancora se realmente potremo liberarci della dipendenza dal petrolio nel prossimo futuro, ma non è intellettualmente corretto dire che la tecnologia è una chimera abbandonata. Dire che all’epoca di Fleishmann diversi gruppi di ricerca tentarono di riprodurre il suo esperimento senza successo è corretto, ma se si citano tentativi odierni, il discorso assume validità generale. E questo è scientificamente, oltre che moralmente, <strong>del tutto scorretto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La fusione fredda genera <strong>confusione e paure</strong>, palesemente. Se qualcuno <a href="http://www.nextme.it/societa/personaggi/4091-fusione-fredda-ecat-intervista-proia" target="_blank"><strong>realmente la portasse fuori dai laboratori </strong></a>e la rendesse una tecnologia su scala industriale, come sta tentando di fare Andrea Rossi con il suo <span style="text-decoration: underline;"><a href="../../../../../2012/04/14/fusione-fredda-e-cat-aggiornamenti/" target="_blank"><strong>E-cat</strong></a></span><strong> </strong>(quello da 1MW tra l’altro è già in produzione), sarebbe la Rivoluzione, sì, quella con la R maiuscola, quella che realmente cambierebbe il mondo. Ma siamo sicuri che questo mondo voglia essere cambiato?</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><code><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="530" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/a5LzW9a2_cQ?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="530" height="315" src="http://www.youtube.com/v/a5LzW9a2_cQ?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></code></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fusione fredda/ Prometeon Srl: ecco il produttore dell&#8217;E-Cat italiano</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jul 2012 18:04:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Armando Pascale. Intervista esclusiva ad Aldo Proia, direttore commerciale e amministratore unico della Prometeon Srl Dott. Proia, come è iniziata la collaborazione con Rossi? La nostra è una Srl con sede legale a Verona, anche se la parte commerciale ha come baricentro Bologna, che per una pura coincidenza è la città in cui l’E-Cat [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di <em>Armando Pascale.</em></p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Intervista esclusiva ad Aldo Proia, direttore commerciale e amministratore unico della Prometeon Srl</strong></h2>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dott. Proia, come è iniziata la collaborazione con Rossi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La nostra è una Srl con sede legale a Verona, anche se la parte commerciale ha come baricentro Bologna, che per una pura coincidenza è la città in cui l’E-Cat ed i suoi inventori &#8211; il professor Sergio Focardi per le ricerche pionieristiche sui sistemi nichel-idrogeno e l’ingegner Andrea Rossi per la scoperta del catalizzatore segreto &#8211; sono praticamente “di casa”. Forse ciò ha in parte favorito l’inizio della collaborazione con Rossi, che ha dovuto scegliere fra tanti potenziali partner ed è sempre stato aperto a proposte di collaborazione, fra le quali ha poi operato una selezione. Come tutte le società, c’è una struttura e un’organizzazione interna, che nel nostro caso ci garantiscono un potenziale di sviluppo notevole, anche in prospettiva, ma non ritengo che gli organigrammi o la logistica interessino più di tanto al lettore, che credo sia più interessato all’E-Cat. E noi siamo appunto focalizzati sul prodotto e, naturalmente, anche sul cliente.</p>
<div id="attachment_14279" class="wp-caption aligncenter" style="width: 540px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/07/Proia_Rossi_Pascucci.jpg"><img class="size-full wp-image-14279" title="Proia_Rossi_Pascucci" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/07/Proia_Rossi_Pascucci.jpg" alt="" width="530" height="220" /></a><p class="wp-caption-text"> Aldo Proia, Ing. Rossi e Sig.ra Pascucci</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Si sono spese tante parole sull&#8217;attività industriale portata avanti dall&#8217;ing. Rossi in materia di E-Cat e non sono mancate pesanti accuse di scarsa trasparenza del suo operato. In virtù della vostra posizione di licenziatari della Leonardo Corporation e dei vostri contatti privilegiati con Rossi, come potete commentare le numerose voci che si sono levate contro l&#8217;ingegnere?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Esistono due tipi di “voci” che si sono levate contro, come giustamente dice lei. Il primo tipo è rappresentato da chi vuol saper subito tutto, dimenticando che vi sono segreti industriali e militari da tutelare, ragion per cui anche noi non possiamo rispondere a tutte le domande dei giornalisti, ma è normale che sia così per una tecnologia potenzialmente rivoluzionaria. Il tempo, però, sono certo che sarà galantuomo… Il secondo tipo di voci contrarie a Rossi è rappresentato da una serie di persone e aziende da noi ben individuate che hanno un interesse economico o di altro tipo &#8211; ma non voglio qui entrare in dettagli &#8211; nel gettare discredito su una tecnologia ritenuta, con miopia, una scomoda concorrente. Qui l’unico commento è che ci sarà “tolleranza zero” nei loro confronti: una società subisce un danno economico da articoli giornalistici totalmente inventati ad arte, pertanto saremo pronti alle azioni legali del caso, con richieste di risarcimento danni nei confronti dei diretti interessati e delle testate eventualmente coinvolte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Veniamo all&#8217;E-Cat, la tecnologia basata sulla fusione fredda che promette di rivoluzione il mondo dell&#8217;energia così come noi lo conosciamo. Qual è lo stato di avanzamento del processo produttivo? Quando è lecito attendersi l&#8217;inizio della commercializzazione del prodotto e a che prezzo verrà lanciato?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_14280" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/07/fusione-fredda1-rossi-firma.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-14280" title="fusione fredda1 rossi firma" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/07/fusione-fredda1-rossi-firma-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Rossi firma la licenza</p></div>
<p style="text-align: justify;">La prima domanda è più opportuno farla a Rossi: è infatti giusto che vi risponda lui, poiché la parte produzione non è di nostra competenza. Ad ogni modo, posso dire che la capacità produttiva si adegua alla prevedibile domanda: è sempre successo così e lo sarà sempre. Per quanto riguarda invece, più specificatamente, la nostra attività, che è quella della commercializzazione dei prodotti della Leonardo Corporation, posso dire che attualmente in Italia un prodotto è già ordinabile, ed è rappresentato dall’E-Cat termico da 1 MW, cioè un apparato di taglia industriale destinato a una varietà di impieghi: è utilizzabile per fornire calore di processo nel campo dell’industria alimentare, manifatturiera, etc., come pure nella produzione di acqua calda per mense e ospedali, per il riscaldamento e il raffrescamento dell’ambiente, tanto per citare alcuni esempi che mi vengono in mente. Il prezzo dell’E-Cat viene in parte calcolato sulla base del risparmio che uno specifico cliente può ottenere per gli usi a cui è destinato, ed è giusto che sia così.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Di E-Cat si è già ampiamente speculato, da conoscitore di informazioni industriali &#8220;privilegiate&#8221; può spiegarci brevemente quali sono le caratteristiche del dispositivo e quale impatto avranno qualora questo sia commercializzato?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’E-Cat termico, non diversamente da una caldaia a gas, fornisce acqua calda o  vapore, oppure riscalda un fluido termovettore. Le temperature di uscita sono: fino a 120° C per una versione dell’E-Cat adatta al riscaldamento ed a molti comuni processi industriali, e di circa 600° C per una versione destinata a utilizzi produttivi che richiedono alte temperature. Per quanto riguarda l’impatto dell’utilizzo di un E-Cat termico da 1 MW di potenza o più grande, sarà notevole per quelle aziende o industrie che useranno fra le prime in Italia e in Europa questa nuova tecnologia, perché i nostri clienti acquisiranno un vantaggio competitivo e, cosa non meno importante, un rapporto privilegiato con chi detiene e migliora una tecnologia dal potenziale in parte ancora inesplorato. L’impatto sul mercato in termini numerici, invece, all’inizio sarà piccolo perché decine di migliaia di impianti industriali non si realizzano dall’oggi al domani.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una domanda delicata:  si dice che il mercato industriale è destinato a subire &#8220;scossoni&#8221; dalla produzione/commercializzazione dell&#8217;e-cat e che alcune lobby energetiche abbiano costantemente boicottato l&#8217;attività teorica relativa alla fusione fredda per impedire che i ritrovati tecnici generati dalla stessa alterassero ancestrali equilibri di potere di mercato. Lei cosa pensa di tutto ciò?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Lo “scossone”, come lo definisce lei, è più che altro culturale, nel senso che i vari attori del mercato energetico devono prendere atto che esiste anche un modo nettamente più economico e pulito di produrre energia termica ed, in un futuro non lontano, pure elettrica. Un atteggiamento saggio, se io fossi una compagnia elettrica, sarebbe quello di cooperare con chi detiene il know-how o, in alternativa, fare una ricerca di base in tale campo. Nel mondo stanno nascendo molte società che si occupano di Lenr, le reazioni a cui l’E-Cat deve il suo funzionamento, e varie multinazionali, dopo aver consultato i maggiori esperti mondiali di Lenr, stanno scendendo in campo per non rimanere fuori dai giochi. Ma quando esiste già un prodotto pronto per il mercato, a che vale prendere la strada più lunga?</p>
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		<title>Fusione fredda/ Piezonucleare: intervista esclusiva al Prof. Carpinteri</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jul 2012 15:49:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[piezonucleare]]></category>
		<category><![CDATA[prof. carpinteri]]></category>

