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	<title>il Democratico &#187; ITALIA</title>
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	<description>Giornalismo di inchiesta libero e indipendente</description>
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		<title>Morto Giulio Andreotti, protagonista della vita politica italiana</title>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 14:54:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ITALIA]]></category>

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		<description><![CDATA[dalla nostra redazione. E&#8217; morto all&#8217;età di 94 anni. Camera ardente nella sua abitazione. Domani pomeriggio le esequie presso la chiesa di San Giovanni dei Fiorentini. E&#8217; stato sette volte presidente del Consiglio, otto ministro della Difesa, cinque ministro degli Esteri, due ministro delle Finanze, ministro del Bilancio e ministro dell&#8217;Industria, una volta ministro del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">dalla<em> nostra redazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2013/05/Giulio_andreotti.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15619" title="iandret001p1" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2013/05/Giulio_andreotti-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>E&#8217; morto all&#8217;età di 94 anni. Camera ardente nella sua abitazione. Domani pomeriggio le esequie presso la chiesa di San Giovanni dei Fiorentini. E&#8217; stato sette volte presidente del Consiglio,  otto ministro della Difesa, cinque ministro degli Esteri, due ministro  delle Finanze, ministro del Bilancio e ministro dell&#8217;Industria, una  volta ministro del Tesoro e ministro dell&#8217;Interno. Ha visto sette  pontificati, 12 presidenti degli Stati Uniti, sette leader sovietici da  Stalin a Gorbaciov.</p>
<p style="text-align: justify;">I funerali, secondo quanto si apprende da fonti della famiglia, si terranno domani nel primo pomeriggio presso la chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, vicino all&#8217;abitazione del senatore a vita. La stessa chiesa dove l&#8217;ex premier si recava a messa ogni mattina. La camera ardente per le persone più vicine alla famiglia sarà allestita oggi pomeriggio nella stessa abitazione in corso Vittorio Emanuele. &#8221;Le esequie saranno celebrate nella sua parrocchia con gli stretti familiari&#8221;, ha fatto sapere all&#8217;Adnkronos Patrizia Chilelli, storica segretaria del presidente, al suo fianco dal 1989. &#8221;Un grande uomo che mi ha insegnato tanto. Solo chi gli è stato davvero a fianco ha potuto capire l&#8217;uomo, non solo il politico&#8221;, ha aggiunto.</p>
<p style="text-align: justify;">Sette pontificati, da Pio XII a Papa Francesco; 12 presidenti degli Stati Uniti, da Truman a Barack Obama; sette leader sovietici da Stalin a Gorbaciov. Andreotti esce di scena a 94 anni compiuti nel gennaio scorso, dopo aver attraversato quasi tutto il secolo scorso e l&#8217;inizio di quello attuale e aver calcato da protagonista assoluto la scena politica italiana e internazionale per 60 anni, in pratica per la seconda metà del ventesimo secolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla sua pluridecennale carriera politica aveva detto, con il proverbiale pragmatismo e con quel pizzico di scaramanzia che caratterizzava le risposte alle domande sul suo futuro, che &#8220;i bilanci si fanno postumi. Per ora posso dire di aver fatto un percorso lineare, senza aver avuto grandi incidenti e ottenendo soddisfazioni, frutto di un lavoro svolto sempre con una certa obiettività&#8221;. Anche il concetto di morte lo aveva sempre trattato con ironia e un pizzico di scaramanzia: &#8220;Non sono pronto. Spero di morire il più tardi possibile. Ma se dovessi morire tra un minuto, so che non sarei chiamato a rispondere né di Pecorelli, né della mafia. Di altre cose sì, ma su questo ho le carte in regola&#8221;, aveva detto qualche anno fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Andreotti ha ricoperto più volte numerosissimi incarichi di prestigio: è stato sette volte presidente del Consiglio, otto volte ministro della Difesa, cinque volte ministro degli Esteri, due volte ministro delle Finanze, ministro del Bilancio e ministro dell&#8217;Industria, una volta ministro del Tesoro e ministro dell&#8217;Interno, fino a sfiorare l&#8217;elezione al Quirinale, sfumata nel 1992 quando, all&#8217;indomani dell&#8217;attentato a Giovanni Falcone, il Parlamento elesse Oscar Luigi Scalfaro. Andreotti è sempre stato presente in Parlamento dal 1946 ed è senatore a vita dal 1991.</p>
<p style="text-align: justify;">Nato a Roma il 14 gennaio del 1919, si è laureato in giurisprudenza nel 1941, specializzandosi in diritto canonico. Giovanissimo, si avvia al giornalismo trovando un ruolo sempre più incisivo nella Federazione degli universitari cattolici italiani (Fuci), di cui è assistente Giovanni Battista Montini, il futuro papa Paolo VI. Collabora alla fondazione della Democrazia cristiana, al fianco di Alcide De Gasperi. Dopo la liberazione di Roma, Andreotti diventa delegato nazionale dei gruppi giovanili della Dc e nel 1945 fa parte della Consulta nazionale. Deputato dell&#8217;Assemblea costituente nel 1946, è stato confermato in tutte le successive elezioni della Camera. Per due volte ha varcato la soglia del Parlamento europeo, eletto nella circoscrizione Italia centrale e Nord-Est. Il 1 giugno del 1991, l&#8217;allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga lo nomina senatore a vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Sottosegretario alla presidenza del Consiglio dal quarto all&#8217;ottavo governo De Gasperi tra il 1947 ed il 1953, Andreotti mantiene tale incarico con il successivo governo Pella, sino al gennaio del 1954. E&#8217; stato presidente del Consiglio dal febbraio 1972 al giugno 1973; dal luglio 1976 al giugno 1979 e dal 1989 al 1992. Presidente dei deputati della Dc dal dicembre 1968 al febbraio 1972, ha presieduto per l&#8217;intera ottava legislatura la commissione Esteri della Camera.</p>
<p style="text-align: justify;">Andreotti diventa per la prima volta presidente del Consiglio nel 1972 (il governo più breve della Repubblica: solo 9 giorni di durata). L&#8217;incarico gli viene affidato nuovamente nel luglio del 1976 nella stagione del compromesso storico tra Dc e Pci. I comunisti si astengono e il monocolore democristiano può nascere. Ci sono due drammatiche emergenze da affrontare: la crisi economica e il terrorismo che insanguina il Paese. Un esempio citato più volte nella fase che ha portato alla formazione dell&#8217;attuale esecutivo. Nel 1978 Andreotti si accinge a formare il governo di solidarietà con il voto favorevole anche dei comunisti, quando il 16 marzo, il giorno della nascita del nuovo esecutivo, Aldo Moro viene rapito dalle Brigate rosse. Esperto degli equilibri di geopolitica, Andreotti fa della distensione l&#8217;asse portante della politica estera italiana, unitamente all&#8217;appoggio convinto alla strategia atlantica. Ha un ruolo incisivo nelle tensioni mediorientali, seguendo la linea della cosiddetta equivicinanza nel conflitto tra israeliani e palestinesi. Inoltre, Andreotti sostiene i Paesi dell&#8217;Est nel loro difficile cammino verso la democratizzazione e la difficile opera di Mikhail Gorbaciov in Urss, mentre dà il via libera italiano all&#8217;installazione dei missili Nato. Gli anni &#8217;80 si chiudono con il patto, passato alle cronache politiche con l&#8217;acronimo di Caf dalle iniziali dei protagonisti: lo stesso Andreotti, Bettino Craxi e Arnaldo Forlani.