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	<title>il Democratico &#187; Scienze</title>
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	<description>Giornalismo di inchiesta libero e indipendente</description>
	<lastBuildDate>Sat, 18 May 2013 09:21:34 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Cern: &#8220;Scoperta la &#8216;particella di Dio&#8217;&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jul 2012 18:23:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Scienze]]></category>

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		<description><![CDATA[dalla nostra redazione. Ora e&#8217; ufficiale: il bosone di Higgs, la particella di Dio che spiegherebbe come mai tutte le cose nell&#8217;universo hanno una massa, esiste. A confermarlo in una nota il Cern di Ginevra. La particella e&#8217; &#8221;coerente con il bosone di Higgs tanto a lungo cercato&#8221;, hanno scritto i fisici del Cern in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">dalla <em>nostra redazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_14119" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/07/cern-higgs2-400x300.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-14119 " title="cern higgs2--400x300" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/07/cern-higgs2-400x300-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text"> il fisico Peter Higgs, il &#39;papà&#39; del bosone che porta il suo nome </p></div>
<p>Ora e&#8217; ufficiale: il bosone di Higgs, la particella di Dio che spiegherebbe come mai tutte le cose nell&#8217;universo hanno una massa, esiste. A confermarlo in una nota il Cern di Ginevra. La particella e&#8217; &#8221;coerente con il bosone di Higgs tanto a lungo cercato&#8221;, hanno scritto i fisici del Cern in un comunicato aggiungendo che dovranno essere esaminati ulteriori dati per identificare con precisione il ritrovamento della particella. E&#8217; praticamente mezzo secolo che gli scienziati stanno lottando per scoprire questa particella. &#8221;Abbiamo raggiunto una pietra miliare nella comprensione della natura&#8221;, ha detto il direttore generale del Cern Rolf Heuer. &#8221;La scoperta di una particella coerente con il bosone di Higgs apre la strada a studi piu&#8217; dettagliati sulle proprieta&#8217; della nuova particella, ed e&#8217; probabile che si fara&#8217; luce su altri misteri del nostro universo&#8221;, ha aggiunto. La scoperta del bosone di Higgs dovrebbe convalidare il Modello Standard, la teoria che identifica i &#8216;mattoni&#8217; della materia e le particelle che trasmettono le forze fondamentali. Si tratta di una teoria di grande successo ma con diverse lacune, come perche&#8217; alcune particelle hanno la massa e altre no. La teoria dell&#8217;esistenza della &#8221;particella di Dio&#8221; e&#8217; stata elaborata per la prima volta nel 1964 dal fisico britannico Peter Higgs. Secondo lo studioso, tale particella si troverebbe in un campo invisibile e onnipresente creato dal Big Bang circa 13,7 miliardi di anni fa</p>
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		<title>Fusione Fredda/ Scilipoti porta il dibattito a Palazzo Marini</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jun 2012 06:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[2 LUGLIO 2012]]></category>
		<category><![CDATA[domenico scilipoti]]></category>
		<category><![CDATA[Fusione Fredda]]></category>
		<category><![CDATA[PALAZZO MARINO]]></category>
		<category><![CDATA[SALA DELLA MERCEDE]]></category>

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		<description><![CDATA[di Armando Pascale. E alla fine la fusione fredda è approdata nell&#8217;eldorado della stanza dei bottoni Ebbene è proprio Scilipoti a portare questa volta la fusione fredda dagli asettici laboratori, alla pomposa sala delle Mercede presso Palazzo Marini, che il 2 luglio sarà teatro di un seminario sul metodo di Rossi e Focardi. Un meeting, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di<em> Armando Pascale.</em></p>
<h2 style="text-align: justify;">E alla fine la fusione fredda è approdata nell&#8217;eldorado della stanza dei bottoni</h2>
<div id="attachment_12977" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/03/Domenico-Scilipoti.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-12977" title="Domenico-Scilipoti" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/03/Domenico-Scilipoti-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">On. Scilipoti</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ebbene è proprio <strong>Scilipoti </strong>a portare questa volta la fusione fredda dagli asettici laboratori, alla pomposa sala delle <strong>Mercede</strong> presso <strong>Palazzo Marini</strong>, che il <strong>2 luglio</strong> sarà teatro di un seminario sul metodo di Rossi e Focardi. Un meeting, voluto dall&#8217;Onorevole, aperto ad addetti ai lavori, politici e giornalisti, intenzionati a contribuire alla &#8220;causa&#8221; della fusione fredda e alla necessità di una rapida implementazione delle sperimentazioni industriali della fusione, al fine di predisporre una conversione energetica su larga scala.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_13905" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/06/giarda.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-13905" title="giarda" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/06/giarda-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Ministro Giarda</p></div>
<p style="text-align: justify;">Una sfida lanciata dal cuore della politica allo <a href="http://ildemocratico.com/2011/07/29/fusione-fredda-se-lo-scettico-si-nutre-di-petrolio%E2%80%A6/" target="_blank">scetticismo, e persino all&#8217;ostilità</a> che ancora circonda la tecnologia di Rossi. Lo stesso Scilipoti propone poi un interrogazione a risposta immediata in Aula al Ministero dell&#8217;istruzione, università e ricerca con la quale, sciorinando una notevole conoscenza scientifica dell&#8217;argomento, chiede di valutare la possibilità di pervenire a una sperimentazione al fine di consolidare la &#8220;rivoluzione copernicana&#8221; del fabbisogno energetico mondiale. All&#8217;interrogazione risponde il delegato del Governo <strong>Piero Giarda</strong>, Ministro per i Rapporti con il Parlamento (e già da qui il Governo mostra di prendere sotto gamba<a href="http://ildemocratico.com/category/fusione-fredda-2/" target="_blank"> l&#8217;argomento</a>: perché non lasciare presentare in Aula il titolare del dicastero, Francesco Profumo), il quale si limita a una risposta ellittica e &#8220;di circostanza&#8221;, appesantita da vuoti dati e da uno scetticismo malcelato  e appena adombrato dalla ventilata possibilità di finanziare progetti di ricerca con i fondi MIUR. A tale risposta segue la prevedibile insoddisfazione dell&#8217;interrogante che accusa il Governo di aver evaso il core topic della sua domanda e di aver oscurato la portata economica dell&#8217;introduzione della fusione fredda consistente in un netto frazionamento dei costi di produzione. Una replica piccata che da l&#8217;idea di quanto l&#8217;onorevole iscritto al gruppo di Popolo e Territorio abbia preso a cuore l&#8217;argomento.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_13903" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/06/Repubblica.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-13903" title="Repubblica" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/06/Repubblica-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">La Repubblica 5/6/2012</p></div>