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		<description><![CDATA[di Armando Pascale. Ancora fusione fredda. Non si insisterà mai abbastanza sulla necessità di seguire la strada maestra della ricerca su questo importante topic energetico. Il recente convegno organizzato dall&#8217;onorevole Scilipoti a Palazzo Marini a Roma è stato un occasione di incontro multilaterale tra politici, giornalisti e addetti ai lavori su uno dei temi più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di <em>Armando Pascale.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://ildemocratico.com/category/fusione-fredda-2/" target="_blank">Ancora fusione fredda</a>. Non si insisterà mai abbastanza sulla necessità di seguire la strada maestra della ricerca su questo importante topic energetico. Il recente convegno organizzato dall&#8217;onorevole Scilipoti a <a href="http://ildemocratico.com/2012/07/08/fusione-fredda-bersani-co-ignorarono-4-170-firmatari/" target="_blank">Palazzo Marini</a> a Roma è stato un occasione di incontro multilaterale tra politici, giornalisti e addetti ai lavori su uno dei temi più scottanti della letteratura scientifica in quanto, in prospettiva, le ricadute economiche sono importanti. Fusione fredda e non solo, si direbbe, perché a margine della tavola rotonda di Palazzo Marini si è parlato anche di Piezonucleare, un tema di cui si è già avuto modo di accennare nel <a href="http://ildemocratico.com/2012/06/12/fusione-fredda-scilipoti-porta-il-dibattito-a-palazzo-marini/" target="_blank">precedente articolo</a> dedicato all&#8217;argomento: &#8220;Fausto Fiorillo, ricercatore incaricato della divisione elettromagnetismo dell&#8217;INRIM, demolisce le ricerche del presidente del suo stesso istituto sostenendo che queste mancherebbero di rigore e scientifico ed esclude la possibilità di produrre energia pulita attraverso le reazioni piezonucleari&#8221;. Non proprio un feedback positivo dunque per una teoria che, a differenza della fusione fredda, ha avuto un impatto mediatico irrilevante ma che ha suscitato le stesse perplessità tra la comunità scientifica soprattutto quando si è parlato di fiannziamenti. Ma che cosa è in definitiva il piezonucleare? Abbiamo chiesto ed altro al Presidente dellInrim Prof. Alberto Carpinteri. Il Prof. Carpinteri, laurea in Ingegneria nucleare, è professore ordinario da 26 anni ed attualmente insegna scienze delle costruzioni presso il politecnico di Torino. Il professor Carpinteri è un vero e proprio luminare in materia di meccanica dei solidi vantando più di 300 pubblicazioni sull&#8217;argomento ed è presidente dell&#8217;INRIM e di tre società scientifiche internazionali. Attualmente il suo nome è il &#8220;brand&#8221; legato alle ricerche sul piezonucleare</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_14138" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/07/carpinteri.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-14138" title="carpinteri" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/07/carpinteri-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></strong><p class="wp-caption-text">Prof. Carpinteri</p></div>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Professor Carpinteri, può spiegare a un pubblico privo delle specifiche cognizioni tecniche quali sono i risultati fondamentali delle sue ricerche sul Piezonucleare?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le “reazioni piezonucleari” sono un fenomeno analogo alle ben note fissioni nucleari che vengono utilizzate per produrre energia all&#8217;interno dei reattori nucleari. E’ assunto fondamentale della fisica nucleare che sia possibile ottenere una reazione nucleare solo da elementi leggerissimi (idrogeno o deuterio nella fusione) o da elementi pesanti (uranio o plutonio nella fissione). Le reazioni piezonucleari coinvolgerebbero invece elementi di peso intermedio, tipicamente attorno al ferro sulla tavola periodica. Il fenomeno è del tutto analogo alla fissione tradizionalmente nota: il nucleo dell&#8217;atomo si scinde liberando neutroni. L&#8217;aspetto più interessante che distingue queste reazioni dalla fissione tradizionale è l&#8217;assoluta assenza di produzione di residui o frammenti radioattivi e di raggi gamma. I dati sperimentali confermano come queste reazioni si possano riprodurre in piccola scala (laboratorio) e come si verifichino costantemente all&#8217;interno della crosta terrestre.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A proposito di crosta terrestre, Lei ha collegato le reazioni piezonucleari ai terremoti. Questa congettura è assolutamente suggestiva. Ci può spiegare che fondamento ha questa teoria?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si è osservato che nell&#8217;arco di tempo che va da 3.8 miliardi a 2.5 miliardi di anni fa (il periodo in cui si è avuta la formazione delle placche tettoniche e in cui l&#8217;attività tellurica sulla terra è stata più intensa) la crosta terrestre ha subito una forte variazione della sua composizione. Elementi chimici come silicio, alluminio, sodio e potassio sembrano avere rimpiazzato almeno in parte altri elementi ora presenti in misura percentuale inferiore (ferro, nichel, magnesio, calcio). Le ipotesi di flussi inversi tra crosta e mantello non sono convincenti. La spiegazione piezonucleare è invece idonea a spiegare la trasformazione subita dagli elementi nella crosta. Le reazioni piezonucleari nella crosta terrestre si intensificano in occasione di un evento sismico. Una recente ricerca di scienziati Russi conferma il fenomeno: si correla l&#8217;evento sismico con un massiccio flusso di neutroni (1000 volte il fondo con un terremoto del 4° grado Richter).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Professore, i suoi studi le hanno attirato virulenti attacchi da una parte della comunità scientifica. Una polemica che si è concentrata sulla infecondità dei suoi studi e sull&#8217;inopportunità di finanziarli. Lei come commenta tutto ciò?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Io mi sento di dire che la violenza dei toni usati e la faziosità delle argomentazioni addotte sono direttamente proporzionali all&#8217;importanza della scoperta. Nel corso della mia lunga carriera nel mondo della ricerca mi è capitato di imbattermi in errori grossolani o di ascoltare varie sciocchezze, ma la caccia alle streghe scatenatasi contro i risultati delle mie ricerche sono davvero inusitati. Evidentemente devo iniziare a pensare che parte del mondo della scienza è in realtà piegata a logiche che le sono estranee, come quelle economiche. La scienza è contigua alla tecnologia, la quale a sua volta è contigua all&#8217;economia. Ogni grossa scoperta non può che danneggiare un segmento del mondo economico. Lo si è visto in America dove, dopo un ventennio di ostilità alle ricerche sulla fusione fredda, qualcosa sembra muoversi sulla strada della normalizzazione con il &#8220;via libera&#8221; del candidato repubblicano alla Casa Bianca Mitt Romney, che si è dichiarato favorevole alla fusione fredda. Oggi in America si può fare ricerca alla luce del sole: ho recentemente incontrato uno scienziato che porta avanti ufficialmente le sue ricerche presso il MIT di Boston. La verità è che gli interessi dei potentati legati alla fusione calda erano troppo forti e per questo si tendeva sino a poco tempo fa a stigmatizzare questi studiosi. Oggi la situazione è cambiata e mi auguro che possa cambiare presto anche in Italia. Anche la polemica sui fondi pubblici è del tutto strumentale e pretestuosa; nessuna ricerca si fa a costo zero. Io ho condotto le mie ricerche usando sinora solo i finanziamenti del Politecnico di Torino dedicati a studi curiosity-driven. Attualmente i finanziamenti INRIM non sono neppure arrivati. Se la caccia alle steghe di galiziana memoria non finirà, l&#8217;unica fonte rimarranno i privati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sulla fusione fredda è già stato prodotto un fiume di letteratura. Lei cosa pensa del fenomeno e in definitiva delle applicazioni pratiche di Rossi e Focardi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se per fusione fredda si intende la fusione dei nuclei di deuterio a bassa temperatura si parla di un fenomeno che non esiste in natura. Se si intendesse invece la fissione agli elettrodi metallici di nichel o palladio, allora la cosiddetta “fusione fredda” si potrebbe pienamente giustificare con le reazioni piezonucleari che ne sono in realtà alla base, come si evince anche da alcuni studi giapponesi (Mizuno, Coock). Sono comunque fiducioso nella possibilità futura di realizzare  tecnologie basate sulle reazioni piezonucleari.</p>
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		<title>Fusione Fredda/ Bersani &amp; Co. ignorarono 4.170 firmatari</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jul 2012 16:07:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[FUSIONE FREDDA]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA]]></category>
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		<description><![CDATA[di Roy Virgilio. Resoconto convegno “Verso una rivoluzione energetica non inquinante” Il 2 luglio il discusso fenomeno della “fusione fredda” è sbarcato a Roma, alla Camera dei deputati, con una conferenza rivolta principalmente al mondo politico. Organizzato dall’onorevole Domenico Scilipoti (Movimento di Responsabilità Nazionale), l’evento ha visto una partecipazione assolutamente bipartisan con Elisabetta Zamparutti (Partito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di <em>Roy Virgilio.</em></p>
<h2>Resoconto convegno “Verso una rivoluzione energetica non inquinante”</h2>
<div id="attachment_14135" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/07/Fusione-fredda-sala-mercede.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-14135" title="Fusione fredda sala mercede" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/07/Fusione-fredda-sala-mercede-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">I relatori della sala della Mercede</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il 2 luglio il discusso fenomeno della “fusione fredda” è sbarcato a Roma, alla Camera dei deputati, con una conferenza rivolta principalmente al mondo politico. Organizzato dall’onorevole Domenico Scilipoti (Movimento di Responsabilità Nazionale), l’evento ha visto una partecipazione assolutamente bipartisan con Elisabetta Zamparutti (Partito Radicale) e Giulietto Chiesa (estrema sinistra). Ma soprattutto ha dato voce a tecnici, scienziati, ricercatori e imprenditori che con la politica poco hanno a che fare, ma che molto hanno detto sulla realtà delle LENR (acronimo di Reazioni Nucleari a Bassa Energia), sugli esperimenti effettuati e le evidenze di laboratorio.</p>
<p style="text-align: justify;">La conferenza, intitolata <a href="../2012/06/12/fusione-fredda-scilipoti-porta-il-dibattito-a-palazzo-marini/" target="_blank">“Verso una rivoluzione energetica non inquinante” </a> è stata aperta da Elisabetta Zamparutti, autrice &#8211; <a href="../2012/03/16/fusione-fredda-il-punto/" target="_blank">23 gennaio 2012</a> &#8211; di un’interpellanza parlamentare per chiedere quali fossero gli orientamenti del governo su questo argomento. La risposta ottenuta è stata un po’ ambigua: se da un lato il governo ha riconosciuto i grandi passi avanti della ricerca negli ultimi anni, dall’altra ha affermato che vede ancora necessari molti studi e che servono altre conferme sperimentali e teoriche. Di fatto una risposta politica che pur non contenendo una preclusione a priori, di sicuro non offre spunti per sostenere con i fatti l’auspicata ricerca.</p>