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1991 forma un nuovo esecutivo, l&#8217;ultimo prima del ciclone di Tangentopoli che investe la politica della prima Repubblica. Andreotti non entra nelle indagini ma a metà degli anni &#8217;90 viene processato dalle procure di Perugia e di Palermo. I magistrati umbri lo accusano di essere il mandante dell&#8217;omicidio del giornalista Mino Pecorelli, direttore di &#8216;Op&#8217;, ucciso nel marzo del 1979. L&#8217;11 aprile del 1996 inizia il processo. Dopo 169 udienze, il 24 settembre 1999 viene pronunciato il verdetto di assoluzione &#8216;per non aver commesso il fatto&#8217;. Il 30 ottobre 2003 è assolto dalla Cassazione in via definitiva. Un&#8217;altra accusa, però, investe il &#8216;divo Giulio&#8217;: quella di essere colluso con la mafia. La notizia, insieme a quella del presunto &#8216;bacio&#8217; (nel gergo mafioso significa che fra due persone c&#8217;è un rapporto di conoscenza e stima reciproca) al boss di Cosa nostra Totò Riina, fa il giro del mondo e per Andreotti inizia un periodo molto difficile che però il sette volte premier affronta con la consapevolezza della sua innocenza. Il 13 maggio 1993 il Senato concede l&#8217;autorizzazione a procedere nei confronti di Andreotti. Il dibattimento comincia il 26 settembre del 1995. I pm chiedono 15 anni di reclusione. Il processo di primo grado si chiude il 23 ottobre 1999: Andreotti viene assolto perché &#8216;il fatto non sussiste&#8217;. La Procura di Palermo decide comunque di ricorrere in appello. Il 15 ottobre del 2004 la Cassazione conferma le sentenze di assoluzione, anche se in un caso per prescrizione. &#8220;Hanno usato i processi per mettermi fuori gioco politicamente. E&#8217; stato un momento di politica molto cattiva&#8221;, commentò successivamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Autore di numerosi libri, Andreotti ha anche ricevuto la laurea honoris causa dalle più prestigiose università di mezzo mondo: dalla Francia all&#8217;Argentina, dagli Stati Uniti alla Polonia, dalla Spagna alla Cina, dal Canada alla Bulgaria. Innumerevoli gli aneddoti su Andreotti , ribattezzato nella metà degli anni &#8217;50 il &#8216;divo Giulio&#8217; e, una trentina di anni dopo, &#8216;Belzebù&#8217; da Bettino Craxi. Raccontano i vecchi cronisti politici che il giovane Andreotti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio in uno dei governi De Gasperi, fosse stato incaricato dallo stesso leader storico della Dc di occuparsi di una questione delicata, sollevata da Giuseppe Saragat. Questione che venne risolta da Andreotti nel giro di una ventina di minuti. A quel punto Saragat, che dubitava della possibilità che un così giovane politico potesse trovare una soluzione in così poco tempo al problema posto, alzò il telefono e chiamò De Gasperi tessendo le lodi di Andreotti e commentando &#8220;ma quello è una volpe&#8221;. De Gasperi rispose: &#8220;Non è una volpe, è una faina&#8230;&#8221;.</p>
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		<title>Il governo Letta giura al Colle</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Apr 2013 09:44:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[dalla nostra redazione. E&#8217; il giorno del giuramento al Quirinale per il presidente del Consiglio Enrico Letta e per la sua squadra di ministri. Ieri il vicesegretario del Pd ha sciolto la riserva ed ha accettato di formare il nuovo governo. Alla fine di una lunga giornata di consultazioni e dopo oltre un&#8217;ora di colloquio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">dalla <em>nostra redazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2013/04/letta-giura-al-colle.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15609" title="letta giura al colle" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2013/04/letta-giura-al-colle-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>E&#8217; il giorno del giuramento al Quirinale per il presidente del Consiglio Enrico Letta e per la sua squadra di ministri.</p>
<p style="text-align: justify;">Ieri il vicesegretario del Pd ha sciolto la riserva ed ha accettato di formare il nuovo governo. Alla fine di una lunga giornata di consultazioni e dopo oltre un&#8217;ora di colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, poco dopo le 17.15 ha presentato l&#8217;elenco dei ministri. Un esecutivo giovane, con una presenza record di donne, 7 su 21 dicasteri.</p>
<p style="text-align: justify;">Vicepremier e ministro dell&#8217;Interno Angelino Alfano; ministro degli Esteri Emma Bonino; ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri; ministro dell&#8217;Economia Fabrizio Saccomanni; ministro della Difesa Mario Mauro. E ancora: al ministero dell&#8217;Istruzione andrà Maria Chiara Carrozza; alla Salute Beatrice Lorenzin; alle Infrastrutture Maurizio Lupi; allo Sviluppo Flavio Zanonato; alle Politiche agricole Nunzia De Girolamo; al Lavoro Enrico Giovannini; all&#8217;Ambiente Andrea Orlando e ai beni culturali e Turismo Massimo Bray.</p>
<p style="text-align: justify;">Fra i ministri senza portafoglio, Dario Franceschini ai rapporti con il Parlamento, le riforme costituzionali a Gaetano Quagliariello e le pari opportunità e lo sport alla canoista Josefa Idem. Gli altri ministri senza portafoglio sono: agli Affari regionali Graziano Delrio, alla Coesione territoriale Carlo Trigilia, agli Affari europei viene confermato Enzo Moavero, alla Semplificazione Giampiero D&#8217;Alia; alla cooperazione internazionale e integrazione, Cecile Kyenge. Sottosegretario alla presidenza Consiglio, Patroni Griffi.</p>
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		<title>Governo/ Incarico a Enrico Letta: &#8221;Governo di servizio ma non a tutti i costi&#8221;</title>
		<link>http://ildemocratico.com/2013/04/24/governo-incarico-a-enrico-letta-governo-di-servizio-ma-non-a-tutti-i-costi/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 19:31:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ITALIA]]></category>

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		<description><![CDATA[di Martino Cristiano. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha conferito a Enrico Letta l&#8217;incarico di formare il governo. Il vicesegretario del Pd si è riservato di accettare. &#8220;Ho accettato con riserva secondo la formula di rito &#8211; ha spiegato il premier incaricato -. La sorpresa con cui ho ricevuto la telefonata del presidente Napolitano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <em>Martino Cristiano.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2013/04/letta-enrico.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15605" title="letta enrico" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2013/04/letta-enrico-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha conferito a Enrico Letta l&#8217;incarico di formare il governo. Il vicesegretario del Pd si è riservato di accettare.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ho accettato con riserva secondo la formula di rito &#8211; ha spiegato il premier incaricato -. La sorpresa con cui ho ricevuto la telefonata del presidente Napolitano è pari solo al senso di profonda responsabilità che questo incarico mi fa sentire sulle spalle&#8221;.  Una &#8220;responsabilità che sento forte sulle mie spalle, anche più forte e  più pesante della capacità delle mie spalle di reggerla&#8221;, ha  dichiarato.</p>