<p style="text-align: justify;">Chi invece sembra non aver affatto preso a cuore l&#8217;argomento, ma forse sarebbe meglio dire la scienza tout court, è il quotidiano <strong>La Repubblica</strong>. In un recente articolo firmato da Elena Dusi, si riportano le vivaci proteste di una parte del mondo accademico italiano, indignato dalla possibilità che vengano erogati finanziamenti pubblici alle ricerche sulla produzione di energia piezoelettrica (un fenomeno contiguo ma diverso dalla fusione fredda e a cui anche il ministro Giarda aveva fatto riferimento nell&#8217;interrogazione di cui sopra). La presunta inutilità della spesa per tale ricerca è accostata direttamente all&#8217;&#8221;eterna fallacia&#8221; che accompagna la fusione fredda dal 1989, ovvero delle prime formulazioni teoriche americane. Ma quelle formulazioni teoriche sono oggi già materiale neolitico.</p>
<div id="attachment_7788" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/04/Rossi_E-cat_concept_300.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-7788" title="Rossi_E-cat_concept_300" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/04/Rossi_E-cat_concept_300-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">E-CAT</p></div>
<p style="text-align: justify;">Si dovrebbe dunque avere l&#8217;avvedutezza di distinguere la fusione fredda &#8220;americana&#8221; di allora, dalle tecnologie &#8220;tascabili&#8221; targate Rossi e Focardi, ancora tutte in fieri. Vero è che la funzionalità del piezonucleare è allo stato dell&#8217;arte più che dubbia: In una recente intervista rilasciata a <strong>Nextme</strong>, <strong>Fausto Fiorillo</strong>, dirigente di ricerca all’Inrim sino al 31 Dicembre 2011, ora ricercatore incaricato nella Divisione Elettromagnetismo dello stesso Istituto, ha completamente demolito le affermazioni del Presidente del suo stesso Istituto, <strong>Alberto Carpinteri</strong>, che sostiene la validità scientifica della reazione piezonucleare. Il ricercatore, che insieme ad altri 8 colleghi aveva già pubblicato un duro articolo di smentita dei lavori di Carpinteri e che accusa apertamente il Presidente di usare in modo illecito l’Istituto come garante dei suoi lavori, sostiene che le ricerche sul piezonucleare sono state condotte senza applicare il metodo scientifico, e che quindi portano a conclusioni prive di fondamento. A sostegno di quanto da lui affermato ci sono anche altri lavori scientifici, pubblicati da gruppi indipendenti, che lui stesso cita durante l’intervista. Conclude infine come sperare che la reazione piezonucleare possa un giorno realmente produrre energia pulita sia attualmente “da escludere”.</p>
<div id="attachment_1278" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2010/04/messico-disastro.png"><img class="size-thumbnail wp-image-1278" title="messico disastro" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2010/04/messico-disastro-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Esplosione piattaforma</p></div>
<p style="text-align: justify;">Si permetta all&#8217;autore di paragonare il bistrattato ingegnere a una sorta di Galileo dei giorni nostri: esposto alle critiche di detrattori accaniti e dogmatici, ma sempre proficuo nelle sue ricerche. Sostenere la tesi della praticabilità delle ricerche sulla fusione fredda è persino superfluo: la sola possibilità di abbattere i costi di produzione, di ridurre le esternalità negative correlate al rifornimento energetico e di porre la parola fine alla sequela di disastri ambientali che ha funestato il pianeta negli ultimi anni <strong>(<a href="http://ildemocratico.com/2010/06/08/os-1-oil-swallow-linghiotti-olio-la-salvezza-del-golfo-arriva-dallolanda/" target="_blank">vedi sversamento di petrolio nel Golfo del Messico</a>, <a href="http://ildemocratico.com/2011/01/24/disastro-ambientale-e-on-di-porto-torres-zitti-zitti-che-il-silenzio-e-d%E2%80%99oro-nero/" target="_blank">disatro EON in Sardegna</a>, sversamento nel Lambro, disastro radioattivo di Fukushima, ecc ecc) </strong>merita di essere valutata. Ancora una volta gli investimenti in ricerca sono la strada maestra. <a href="http://ildemocratico.com/2011/06/07/fusione-fredda-nasa-dennis-bushnell-ammette-che-l%E2%80%99e-cat-funziona/" target="_blank">La NASA ha investito in ricerca sulla fusione fredda</a> una cifra irrisoria se non ridicola per le dimensioni dell&#8217;ente e la complessità dell&#8217;oggetto di ricerca. Cifra indicatrice sia della relativa &#8220;economicità&#8221; degli studi sulla fusione fredda sai del ritardo accumulato dall&#8217;ente di ricerca americano nei confronti della ricerca/produzione in house di Rossi (lo stesso ingegnere dichiarò: la NASA ci copierà ma fallirà).</p>
<div id="attachment_1840" class="wp-caption aligncenter" style="width: 532px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2010/05/disastro-luoisiana.png"><img class="size-full wp-image-1840" title="disastro luoisiana" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2010/05/disastro-luoisiana.png" alt="" width="522" height="334" /></a><p class="wp-caption-text">Disastro ambientale Golfo del Messico</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Mai possibile tanta cecità da parte di uno dei quotidiani principi della carta stampata italiana? Possibile che un giornale di tale tiratura vesta si travesta da braccio secolare dell&#8217;ostilità al progresso scientifico (Riferimento articolo di Elena Dusi, ndr)? Volendo seguire a rigor di logica una &#8220;cultura del sospetto&#8221; ci portano dritti all&#8217;interno dei business di<strong> De Benedetti</strong>. Il figlio dell&#8217;imprenditore, Editore di &#8220;Repubblica&#8221;, Rodolfo, è fondatore e presidente di <strong>Sorgenia S.p.A</strong>., uno dei principali operatori del mercato energetico in Italia. Sorgenia detiene una partecipazione azionaria del 39% in <strong>Tirreno Power</strong>, una società attiva nella produzione e distribuzione energetica, proprietaria di centrali termoelettriche tra le quali la discussa centrale elettrica a carbone di Vado Ligure la quale sarebbe causa di valori anomali di inquinamento e mortalità, nonostante Sorgenia abbia operato per l&#8217;ammodernamento tecnologico in termini sia di efficienza sia di contenimento degli impatti ambientali.</p>
<div id="attachment_7789" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/04/Andrea-Rossi_laptop_wide_jp70-e1339451487208.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-7789" title="Andrea-Rossi_laptop_wide_jp70" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/04/Andrea-Rossi_laptop_wide_jp70-e1339451487208-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Ing. Andrea Rossi</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ma ecco allora che lo scenario paventato si palesa da se: troppi i poteri forti che sarebbero messi in crisi dalla rivoluzione della fusione fredda, auspicabile allora che siano quegli stessi poteri forti a farsi carico dei costi imprenditoriali di messa a punto di impianti e strutture basate sul metodo di Rossi e Focardi. In attesa che ciò avvenga l&#8217;<strong>Ing. Rossi</strong>, intervistato in esclusiva da &#8220;<strong>Il Democratico</strong>&#8221; ci aiuta a fare luce su quello che è ormai un rebus energetico. Questi dichiara subito di non conoscere il metodo di produzione di energia piezonucleare e di essere contrario al finanziamento di un progetto &#8220;che non funziona&#8221;, puntando altresì il dito contro i piagnistei di parte del mondo della scienza sempre pronto a dare la colpa alla carena di fondi pubblici dimenticandosi dell&#8217;appetibilità che un prodotto scientifico vincente ha presso i finanziatori privati. Egli stesso si dichiara contrario a ricevere soldi pubblici essendo i suoi clienti gli unici &#8220;finanziatori&#8221;. Alla domanda sulle tempistiche per la realizzazioni di e-cat domestici, Rossi risponde ricordando il complesso iter delle certificazioni dei prodotti, mentre gli impianti industriali sono già in fase di produzione e vendita. Nell&#8217;attesa delle certificazioni speriamo almeno che i mormorii oscurantisti si plachino&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">La redazione consiglia: <a href="http://ildemocratico.com/2011/12/10/fusione-fredda-esclusivo-ecco-come-salvare-lisola-di-capri-con-le-cat/" target="_blank"><strong>Fusione fredda/ Esclusivo: ecco come salvare l’isola di Capri con l’E-Cat</strong></a></p>