<p style="text-align: justify;">L’intervento successivo ha visto Giulietto Chiesa (ex parlamentare europeo) proporre una visione più ampia del fenomeno fusione fredda, partendo dalla crisi attuale del sistema capitalistico dovuta alla mancata comprensione del fatto che non si può avere una crescita infinita in<a href="../2011/12/31/il-pianeta-in-castigo-la-fine-del-mondo/" target="_blank">sistema (quello terrestre, ndr) finito</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo i poteri forti (finanza, corporation energetiche, mass media, militari) che controllerebbero di fatto la comunità scientifica, decidendo cosa è da studiare e cosa no attraverso fondi mirati, sono molto più potenti e ramificati del potere religioso che si oppose a Galilei o Giordano Bruno. Le verità sulla crisi del sistema attuale vengono tenute nascoste &#8211; e soprattutto minimizzate &#8211; pur di mantenere lo status quo. Ma così ci si avvicina semplicemente al baratro. La fusione fredda potrebbe spezzare qualcuno di questi equilibri sclerotizzati, e mescolare le carte in tavola rendendo disponibile <a href="../2011/05/26/esclusivo-7-nobili-ragioni-per-scegliere-la-fusione-fredda-nucleare/" target="_blank">grazie a un’energia pulita e  decentrata</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo Chiesa, l’ultimo intervento di stampo politico è stato quello dello stesso Scilipoti. Il deputato ha sostenuto che a prescindere dalle posizioni politiche questo è un argomento <a href="../2012/03/22/la-fusione-fredda-ora-piace-anche-a-domenico-scilipoti/" target="_blank">che  va affrontato</a> in maniera trasversale e sostenuto a trecentosessanta gradi. Ha anche osservato che al G20 di Rio de Janeiro le LENR erano ancora fuori dall’agenda del vertice. Perché?</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_14138" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/07/carpinteri.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-14138" title="carpinteri" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/07/carpinteri-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Prof. Carpinteri</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il primo intervento tecnico è stato proposto dal professor Alberto Carpinteri (docente del Politecnico di Torino e Presidente <a href="http://www.inrim.it/" target="_blank">INRIM</a>). Il docente ha ricordato le <a href="http://www.repubblica.it/scienze/2012/06/05/news/stop_al_finanziamento_di_studi_inutili_800_firme_contro_il_piezonucleare_di_elena_dusi-36583389/" target="_blank"> polemiche di questi ultimi giorni</a> legate alla raccolta firme effettuata all’interno dell’INRIM contro lo sviluppo delle ricerche sul piezonucleare (un fenomeno basato sulle reazioni nucleari a bassa energia). Carpinteri sta preparando una risposta a questa petizione basata sui fatti (le misure effettuate) e la qualità stessa di queste misure.</p>
<p style="text-align: justify;">Per dimostrare la realtà del piezonucleare, del resto, le misure sono fondamentali. E chi meglio dell’INRIM le può eseguire? Se è vero che per la modellazione teorica ci si deve riferire all’INFN e per eventuali applicazioni all’’<a href="http://www.enea.it/it" target="_blank">ENEA</a>, prima di tutto occorrono misure corrette che possano dimostrare o meno l’esistenza delle anomalie indagate. E questo spetta proprio all’INRIM. Perché tanto accanimento contro una ricerca invece molto promettente?</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo questo chiarimento, Carpinteri ha illustrato il lavoro eseguito in laboratorio e l’enorme mole di dati racconti con decine e decine di esperimenti (che durano da circa quattro anni). In questi esprimenti si ricreano in laboratorio fratture di solidi che in natura avvengono nella crosta terrestre. Provini di marmo, granito e altre rocce vengono pressati fino al collasso; in quel momento si rilevano emissioni neutroniche, non previste, che dimostrano l’avvenimento di reazioni nucleari. In effetti, da successive analisi dei campioni si è rilevato in modo ripetibile e costante che la zona di frattura contiene elementi in proporzione diversa dal campione prima della frattura. In altre parole, vi sono delle mutazioni di alcuni elementi in altri elementi.</p>
<p style="text-align: justify;">Studiando poi la composizione della crosta terrestre nei secoli passati, si scopre che alcuni milioni di anni fa si è assistito a grossi cambiamenti nella composizione chimica della crosta, con alcuni elementi che diminuivano e altri che aumentavano in maniera proporzionale. Di fatto circa un quinto della crosta terrestre, dall’inizio della storia del nostro pianeta, è mutata nella composizione (dati di studi assolutamente indipendenti).</p>
<p style="text-align: justify;">Questi esperimenti hanno anche un’altra importante conseguenza: la possibilità di prevedere terremoti. Infatti l’emissione neutronica legata alla rottura delle faglie è rilevabile prima del terremoto vero e proprio, poiché è principalmente dovuta alle microfratture che precedono lo spostamento della roccia. Per cui avendo dei rivelatori posizionati sul territorio si potrebbe prevedere con alcuni giorni di anticipo (da uno a cinque giorni) il terremoto vero e proprio. In effetti questa concomitanza è stata riscontrata in precedenza anche da studiosi russi, che hanno rilevato forti emissioni neutroniche in concomitanza di un sisma. Inoltre altre ricerche simili in Giappone e Italia (legate agli studi di Giuliano Preparata) avevano evidenziato emissioni neutroniche in soluzioni di sali ferrosi e fenomeni di cavitazione.</p>
<p style="text-align: justify;">In seguito Stefano Concezzi, direttore scientifico della multinazionale National Instruments, ha esplorato il frangente economico della fusione fredda. Che esista o meno, questo fenomeno ha bisogno di misure affidabili e ad alta sensibilità. La NI in questo è leader mondiale. Per tanto la multinazionale ha selezionato circa cinquecento esperimenti e su 180 ha verificato l’affidabilità del metodo e dei risultati ottenuti. Vista la serietà di questi lavori, hanno deciso di sostenere i migliori dieci gruppi collaborando attivamente e fornendo know-how e attrezzature per arrivare quanto prima ad un risultato univoco e sicuro: reazioni nucleari a basa energia. Sì o no? Tra questi dieci studi, due sono italiani: il gruppo di Vittorio Violante all&#8217;ENEA di Frascati e quello di Giuseppe Levi all&#8217;Università e INFN di Bologna.</p>
<p style="text-align: justify;">Al termine della presentazione di Concezzi, ecco il turno del professor Francesco Celani (ricercatore dell’INFN di Frascati). Celani ha fatto una carrellata sui risultati positivi ottenuti in ordine cronologico sulle LENR dal 1989 ad oggi. Moltissimi i passi avanti e le tecniche utilizzate per affrontare il fenomeno.</p>
<p style="text-align: justify;"><code><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="530" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/a5LzW9a2_cQ?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="530" height="315" src="http://www.youtube.com/v/a5LzW9a2_cQ?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></code></p>
<div id="attachment_9069" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/06/scienziato-nasa.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-9069" title="scienziato nasa" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/06/scienziato-nasa-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Dennis Bushnell</p></div>
<p style="text-align: justify;">Voglio però mettere in risalto l’insabbiamento che la NASA effettuò nel 1989, pochi mesi dopo l’annuncio di Fleishman e Pons, quando dopo aver replicato con successo l’esperimento non ha comunicato il risultato a &#8211; quasi &#8211; nessuno. Di più, ha negato la realtà del fenomeno. Solo pochi mesi fa &#8211; quando il tema è tornato di forte attualità -<a href="../2011/06/07/fusione-fredda-nasa-dennis-bushnell-ammette-che-l%E2%80%99e-cat-funziona/" target="_blank"> NASA ha ammesso l’esito positivo </a> dell’esperimento, e ha dichiarato essere a sua volta al lavoro sulla fusione fredda.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione Celani ha descritto il suo ultimo esperimento positivo eseguito con materiali commerciali a basso costo (quali l’Isotan44). Modificati ad hoc per ottenere nanostrutture adatte alla reazione, sono riusciti ad avere una cella costante, affidabile e con eccessi calorimetrici assolutamente replicabili. Un grande risultato che andrà approfondito.</p>
<p style="text-align: justify;">Ultimo intervento, ma non certo per interesse, è stato quello di <a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__fusione_fredda.php" target="_blank">Roberto Germano</a>, fisico della materia e amministratore della Promete Srl dell’Università di Napoli. Germano ha parlato della sua esperienza diretta legata al tabù della fusione fredda in ambito accademico, vissuta in particolare negli anni novanta. Una carrellata di eventi che hanno portato la fusione fredda ad essere bollata come una scienza “patologica”.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_3986" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2010/09/pierluigi-bersani.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-3986" title="pierluigi-bersani" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2010/09/pierluigi-bersani-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">On. Pierluigi Bersani</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ha infine portato all’attenzione dei politici presenti, la raccolta  firme (quasi 4.170 firmatari!), a favore di un approccio aperto e  scientifico con cui affrontare la possibilità di finanziare la ricerca  in questo campo. Tale appello è stato portato nelle mani dell’allora  Ministro per l’Ambiente Pecoraro Scanio, il Ministro dell&#8217;allora  Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, e l&#8217;ex Ministro delle finanze  Padoa Schioppa ma nulla è mai accaduto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma se davvero vogliamo utilizzare al più presto questa tecnologia nelle nostre case, è necessario che politici e scienziati si uniscano in maniera corretta ed aperta, per supportare tecnicamente ed economicamente chi oggi porta avanti questi studi. Spendendo le briciole che avanzano da ricerche meno promettenti.</p>
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		<title>Fusione Fredda: una storia meravigliosa. Tutti i protagonisti della saga E-Cat</title>
		<link>http://ildemocratico.com/2012/06/19/fusione-fredda-una-storia-meravigliosa-tutti-i-protagonisti-della-saga-e-cat/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jun 2012 08:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[FUSIONE FREDDA]]></category>
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		<category><![CDATA[Fusione Fredda]]></category>

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		<description><![CDATA[di Roberta De Carolis. Rossi e Focardi annunciano l’apertura della prima centrale a fusione fredda entro il 2011, in Grecia, rivelando che una ditta ellenica, la Defkalion Green Technologie, è interessata all’acquisto della licenza di E-cat. Da lì in poi però le cose non vanno esattamente come nei piani Il 28 Ottobre 2011,  Andrea Rossi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di<em> Roberta De Carolis</em>.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Rossi e Focardi <strong>annunciano</strong> l’apertura della <strong>prima centrale a fusione fredda</strong> entro il 2011, in Grecia, rivelando che una ditta ellenica, la <strong>Defkalion Green Technologie</strong>, è interessata all’acquisto della licenza di E-cat. Da lì in poi però le cose non vanno esattamente come nei piani</h2>