<p style="text-align: justify;">Letta prevede l&#8217;obiettivo di tornare al Quirinale entro la fine  della settimana e, se non ci dovessero essere ostacoli, presentare il  nuovo esecutivo alle Camere all&#8217;inizio della prossima. Quanto alla  composizione numerica del governo, l&#8217;idea del premier incaricato sarebbe  di arrivare a una squadra di circa 18 ministri, come il governo Monti.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Questo governo non nascerà a tutti i costi  &#8211; ha chiarito -, nascerà se ci saranno le condizioni&#8221;. &#8220;Ce la metterò  tutta, bisogna dare una risposta ai tanti italiani che non ne possono  più dei giochi e giochetti della politica &#8211; ha sottolineato -. Mi metto  di fronte a loro con grande umiltà e senso del limite, ma anche con determinazione fortissima&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Letta si è impegnato a &#8220;utilizzare il più breve tempo possibile&#8221;,  per sciogliere la riserva per formare il governo. &#8220;C&#8217;è bisogno di  risposte immediate. Comincerò nella giornata di domani le consultazioni alla Camera e spero nel più breve tempo possibile di tornare dal presidente della Repubblica&#8221;, ha affermato.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Se si rivotasse probabilmente l&#8217;effetto di blocco sarebbe uguale a quello attuale e non ce lo possiamo permettere&#8221;, ha osservato.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Mi appello alla responsabilità di tutte le forze politiche in Parlamento. Insisto: tutte le forze &#8211; ha sottolineato -. Parlerò con tutte le forze, perché le riforme necessarie e essenziali dovremo farle insieme con la pià larga partecipazione possibile&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;O si trova credibilità o non c&#8217;è possibilità di trovare gli strumenti per risolvere i problemi  &#8211; ha aggiunto Letta -. C&#8217;è bisogno di strumenti che solo la politica  puo avere. Io metterò grande impegno e determinazione per far sì che possa uscire una politica italiana diversa attraverso  riforme costituzionali necessarie per ridurre il numero dei  parlamentari, cambiare il sistema di bicameralismo paritario che ha  bloccato il Paese, fare una legge elettorale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">A chi gli chiedeva dettagli sulla squadra di governo, ha risposto: &#8220;Il totoministri impazzerà con i nomi più improbabili&#8230; Vi dirò tutto se scioglierò la riserva quando tornerò dal presidente Napolitano. Nessun nome ancora&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La situazione è quella che conosciamo &#8211; ha continuato -. Molto difficile. Questa situazione inedita e fragile non  può continuare. Il Paese sta aspettando un governo&#8221;. &#8220;Il lavoro che non  c&#8217;è, le imprese che chiudono, la povertà che cresce, i giovani che  vanno via dall&#8217;Italia. Il primo importante impegno &#8211; ha sottolineato &#8211; è  dare risposte a queste emergenze enormi e insopportabili&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Riguardo agli altri due nomi che erano in pole per l&#8217;incarico, Matteo Renzi e Giuliano Amato, Letta ha dichiarato: sono &#8220;altri due toscani come me che stimo e di cui mi ritengo amico&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il premier incaricato si è poi detto profondamente grato al  presidente &#8221;per il senso di dedizione al Paese&#8221; e per il fatto di aver  creato con la rielezione &#8221;le condizioni per il tentativo che, ripeto,  tentativo complesso e difficile&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Napolitano ha espresso &#8221;soddisfazione e serenità&#8221;  per l&#8217;incarico affidato a Letta. &#8221;Soddisfazione &#8211; ha spiegato &#8211; perché  si è aperta la strada alla formazione del governo di cui ha urgente  bisogno il Paese&#8221;. &#8221;L&#8217;unica prospettiva possibile&#8221;, ha sottolineato, è  quella di una &#8220;larga convergenza di forze politiche che possano garantire la maggioranza in entrambe le Camere&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il presidente della Repubblica si è detto &#8221;pienamente fiducioso&#8221; sul tentativo del vicesegretario del Pd di far nascere il governo. Il capo dello Stato è convinto che &#8221;Letta avrà successo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcune forze politiche &#8220;mi hanno espresso apertamente apprezzamenti&#8221;  per la decisione di dargli l&#8217;incarico, &#8220;la mia scelta è caduta su di  lui perché, pur appartenendo a una generazione giovane, ha già accumulato grande esperienza&#8221;,  ha detto Napolitano ripercorrendo le tappe del curriculum del premier  incaricato. Per il capo dello Stato, Letta ha &#8220;caratteristiche  eccellenti per un compito così delicato&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8221;Dai partiti, già predisposti a collaborare, non sono state poste pregiudiziali sul nome e mi è stata data tutta la libertà e  massima autonomia&#8221; di azione, ha assicurato il presidente della  Repubblica, spiegando che, nel dare l&#8217;incarico, ha &#8221;tenuto conto delle  consultazioni&#8221; con le forze politiche.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8221;Sappiamo quale sia l&#8217;impegno del Pdl &#8211; ha aggiunto &#8211; che  nell&#8217;incontro di ieri è stato ribadito a me nel modo più categorico dal  presidente Berlusconi&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Napolitano ha poi lanciato un appello: &#8221;Confido che tutti, e quando  dico tutti, mi riferisco anche in particolare ai mezzi di informazione,   favoriscano il massimo di distensione, piuttosto che il rinfocolare di vecchie tensioni&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8221;E&#8217; essenziale in questa fase, nella quale ci sono ancora ricadute  polemiche di stagioni precedenti &#8211; ha concluso il capo dello Stato -,  che si affermi un clima di massimo rispetto reciproco tra le forze politiche impegnate a collaborare alle formazione del governo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Napolitano rieletto Presidente</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Apr 2013 19:24:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[dalla nostra redazione. Giorgio Napolitano è stato rieletto Presidente della Repubblica con 738 voti. Napolitano ha infatti accettato la proposta venuta da Pd, Pdl e Scelta civica per una sua conferma al Quirinale. A Stefano Rodotà (appoggiato da M5S e Sel) sono andate 217 preferenze; 8 a Sergio De Caprio (sostenuto da Fratelli d&#8217;Italia); 4 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">dalla <em>nostra redazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2010/10/napolitano1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4189" title="napolitano1" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2010/10/napolitano1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Giorgio Napolitano è stato rieletto Presidente della Repubblica con 738 voti. Napolitano ha infatti accettato la proposta venuta da Pd, Pdl e Scelta civica per una sua conferma al Quirinale.</p>