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		<title>Fusione fredda/ Focardi: con E-Cat, energia a 40 euro l&#8217;anno</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 19:35:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[dalla nostra redazione. Nel corso del convegno &#8220;La fusione fredda&#8221; promosso sotto le Due Torri dall&#8217;Ordine degli ingegneri della Provincia di Bologna, il Professor Focardi (relatore dell&#8217;evento) ha dichiarato che &#8220;se, oggi, per riscaldare un appartamento di medie dimensioni si spendono 1.200 euro l&#8217;anno, con l&#8217;ipotesi della produzione energetica nucleare a freddo  questa cifra verrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dalla <em>nostra redazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/04/Rossi_E-cat_concept_300.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7788" title="Rossi_E-cat_concept_300" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/04/Rossi_E-cat_concept_300-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nel corso<em> </em>del convegno &#8220;<a href="http://ildemocratico.com/?s=fusione+fredda&amp;x=0&amp;y=0" target="_blank">La fusione fredda</a>&#8221; promosso sotto le Due Torri dall&#8217;Ordine degli ingegneri della Provincia di Bologna, il Professor Focardi (relatore dell&#8217;evento) ha dichiarato che <strong>&#8220;se, oggi, per riscaldare un appartamento di medie dimensioni si spendono 1.200 euro l&#8217;anno, con l&#8217;ipotesi della produzione energetica nucleare a freddo  questa cifra verrebbe decisamente abbassata ad appena 40 euro l&#8217;anno&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il suo effetto &#8211; ha spiegato alla platea &#8211; e&#8217; applicabile. Lo dimostra il primo prototipo inaugurato a <a href="http://ildemocratico.com/2011/11/09/fusione-fredda-il-punto-sulle-cat/" target="_blank">Bologna il 28 Ottobre</a> scorso. Ad un mese di distanza possiamo dire che siamo riusciti a produrre energia e pure in grande quantita&#8217;. Una forma pulita, illimitata, nobile, perche&#8217; non inquinante derivata dalla fusione di nichele, idrogeno ed energia termica&#8221;. Per molti, ha incalzato lo studioso &#8211; professore emerito di fisica generale all&#8217;Universita&#8217; di Bologna &#8211; questa sarebbe una fusione impossibile, &#8220;perche&#8217; avviene alla temperatura delle stelle e per questo &#8211; sostengono alcuni &#8211; sarebbe non replicabile in un laboratorio. Ma basta recarsi &#8211; ha concluso Focardi &#8211; in uno di quelli in cui lavoriamo per potersene accertare di persona&#8221;.</p>
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		<title>Fusione Fredda/ Anno 2012. Defkalion: ecco gli Hyperion</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 23:19:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[FUSIONE FREDDA]]></category>
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		<description><![CDATA[di Alessio Consorte. &#8220;Un accordo saltato. Il matrimonio tra Defkalion e Andrea Rossi per il futuro della fusione fredda. Una notizia che ha scosso la comunità dedita alla ricerca di energie alternative ma anche tutti i “profani” che hanno avuto modo di conoscere questa forma di energia pulita e che cominciavano a cullare l’idea o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <em>Alessio Consorte.</em></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Un accordo saltato. Il matrimonio tra Defkalion e Andrea Rossi per il futuro della fusione fredda. Una notizia che ha scosso la comunità dedita alla ricerca di energie alternative ma anche tutti i “profani” che hanno avuto modo di conoscere questa forma di energia pulita e che cominciavano a cullare l’idea o l’ideale di un mondo diverso&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Così, il 18 agosto 2011, esordivamo con il <a href="http://ildemocratico.com/2011/08/18/fusione-fredda-il-punto-esclusivo-sul-divorzio-rossi-defkalion/" target="_blank">punto esclusivo</a> sul divorzio Rossi Defkalion che la nostra redazione seguiva da giorni. Ci eravamo molto allarmati considerato che avevamo investito fiducia in questa potenziale rivoluzione &#8220;clean&#8221; della produzione energetica, <a href="http://ildemocratico.com/?s=fusione+fredda&amp;x=0&amp;y=0" target="_blank">sponsorizzandola a spada tratta </a>, scoperta inizialmente da Martin Fleshman e Stanley Pons.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fatto suscitò molto clamore e tra gli scettici (<a href="http://ildemocratico.com/2011/07/29/fusione-fredda-se-lo-scettico-si-nutre-di-petrolio%E2%80%A6/" target="_blank">e ce ne sono davvero tanti</a>), iniziava a girare voce che fosse una bufala del genio Andrea Rossi.</p>
<p style="text-align: justify;">Fortunatamente così non è stato ed Andrea Rossi ha continuato il suo percorso senza la società greca (Defkalion, ndr). Pochi giorni fa l&#8217;annuncio da parte dello stesso Rossi di voler vendere gli E-Cat direttamente sul net e sfruttare la potenzialità che internet offre alla commerciabilità delle nuove tecnologie. Per chi volesse procedere alla prenotazione, su ECat.com, sito dell&#8217;azienda che distribuirà ufficialmente il dispositivo nel Nord Europa, si raccolgono pre-ordini e si danno risposte alle richieste di clienti potenziali. Per la alta domanda attesa di prodotti ECAT, gli ordini saranno messi in lista di attesa e la consegna è pianificata per il 2012 (in relazione al prodotto). Non è necessario versare denaro ne la richiesta è vincolante. Nel sito è presente un form di richiesta (ECAT Inquiry). Andrea Rossi ha precisato nel suo blog che &#8220;se raggiungeremo 10.000 nomi nella lista, le persone che sono in lista di attesa avranno il diritto di confermare o meno il loro ordine a 400€/KW termico&#8221;. Al signor Rossi (che paradossalmente nell&#8217;italico folklore è sinonimo di anonimia e mediocrità) vanno i più cari auguri di poter mettere a frutto la sua genialità al servizio della svolta dell&#8217;energia &#8220;a impatto zero&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si avevano quasi più notizie della società greca Defkalion, e si intuiva che fosse ormai fuori mercato, non avendo – stando alle dichiarazioni di Rossi – le informazioni sul brevetto e sul tanto segreto &#8220;valore aggiunto&#8221; (elemento segreto di reazione montato sull&#8217;E-Cat).</p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/11/prototipo-di-hiperyon.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-11653" title="prototipo di hiperyon" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/11/prototipo-di-hiperyon-300x189.png" alt="" width="300" height="189" /></a>Così non è. Mentre in Italia si discute su prove pubbliche e dimostrazioni che possano convincere la comunità scientifica, in Grecia, la Defkalion sarebbe già pronta a tornare sul mercato.</p>