<div id="attachment_6593" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/01/Andrea-Rossi-e-Sergio-Focardi.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-6593" title="Andrea Rossi e Sergio Focardi" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/01/Andrea-Rossi-e-Sergio-Focardi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Andrea Rossi e Sergio Focardi</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>28 Ottobre 2011</strong>,  Andrea Rossi <strong>comunica</strong> la riuscita di un test effettuato, rigorosamente a porta chiuse, nei pressi di Bologna. Alla dimostrazione, svolta <strong>in forma privata</strong>, sono presenti pochi eletti, tra i quali alcuni osservatori scientifici e industriali. Stando alle parole di Rossi, nonostante qualche problema tecnico che ha costretto E-cat a funzionare a metà regime, qualche <strong>possibile acquirente</strong> si è fatto avanti alla fine di quella giornata, tra i quali un certo <strong>Domenico Fioravanti</strong>; ma se sia il diretto committente, o un osservatore del committente, non viene chiarito in quell’occasione. Mentre accade tutto questo l’interesse della ditta ellenica sembra ancora valido e in teoria l’apertura della centrale deve essere effettuata <strong>entro due mesi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">A quel punto iniziano i rumors riguardo ad un possibile interesse militare (<strong>Nasa</strong> o <strong>Nato</strong>), tanto che  <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://pesn.com/2011/10/31/9501942_After_the_E-Cat_Test--Report_and_Q-A_with_Rossi/" target="_blank"><strong>Pure Energy Systems News</strong></a></span> sospetta che lo stesso Fioravanti sia un colonnello della Nato, una “spia militare” mandata il 28 Ottobre a Bologna ad indagare per concordare un eventuale acquisto. Ma nessuna conferma ufficiale è mai arrivata.</p>
<p style="text-align: justify;">Arrivano invece a fiotti <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/2810-fusione-fredda-massachussets-e-cat" target="_blank"><strong>proposte</strong></a></span> di nuovi test, tra le quali quella di <strong>Francesco Celani</strong>, vicepresidente della <strong>Società Internazionale di Scienze Nucleari della Materia Condensata</strong>, che in un’<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.radio24.ilsole24ore.com/radio24_audio/2011/110429-mrkilowatt.mp3" target="_blank"><strong>intervista</strong></a></span> rilasciata a <strong>Radio 24</strong> sostiene apertamente di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/2921-fusione-fredda-celani" target="_blank"><strong>credere</strong></a></span> nella tecnologia targata Rossi. Ma questi <span style="text-decoration: underline;"><strong>chiude</strong></span> a tutti le porte, trincerandosi dietro alla <strong>proprietà intellettuale</strong>. “La parola al mercato”, ripete più volte. E sostiene con fermezza che Celani è un suo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/2810-fusione-fredda-massachussets-e-cat" target="_blank"><strong>concorrente</strong></a></span>. Siamo a <strong>metà Novembre 2011</strong>, e i dubbi che questa centrale ellenica non partirà mai iniziano a circolare. Ma l’inventore giustifica i suoi rifiuti sostenendo: “La produzione industriale è già avviata, stiamo entrando sul mercato, e i nostri clienti ci pagheranno per una macchina che funziona; se non funzionasse, non la comprerebbero”.</p>
<p style="text-align: justify;">I sospetti tuttavia sono presto confermati: con un <strong>comunicato</strong> datato <strong>30 Novembre 2011</strong>, la Defkalion Green Technologie <strong>annuncia</strong> di essere pronta a lanciare un proprio E-cat, chiamato <strong>Hyperion</strong>, entro il 2012. <strong>Divorzio</strong> avvenuto dunque, ma nessuno ne saprà mai le ragioni. Rossi a questo punto sembra imputarsi sulla diversità delle tecnologie, affermando sul blog del  <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=510" target="_blank"><strong>Journal of Nuclear Physics</strong></a></span>: “ATTENZIONE: QUALCUNO sta mettendo in giro la voce che sia stata RUBATA LA NOSTRA TECNOLOGIA e si sta cercando di vendere un <strong>mock up</strong> dicendo che è una copia aggiornata del E-CAT. ATTENZIONE: nessuno mai ha copiato la nostra tecnologia”.</p>
<p style="text-align: justify;">Copia o no, alla fine dell’anno 2011 è ormai chiaro che Rossi ha un concorrente agguerrito. Ma i concorrenti erano destinati ad <strong>aumentare</strong>, tra i quali persino bizzarri riproduttori fai da te del web, come <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://greenme.it/informarsi/energie-rinnovabili/6307-ecat-fusione-fredda" target="_blank"><strong>Chan</strong></a></span>, che ha riportato la sua ricetta, con tutti i dettagli, sul sito <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.buildecat.com/blog_detail/the-chan-formula-4.html" target="_blank"><strong>Buildecat.com</strong></a></span>, e un certo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.greenme.it/informarsi/energie-rinnovabili/6429-e-cat-fusione-fredda-mondaini" target="_blank"><strong>Renzo Mondaini</strong></a></span>, perito elettronico con la passione per la chimica, che sostiene <strong>via</strong> <strong>youtube</strong> di aver inventato la <strong>fusione fredda elettrolitica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Erano destinati ad aumentare non solo i concorrenti, ma anche i <strong>divorzi</strong>. Il <strong>15 Gennaio 2012</strong>, infatti, l’<strong>Università di Bologna</strong>, presso la quale Sergio Focardi ha lavorato tutta la vita ed attualmente è Professore Emerito di Fisica, decide di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.greenme.it/informarsi/energie-rinnovabili/6785-e-cat-fusione-fredda-" target="_blank"><strong>recidere</strong></a></span> il contratto precedentemente stipulato con la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.leonardo-ecat.com/fp/" target="_blank"><strong>Leonardo Corporation</strong></a></span>, società fondata da Andrea Rossi, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://blog.newenergytimes.com/2012/01/24/university-of-bologna-terminates-relationship-with-rossi/" target="_blank"><strong>chiamandosi completamente fuori</strong></a></span> dalla vicenda. Le motivazioni sembrano legate squisitamente a <strong>vicende economiche</strong>, ma in realtà mai del tutto chiarite. Ed ecco che gli <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/2897-fusione-fredda-rossi" target="_blank"><strong>Usa</strong></a></span> iniziano a diventare per il padre di E-cat una meta ghiotta.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 2012 è l’anno di altri annunci e smentite, prima tra tutte la possibilità di avere entro l’autunno di quest’anno degli <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/2968-2012-e-cat-domestico" target="_blank"><strong>E-cat domestici</strong></a></span>. Si paventa anche la possibilità che la produzione venga spostata in <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3003-fusione-fredda-e-cat-domestici" target="_blank"><strong>Cina</strong></a></span>, paese noto per fornire lavoro a basso costo, ma anche possibile produttore di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://ecatnews.com/?p=1823" target="_blank"><strong>robot</strong></a></span>, ancora più economici degli esseri umani.</p>
<p style="text-align: justify;">Invece no: Andrea Rossi decide di lasciare l’Italia, non per trasferirsi in Cina, ma negli <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3045-fusione-fredda-florida" target="_blank"><strong>Stati Uniti</strong></a></span>, in <strong>Florida</strong>. Lo rivela lui stesso in un’intervista rilasciata a <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://pesn.com/2012/01/14/9602012_Momentous_Breakthroughs_Announced_During_Anniversary_E-Cat_Interview/" target="_blank"><strong>Pure Energy System News</strong></a></span>: “Voglio che questa tecnologia sia americana. Ciò avverrà negli Stati Uniti. E sono onorato di dirlo. Adoro gli Stati Uniti”. Ma aggiunge: “Ho voluto sviluppare qui questa tecnologia, per molte ragioni che ora <strong>non posso spiegare</strong>”. Quando si parla di <strong>motivazioni</strong>, Andrea Rossi, come sempre, <strong>glissa</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre dunque dall’<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.greenme.it/informarsi/energie-rinnovabili/6852-e-cat-fusione-fredda-australia" target="_blank"><strong>Australia</strong></a></span> fanno sapere di non credergli, l’inventore sceglie gli Usa come seconda patria, ma anche lì iniziano a pullulare i possibili concorrenti, a partire dalla <strong>Nasa</strong>, che, nel suo  <strong>Langley Research Center</strong> già sta studiando <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://technologygateway.nasa.gov/media/CC/lenr/lenr.html" target="_blank"><strong>metodologie</strong></a></span> del tipo “fusione fredda”. Le chiamano <strong>Lern</strong>, un acronimo inglese che significa ‘<strong>Reazioni nucleari a bassa energia</strong>’. Piccolo particolare: la Nasa crede nelle Lern, ma <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3059-e-cat-fusione-fredda" target="_blank"><strong>non nell’E-cat</strong></a></span> di Rossi. Fatto ancora più curioso: la Nasa, per bocca di <strong>Joseph Zawodny</strong>, sostiene che “il metodo più semplice per l’implementazione sarebbe la <strong>casa</strong>, basterebbe avere un apparecchio che in grado di sostituire lo scaldabagno”, e in seguito a questa dichiarazione, Andrea Rossi annuncia che il suo E-cat è <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.greenme.it/informarsi/energie-rinnovabili/6739-e-cat-fusione-fredda" target="_blank"><strong>in grado</strong></a></span> di scaldare l’acqua.</p>
<p style="text-align: justify;">Iniziano a questo punto ad impazzare i suoi concorrenti: la Defkalion, in particolare, pubblica annunci e rivela dettagli in <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3117-e-cat-defkalion" target="_blank"><strong>video</strong></a></span> e <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.defkalion-energy.com/files/2012-01-23_Independent_Testing_on_Hyperion_Reactors.pdf" target="_blank"><strong>comunicati ufficiali</strong></a></span>: il 23 Gennaio 2012 dichiarano di essere pronti a consentire a terze parti di visualizzare la tecnologia. Parallelamente il <strong>Massachusetts Institute of Technology</strong> <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3134-fusione-fredda-test-mit" target="_blank"><strong>rivela</strong></a></span> di essere intenzionato a fare esperimenti sulle Lern.</p>