<p style="text-align: justify;">A Stefano Rodotà (appoggiato da M5S e Sel) sono andate 217 preferenze; 8 a Sergio De Caprio (sostenuto da Fratelli d&#8217;Italia); 4 a Massimo D&#8217;Alema, 2 a Romano Prodi. I voti dispersi sono stati 6; le schede bianche 10, le nulle 12. Presenti e votanti 997.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;aula di Montecitorio ha salutato con un fragoroso e lungo applauso l&#8217;avvenuta rielezione: tutti in piedi, con la vistosa eccezione dei parlamentari del Movimento 5 Stelle, che sono rimasti seduti e si sono alzati solo al momento della proclamazione (rimanendo solo pochi di loro seduti) ma senza unirsi all&#8217;applauso, per il resto corale, dell&#8217;assemblea.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre in piazza Montecitorio si sono levati cori e fischi da parte della folla raccolta per sostenere Stefano Rodotà. La gente ha urlato &#8220;vergogna, vergogna&#8221; e subito dopo ha attaccato con un &#8220;buffoni, buffoni&#8221; e &#8221;tutti a casa&#8221;. Ci sono stati anche momenti di tensione quando alcuni manifestanti hanno prima chiesto e poi tentato di scavalcare le transenne. Le forze dell&#8217;ordine li hanno fermati evitando che oltrepassassero le barriere.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Potete immaginare come io abbia accolto con animo grato la fiducia espressa liberamente sul mio nome dalla grande maggioranza dei componenti l&#8217;assemblea dei parlamentari e dei delegati regionali e come abbia egualmente accolto la fiducia con cui tanti cittadini hanno ansiosamente atteso una positiva conclusione della prova cruciale e difficile dell&#8217;elezione del Presidente della Repubblica&#8221; ha affermato Giorgio Napolitano, ricevendo al Quirinale il presidente della Camera, Laura Boldrini, e del Senato, Pietro Grasso, che gli hanno comunicato l&#8217;avvenuta elezione. &#8220;Auspico fortemente &#8211; ha detto &#8211; che tutti sapranno, nelle prossime setimane, a partire dai prossimi giorni, onorare i loro doveri, concorrendo al rafforzamento delle Istituzioni repubblicane&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La riunione del Parlamento in seduta comune per il giuramento sarà convocata per lunedì 22 aprile, alle 17.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8221;Giorgio Napolitano conferma ancora una volta di essere un grande servitore dello Stato e un grande italiano. Buon lavoro presidente!&#8221; ha scritto Grasso su Twitter.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La generosità con la quale ancora una volta Giorgio Napolitano si è messo a disposizione della Repubblica è una ricchezza per tutti i cittadini italiani. Per questo gli esprimo la gratitudine mia e di tutta la Camera dei deputati&#8221; ha dichiarato Boldrini.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel momento in cui il nome del presidente Napolitano ha superato i 504 voti richiesti, Mario Monti ha telefonato dall&#8217;aula di Montecitorio al presidente della Repubblica per rallegrarsi vivamente per la rielezione a capo dello Stato. &#8220;Monti &#8211; rende noto un comunicato &#8211; ha espresso a Napolitano, anche a nome di Scelta Civica, profonda gratitudine per aver accettato, con grande spirito di sacrificio, di proseguire nel suo alto magistero istituzionale e morale, in questa difficile fase della vita nazionale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8221;Gli faccio veramente i miei migliori auguri&#8221; ha commentato con i cronisti Romano Prodi, rientrando a casa a Bologna. E a chi gli chiedeva un commento circa il voto di ieri sulla sua candidatura al Colle, Prodi ha risposto: &#8220;Preoccupato lo sono da molto tempo, ma non c&#8217;è nessuna delusione, c&#8217;è molta serenità, si torna a casa&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8221;Risultato eccellente, grazie Napolitano&#8221; le parole di Pier Luigi Bersani. Soddisfatto per la rielezione Silvio Berlusconi.</p>
<p style="text-align: justify;">Da Napolitano &#8221;un atto di altissima responsabilità e grande amore verso il Paese. Non deve sfuggire, tuttavia, che si tratta anche del segno di una gravissima difficoltà che investe l&#8217;insieme delle forze politiche e istituzionali&#8221; ha commentato Massimo D&#8217;Alema. &#8220;Ora bisogna che tutti, prendendo esempio da Napolitano, mettano da parte pretese particolari e si pongano al servizio di una Paese che vive una crisi drammatica e che ha bisogno di una risposta immediata&#8221;, aggiunge il presidente di Italianieuropei.</p>
<p style="text-align: justify;">Il capo dello Stato in carica, che ha ricevuto questa mattina al Quirinale Pierluigi Bersani, Silvio Berlusconi, Mario Monti, Roberto Maroni e una delegazione della Conferenza dei presidenti delle Regioni guidata da Vasco Errani, ha sciolto la riserva poco prima della sesta votazione. &#8220;Nella consapevolezza delle ragioni che mi sono state rappresentate, e nel rispetto delle personalità finora sottopostesi al voto per l&#8217;elezione del nuovo Capo dello Stato, ritengo di dover offrire la disponibilità che mi è stata richiesta&#8221;, ha affermato Napolitano.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Mi muove in questo momento il sentimento di non potermi sottrarre a un&#8217;assunzione di responsabilità verso la nazione, confidando che vi corrisponda una analoga collettiva assunzione di responsabilità&#8221;, ha sottolineato il capo dello Stato.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto al futuro esecutivo, sembrano essere in discesa le quotazioni di Giuliano Amato premier. Oltre al veto della Lega (&#8221;Mai con chi ha tolto i soldi alla gente&#8221;, ha avvertito Umberto Bossi), ci sarebbero forti resistenze anche nel Pd. Nelle ultime ore prende quota l&#8217;ipotesi di un governo guidato da Enrico Letta, gradito anche al Pdl. Almeno a quella parte di parlamentari azzurri che spinge per una grande coalizione e non vuole andare al voto. Per ora si tratta solo di voci non confermate che Letta ha liquidato come &#8220;due bischerate&#8221;.</p>
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		<title>Effetti collaterali di un elezione certa</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 00:01:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Lorenzo Valloreja. Questa mattina qualcuno ha usato il termine “affondata” la candidatura di Franco Marini, ma questo qualcuno ahimè forse non conosce la matematica. Infatti il candidato Presidente della Repubblica, da noi pronosticato, ha ottenuto 521 preferenze senza l’appoggio di Vendola, dei “giovani turchi”, dei prodiani, dei renziani, ecc. ecc. Ora per eleggere il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di <em>Lorenzo Valloreja.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2013/04/Franco-Marini.