<p style="text-align: justify;">Evidentemente le dichiarazioni rilasciate da Alexandros Xanthoulis, rappresentante della Defkalion Green Technology, in una conversazione telefonica al giornalista del Ny Teknik il 5 agosto 2011 (il giorno dopo dell&#8217;annuncio del divorzio da parte di Andrea Rossi), dove affermava di avere in possesso la tecnologia segreta di Rossi, ma che non avrebbe fatto uso della stessa, non dovevano essere sottovalutate dallo stesso Andrea Rossi. &#8220;I miei scienziati hanno trovato un modo per crearla ed hanno bisogno di tre mesi&#8221; incalzava inoltre Xanthoulis, forse irritato dalle dichiarazioni di Rossi:</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">&#8220;Nessuna informazione, né segreto industriale, né alcuna tecnologia siano stati trasferiti, né comunicati, né a Praxen, né a Defkalion, né ad alcuna altra società greca di sorta e attualmente Andrea Rossi e EFA non hanno intenzione di trattare nessun altro progetto in Grecia. Non un singolo test, delle molte manifestazioni della tecnologia E-Cat è mai stato fatto, prodotto o assemblato nel territorio della Repubblica Ellenica: quindi non solo la tecnologia è ancora interamente di proprietà della società di Andrea Rossi, Leonardo Corporation, ma rimane ancora un segreto industriale ben conservato. Qualsiasi dichiarazione o annuncio pubblico di terzi che rivendichi il possesso dei diritti sulla tecnologia E-Cat e / o conoscenze di tale tecnologia, così come tutte le dichiarazioni di terzi, in contrasto con i fatti di cui sopra è considerata un falso e trattato come informazione fuorviante&#8221; (7 agosto 2011).</span></p>
<p style="text-align: justify;">La rivelazione del segreto, avrebbe avuto luogo all&#8217;università di Siena tramite una spettroscopia, il tutto all&#8217;insaputa di Rossi. Sarà vero? A questo potrebbe rispondere il fisico Francesco Piantelli docente della stessa università e mentore nonchè futuro produttore di un altro &#8220;oggetto&#8221; genera fusione a freddo (cella Piantelli, ndr).</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto, oggi, in barba alle  spie story e al tanto temuto segreto di Andrea Rossi, Defkalion, non ha alcun dubbio, il 2012 sarà l&#8217;anno dell&#8217;Hyperion: &#8220;L&#8217;Hyperion verrà introdotto nel mercato globale con applicazioni nell&#8217;edilizia, agricoltura e produzione di energia per l&#8217;industria. Oltre alle dovute certificazioni ed alcune variazioni sul prodotto, la nostra compagnia ha tre obbiettivi chiave per il 2012&#8243;.</p>
<ul>
<li>Accordo con alcune aziende per la vendita in esclusiva nazionale dell&#8217;Hyperion nei vari paesi.</li>
<li>Test scientifici indipendenti e avanzamento delle basi teoriche.</li>
<li>Accordi di ricerca e sviluppo con alcune aziende per applicazioni in mercati di nicchia.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Andrea Rossi, però, in riferimento al comunicato, rispondendo ad una domanda sul Journal of nuclear physics,  stigmatizza la sicurezza che si evince dalle parole di Defkalion. La domanda era semplicissima: &#8220;E&#8217; possibile che i greci vi abbiano copiato?&#8221;. La risposta è in puro stile Andrea Rossi: &#8220;No&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma intanto sul forum della Defkalion, impazzano le domande, e la società sembra non scherzare in fatto di risposte.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Al di là di ogni intrigo industriale, non resta che auspicare che i vari Rossi, Defkalion e Piantelli, in partnership o disgiuntamente, investano il loro talento nello sviluppo di una tecnologia che svincoli il pianeta dalle energie non rinnovabili (rendendo superflue quelle rinnovabili a bassa resa) e dalle loro esacerbanti trappole geoeconomiche.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Il Democratico a breve pubblicherà un&#8217;inchiesta esclusiva sulla fusione fredda. Seguiteci!</p>
<div id="attachment_11654" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/11/hiperyon.png"><img class="size-full wp-image-11654" title="hiperyon" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/11/hiperyon.png" alt="" width="500" height="330" /></a><p class="wp-caption-text">Prototipo Hyperion - Defkalion</p></div>
<p style="text-align: center;">
]]></content:encoded>
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		<title>Creato un supervirus capace di sterminare la popolazione</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 16:36:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>

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		<description><![CDATA[dalla nostra redazione. Creato in laboratorio un supervirus dell&#8217;influenza, virtualmente capace di sterminare la popolazione. I ricercatori che l&#8217;hanno prodotto vogliono che il loro lavoro sia pubblicato, mettendo dunque nero su bianco come si può riuscire a ottenere un virus così contagioso e aggressivo. Ma la comunità scientifica si oppone alla pubblicazione, in tanti sollevano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dalla <em>nostra redazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/11/siringa-large.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11638" title="siringa-large" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/11/siringa-large-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Creato in laboratorio un supervirus dell&#8217;influenza, virtualmente capace di sterminare la popolazione. I ricercatori che l&#8217;hanno prodotto vogliono che il loro lavoro sia pubblicato, mettendo dunque nero su bianco come si può riuscire a ottenere un virus così contagioso e aggressivo. Ma la comunità scientifica si oppone alla pubblicazione, in tanti sollevano dubbi sull&#8217;opportunità dell&#8217;esperimento. E divampano le polemiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Il virus è una variante geneticamente modificata dell&#8217;H5N1, responsabile dell&#8217;influenza aviaria: la versione ottenuta in laboratorio è in grado di trasmettersi molto più facilmente da uomo a uomo e potrebbe contagiare milioni di persone in tempi rapidissimi. La nuova &#8216;creatura&#8217; incarna le paure della comunità scientifica, da sempre preoccupata che il virus dell&#8217;aviaria &#8211; attualmente aggressivo ma non abbastanza contagioso &#8211; potesse mutare geneticamente acquisendo la capacità di causare una pandemia.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;equipe coordinata dal virologo Ron Fouchier, dell&#8217;Erasmus Medical Centre in Olanda, ha dimostrato che bastano solo 5 passaggi per far mutare il virus dell&#8217;aviaria in un microrganismo altamente contagioso. L&#8217;esperimento, condotto sui furetti, che sono ormai diventati il modello animale di prima scelta per i test sui virus influenzali, fa parte di una più ampia ricerca internazionale per comprendere meglio l&#8217;H5N1.</p>
<p style="text-align: justify;">Il virologo che ha coordinato lo studio &#8211; si legge sul quotidiano britannico Daily Mail &#8211; è consapevole che potrebbe ben presto abbattersi su di lui una tempesta mediatica. Ha già ingaggiato un consigliere per lavorare insieme a una strategia di comunicazione. Lo scienziato, infatti, non intende fare retromarcia: ammette che il virus creato è &#8220;uno dei più pericolosi che si possano ottenere&#8221;, ma è lo stesso deciso a voler pubblicare come ci è riuscito.</p>
<p style="text-align: justify;">La pubblicazione agita la comunità scientifica, divisa fra la libertà di stampa e la necessità di regolamentare ricerche che potrebbero avere effetti benefici sulla salute pubblica, ma allo stesso tempo potrebbero essere strumentalizzate e rivelarsi utili per il bioterrorismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le polemiche riguardano lo studio olandese, ma anche un lavoro simile, condotto da ricercatori americani (università del Wisconsin) e giapponesi (università di Tokyo) sempre sull&#8217;H5N1. Entrambe sono sotto esame da parte dello statunitense National Science Advisory Board for Biosecurity (Nsabb), che non ha il potere di bloccare la pubblicazione, ma potrebbe chiedere alle riviste scientifiche di non farlo. &#8220;Questo virus fa più paura dell&#8217;antrace, non mi viene in mente niente di più spaventoso&#8221;, ha commentato Paul Keim, a capo del Nsabb.</p>