<div id="attachment_14001" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/06/fleischmann-and-pons.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-14001" title="fleischmann-and-pons" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/06/fleischmann-and-pons-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Fleischmann and Pons</p></div>
<p style="text-align: justify;">In realtà la <strong>storia di amore/odio</strong> tra il Mit e la fusione fredda è molto più lontana: la  Fusione Fredda fu dichiarata “morta” dalla comunità scientifica proprio dopo che il prestigioso Istituto di ricerca annunciò di non essere riuscito a replicare in laboratorio la procedura descritta da <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3553-fusione-fredda-storia-fleischmann-pons" target="_blank"><strong>Fleischmann e Pons</strong></a></span> per generare “calore in eccesso” nel processo elettrolitico. In altre parole, disse il Mit, la Fusione Fredda non funziona, è solo un <strong>inganno colossale</strong>. Ma in pochi sanno, invece, che in seguito uno scienziato dello stesso centro, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=rVeqMoUFwZo&amp;feature=youtu.be" target="_blank"><strong>Eugene Mallove</strong></a></span>, scoprì che i test di Fusione Fredda avevano in realtà registrato calore in eccesso, ma i dati erano stati <strong>manipolati</strong> prima della pubblicazione, per far apparire il contrario. Il Mit infatti rischiava di vedersi bloccare di colpo i <strong>finanziamenti miliardari</strong> che in quel momento stava ricevendo dal governo per la ricerca sulla <strong>fusione calda</strong>. Mallove denunciò il fatto e lasciò indignato il prestigioso istituto, dedicandosi da quel giorno alla ricerca personale, fino a diventare in pochi anni uno dei maggiori esperti e sostenitori della Fusione Fredda. Scrisse anche una <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.pureenergysystems.com/obituaries/2004/EugeneMallove/LastMessage040513/" target="_blank"><strong>famosa lettera</strong></a></span>, prima di essere <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.wanttoknow.info/eugenemallove" target="_blank"><strong>assassinato</strong></a></span> a bastonate la notte del <strong>14 Maggio 2004</strong> (i responsabili non furono mai identificati).</p>
<p style="text-align: justify;">E arriviamo dunque ad un nuovo tentativo del Mit: <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://ecatnews.com/?p=1987" target="_blank"><strong>Mitchell Swartz</strong></a></span> avrebbe dunque dimostrato che attraverso la fusione fredda è possibile avere un aumento significativo di energia, <strong>dieci volte maggiore</strong> rispetto a quella in entrata. L’esperimento ovviamente è stato condotto con una tecnologia diversa da quella proposta da Rossi e Focardi, e quindi anche il Mit diventa un possibile concorrente, proprio negli stessi Usa che Rossi tanto ama.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo la Defkalion <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3160-fusione-fredda-defkalion-e-cat" target="_blank"><strong>svela altri dettagli</strong></a></span> e <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3199-fusione-fredda-e-cat-investitori" target="_blank"><strong>si prepara alle vendite</strong></a></span>. Come abbia fatto ad essere così rapida non è mai stato chiarito. Il sospetto è naturalmente che, visto il precedente accordo con Rossi, abbia in qualche in modo “imparato qualche trucchetto”. Ma comunque, mentre la ditta ellenica procede per annunci, dettagli, rivelazioni, l’inventore italiano è sempre più <strong>misterioso</strong> e si trincera dietro il brevetto che, ricordiamo, attualmente è solo italiano (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.uibm.gov.it/uibm/dati/Avanzata.aspx?load=info_list_uno&amp;id=1610895&amp;table=Invention&amp;#ancoraSearch" target="_blank"><strong>concesso il 6 Aprile 2011</strong></a></span>), perché sia quello <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://register.epo.org/espacenet/application;jsessionid=540A3872CC4B88F0AD00B0BC9241BCE3.RegisterPlus_prod_1?number=EP08873805&amp;lng=en&amp;tab=doclist" target="_blank"><strong>europeo</strong></a></span> che quello <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://patentscope.wipo.int/search/en/WO2009125444" target="_blank"><strong>americano</strong></a></span> sono tuttora in fase di discussione.</p>
<div id="attachment_12977" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/03/Domenico-Scilipoti.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-12977" title="Domenico-Scilipoti" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/03/Domenico-Scilipoti-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">On. Domenico Scilipoti</p></div>
<p style="text-align: justify;">A questo punto della vicenda entra in scena la <strong>politica</strong>, che finora aveva taciuto. L’<strong>onorevole Scilipoti</strong>, segretario del Movimento Responsabilità Nazionale, porta in Parlamento l’E-cat, con un’<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=7SqYtuOkMaI" target="_blank"><strong>interrogazione parlamentare a risposta immediata</strong></a></span> (qui i <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=50949&amp;stile=6&amp;highLight=1" target="_blank"><strong>dati ufficiali</strong></a></span>). Nello stesso periodo (siamo tra Febbraio e Marzo) anche il deputato del Pd Elisabetta Zamparutti presenta un’<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=48151&amp;stile=6&amp;highLight=1&amp;paroleContenute=" target="_blank"><strong>interrogazione parlamentare a risposta scritta</strong></a></span>, nella quale chiede al governo di prendere posizione sulla questione.</p>
<p style="text-align: justify;">Continuano dunque i <strong>dibattiti</strong> e continuano i <strong>tentativi di cogliere qualcosa in più</strong> su questo misterioso E-cat. In particolare, alla fine del mese di Febbraio, iniziano a circolare voci su <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3234-fusione-fredda-e-cat-hyperion" target="_blank"><strong>milionarie offerte</strong></a></span> da parte degli scettici australiani alla Defkalion. La stessa redazione di <strong>NextMe</strong> intervista <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/societa/personaggi/3247-e-cat-rossi-intervista-fusione-fredda" target="_blank"><strong>Andrea Rossi</strong></a></span> (dopo aver già intervistato <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://nextme.it/scienza/energia/2763-e-cat-focardi" target="_blank"><strong>Sergio Focardi</strong></a></span><strong>)</strong>, ma non ottiene informazioni precise. In più Rossi <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/societa/personaggi/3258-e-cat-fusione-fredda-rossi-contraddizioni" target="_blank"><strong>si contraddice</strong></a></span> palesemente su molti punti.</p>
<p style="text-align: justify;">Arriviamo a Marzo 2012: la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3286-e-cat-domestico-fusione-fredda-forum" target="_blank"><strong>Defkalion chiude il forum</strong></a></span> sulla fusione fredda, ma soprattutto si fa avanti un altro possibile concorrente di Andrea Rossi, <strong>Alberto Carpinteri</strong>, con la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3329-fusione-fredda-e-cat-reazione-piezonucleare" target="_blank"><strong>reazione piezonucleare</strong></a></span>: secondo il suo inventore, Presidente dell’<strong>Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica</strong> (<strong>Inrim</strong>), è possibile indurre una frattura del nucleo di ferro mediante <strong>ultrasuoni</strong>. Queste onde creerebbero il fenomeno della ‘cavitazione’, generando pressioni talmente elevate da superare la forze internucleari. La disgregazione dell’atomo, che assomiglia di più ad un fenomeno di <strong>fissione</strong> che di fusione, sarebbe controllata, ma soprattutto libererebbe una grande quantità di energia <strong>senza produzione di raggi gamma</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">A Marzo dunque la situazione è questa: Rossi con il suo E-cat, la Defkalion con Hyperion, Carpinteri con la reazione piezonucleare, e il Mit con altri esperimenti di fusione fredda. Tutti dicono di avere in mano la soluzione energetica per il nostro pianeta, ma ancora nulla di concreto. La produzione di Andrea Rossi nel frattempo sembra procedere, in Florida, ma insieme alla produzione, continuano le <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3346-fusione-fredda-rossi-materiali-radioattivi" target="_blank"><strong>contraddizioni</strong></a></span>. Rossi aveva infatti più volte detto che E-cat era un apparecchio in grado di produrre energia termica via fusione nucleare e che la prova era la <strong>rilevazione di raggi gamma</strong>, ma, quando un privato cittadino statunitense fa notare che questo implicherebbe autorizzazioni speciali per la produzione, il titolare della ditta da lui stesso fondata <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://ecatnews.com/?p=2156" target="_blank"><strong>nega tutto</strong></a></span>, sostenendo di <strong>non lavorare con materiale radioattivo</strong>. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3378-fusione-fredda-e-cat-radiazioni" target="_blank"><strong>Poco dopo</strong></a></span>, però, in un’intervista rilasciata a <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://coldfusionnow.org/" target="_blank"><strong>Cold Fusion</strong></a></span>, il padre di E-cat sostiene con fermezza come la presenza delle radiazioni gamma dimostri l’<strong>avanzamento di una reazione nucleare</strong>, e afferma con decisione: “Non vi dirò dove si trova la mia fabbrica, nemmeno sotto tortura! Il fatto è che tutte le volte che ho dato le informazioni sul nome di un cliente o il nome di un fornitore, questi ultimi sono stati sommersi da decine di migliaia di contatti inopportuni. Potete immaginare i rischi per la sicurezza. Quando sarà in funzione, sarà impossibile nasconderne il funzionamento. Ma per ora, vogliamo lavorare in pace”. Altra curiosità: nella medesima occasione rivela di “aver <strong>cambiato idea</strong> sul funzionamento di E-cat”. Ignoranza o dolo?</p>
<p style="text-align: justify;">Finisce il mese di Marzo, inizia quello di Aprile, che sarà a suon di annunci e smentite. Iniziano infatti a circolare <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3423-e-cat-defkalion-luglio" target="_blank"><strong>voci</strong></a></span> secondo cui la Defkalion renderà disponibile il suo Hyperion <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.e-catworld.com/2012/03/anonymous-source-confirms-anonymous-source-on-defkalion/" target="_blank"><strong>entro il mese di Luglio</strong></a></span>, mentre Rossi afferma di essere a un passo dall’ottenere le <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.e-catworld.com/2012/03/rossi-on-certification-process/" target="_blank"><strong>necessarie certificazioni</strong></a></span> per mettere E-cat sul mercato (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3444-fusione-fredda-e-cat-1mw" target="_blank"><strong>disponibile nella versione da 1MW</strong></a></span>, secondo Rossi).</p>