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15538" title="Franco Marini" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2013/04/Franco-Marini-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Questa mattina qualcuno ha usato il termine “affondata” la candidatura di Franco Marini, ma questo qualcuno ahimè forse non conosce la matematica. Infatti il candidato Presidente della Repubblica, da noi pronosticato, ha ottenuto 521 preferenze senza l’appoggio di Vendola, dei “giovani turchi”, dei prodiani, dei renziani, ecc. ecc. Ora per eleggere il Presidente, alla quarta votazione <a href="http://ildemocratico.com/2013/04/09/franco-marini-nuovo-presidente-della-repubblica/" target="_blank">(come da noi predetto)</a>, occorreranno 504 voti e se i numeri hanno un valore, il sindacalista abruzzese, ha avuto ben 17 preferenze in più della soglia richiesta per ottenere la maggioranza assoluta. Molti di più dei 240 di Rodotà, dei 41 di Chiamparino, dei 14 di Prodi, dei 12 di D’Alema, dei 10 di Napolitano o dei 7 della Finocchiaro, che tra l’altro tutti sommati insieme, nell’ambito del Centro-Sinistra anti Marini, fanno quota 324 ben 197 voti in meno ottenuti rispetto all’ex Segretario Generale della CISL. Se poi si considera il fatto che il PDL non voterebbe mai un Prodi, ne si fida pienamente di una vecchia volpe come D’Alema, quale candidato oltre Marini potrebbe essere spendibile in un ottica di fattibilità istituzionale? Nessuno! Se poi si tiene anche conto che l’obbiettivo principale di Bersani è quello di disinnescare contemporaneamente sia Renzi che Grillo di che cosa stiamo parlando se non del “sesso degli angeli”? Tutto il caos che questa mattina sembrava essersi manifestato all’interno delle Camere Riunite non è altro che l’effetto collaterale di una strategia lucida e ben preordinata: &lt;&lt; Tenere duro fino alla quarta votazione &gt;&gt;. Una volta eletto Marini il Governo sarà fatto e durerà anche cinque anni … ecco perchè vi è tutta questa maretta nel Centro-Sinistra … ricordiamo infatti che in queste elezioni presidenziali non potranno esserci più vincitori, ma solo più perdenti e Berlusconi di certo non sarà tra questi.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Grillo: al Colle Gabanelli o Rodotà, Bersani li voti e collaboriamo</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Apr 2013 20:16:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Martino Cristiano. Il leader del M5S: &#8221;Se il Pd vota Amato si suicida, è il cassiere di Craxi&#8221;. I dem: &#8220;No candidati di bandiera, serve condivisione&#8221;. Slitta ancora l&#8217;incontro tra i capigruppo Pd-M5S. Prodi: &#8221;Sorrido a chi dice che sono elemento di divisione&#8217; Il M5S ha scelto il suo candidato al Colle: è Milena [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di <em>Martino Cristiano.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il leader del M5S: &#8221;Se il Pd vota Amato si suicida, è il cassiere di Craxi&#8221;. I dem: &#8220;No candidati di bandiera, serve condivisione&#8221;. Slitta ancora l&#8217;incontro tra i capigruppo Pd-M5S. Prodi: &#8221;Sorrido a chi dice che sono elemento di divisione&#8217;</p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2013/04/Gabanelli.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15563" title="Gabanelli" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2013/04/Gabanelli-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il M5S ha scelto il suo candidato al Colle: è Milena Gabanelli e Grillo, su questo nome, apre uno spiraglio alla collaborazione con il Pd. La giornalista di Report si è aggiudicata il secondo turno delle Quirinarie, le consultazioni online per individuare il nome &#8216;stellato&#8217; alla presidenza della Repubblica. Dietro di lei, si sono piazzati in ordine Gino Strada, Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky, Ferdinando Imposimato, Emma Bonino, Gian Carlo Caselli, Romano Prodi e Dario Fo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma guardando al Pd, Grillo mette in campo anche il nome di Rodotà (terzo classificato). &#8220;Gabanelli è una scelta vincente &#8211; ha detto il leader 5 Stelle -. Rodotà è un altro nome che deve essere votato. Se loro diranno sì o no non lo sappiamo, ma questo è un altro voto spendibile&#8221;. Il nome di cui Grillo invece non vuol sentire parlare è Giuliano Amato. E&#8217; stato il &#8220;cassiere di Craxi&#8221;, ha affermato a margine di un comizio a Sequals aggiungendo che &#8220;se vogliono Amato si stanno suicidando&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver divulgato la classifica Quirinarie, a sorpresa un video appello del leader del Movimento 5 Stelle a Pier Luigi Bersani. &#8220;Buongiorno &#8211; ha esordito Grillo nel videomessaggio postato su &#8216;La Cosa&#8217; &#8211; la Rete ha espresso un miracolo: la signora Gabanelli presidente della Repubblica italiana, è straordinario, è proprio in sintonia col Movimento. Volevo dare un consiglio a Bersani, senza ironia, senza battute, seriamente potrebbe essere un punto d&#8217;incontro. Voti la Gabanelli anche lei&#8221;. L&#8217;auspicio di Grillo è che la giornalista sia disponibile, perché &#8220;proprio in sintonia col Movimento&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La Gabanelli &#8211; ha aggiunto Grillo nel videomessaggio &#8211; è una che non ha mai fatto inciuci con Berlusconi, un miracolo oggi. E poi è una signora. Sarebbe veramente un grande segnale. Sì, qualcuno ha detto che potrebbe diventare con la Gabanelli la Repubblica delle manette, eh&#8230; chissà che non sia un&#8217;idea anche quella con cui potremmo toglierci qualche soddisfazione. Quindi ci pensi Bersani, ci pensi, e potrebbe essere veramente un inizio di una&#8230; chissà, chissà.. di una collaborazione?&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Provi a votarla &#8211; ha proseguito Grillo &#8211; cominciamo da lì, poi vedremo su rimborsi elettorali, legge sulla corruzione, incandidabilità di Berlusconi, tutte queste cose su cui magari troveremo una convergenza se non con lei con i giovani del Pd. Grazie per l&#8217;ascolto&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Grillo, in mattinata parlando durante un comizio a Zoppola (Padova) aveva definito la giornalista &#8220;una signora che è contro tutti i poteri forti, fa inchieste meravigliose&#8221;. Il suo nome, aveva spiegato, verrà sostenuto &#8220;alla prima votazione, alla seconda e anche alla terza. Non so cosa potrà succedere se si arriva alla quarta, prima stiamo un po&#8217; a vedere cosa scelgono gli altri&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi l&#8217;attacco ai partiti. &#8220;Il Pd voleva la fiducia. Ma questa sinistra non ci ha chiesto di governare con loro, ci ha chiesto il voto&#8221;, ha detto Grillo. &#8220;Non abbiamo preso il 50%, sennò &#8211; ha assicurato Grillo &#8211; andavano tutti a casa. Il nostro slogan &#8216;è tutti a casa&#8217; e resta quello&#8221;. Per il leader 5 Stelle &#8220;siamo già nel cambiamento&#8221; con 163 parlamentari &#8216;stellati&#8217;. &#8220;Udc, Fli, l&#8217;Idv non ci sono più. Fini, Casini, Di Pietro sono scomparsi&#8221;, mentre il &#8220;Pd è diviso in 3-4 correnti&#8221;. E quindi, &#8220;questi qui li mandiamo a casa tra 6 mesi. Se voi ci date il vostro voto, tra sei mesi noi siamo al 51% e loro vanno a casa in 24 ore&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;invito di Grillo a votare Gabanelli non resta senza replica. Il Pd, però, ritiene fondamentale la ricerca della più ampia condivisione per l&#8217;elezione del capo dello Stato. Per questo, hanno spiegato fonti del Nazareno, non va bene se &#8221;ognuno pianta delle bandierine&#8221; come fa il M5S con la candidatura della giornalista. &#8221;Il Quirinale non c&#8217;entra niente con il governo&#8221;, hanno sottolineato.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto, slitta ancora l&#8217;incontro tra i capigruppo Pd e M5S. I 5 Stelle, come ha confermato Vito Crimi all&#8217;Adnkronos, hanno chiesto di rinviare l&#8217;incontro per riunirsi in assemblea. L&#8217;appuntamento, per i senatori e i deputati &#8216;stellati&#8217; è a Montecitorio alle 19.30, mentre l&#8217;incontro con i dem è rinviato a domani.</p>