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		<title>Fusione fredda/ La National Instruments firma per fare i controlli sull&#8217;E-Cat</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 17:06:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[FUSIONE FREDDA]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[E-CAT]]></category>
		<category><![CDATA[Fusione Fredda]]></category>
		<category><![CDATA[Nasa Impianto da 1MW]]></category>
		<category><![CDATA[National Instruments]]></category>

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		<description><![CDATA[di Sara Serraiocco. L&#8217;ultimo capitolo in materia di E-Cat vede la firma di Andrea Rossi ad un accordo con la National Instruments per la creazione della strumentazione per gli impianti di fusione fredda E-Cat, in commercio per la prima volta dal 28 ottobre con il primo impianto da 1 MW testato con successo a Bologna. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <em>Sara Serraiocco.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/11/national_instruments.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11484" title="national_instruments" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/11/national_instruments-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L&#8217;ultimo capitolo in materia di E-Cat vede la firma di Andrea Rossi ad un accordo con la National Instruments per la creazione della strumentazione per gli impianti di fusione fredda E-Cat, in commercio per la prima volta dal 28 ottobre con <a href="http://ildemocratico.com/2011/11/09/fusione-fredda-il-punto-sulle-cat/" target="_blank"> il primo impianto da 1 MW </a>testato con successo a Bologna.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;impianto da 1 MW, della dimensione di un container piccolo, è in grado di produrre tanta energia  quanto una piccola locomotiva, si compone di circa 100 moduli, ciascuno dei quali contiene tre reattori operanti in parallelo che combinano idrogeno e nichel.</p>
<p style="text-align: justify;">Non vi sono rifiuti nucleari, e non sono necessari elementi radioattivi alla reazione. La radiazione gamma prodotta durante il funzionamento, che si traduce in abbondante calore, è protetta da due strati di piombo sottili. Secondo Rossi, la NI creerà i controlli per monitorare e regolare questo processo.</p>
<p style="text-align: justify;">La National Instruments, con sede a Austin, in Texas, è stato istituita nel 1976, e conduce operazioni a livello mondiale in 41 Paesi, con oltre 5.000 dipendenti. Nel 2010, la società ha venduto prodotti a oltre 30.000 aziende in 91 paesi con un fatturato di 860 milioni dollari.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la rivista Fortune La NI è tra le 100 migliori compagnie per cui lavorare (&#8220;100 Best Companies to Work For&#8221;) da 12 anni consecutivi. Il loro <a href="http://www.ni.com/" target="_blank">sito web</a> elenca attualmente 111 offerte di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul loro sito web, la pagina &#8220;Big Physics&#8221; afferma che la NI si occupa della fornitura di soluzioni di strumentazione per i progetti che comprendono acceleratori di particelle, reattori a fusione, e telescopi. La loro pagina sulla fusione (fusion) invece, riporta:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Al Max Planck Institute for Plasma Physics di Garching, in Germania, i ricercatori hanno implementato un sistema di controllo tokamak per isolare il plasma in modo più efficace. Per la prima trasformazione, hanno sviluppato una applicazione LabVIEW, che divide le operazioni di moltiplicazione di matrici utilizzando una tecnica di parallelismo di dati su un sistema core ottale.”</p>
<p style="text-align: justify;">Che un&#8217;azienda di questo calibro sarebbe coinvolto con una tecnologia innovativa che è stata circondata da tanto<a href="http://ildemocratico.com/2011/07/29/fusione-fredda-se-lo-scettico-si-nutre-di-petrolio%E2%80%A6/" target="_blank"> scetticismo e critiche</a>, la dice lunga sulla sua credibilità reale. E parla al futuro brillante che sta emergendo segnato da soluzioni energetiche pulite, a prezzi accessibili che finalmente entrano sul mercato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto internazionale per il Reattore ITER viene finanziato da alcuni paesi del mondo tra i quali Stati Uniti, Unione europea e Cina. Questo reattore estremamente costoso dovrebbe costare oltre 15 miliardi di euro per la sua costruzione, e richiederà ulteriori finanziamenti per operare. Si spera che la costruzione sarà terminata entro il 2018, e che il reattore possa essere testato entro il 2019. Dopo molti anni di test, il reattore ITER potrebbe raggiungere l&#8217;obiettivo di produrre energia dieci volte superiore a quanta ne consuma.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutt&#8217;altra storia per l&#8217;E-Cat, con un costo infinitamente più ridotto, a quanto pare ha già raggiunto tale traguardo, ed è sul mercato. Il primo impianto costa 2.000 euro per kilowatt, o 2 milioni per l&#8217;impianto di 1 MW. Ma una volta prodotti in massa, Rossi si aspetta che il costo degli impianti scenderà a 100 euro per ogni kilowatt installato &#8211; un decimo di quanto costano gli impianti a carbone o gas naturale, meno i costi del carburante.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente c&#8217;è ancora un minimo di riservatezza su questa notizia che potrebbe cambiare, con una repentina sferzata, il futuro dell&#8217;umanità. Nulla di gridato ai quattro venti, ma sicuramente un segnale della volontà di NI di aiutare Rossi a sviluppare la tecnologia e di aumentare la sua stabilità operativa, affidabilità, sicurezza, riducendo al contempo la sua fascia di prezzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il seguente post estratto dal blog di Andrea Rossi sembra implicare che il primo cliente dell&#8217;impianto da 1MW abbia interesse a usare l&#8217; e-Cat come sostituto del carbone nella generazione elettrica. Il che non aggiunge nulla di preciso. Naturalmente, il cliente potrebbe essere una struttura di ricerca o anche la stessa NI:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bernie Koppenhöfer</strong></p>
<p style="text-align: justify;">13 novembre 2011 alle 09:29</p>
<p style="text-align: justify;">Signor Rossi: Recentemente vi è stato chiesto se l&#8217;E-Cat potrebbe sostituire il carbone nelle centrali a carbone, la sua risposta è stata  &#8220;Ci stiamo lavorando, sarà possibile, sì.&#8221; può dirci grosso modo quando questo sarà possibile?</p>
<p style="text-align: justify;">Questa possibilità potrebbe creare da sola un boom economico, di cui tutto il mondo ha disperatamente bisogno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Andrea Rossi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">13 novembre 2011 alle 09:34</p>
<p style="text-align: justify;">Caro Bernie Koppenhöfer:</p>
<p style="text-align: justify;">Sì, stiamo lavorando su questo tema con il cliente stesso che ha eseguito il test il 28 ottobre e sono completamente sicuro che saremo in grado di raggiungere questo obiettivo in meno di 2 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Cordiali saluti,</p>
<p style="text-align: justify;">A.R.</p>