<p style="text-align: justify;">E mentre si sospetta il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3519-fusione-nucleare-e-cat-rossi-europa" target="_blank"><strong>colpo di scena</strong></a></span>, ovvero l’<strong>arrivo di E-cat anche in Europa </strong>(lo riferisce Frank Acland di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.e-catworld.com/2012/04/rossi-says-additional-e-cat-factory-to-be-built-in-europe/" target="_blank"><strong>E-cat World</strong></a></span>), un altro concorrente di Rossi si fa avanti: è <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/societa/personaggi/3542-fusione-fredda-e-cat-piantelli" target="_blank"><strong>Francesco Piantelli</strong></a></span>, che annuncia la riuscita di esperimenti sulla fusione fredda, con un meccanismo che sembra analogo a quello di E-cat. Anche stavolta non si tratta di un personaggio nuovo per la storia della fusione fredda. L’avevano annunciata insieme la scoperta, nel <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://archiviostorico.corriere.it/1994/febbraio/19/Siena_scopre_energia_pulita_Fusione_co_0_94021911463.shtml" target="_blank"><strong>lontano 1994</strong></a></span>, per bocca di <strong>Sergio Focardi</strong>: “Siamo di fronte a un fenomeno di tipo fusione fredda, diverso da quello realizzato da Fleishmann e Pons. […] Dentro al cilindretto d’acciaio ci sono un gas, l’idrogeno, e una barretta di metallo, il nickel. A una temperatura di circa 180 gradi il nickel si carica di idrogeno e all’interno del metallo succede un fenomeno di cui parleremo meglio in conferenza stampa. Per ora posso dirle solo che ha luogo una reazione che sviluppa un’<strong>energia almeno mille volte superiore </strong>a quella di una reazione chimica. Una sola piccola cella produce una <strong>potenza di 50 Watt</strong>”. Non stupisce dunque che le strade, anche se diverse, siano oggi fatte sempre di <strong>nickel e idrogeno</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non finisce qui: tra la fine del mese di Aprile e la prima meta di Maggio, oltre a tentativi ad opera addirittura di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3572-fusione-nucleare-e-cat-studenti-roma" target="_blank"><strong>studenti</strong></a></span>, ritorna il <strong>Mit</strong>, con <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3617-e-cat-fusione-fredda-elettricita" target="_blank"><strong>Mitchell Swartz</strong></a></span>, il quale <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.e-catworld.com/2012/05/hagelstein-public-invited-to-see-continuing-cold-fusion-demonstration-at-mit/" target="_blank"><strong>annuncia</strong></a></span> la messa a punto di <strong>Nanor</strong>, un’apparecchiatura in grado di produrre energia (sotto forma di calore), pari a <strong>14 volte quella di ingresso</strong>, non appena viene fatta passare una <strong>corrente elettrica</strong> attraverso la sua struttura, costituita da <strong>palladio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Elettricità</strong>: questa diventa per Andrea Rossi la <strong>parola chiave</strong>. E-cat infatti è sempre stato strumento di produzione di energia termica, eventualmente convertibile in energia elettrica come fonte di alimentazione, ma le sue ricerche a riguardo si erano sempre fermate a causa di una certa instabilità del sistema alle alte temperature. “Stiamo lavorando alacremente sulla temperatura – scrive però ora Rossi sul suo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.journal-of-nuclear-physics.com/" target="_blank"><strong>blog</strong></a></span> - e abbiamo raggiunto un <strong>incredibile risultato</strong> la scorsa settimana. Stiamo portando avanti un <strong>test</strong> che dura da sette giorni ormai, che potrebbe portare ad una rivoluzione nella rivoluzione (ovvero la nascita stessa di E-cat, N.d.R.). Andrà avanti <strong>per un mese</strong>. Ma per ora, ci stiamo solo lavorando”. L’inventore tuttavia specifica che questi risultati saranno applicabili per ora <strong>solo sulla versione industriale dell’E-cat</strong>, perché per quella domestica ci sono ancora <strong>problemi di sicurezza</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Si sospetta che il grande risultato sia proprio riferito alla produzione di energia elettrica, e un successivo annuncio di Rossi, che <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3638-e-cat-fusione-fredda-rossi-convegno" target="_blank"><strong>convoca tutti i licenziatari</strong></a></span> per il mese di <strong>Ottobre 2012</strong>, fa sperare che il goal sia stato raggiunto. Ma secondo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://ecatreport.com/andrearossi/power-grids-and-e-cat-an-overview" target="_blank"><strong>E-cat Report</strong></a></span>, Rossi sta mettendo a punto i <strong>dispositivi da 10 MW</strong> e quindi potrebbe essere anche questo l’annuncio così importante da dare. Ovviamente l’inventore <strong>tace</strong> e il mistero si fa sempre più fitto.</p>
<p style="text-align: justify;">E mentre Rossi tace, la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3659-fusione-fredda-e-cat-greco-immagini" target="_blank"><strong>Defkalion</strong></a></span> continua a farsi viva, pubblicando le <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.e-catworld.com/2012/05/defkalion-releases-photos-of-lab-testing-and-factory-preparation/" target="_blank"><strong>foto dei test</strong></a></span> che sta svolgendo con il suo Hyperion. Le immagini mostrano dei <strong>laboratori ampi e all’avanguardia</strong>, anche se si ha la sensazione che tutto sia ancora “<strong>work in progress</strong>”. Il <strong>testa a testa</strong> continua. Anche in politica. Arriva infatti una <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3679-fusione-nucleare-e-cat-lobby-italiane" target="_blank"><strong>presunta risposta</strong></a></span> all’interrogazione presentata dalla Zamparutti, data dal sottosegretario di Stato <strong>Claudio De Vincenti</strong>, dura e inequivocabile: “Per quanto concerne il catalizzatore di energia denominato E-Cat […]deve evidenziarsi che sul dispositivo emergono <strong>molteplici perplessità</strong> dovute alla circostanza che le modalità di funzionamento non sono state rese note dall’inventore. Infatti sia gli aspetti sostanziali della composizione del combustibile, che la struttura interna del catalizzatore sono tuttora <strong>coperti dal segreto industriale</strong>”. Rossi risponde solo che De Vincenti è ignorante e <strong>manovrato dalle lobby italiane</strong>. Piccola precisazione: l’inventore italiano aveva precedentemente dichiarato che contro E-cat non c’è <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3599-e-cat-fusione-fredda-complotto" target="_blank"><strong>alcun complotto</strong></a></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">E siamo ormai arrivati a fine Maggio. Mentre la Nasa si fa nuovamente avanti, dichiarando di aver puntato sulla <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3717-fusione-fredda-nasa-widom-larsen" target="_blank"><strong>teoria di Windom Larsen</strong></a></span> ma non su E-cat, Rossi si scatena con le sue contraddizioni, dando false speranze su grandi novità, ma poi smentendosi. Il 19 Maggio <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3691-e-cat-fusione-fredda-600-gradi" target="_blank"><strong>dichiara</strong></a></span> che E-cat funziona a 600°C, e che quindi i problemi di stabilità dovuti all’alta temperatura che impedivano un’efficiente produzione di energia elettrica sembravano superati. E poco dopo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3739-fusione-fredda-e-cat-rivelazioni" target="_blank"><strong>annuncia</strong></a></span> grandi novità, che sarebbero state rese note entro una settimana. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.e-catworld.com/2012/05/rossi-important-news-coming-within-week/" target="_blank"><strong>Tutti pensano</strong></a></span> che finalmente Rossi voglia rendere noti i risultati dei test che hanno portato al raggiungimento di quella temperatura.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma niente di tutto ciò: Rossi delude ancora. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3762-e-cat-rossi-fusione-fredda-terremoto" target="_blank"><strong>Cancella l’appuntamento</strong></a></span> rivelazioni, sostenendo che il <strong>terremoto dell’Emilia</strong> ha causato dei problemi nella sua postazione di Bologna (ma la sua produzione effettiva si trova in Florida). Si annidano dubbi intorno agli esperimenti a 600 gradi. Infatti Rossi aveva dichiarato, in un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338&amp;" target="_blank"><strong>post</strong></a></span> sul Journal of Nuclear Physics datato 17 Maggio, che tali esperimenti  erano iniziati da 20 giorni. Ma, secondo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.e-catworld.com/2012/06/rossi-600c-e-cat-test-continues-for-over-30-days/" target="_blank"><strong>E-cat World</strong></a></span>, Rossi sostiene che questi sono attualmente in corso.</p>
<div id="attachment_14000" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/06/Nasa.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-14000 " title="Nasa" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/06/Nasa-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Logo Nasa</p></div>
<p style="text-align: justify;">Nel mese di Giugno <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3785-fusione-fredda-nasa-e-cat" target="_blank"><strong>si apre il dibattito</strong></a></span> negli <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/societa/next-economy/3356-usa-arpa-e-energie-rinnovabili" target="_blank"><strong>Usa</strong></a></span> sui <strong>finanziamenti della Nasa alle Lern</strong>. Infatti se da una parte alcuni sono entusiasti, altri sono preoccupati del fatto che un ente governativo potrebbe effettuare una spesa di milioni di dollari che graverebbero sulle tasche dei contribuenti, per una “<strong>scienza non dimostrata</strong>”. Inoltre <strong>Keith Cowin</strong> sul suo sito <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://nasawatch.com/archives/2012/06/cold-fusion-upd.html" target="_blank"><strong>Nasa Watch</strong></a></span> si sarebbe detto preoccupato del fatto che l’Agenzia potrebbe non aver seguito il protocollo indicato, chiedendosi “Com’è possibile che gli Chief Technologists della Nasa e gli Chief Scientists possano permettere che questa roba venga finanziata con i dollari dei contribuenti, <strong>senza passare attraverso gli standard</strong> dell’agenzia?”. Una domanda lecita, considerato anche che, stando alle parole di Rossi, lui in questo periodo sta <strong>già vendendo</strong> le versioni industriali di E-cat: lo ha rivelato l’inventore in persona durante un’<span style="text-decoration: underline;"><a href="../../../../../2012/06/12/fusione-fredda-scilipoti-porta-il-dibattito-a-palazzo-marini/" target="_blank"><strong>intervista</strong></a></span> rilasciata a “<strong>Il Democratico</strong>”. Ma d’altronde, come lui stesso ha affermato, non è interessato ai finanziamenti pubblici, in quanto <strong>i suoi clienti sono gli unici finanziatori</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non è solo Rossi bersaglio di dubbi e punti interrogativi. La reazione piezonucleare di Carpinteri, già oggetto di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3776-reazione-piezonucleare-dubbi" target="_blank"><strong>dubbi</strong></a></span> molti, viene letteralmente <strong>stroncata</strong> da un ricercatore dello stesso Inrim, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://arxiv.org/pdf/1205.6418.pdf" target="_blank"><strong>Fausto Fiorillo</strong></a></span>, in un’<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3791-reazione-piezonucleare-intervista-fiorillo" target="_blank"><strong>intervista</strong></a></span> rilasciata a <strong>NextMe</strong>. La vicenda <strong>si tinge di giallo</strong> poiché Fiorillo accusa apertamente il suo Presidente di aver presentato i dati in modo non scientifico e lascia chiaramente intendere che è possibile una dolosa manipolazione di questi, probabilmente perché dietro a questa vicenda ci sono degli <strong>interessi economici</strong> di notevole portata.</p>