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		<title>Pd/ D&#8217;Alema: errore escludere Renzi. A Palazzo Vecchio l&#8217;incontro con il primo cittadino</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Apr 2013 22:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ITALIA]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[dalla nostra redazione. &#8220;Non credo che ci sia stata nessuna telefonata da Roma, ma quel voto è stato un errore ma è dipeso da questioni locali&#8221;. Così Massimo D&#8217;Alema, parlando con i giornalisti a Firenze dopo un colloquio con Matteo Renzi, ha commentato l&#8217;esclusione del sindaco dai grandi elettori della Regione Toscana per scegliere il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">dalla<em> nostra redazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2013/04/dalema.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15552" title="dalema" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2013/04/dalema-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>&#8220;Non credo che ci sia stata nessuna telefonata da Roma, ma quel voto è stato un errore ma è dipeso da questioni locali&#8221;. Così Massimo D&#8217;Alema, parlando con i giornalisti a Firenze dopo un colloquio con Matteo Renzi, ha commentato l&#8217;esclusione del sindaco dai grandi elettori della Regione Toscana per scegliere il prossimo Presidente della Repubblica. &#8220;Penso che Renzi avrebbe potuto benissimo far parte della delegazione toscana &#8211; ha osservato &#8211; ma sono questioni dipese da dinamiche locali. Non credo che nessuno da Roma telefoni per dire votate così o votate cosa&#8217;&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Io non sono candidato, non ci sono candidati &#8211; ha detto D&#8217;Alema a proposito del Quirinale &#8211; E&#8217; stato scelto un metodo di ampia condivisione ed è in corso una consultazione che è condotta da Bersani per scegliere un candidato o una candidata di alto profilo che abbia il più alto consenso possibile. Chi sarà il candidato lo dirà Bersani&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto all&#8217;esecutivo, &#8220;si è fatta una scelta di partire con l&#8217;elezione del Capo dello Stato: se si creerà un clima di sufficiente convergenza, diverso nell&#8217;elezione del Presidente della Repubblica, può darsi che questo possa aprire la strada a una soluzione per il governo. Adesso sinceramente &#8211; ha aggiunto &#8211; mi pare che il tema del governo venga dopo. Ho visto che l&#8217;onorevole Maroni vorrebbe che se ne discutesse prima, però è stato deciso diversamente&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi, a una domanda sul rischio di un&#8217;eventuale scissione all&#8217;interno del Pd, ha risposto: &#8221;Non vedo nessun pericolo di scissione. Non mi pare che ci sia un problema di questo tipo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;incontro con il sindaco di Firenze si è tenuto a Palazzo Vecchio ed è durato poco più di un&#8217;ora. &#8220;Con Matteo Renzi c&#8217;è stata una lunga, cordiale e amichevole conversazione &#8211; ha riferito l&#8217;ex presidente del Consiglio &#8211; Due come me e Renzi che, stando a quel che si dice, dovrebbero scindersi, vengono invece da una lunga e cordiale conversazione&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Abbiamo parlato della situazione del Paese e delle prospettive, ci siamo scambiati opinioni sul modo in cui dobbiamo lavorare insieme per trovare una via di uscita a una condizione che è molto difficile &#8211; ha spiegato &#8211; Il nostro dialogo è stato molto utile, molto positivo, molto amichevole&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Io non ho mai attaccato Renzi, era Renzi che attaccava me &#8211; ha proseguito &#8211; In campagna elettorale sono venuto a Firenze tessendo gli elogi di Renzi e allora gli dissi che avevo apprezzato il modo in cui stava dando una mano a Bersani nel corso della campagna elettorale, dimostrando spirito di partito&#8221;. E sempre parlando di Renzi, rispondendo a una domanda dei giornalisti, D&#8217;Alema ha aggiunto: &#8220;Io non lo ritengo vincente perché non ci sono le elezioni. Renzi lo ritengo però una delle personalità importanti di questo partito&#8221;.</p>
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		<title>Crisi, Ue: rischi contagio dall&#8217;Italia. La Commissione: &#8221;Il Paese resta vulnerabile, banche italiane più deboli&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Apr 2013 13:41:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA]]></category>

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		<description><![CDATA[dalla nostra redazione. Il rischio contagio dall&#8217;Italia resta. L&#8217;avvertimento arriva dal rapporto sugli squilibri macroeconomici della Commissione europea pubblicato oggi e che riguarda 13 Paesi. &#8220;Il potenziale contagio economico e finanziario al resto dell&#8217;area euro resta considerevole &#8211; sostiene l&#8217;esecutivo Ue &#8211; se le turbolenze sui mercati finanziari collegate al debito sovrano italiano si intensificheranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">dalla <em>nostra redazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/04/europa.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7942" title="europa" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/04/europa-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il rischio contagio dall&#8217;Italia resta. L&#8217;avvertimento arriva dal rapporto sugli squilibri macroeconomici della Commissione europea pubblicato oggi e che riguarda 13 Paesi. &#8220;Il potenziale contagio economico e finanziario al resto dell&#8217;area euro resta considerevole &#8211; sostiene l&#8217;esecutivo Ue &#8211; se le turbolenze sui mercati finanziari collegate al debito sovrano italiano si intensificheranno di nuovo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Riconosciuto che &#8220;il considerevole sforzo di consolidamento&#8221; avviato dal governo &#8220;ha contribuito a ridurre in modo decisivo, dalla seconda metà del 2012&#8243;, i costi del debito italiano, l&#8217;esecutivo di Bruxelles tuttavia ricorda: &#8220;L&#8217;Italia resta vulnerabile a improvvisi cambiamenti del sentimento dei mercati, sottolineando la necessità di mantenere il miglioramento del bilancio in termini strutturali, in modo da mettere il rapporto debito/pil su un percorso costante di riduzione&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La resistenza del settore bancario italiano si è seriamente indebolita dalla metà del 2011 &#8211; sostiene l&#8217;esecutivo Ue &#8211; minando la capacità delle banche di sostenere l&#8217;attività economica e gli aggiustamenti&#8221;. Secondo quanto si legge nel rapporto, &#8220;la perdita di accesso delle banche italiane al mercato interbancario mondiale a seguito dell&#8217;espandersi all&#8217;Italia della crisi del debito sovrano dell&#8217;eurozona ha accresciuto in modo significativo la dipendenza dal rifinanziamento dell&#8217;eurosistema&#8221;. Non solo: secondo la Commissione, la doppia recessione in Italia &#8220;ha aumentato il rischio del credito al settore privato, appesantendo le banche con una larga quantità di crediti in sofferenza&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La Commissione europea dà atto all&#8217;Italia di aver avviato &#8220;una strategia di vasto respiro per ripristinare la sostenibilità di bilancio e migliorare la crescita di lungo periodo&#8221;, ma la esorta a &#8220;mantenere lo slancio delle riforme e ad attuarle pienamente&#8221;. Mentre, si legge nel rapporto, per rafforzare &#8220;la resistenza a possibili nuove tensioni sui mercati&#8221;, deve impegnarsi per porre il debito su &#8220;un percorso costantemente in discesa&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Non solo: l&#8217;esecutivo di Bruxelles elenca una serie di settori in cui i politici italiani &#8220;potrebbero agire per rafforzare la capacità di aggiustamento dell&#8217;economia italiana&#8221;. Tra questi, il rafforzamento della concorrenza nel mercato dei servizi e dei prodotti, &#8220;lo sviluppo di un sistema fiscale più amico della crescita&#8221;, il miglioramento del settore dell&#8217;istruzione, dell&#8217;efficienza della pubblica amministrazione e dell&#8217;ambiente per le imprese.