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		<title>Fusione Fredda/ Il punto sull&#8217;E-Cat</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 20:03:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Vincenzo Panella. All’inizio del 2011 Andrea Rossi, aveva annunciato il suo piano per la costruzione ed il test della prima installazione ad energia fredda basata su E-Cat (reattore basato su di un principio molto semplice che utilizza nickel ed idrogeno e dei catalizzatori segreti per produrre energia sotto forma di calore). L’energia è prodotta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di <em>Vincenzo Panella.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/05/fusione-fredda-rossi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8322" title="fusione fredda rossi" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/05/fusione-fredda-rossi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>All’inizio del 2011 Andrea Rossi, aveva annunciato il suo piano per la costruzione ed il test della prima installazione ad energia fredda<a href="http://ildemocratico.com/?s=fusione+fredda&amp;x=0&amp;y=0" target="_blank"> basata su E-Cat</a> (reattore basato su di un principio molto semplice che utilizza nickel ed idrogeno e dei catalizzatori segreti per produrre energia sotto forma di calore). L’energia è prodotta in modo totalmente pulito e senza materiale di scarto da smaltire, quando il nickel si consuma, si deve semplicemente sostituire. L’annuncio della data fissata e’ stato spostato un paio di volte, dando numerosi motivi di discussione sulla veridicità del dispositivo ai vari debunkers professionisti e non. Il 28 Ottobre, il tanto atteso test sull’ E-cat di Andrea Rossi e’ arrivato e passato, l’installazione, situata a Bologna, ha funzionato per 5.5 ore ed ha prodotto 470kw di potenza, un po’ meno della metà che era stata dichiarata inizialmente. Il generatore, costituito da 100 unità, ha funzionato in modalità di self-loop, cioè riutilizzando una quantità di energia in uscita per sostenere la reazione. Questo vuol dire che l’installazione ha funzionato senza l’input esterno e questa condizione la qualifica per poter essere considerata un generatore di energia a tutti gli effetti. Lo stesso Rossi ha chiarito il motivo principale per il dimezzamento della potenza nominale dichiarata: pare che l ‘E-cat possa funzionare in 2 modalità diverse open-loop e closed-loop , in quest’ultimo caso, la potenza prodotta e’ nettamente inferiore, ma il reattore e’ totalmente auto sostenuto. Le prime dichiarazioni dello stesso Rossi sono state entusiastiche, “e’ una rivoluzione” ha dichiarato, fino a quando si trattava di un piccolo reattore capace di erogare 4-5kw di potenza, molte persone fra i quali diversi accademici e debunkers professionisti, avrebbero potuto obiettare su qualunque cosa, ma adesso, 470kw sono abbastanza per poter alimentare più di 10 abitazioni, non si può più parlare di ‘scamming’ (frodi). Tenendo conto che miliardi di dollari sono stati spesi per arrivare and un COP (coefficiente di guadagno) di 1.1 tramite dei reattori tradizionali, con tutte le problematiche relative ai costi di costruzione e smaltimento di prodotti di reazione virtualmente indistruttibili, l’ E-cat può segnare il momento di svolta per la nostra civiltà. Stranamente i mass media, giornali, televisione, non hanno dato nessun accenno a questa invenzione, se non in modo molto marginale. Questa prima installazione e’ costata circa 2000$ per Kw, ma in un futuro molto prossimo il costo potrebbe scendere attorno ai 100$ per Kw.     Alla dimostrazione sono stati accettati pochi osservatori, per 2 motivi, principalmente, l’ acquirente dell’installazione. che al momento si sta smantellando per il trasferimento, non vuole essere reso noto, e non vuole che sia noti neanche i propri tecnici ed ingegneri, ma molti credono che sia il Darpa (un organismo militare americano che è specializzato in soluzioni tecnologiche avveniristiche), in secondo luogo, il reattore sebbene sicuro e’ sempre uno strumento nucleare e le norme di sicurezza per l’ ispezione sono molto stringenti a proposito, infatti, solamente 2 persone alla volta sono potute entrare ed effettuare i test. Gli osservatori erano all’incirca 30 persone, Rossi e Focardi, sono arrivati attorno alle 11.00 di mattina . L’installazione, che e’ stata ricavata da un container, e’ stata avviata tramite un generatore esterno che serviva a scaldare le termoresistenze all’interno dei 100 reattori per iniziare la reazione, una volta avviata, il generatore esterno e’ stato staccato, e l’installazione ha funzionato per 5.5 ore. Ogni reattore era costituito da 3 camere separate per un totale di 300 camera di reazione. Il calore prodotto usciva fuori da 2 tubi, sottoforma di vapore, il vapore non e’ stato utilizzato per produrre lavoro utile, ma raffreddato, tramite dei radiatori e rimesso in circolo, alcuni test sono stati effettuati sulla temperatura del gas (circa 109 gradi) e su eventuali tracce di radioattività , senza trovarne quantità apprezzabili. Le misurazioni del livelli di radioattività sono state effettuate dal Prof. Bianchini dell’Università di Bologna e non ha rilevato tracce di radiazioni, ne’ sul gas, ne’ nelle vicinanze dell’installazione , ne’ causate da emissioni dalle stesse unità. Le unità non sono state smontate per poter essere ispezionate come e’ successo durante il test del 6 Ottobre. Le persone che sono intervenute durante la dimostrazione sono state : Mats Lewan della Nytek, una delle prime aziende ad avere effettuato i test sull’ E-cat ad inizio 2011, Irene Zreick della Focus.it, Peter Svenson, giornalista scientifico della Associated Press di New Yok, diversi scienziati dell’Università di Bologna, fra cui Christos Stremmenos, che ha esposto brevemente le sue idee sul funzionamento del reattore , quest’ultimo eè in contatto con il governo cinese per permettere la diffusione dell’ E-Cat in Cina, Uzikova Irina, un ingegnere nucleare dalla Russia. Attualmente l’unità utilizzata per la dimostrazione e’ stata venduta ed una seconda e’ in fase di costruzione.     Un E-Cat domestico e’ previsto fra 2 anni, non resta che aspettare.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>La velocità della luce infranta dai neutrini/ I nuovi orizzonti della fisica oltre Einstein</title>
		<link>http://ildemocratico.com/2011/09/25/la-velocita-della-luce-infranta-dai-neutrini-i-nuovi-orizzonti-della-fisica-oltre-einstein/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 13:29:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Battistel. La notizia battuta dalle redazioni di tutto il mondo è di quelle ghiotte, quelle che stimolano l’immaginazione del lettore verso voli pindarici con cui sono giunti alla ribalta i maggiori scrittore di fantascienza da Wells a Dick. La realtà che ci aspetta dietro a questi titoli ad effetto è leggermente più grigia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di<em> Paolo Battistel.</em></p>
<p style="text-align: justify;">La notizia battuta  dalle redazioni di tutto il mondo è di quelle ghiotte, quelle che stimolano  l’immaginazione del lettore verso voli pindarici con cui sono giunti  alla ribalta i maggiori scrittore di fantascienza da Wells a Dick. La  realtà che ci aspetta dietro a questi titoli ad effetto è leggermente  più grigia e complessa, ma solo di poco.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <em>Cern</em> di Ginevra  esattamente come l’<em>Istituto Nazionale di Fisica Nucleare</em> (<em>Infn</em>),  costruito 1400 metri sotto il massiccio del Gran Sasso, in questi ultimi  anni hanno moltiplicato le loro forze (e risorse) nello studio delle  nuove frontiere della fisica concentrandosi su oggetti sfuggenti al  limite del teorico come l’Antimateria e la Materia Oscura, non è  quindi un caso che una delle tante collaborazioni tra i due istituti  di ricerca, all’interno del progetto <em>Opera</em>, abbia portato ad  un simile risultato.</p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/09/Grafico-esperimento-neutrini.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-10872" title="Grafico esperimento neutrini" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/09/Grafico-esperimento-neutrini.jpg" alt="" width="530" height="360" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’esperimento <em> Cngs</em> (<em>Cern Neutrino to Gran Sasso</em>) è avvenuto lanciando  un fascio di neutrini dal Cern di Ginevra ai laboratori <em>Infn</em> del Gran Sasso e si è così misurato che queste particelle sono di  circa 60 nanosecondi più veloci della luce.</p>