<p style="text-align: justify;">La palla a questo punto passa alla <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3824-fusione-fredda-ecat-rossi-piantelli" target="_blank"><strong>sfida tra Rossi e Piantelli</strong></a></span>: mentre il progetto di Piantelli sembra essere in procinto di essere finanziato, <strong>Iggy Dalrymple</strong>, un lettore del blog Journal of Nuclear Physics, pone infatti un’<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=563#comments" target="_blank"><strong>acuta osservazione</strong></a></span> a Rossi, invitandolo a vendere direttamente il suo E-cat alla cittadinanza e alle industrie, evitando di passare per intermediari, vista l’assoluta e più volte ribadita determinazione a trasformare la sua invenzione da strumento di produzione di energia termica a <strong>fonte diretta di energia elettrica</strong>. Dalrymple ha inoltre motivato la sua proposta in modo ineccepibile: “Questa via Le permetterebbe di proteggere meglio la sua <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/societa/personaggi/3258-e-cat-fusione-fredda-rossi-contraddizioni" target="_blank"><strong>proprietà intellettuale</strong></a></span>”. Ma Rossi ribadisce che il progetto era un altro, che però a questo punto sembra remare contro, almeno per le questioni squisitamente legate al brevetto.</p>
<p style="text-align: justify;">In tutta questa intrigata e misteriosa vicenda, il mondo intero si interroga anche sulla fusione calda, o meglio su metodi più efficienti per rendere la fusione conveniente. Anche l’Italia è impegnata in questo, con il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nextme.it/societa/personaggi/3104-fusione-nucleare-iter" target="_blank"><strong>progetto Iter</strong></a></span> dell’Enea.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sarà mai un vincitore? Speriamo sia il nostro pianeta.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Fusione Fredda/ Scilipoti porta il dibattito a Palazzo Marini</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jun 2012 07:03:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[FUSIONE FREDDA]]></category>
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		<category><![CDATA[palazzo marini]]></category>
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		<description><![CDATA[di Armando Pascale. E alla fine la fusione fredda è approdata nell’eldorado della stanza dei bottoni Ebbene è proprio Scilipoti a portare questa volta la fusione fredda dagli asettici laboratori, alla pomposa sala delle Mercede presso Palazzo Marini, che il 2 luglio sarà teatro di un seminario sul metodo di Rossi e Focardi. Un meeting, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di<em> Armando Pascale.</em></p>
<h2 style="text-align: justify;">E alla fine la fusione fredda è approdata nell’eldorado della <a href="http://admaster.heyos.com/core/clickfromclick.asp?idutente=13670&amp;tipo=G&amp;ideditore=551&amp;otp=KX3WZYJ6PXZT3FFYYXZREGUT&amp;d=http%3A%2F%2Fildemocratico%2Ecom%2F2012%2F06%2F12%2Ffusione%2Dfredda%2Dscilipoti%2Dporta%2Dil%2Ddibattito%2Da%2Dpalazzo%2Dmarino%2F&amp;k=stanza&amp;tooltips=S&amp;dettaglio=S&amp;idtooltip=149044333">stanza</a> dei bottoni</h2>
<div id="attachment_13929" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/06/scilipoti.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-13929" title="scilipoti" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/06/scilipoti-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">On. Scilipoti</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ebbene è proprio <strong>Scilipoti </strong>a portare questa volta la fusione fredda dagli asettici laboratori, alla pomposa <a href="http://admaster.heyos.com/core/clickfromclick.asp?idutente=13670&amp;tipo=G&amp;ideditore=551&amp;otp=KX3WZYJ6PXZT3FFYYXZREGUT&amp;d=http%3A%2F%2Fildemocratico%2Ecom%2F2012%2F06%2F12%2Ffusione%2Dfredda%2Dscilipoti%2Dporta%2Dil%2Ddibattito%2Da%2Dpalazzo%2Dmarino%2F&amp;k=sala&amp;tooltips=S&amp;dettaglio=S&amp;idtooltip=149040025">sala</a> delle <strong>Mercede</strong> presso <strong>Palazzo Marini</strong>, che il <strong>2 luglio</strong> sarà teatro di un seminario sul metodo di Rossi e Focardi. Un <a href="http://admaster.heyos.com/core/clickfromclick.asp?idutente=13670&amp;tipo=G&amp;ideditore=551&amp;otp=KX3WZYJ6PXZT3FFYYXZREGUT&amp;d=http%3A%2F%2Fildemocratico%2Ecom%2F2012%2F06%2F12%2Ffusione%2Dfredda%2Dscilipoti%2Dporta%2Dil%2Ddibattito%2Da%2Dpalazzo%2Dmarino%2F&amp;k=meeting&amp;tooltips=S&amp;dettaglio=S&amp;idtooltip=149042322">meeting</a>,  voluto dall’Onorevole, aperto ad addetti ai lavori, politici e  giornalisti, intenzionati a contribuire alla “causa” della fusione  fredda e alla necessità di una rapida implementazione delle  sperimentazioni industriali della fusione, al fine di predisporre una  conversione <a href="http://admaster.heyos.com/core/clickfromclick.asp?idutente=13670&amp;tipo=G&amp;ideditore=551&amp;otp=KX3WZYJ6PXZT3FFYYXZREGUT&amp;d=http%3A%2F%2Fildemocratico%2Ecom%2F2012%2F06%2F12%2Ffusione%2Dfredda%2Dscilipoti%2Dporta%2Dil%2Ddibattito%2Da%2Dpalazzo%2Dmarino%2F&amp;k=energetica&amp;tooltips=S&amp;dettaglio=S&amp;idtooltip=149043223">energetica</a> su <a href="http://admaster.heyos.com/core/clickfromclick.asp?idutente=13670&amp;tipo=G&amp;ideditore=551&amp;otp=KX3WZYJ6PXZT3FFYYXZREGUT&amp;d=http%3A%2F%2Fildemocratico%2Ecom%2F2012%2F06%2F12%2Ffusione%2Dfredda%2Dscilipoti%2Dporta%2Dil%2Ddibattito%2Da%2Dpalazzo%2Dmarino%2F&amp;k=larga&amp;tooltips=S&amp;dettaglio=S&amp;idtooltip=149039801">larga</a> scala.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_13905" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/06/giarda.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-13905" title="giarda" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/06/giarda-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Ministro Giarda</p></div>
<p style="text-align: justify;">Una sfida lanciata dal cuore della politica allo <a href="../2011/07/29/fusione-fredda-se-lo-scettico-si-nutre-di-petrolio%E2%80%A6/" target="_blank">scetticismo, e persino all’ostilità</a> che ancora circonda la tecnologia di Rossi. Lo stesso Scilipoti propone  poi un interrogazione a risposta immediata in Aula al Ministero  dell’istruzione, università e ricerca con la quale, sciorinando una  notevole conoscenza scientifica dell’argomento, chiede di valutare la  possibilità di pervenire a una sperimentazione al fine di consolidare la  “rivoluzione copernicana” del fabbisogno <a href="http://admaster.heyos.com/core/clickfromclick.asp?idutente=13670&amp;tipo=G&amp;ideditore=551&amp;otp=KX3WZYJ6PXZT3FFYYXZREGUT&amp;d=http%3A%2F%2Fildemocratico%2Ecom%2F2012%2F06%2F12%2Ffusione%2Dfredda%2Dscilipoti%2Dporta%2Dil%2Ddibattito%2Da%2Dpalazzo%2Dmarino%2F&amp;k=energetico&amp;tooltips=S&amp;dettaglio=S&amp;idtooltip=149040002">energetico</a> mondiale. All’interrogazione risponde il delegato del Governo <strong>Piero Giarda</strong>, Ministro per i Rapporti con il Parlamento (e già da qui il Governo mostra di prendere sotto <a href="http://admaster.heyos.com/core/clickfromclick.asp?idutente=13670&amp;tipo=G&amp;ideditore=551&amp;otp=KX3WZYJ6PXZT3FFYYXZREGUT&amp;d=http%3A%2F%2Fildemocratico%2Ecom%2F2012%2F06%2F12%2Ffusione%2Dfredda%2Dscilipoti%2Dporta%2Dil%2Ddibattito%2Da%2Dpalazzo%2Dmarino%2F&amp;k=gamba&amp;tooltips=S&amp;dettaglio=S&amp;idtooltip=149039904">gamba</a><a href="../category/fusione-fredda-2/" target="_blank"> l’argomento</a>:  perché non lasciare presentare in Aula il titolare del dicastero,  Francesco Profumo), il quale si limita a una risposta ellittica e “di  circostanza”, appesantita da vuoti dati e da uno scetticismo malcelato  e  appena adombrato dalla ventilata possibilità di finanziare progetti di  ricerca con i fondi <a href="http://admaster.heyos.com/core/clickfromclick.asp?idutente=13670&amp;tipo=G&amp;ideditore=551&amp;otp=KX3WZYJ6PXZT3FFYYXZREGUT&amp;d=http%3A%2F%2Fildemocratico%2Ecom%2F2012%2F06%2F12%2Ffusione%2Dfredda%2Dscilipoti%2Dporta%2Dil%2Ddibattito%2Da%2Dpalazzo%2Dmarino%2F&amp;k=miur&amp;tooltips=S&amp;dettaglio=S&amp;idtooltip=149043392">MIUR</a>.  A tale risposta segue la prevedibile insoddisfazione dell’interrogante  che accusa il Governo di aver evaso il core topic della sua domanda e di  aver oscurato la portata economica dell’introduzione della fusione  fredda consistente in un netto frazionamento dei costi di produzione.  Una replica piccata che da l’idea di quanto l’onorevole iscritto al  gruppo di Popolo e Territorio abbia preso a cuore l’argomento.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_13903" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/06/Repubblica.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-13903" title="Repubblica" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/06/Repubblica-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">La Repubblica 5/6/2012</p></div>
<p style="text-align: justify;">Chi invece sembra non aver affatto preso  a cuore l’argomento, ma forse sarebbe meglio dire la scienza tout  court, è il quotidiano <strong>La Repubblica</strong>. In un recente  articolo firmato da Elena Dusi, si riportano le vivaci proteste di una  parte del mondo accademico italiano, indignato dalla possibilità che  vengano erogati finanziamenti pubblici alle ricerche sulla produzione di  energia piezoelettrica (un fenomeno contiguo ma diverso dalla fusione  fredda e a cui anche il ministro Giarda aveva fatto riferimento  nell’interrogazione di cui sopra). La presunta inutilità della spesa per  tale ricerca è accostata direttamente all’”eterna fallacia” che  accompagna la fusione fredda dal 1989, ovvero delle prime formulazioni  teoriche americane. Ma quelle formulazioni teoriche sono oggi già  materiale neolitico.</p>