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;L&#8217;alto debito italiano &#8211; afferma Ue -, come la perdita di competitività esterna e la sottostante performance produttiva stagnante, continuano a essere il principale squilibrio macroeconomico identificato&#8221;. L&#8217;esecutivo di Bruxelles riconosce che &#8220;alcune misure importanti sono state adottate nell&#8217;ultimo anno per affrontare questi squilibri&#8221;, ma &#8220;la loro piena attuazione resta una sfida&#8221;, così come c&#8217;è ancora spazio per &#8220;azioni ulteriori in molte aree&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">In sette punti, la Commissione europea individua nel rapporto sugli squilibri macroeconomici quelle che sono le debolezze dell&#8217;Italia. Anzitutto, sostiene l&#8217;esecutivo Ue, &#8220;la prolungata debolezza strutturale ha ridotto la capacità dell&#8217;Italia di resistere e di assorbire gli shock economici&#8221;, in secondo luogo &#8220;l&#8217;alto debito pubblico resta un fardello pesante per l&#8217;economia italiana&#8221;, specialmente tenuto conto della &#8220;persistente lenta crescita&#8221;, ed è &#8220;la fonte principale di debolezza&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra gli squilibri, la Commissione identifica quindi &#8220;la perdita di competitività esterna dell&#8217;economia italiana, che evidenzia il problema di crescita della produttività&#8221;, mentre la performance delle esportazioni &#8220;continua a soffrire&#8221;. Al quinto punto, la constatazione che &#8220;la resistenza del settore bancario si è seriamente indebolita dalla metà del 2011, minando la capacità delle banche di sostenere l&#8217;attività economia e gli aggiustamenti&#8221;, mentre l&#8217;esecutivo ricorda come il Paese continui a trovarsi di fronte alle sfide per &#8220;una seria correzione&#8221; dei conti. Infine, l&#8217;esecutivo sottolinea la necessità di &#8220;una piena attuazione&#8221; delle riforme strutturali avviate, perché queste possano &#8220;produrre i frutti&#8221; sperati.</p>
<p style="text-align: justify;">Per correggere gli squilibri macroeconomici emersi negli ultimi anni in alcuni Paesi europei occorre ancora tempo, ammette il commissario agli Affari economici e monetari, Olli Rehn. &#8220;Grazie alla trasformazione della nostra governance economica possiamo affrontare gli squilibri macroeconomici in via preventiva e creare le basi per una crescita sostenibile &#8211; ha dichiarato Rehn &#8211; La decisa azione intrapresa a livello di politiche sia da parte degli Stati membri che dell&#8217;Ue sta favorendo un riequilibro dell&#8217;economia europea. Restano tuttavia importanti sfide da affrontare: occorrerà ancora tempo per completare la correzione degli squilibri che hanno potuto crescere senza controllo nel decennio precedente alla crisi e che continuano a pesare sulle nostre economie&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Rehn ha assicurato che l&#8217;uscita dell&#8217;Italia a maggio dalla procedura di deficit eccessivo è &#8220;molto probabile&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ho piena fiducia in Napolitano, che fa tutto quello che è umanamente possibile per facilitare la formazione del governo&#8221;, ha detto il commissario agli Affari economici e monetari, che, commentando l&#8217;esito dell&#8217;asta dei bot di oggi, ha sottolineato come questo dimostri che l&#8217;economia italiana sta andando &#8220;verso una direzione migliore, dopo un lungo periodo di incertezza&#8221;.</p>
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		<title>Franco Marini nuovo Presidente della Repubblica?</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Apr 2013 00:10:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Lorenzo Valloreja. Da 40 giorni ormai l’Italia non ha un Governo legittimato dalle ultime elezioni.  L’urna ha consegnato alla storia un Paese in stallo a causa dell’evidente pareggio. Il risultato poi è aggravato ancor di più dallo straordinario risultato dei “grillini”, unici vincitori morali e di fatto, di questa tornata elettorale. Ma aldilà di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di <em>Lorenzo  Valloreja.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2013/04/Franco-Marini.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15538" title="Franco Marini" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2013/04/Franco-Marini-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Da 40  giorni ormai l’Italia non ha un Governo legittimato dalle ultime elezioni.   L’urna ha consegnato alla storia un Paese in stallo a causa dell’evidente  pareggio. Il risultato poi è aggravato ancor di più dallo straordinario  risultato dei “grillini”, unici vincitori morali e di fatto, di  questa tornata elettorale. Ma aldilà di qualsiasi ingovernabilità,  realizzata in parte anche dal famoso “Porcellum”, una classe politica  degna di questo nome sarebbe senz’altro stata capace di superare a  mani basse questa empasse.</p>
<p style="text-align: justify;">Premesso che io non sono un uomo di sinistra,  ne tanto meno del PD, è pacifico e fuor di dubbio però pensare, che  un D’Alema, una Bindi, un Bersani &#8211; politici questi senz’altro di  lungo corso &#8211; non possono farsi prendere per il naso così da Grillo,  ne possono incartarsi, come dei dilettanti, in questa palude di Palazzo.  Ci deve essere senz’altro qualcosa di non detto, qualcosa che nell’ombra  si stia muovendo per consegnare al Paese una soluzione che renda ancor  di più inutile gli sterili dibattiti televisivi dei tanti commentatori  politici. E così, sere fa, ho avuto un illuminazione: E se il PD, tra  qualche settimana, riuscisse a far eleggere Franco Marini alla Presidenza  della Repubblica, cosa accadrebbe? Voi ora mi chiederete: &lt;&lt; Ma  come ti è balenato nella testa questo nome e perché? &gt;&gt;</p>