<div id="attachment_10873" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/09/Esperimento-Cngs.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-10873" title="Esperimento Cngs" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/09/Esperimento-Cngs-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Esperimento Cng</p></div>
<p style="text-align: justify;">15˙000 neutrini prodotti  nei laboratori svizzeri dall’acceleratore <em>Super Proton Synchrotron</em> hanno percorso i 730 chilometri che separano il <em>Cern</em> dal Gran  Sasso in un tempo misurato dai rivelatori che si trovano nel <em>Infn</em>.  Lo sconvolgente risultato dimostra che i neutrini impiegano 2,4 millisecondi  per coprire la distanza con un anticipo di 60 miliardesimi di secondo  rispetto alla velocità ipotizzata. L’analisi dei dati raccolti dimostrerebbe,  a discapito dei vecchi pilastri Einsteiniani in cui il parametro della  velocità della luce (300˙000 km/sec ) era il limite massimo di velocità  raggiungibile, che i neutrini battono di circa venti parti per milione  la velocità raggiunta dalla luce.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante le conferme  dei dati raccolti dai fisici si pratica il credo della prudenza prima  di soppiantare una teoria come quella della Relatività einsteiniana  che ha rivoluzionato la fisica degli ultimi 60 anni.  «Se la misura  è esatta si tratta di un risultato interessatissimo e inaspettato,  gravido di pesanti conseguenze» spiega il fisico Giuseppe Martelotti,  ex dirigente del progetto <em>Cern</em> «Proprio per questo, la prima  cosa da fare è verificarlo».</p>
<p style="text-align: justify;">La verifica a cui fa  riferimento Martelotti è la dinamica a cui è soggetto qualsiasi  esperimento di fisica, cioè che un esperimento analogo riesca  in un altro laboratorio indipendente dal <em>Cern</em>. «I giapponesi  stanno già pensando a come fare e gli americani hanno già fatto una  misura in un esperimento ma senza esiti significativi».</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi se tutto questo  riuscisse Einstein e la sua fisica a quattro dimensioni dovranno esser  messe nel cassetto? Martelotti come il resto degli studiosi ci va cauto  «Certamente questo fatto comporta delle novità, ma ci sono delle teorie  di altro tipo che salvano comunque la relatività, ma sono molto recenti,  e prevedono più delle quattro dimensioni dello spazio-tempo di Einstein  e che permetterebbero di salvare la sua teoria». Quindi piedi di piombo  prima di buttare nel cestino il sistema del fisico dalla linguaccia.</p>
<p style="text-align: justify;">Prudenza, prudenza,  prudenza. Ecco la voce unanime di una comunità scientifica costretta  a guardarsi allo specchio dopo che le più azzardate ipotesi si sono  dimostrate veritiere. Prudenza che predica anche Dario Autieri, responsabile  dell’analisi delle misure e ricercatore del <em>CNRS</em> di Lione «nonostante  le nostre misurazioni abbiano una bassa incertezza sistematica e un’alta  accuratezza statistica e la fiducia riposta nei nostri dati sia alta,  siamo in attesa di confrontarli con quelli provenienti da altri esperimenti»  si attende quindi l’agognata conferma di giapponesi e americani e  nel frattempo il <em>Cern</em> stesso tramite una nota diffusa alla stampa  internazionale appare quasi intimorito del risultato raggiunto. «Considerando  le straordinarie conseguenze di questi dati» inizia il commento «si  rendono necessarie misure indipendenti prima di poter respingere o accettare  con certezza questo risultato. Per questo motivo la collaborazione <em> Opera</em> ha deciso di sottoporre i risultati a un esame più ampio  nella comunità».</p>
<p style="text-align: justify;">Il mondo ammaliato  dalla scoperta aspetta con ansia di imboccare la stretta via una “nuova  fisica”, una fisica che risponda a tutte le anomalie che in questi  ultimi anni hanno corroso la struttura fisica tradizionale. «Quando  un esperimento si imbatte in un risultato apparentemente incredibile  e non riesce ad individuare un errore sistematico che abbia prodotto  quella misura, la procedura standard è sottoposta a una più ampia  indagine» spiega ai giornalisti il direttore scientifico del <em>Cern</em>,  Sergio Bertolucci, ma nonostante le cautele fa un piccolo passo in più  «Se questa misura fosse confermata potrebbe cambiare la nostra visione  della fisica, ma dobbiamo essere sicuri che non esistano altre, più  banali spiegazioni. Ciò richiederà misure indipendenti».</p>
<div id="attachment_10874" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/09/Acceleratore-di-particelle-Cern.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-10874" title="Acceleratore di particelle Cern" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/09/Acceleratore-di-particelle-Cern-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Acceleratore di particelle Cern</p></div>
<p style="text-align: justify;">Quindi oltre le cautele  d’obbligo metodologico si intravede lo spettro che il giocatolo su  cui tutti contavano potrebbe essere rotto, poiché mettendo tutti i  se uno davanti all’altro una seconda conferma proietterebbe il mondo  scientifico verso una nuova dimensione. «Se uno prende alla lettera  che ci sia una cosa più veloce della luce, allora si arriverebbe a  paradossi fantascientifici» spiega Stefano Forte del dipartimento di  fisica dell’Università di Milano «Paradossi fantascientifici come  i viaggi nel tempo, andare indietro e uccidere magari il nonno oppure  compiere viaggi di lunghezze cosmiche nello spazio». La verità dietro  la scoperta è che si vive un momento di incertezza, un’incertezza  che presto andrà affrontata «La realtà al momento è che bisognerà  invece rifare da zero tutta la teoria relativa su cui si basa l’intera  fisica delle interazioni fondamentali moderne e il modo in cui rifarla  è però sconosciuto a tutti».</p>
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		<title>Fusione Fredda/ Rossi mantiene promessa: pronto E-Cat da 1 MW</title>
		<link>http://ildemocratico.com/2011/09/23/fusione-fredda-rossi-mantiene-promessa-pronto-e-cat-da-1-mw/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 20:43:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[FUSIONE FREDDA]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze]]></category>