<p style="text-align: justify;">Si dovrebbe dunque avere l’avvedutezza  di distinguere la fusione fredda “americana” di allora, dalle tecnologie  “tascabili” targate Rossi e Focardi, ancora tutte in fieri. Vero è che  la funzionalità del piezonucleare è allo stato dell’arte più che dubbia:  In una recente intervista rilasciata a <a href="http://www.nextme.it/scienza/energia/3791-piezointervistafiorillo" target="_blank"><strong>Nextme</strong></a>, <strong>Fausto Fiorillo</strong>,  dirigente di ricerca all’Inrim sino al 31 Dicembre 2011, ora  ricercatore incaricato nella Divisione Elettromagnetismo dello stesso  Istituto, ha completamente demolito le affermazioni del Presidente del  suo stesso Istituto, <strong>Alberto Carpinteri</strong>, che sostiene  la validità scientifica della reazione piezonucleare. Il ricercatore,  che insieme ad altri 8 colleghi aveva già pubblicato un duro articolo di  smentita dei lavori di Carpinteri e che accusa apertamente il  Presidente di usare in modo illecito l’Istituto come garante dei suoi  lavori, sostiene che le ricerche sul piezonucleare sono state condotte  senza applicare il metodo scientifico, e che quindi portano a  conclusioni prive di fondamento. A sostegno di quanto da lui affermato  ci sono anche altri lavori scientifici, pubblicati da gruppi  indipendenti, che lui stesso cita durante l’intervista. Conclude infine  come sperare che la reazione piezonucleare possa un giorno realmente  produrre energia pulita sia attualmente “da escludere”.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_1278" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2010/04/messico-disastro.png"><img class="size-thumbnail wp-image-1278" title="messico disastro" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2010/04/messico-disastro-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Esplosione piattaforma Deepwater horizon</p></div>
<p style="text-align: justify;">Si permetta all’autore di paragonare il  bistrattato ingegnere a una sorta di Galileo dei giorni nostri: esposto  alle critiche di detrattori accaniti e dogmatici, ma sempre proficuo  nelle sue ricerche. Sostenere la tesi della praticabilità delle ricerche  sulla fusione fredda è persino superfluo: la sola possibilità di  abbattere i costi di produzione, di ridurre le esternalità negative  correlate al rifornimento <a href="http://admaster.heyos.com/core/clickfromclick.asp?idutente=13670&amp;tipo=G&amp;ideditore=551&amp;otp=KX3WZYJ6PXZT3FFYYXZREGUT&amp;d=http%3A%2F%2Fildemocratico%2Ecom%2F2012%2F06%2F12%2Ffusione%2Dfredda%2Dscilipoti%2Dporta%2Dil%2Ddibattito%2Da%2Dpalazzo%2Dmarino%2F&amp;k=energetico&amp;tooltips=S&amp;dettaglio=S&amp;idtooltip=149040002">energetico</a> e di porre la parola fine alla sequela di disastri ambientali che ha funestato il pianeta negli ultimi anni <strong>(<a href="../2010/06/08/os-1-oil-swallow-linghiotti-olio-la-salvezza-del-golfo-arriva-dallolanda/" target="_blank">vedi sversamento di petrolio nel Golfo del Messico</a>, <a href="../2011/01/24/disastro-ambientale-e-on-di-porto-torres-zitti-zitti-che-il-silenzio-e-d%E2%80%99oro-nero/" target="_blank">disatro EON in Sardegna</a>, sversamento nel Lambro, disastro radioattivo di Fukushima, ecc ecc) </strong>merita di essere valutata. Ancora una volta gli investimenti in ricerca sono la strada maestra. <a href="../2011/06/07/fusione-fredda-nasa-dennis-bushnell-ammette-che-l%E2%80%99e-cat-funziona/" target="_blank">La NASA ha investito in ricerca sulla fusione fredda</a> una cifra irrisoria se non ridicola per le dimensioni dell’ente e la  complessità dell’oggetto di ricerca. Cifra indicatrice sia della  relativa “economicità” degli studi sulla fusione fredda sai del ritardo  accumulato dall’ente di ricerca americano nei confronti della  ricerca/produzione in house di Rossi (lo stesso ingegnere dichiarò: la  NASA ci copierà ma fallirà).</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_1840" class="wp-caption aligncenter" style="width: 532px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2010/05/disastro-luoisiana.png"><img class="size-full wp-image-1840" title="disastro luoisiana" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2010/05/disastro-luoisiana.png" alt="" width="522" height="334" /></a><p class="wp-caption-text">Disastro in Louisiana</p></div>
<p style="text-align: justify;">Mai possibile tanta cecità da parte  di uno dei quotidiani principi della carta stampata italiana? Possibile  che un giornale di tale tiratura vesta si travesta da braccio secolare  dell’ostilità al progresso scientifico (riferimento all&#8217;articolo di Elena Dusi, ndr)? Volendo seguire a rigor di  logica una “cultura del sospetto”  ci portano dritti all’interno dei business di<strong> De Benedetti</strong>. Il figlio dell’imprenditore, Editore di &#8220;Repubblica&#8221;, Rodolfo, è fondatore e presidente di <strong>Sorgenia S.p.A</strong>., uno dei principali operatori del mercato <a href="http://admaster.heyos.com/core/clickfromclick.asp?idutente=13670&amp;tipo=G&amp;ideditore=551&amp;otp=KX3WZYJ6PXZT3FFYYXZREGUT&amp;d=http%3A%2F%2Fildemocratico%2Ecom%2F2012%2F06%2F12%2Ffusione%2Dfredda%2Dscilipoti%2Dporta%2Dil%2Ddibattito%2Da%2Dpalazzo%2Dmarino%2F&amp;k=energetico&amp;tooltips=S&amp;dettaglio=S&amp;idtooltip=149040002">energetico</a> in Italia. Sorgenia detiene una partecipazione azionaria del 39% in <strong>Tirreno Power</strong>, una società attiva nella produzione e distribuzione <a href="http://admaster.heyos.com/core/clickfromclick.asp?idutente=13670&amp;tipo=G&amp;ideditore=551&amp;otp=KX3WZYJ6PXZT3FFYYXZREGUT&amp;d=http%3A%2F%2Fildemocratico%2Ecom%2F2012%2F06%2F12%2Ffusione%2Dfredda%2Dscilipoti%2Dporta%2Dil%2Ddibattito%2Da%2Dpalazzo%2Dmarino%2F&amp;k=energetica&amp;tooltips=S&amp;dettaglio=S&amp;idtooltip=149043223">energetica</a>,  proprietaria di  centrali termoelettriche tra le quali la  discussa centrale elettrica a carbone di Vado Ligure la quale sarebbe  causa di valori anomali di inquinamento e mortalità, nonostante Sorgenia  abbia operato per l’ammodernamento tecnologico in termini sia di  efficienza sia di contenimento degli impatti ambientali.</p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/04/Andrea-Rossi_laptop_wide_jp70-e1339451487208.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7789" title="Andrea-Rossi_laptop_wide_jp70" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/04/Andrea-Rossi_laptop_wide_jp70-e1339451487208-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Ma ecco allora che lo scenario paventato  si palesa da se: troppi i poteri forti che sarebbero messi in crisi  dalla rivoluzione della fusione fredda, auspicabile allora che siano  quegli stessi poteri forti a farsi carico dei costi imprenditoriali di  messa a punto di impianti e strutture basate sul metodo di Rossi e  Focardi. In attesa che ciò avvenga l’<strong>Ing. Rossi</strong>, intervistato in esclusiva da “<strong>Il Democratico</strong>” ci aiuta a fare luce su quello che è ormai un rebus <a href="http://admaster.heyos.com/core/clickfromclick.asp?idutente=13670&amp;tipo=G&amp;ideditore=551&amp;otp=KX3WZYJ6PXZT3FFYYXZREGUT&amp;d=http%3A%2F%2Fildemocratico%2Ecom%2F2012%2F06%2F12%2Ffusione%2Dfredda%2Dscilipoti%2Dporta%2Dil%2Ddibattito%2Da%2Dpalazzo%2Dmarino%2F&amp;k=energetico&amp;tooltips=S&amp;dettaglio=S&amp;idtooltip=149040002">energetico</a>.  Questi dichiara subito di non conoscere il metodo di produzione di  energia piezonucleare e di essere contrario al finanziamento di un  progetto “che non funziona”, puntando altresì il dito contro i  piagnistei di parte del mondo della scienza sempre pronto a dare la  colpa alla carena di fondi pubblici dimenticandosi dell’appetibilità che  un prodotto scientifico vincente ha presso i finanziatori privati. Egli  stesso si dichiara contrario a ricevere soldi pubblici essendo i suoi  clienti gli unici “finanziatori”. Alla domanda sulle tempistiche per la  realizzazioni di e-cat domestici, Rossi risponde ricordando il complesso  iter delle certificazioni dei prodotti, mentre gli impianti  industriali sono già in fase di produzione e vendita. Nell’attesa delle  certificazioni speriamo almeno che i mormorii oscurantisti si plachino…</p>
<p style="text-align: justify;">La redazione consiglia: <a href="../2011/12/10/fusione-fredda-esclusivo-ecco-come-salvare-lisola-di-capri-con-le-cat/" target="_blank"><strong>Fusione fredda/ Esclusivo: ecco come salvare l’isola di Capri con l’E-Cat</strong></a></p>
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		<title>Fusione Fredda: appuntamento 2 luglio a Palazzo Marini (sala della Mercede)</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jun 2012 06:54:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[FUSIONE FREDDA]]></category>

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		<description><![CDATA[dalla nostra redazione. La fusione fredda approda nelle sale del Governo. Grazie all&#8217;On. Scilipoti &#8211; il 2 luglio &#8211; nella sala della Mercede di Palazzo Marini, per la prima volta in assoluto, il dibatitto sulle LERN (Low-Energy Nuclear Reaction) diventa di carattere istituzionale e non più solo scientifico. Un meeting, voluto dall’Onorevole, aperto ad addetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dalla <em>nostra redazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/06/palazzo-marini.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-13925" title="palazzo marini" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/06/palazzo-marini-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La fusione fredda approda nelle sale del Governo. Grazie all&#8217;On. Scilipoti &#8211; il 2 luglio &#8211; nella sala della Mercede di Palazzo Marini, per la prima volta in assoluto, il dibatitto sulle LERN (Low-Energy Nuclear Reaction) diventa di carattere istituzionale e non più solo scientifico.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Un meeting, voluto dall’Onorevole, aperto ad addetti ai lavori, politici e giornalisti, intenzionati a contribuire alla “causa” della fusione fredda e alla necessità di una rapida implementazione delle sperimentazioni industriali della fusione, al fine di predisporre una conversione energetica su larga scala.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre lo stesso Scilipoti, invitava pochi giorni fa, in una lettera indirizzata al Direttore di &#8220;Repubblica&#8221; Ezio Mauro<em>, </em>a  non trascurare il capitolo “Ricerca Scientifica” che in Italia, invece,  è decisamente sottovalutata. &#8220;Lo testimonia &#8211; continuava l&#8217;On. -   la continua “fuga di cervelli” all’estero, dove la sperimentazione è non  solo accettata, ma favorita con un bilancio non trascurabile. Sono  italiani infatti la gran parte degli scienziati che guadagnano  riconoscimenti internazionali per scoperte scientifiche di primo  livello&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://ildemocratico.com/2012/06/12/fusione-fredda-scilipoti-porta-il-dibattito-a-palazzo-marini/" target="_blank">Continua a leggere</a></p>
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