<p style="text-align: justify;">Prima  di rispondervi però vi chiedo di fare con me un piccolo passo indietro.  Bersani testardamente ha chiesto per settimane a Napolitano di essere  mandato alle Camere per chiedere il voto di fiducia senza poter prima  dimostrare al Presidente della Repubblica di avere già una maggioranza.  Infatti l’ex Ministro contava di poter fare acquisti nelle file di  Grillo. Napolitano però non se l’è sentita di rischiare tanto e  deve aver colloquiato con il Segretario del PD proprio in questi termini:  &lt;&lt; Tanto tra pochi giorni sarà finito il mio mandato, eleggetevi  dunque un Presidente che vi segua su questa strada perché io non lo  farò di certo … &gt;&gt; e Bersani a questo punto deve aver colto  la palla al balzo. Secondo la nostra Costituzione infatti il Presidente  della Repubblica deve essere eletto entro le prime tre votazioni con  i 2/3 dei voti dei Parlamentari. Se poi nessuno dovesse risultare eletto  durante i primi tre tentativi dal quarto scrutinio in poi basterà ottenere  la “maggioranza assoluta” &#8211; cioè  un numero di voti superiore alla metà del numero totale degli aventi  diritto al voto. Allo stato attuale delle cose il Segretario del PD  questa maggioranza già ce l’ha a portata di mano.</p>
<p style="text-align: justify;">Mancano infatti  solo una 30 di voti che potrebbe reperire tra i “grillini” dissidenti  ed alcuni montiani. Ma perché optare a questo punto su Marini? Ebbene  Franco Marini non è il miglior candidato ma ha, indubbiamente, le consuete  caratteristiche dei presidenti della nostra Repubblica. E’ stato già  Presidente del Senato, ha avuto la tessera DC, è stato Segretario Nazionale  della CISL ed infondo in fondo è un nome che potrebbe trovare anche  l’appoggio di una parte del PDL. A questo punto vien da chiedersi  cosa potrebbe accadere una volta eletto alla Presidenza il sindacalista  abruzzese. Ebbene in un sol soffio sia Grillo, che Berlusconi così  come Renzi sparirebbero. Il Governo che doveva durare solo pochi mesi  si troverebbe ad amministrare la Nazione molto probabilmente fino alla  fine del proprio mandato.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale prospettiva non deve essere così peregrina  e prova ne è da una parte la volontà di Renzi di andare o a elezioni  subito con egli stesso candidato Premier o di costituire immediatamente  un Governo delle larghe intese così come lo vuole lo stesso Berlusconi  che, fiutando il pericolo, tenta in ogni modo di poter influire il più  possibile sulla nomina del futuro Capo dello Stato &#8211; e dall’altra  nelle paventate minacce di Beppe Grillo riguardo possibili tumulti di  piazza qualora qualche deputato 5stelle dovesse fare il “salto della  quaglia”. Insomma tutti hanno paura, anche perché, alla fine di questa  partita, non ci potranno mai essere dei pareggi ma solo la vittoria  di uno e la sconfitta di tutti gli altri. Speriamo solo che il vincitore  sia in grado di dare stabilità e ripresa all’Italia. Staremo a vedere.</p>
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		<title>Governo/ Saggi, critiche dopo elogi</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Mar 2013 21:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[dalla nostra redazione. Dopo i primi elogi e i pochi paletti, a meno di 24 ore dalla mossa del Colle che ha individuato nei 10 &#8216;saggi&#8217; la via d&#8217;uscita dalla crisi politica, piovono le critiche sulla scelta di Napolitano. I più duri &#8211; ma già ieri si erano avute le prime avvisaglie con Alfano &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">dalla <em>nostra redazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2013/03/saggi-parlamentari.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15535" title="Napolitano tra i 10 saggi" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2013/03/saggi-parlamentari-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Dopo i primi elogi e i pochi paletti, a meno di 24 ore dalla mossa del Colle che ha individuato nei 10 &#8216;saggi&#8217; la via d&#8217;uscita dalla crisi politica, piovono le critiche sulla scelta di Napolitano. I più duri &#8211; ma già ieri si erano avute le prime avvisaglie con Alfano &#8211; sono gli esponenti del Pdl. Di prima mattina ci ha pensato l&#8217;ex capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto, a puntare il dito contro gli esperti del Colle quasi intimandogli di concludere il loro lavoro istruttorio in &#8220;7-10 giorni al massimo&#8221; per poi aprire la strada ad un esecutivo politico.</p>
<p style="text-align: justify;">A rincarare la dose il successore di Cicchitto, Renato Brunetta che, lasciando intendere di parlare non a titolo personale, accusa tra le righe la decisione di tirare per le lunghe una crisi politica apertasi ormai l&#8217;8 dicembre scorso con le dimissioni del governo Monti. &#8220;Il presidente della Repubblica &#8211; spiega Brunetta premettendo di non voler giudicare il capo dello Stato &#8211; prova a prendere altro tempo, chiedendo a dieci soggetti di indicare un programma e un percorso. Tale iniziativa &#8211; sentenzia &#8211; credo non cambierà i dati del problema&#8221;. Di tecnici che si sostituiscono ad altri tecnici, e che quindi non cambiano la profilassi medica al &#8216;malato Italia&#8217;, parla Giorgia Meloni, fondatrice di Fratelli d&#8217;Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Con tutto il rispetto per il presidente Napolitano, di cui non metto in dubbio la buona fede, stiamo ripercorrendo gli stessi errori che hanno consentito la nascita del governo Monti&#8221;, dice l&#8217;ex ministro della Gioventù del governo Berlusconi. &#8220;L&#8217;idea che pochi tecnici non eletti da nessuno o pochi politici con idee contrapposte, possano offrire soluzioni all&#8217;Italia senza ricorrere a dei compromessi al ribasso su ogni tematica &#8211; aggiunge Meloni &#8211; è un&#8217;utopia che abbiamo già pagato a caro prezzo nel corso dell&#8217; ultimo anno&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">A mettere dei paletti arriva anche il Movimento 5 stelle. Dopo alcune dichiarazioni &#8211; anche in contraddizione tra loro &#8211; registrate fino a tarda sera (e ancora oggi) che criticavano o esaltavano la mossa del Quirinale, a mettere ordine arriva lo stesso Beppe Grillo che con un post non firmato sul suo blog spiega senza giri di parole che quella individuata da Napolitano, &#8220;al momento, è la miglior soluzione possibile in un Paese che ha visto Parlamenti svuotati di ogni autorità e significato&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma se ciò può in qualche modo rispondere alla necessità di &#8220;ridare al Parlamento la sua centralità&#8221; non può però prescindere dall&#8217;urgenza di istituire le Commissioni&#8221; perché &#8220;il Paese ha bisogno di un parlamento funzionante&#8221; e non di &#8220;fantomatici negoziatori&#8221; o di &#8220;badanti della democrazia&#8221;. Dal fronte del Pd e di Scelta Civica si confermano i giudizi di ieri con la piena disponibilità a collaborare. Precisando però, in casa Democrat, che i saggi non possono sostituire i politici e che &#8211; parole di Dario Franceschini &#8211; ricorrere a loro é utile &#8220;ma non risolutivo&#8221;. Non molla, nel frattempo, il fronte &#8216;rosa&#8217; della critica di chi vede nell&#8217;assenza di donne tra i saggi, un&#8217;offesa alle loro capacità. In attesa di capire come sarà alla fine l&#8217;accoglienza finale per la &#8216;Task force&#8217; quirinalizia in parlamento, i 10 &#8216;saggi&#8217; si preparano al &#8216;primo giorno di scuola&#8217;, martedì, quando con ogni probabilità saliranno al Quirinale per comprendere nel dettaglio quale sarà il loro mandato. In settimana, potrebbero già avere i primi incontri con i presidenti di commissione e, forse, con lo stesso Monti.</p>
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