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		<description><![CDATA[di Vincenzo Panella. Chiunque abbia seguito negli ultimi tempi la saga dell’E-cat di Andrea Rossi è a conoscenza del fatto che questo Ottobre l’impianto da 1MW entrerà in funzione. L’accordo con la Defkalion, saltato qualche mese fa per motivi non del tutto chiari, non ha impedito ad Andrea Rossi di mantenere la promessa fatto ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di <em>Vincenzo Panella</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiunque abbia seguito negli ultimi tempi la saga <a href="http://www.youtube.com/watch?v=FI5Ktv81TLk" target="_blank">dell’E-cat </a>di Andrea Rossi è a conoscenza del fatto che questo Ottobre l’impianto da 1MW entrerà in funzione. <a href="http://ildemocratico.com/2011/08/18/fusione-fredda-il-punto-esclusivo-sul-divorzio-rossi-defkalion/" target="_blank">L’accordo con la Defkalion</a>, saltato qualche mese fa per motivi non del tutto chiari, non ha impedito ad Andrea Rossi di mantenere la promessa fatto ad inizio 2011: quella di realizzare un sistema di generazione di potenza elettrica auto-sostenuto, pulito ed economico. La Defkalion, dopo la rottura dell’accordo e presumibilmente del contratto con Rossi, non ha rilasciato più informazioni a riguardo, e’ divenuta una società fantasma, e non e’ del tutto chiaro se possieda ancora informazioni residue sull’E-Cat. Dal canto suo Rossi ha continuato a lavorare sulla sua tecnologia con un nuovo investitore, la cui identità e località dell’impianto sarà tenuta nascosta fino all’ultima settimana prima del lancio. Ci sono  numerosissime richieste per assistere all’evento, ma a causa di problemi di privacy dell’investitore stesso, solo un ristretto numero di persone assisterà alla dimostrazione. L’E-Cat promette di generare energia pulita, economica e sicura, sia per l’uso industriale, che per l’uso domestico, se ufficialmente adottato in larga scala, potrebbe rivoluzionare il panorama mondiale energetico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000080;">Sistema energetico globale</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">In un prossimo futuro, se le potenze mondiali lo permetteranno si potrà creare una griglia di energia intelligente, onnipresente, che non inquina e che fornisce potenza in qualunque punto ci si possa trovare nel mondo. Un sistema computerizzato potrebbe calcolare l’energia in eccesso che non viene utilizzata dai singoli reattori connessi in rete, immeterla nuovamente nella rete e renderla disponibile per chi ne avesse bisogno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Si potrebbero creare dei punti di ricarica dove qualunque tipo di strumento elettronico si potrebbe ricaricare per il fenomeno di induzione elettrica, cioè senza neanche collegarlo fisicamente, il sistema poi provvederebbe a ‘saldare’ i conti fra l’energia che stiamo effettivamente producendo e consumando a livello del singolo utente.</span></p>
<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/09/E-Cat.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10827" title="E-Cat" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/09/E-Cat.jpg" alt="" width="500" height="282" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Recentemente  molte informazioni sono trapelate sul Web, grazie allo stesso blog di Andrea Rossi, che ha fornito dettagli molto interessanti relativamente all’impianto che dovrà essere operativo a fine Ottobre.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso Rossi dichiara che l’impianto da 1MW sarà auto sostenuto, cioè potrà generare energia ed una parte di essa potrà essere riutilizzata per far funzionare gli stessi generatori, senza utilizzare nessun input esterno. Per poter andare avanti, paradossalmente Rossi è stato costretto a investire anche di tasca sua, ammettendo che i costi di produzione sono saliti velocemente  per rispettare la tabella di marcia prevista, e sfortunatamente,  e’ stato costretto a vendere la sua casa per poter continuare a finanziare il suo progetto. Rossi dichiara che le unità previste per l’uso domestico potranno essere disponibili prima di quanto previsto, il lancio pubblico della centrale sarà trasmesso tramite Web in streaming ed il monitoraggio della temperatura complessiva generata sarà in tempo reale. Dalle dichiarazioni di Rossi si capisce che la tecnologia ha subito una ulteriore evoluzione, e riguardo la concorrenza, dichiara che le reazioni LERN (reazioni nucleari a bassa energia),  non sono del tutto state comprese completamente e che in questo momento, qualcuno potrebbe lavorare per produrre un generatore che funzioni su un principio diverso (ma questa è un&#8217;altra storia).</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente l’installazione da 1MW sarà composta da 52 E-Cats a nucleo multiplo, quindi una evoluzione dei primi dispositive presentati al pubblico a Gennaio 2010. I nuovi reattori hanno uno scudo esterno più spesso, la quantità di acqua che può contenere è aumentata, ed ognuno di essi peso all’incirca 80 Kg. Quello che non e’ cambiato e’ la potenza dichiarata, 10Kw per 50cc, la superficie di trasferimento e’ incrementata per permettere che lo scambio di calore con l’acqua sia più efficiente. Ottobre e’ vicino e finalmente potremmo sperare di assistere ad una vera rivoluzione energetica epocale.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Margherita Hack: &#8220;La fine del mondo non sarà nel 2012, ma forse nel 2036!&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 23:54:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[MISTERI]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[TEORIE]]></category>

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		<description><![CDATA[di Massimiliano Cordeddu. Intervista esclusiva all&#8217;astrofisica di fama mondiale Margherita Hack:&#8221; Nessuna Apocalisse per il 2012, ma un asteroide Near Earth potrebbe colpire la terra nel 2036. Il nome dell&#8217;asteroide deriva dal  Dio egiziano Apophis, che significa il &#8220;distruttore&#8221;. Tranquilli, però, esiste un pianeta abitabile dove è possibile rifugiarci, il quale ha le stesse caratteristiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <em>Massimiliano Cordeddu.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/09/Margherita_Hack-300x186.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10670" title="Margherita_Hack-300x186" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/09/Margherita_Hack-300x186-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Intervista esclusiva all&#8217;astrofisica di fama mondiale <strong>Margherita Hack</strong>:&#8221; <strong>Nessuna Apocalisse per il 2012, ma un asteroide <em>Near Earth</em> potrebbe colpire la terra nel 2036. Il nome dell&#8217;asteroide deriva dal  Dio egiziano Apophis, che significa il &#8220;distruttore&#8221;. </strong> <em>Tranquilli, però, esiste un pianeta abitabile dove è possibile rifugiarci, il quale ha le stesse caratteristiche della Terra, ma per raggiungerlo occorrono circa 2000 anni e un astronave!</em></p>
<p style="text-align: justify;">Cari lettori per il <em><strong>21 dicembre 2012 non è prevista alcuna Apocalisse</strong> e, se lo dice Margherita Hack, possiamo stare tutti tranquilli</em>, <strong>però&#8230;&#8230;..</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Un serio pericolo per il nostro pianeta ci sarà, ma tra circa <strong>25 anni.</strong> Un<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/09/asteroid-hits-earth1.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-10672" title="asteroid-hits-earth" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/09/asteroid-hits-earth1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> asteroide denominato<strong> 99942 Apophis</strong>, nome infausto di un Dio egizio, che significa il distruttore,<strong> intercetterà l&#8217; orbita della Terra nel 2036 e, se dovesse cadere sul nostro pianeta, l&#8217;impatto stimato potrebbe generare un&#8217;energia pari a circa 87o megatoni, ovvero 65.500 volte la bomba atomica di Hiroshima.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Prof.ssa Hack come si può evitare l&#8217;impatto con Apophis?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Gli esperti dell&#8217; Agenzia Spaziale Europea (ESA) sono già al lavoro da anni e stanno studiando il modo per deviare l&#8217;asteroide. L&#8217;innovativa missione Don Quijote dell&#8217;ESA, infatti, intende dimostrare che è possibile deflettere alcuni tipi di asteroidi, utilizzando la tecnica dell&#8217;impatto cinetico, ideale secondo la maggior parte dei ricercatori, per il caso in esame di Apophis&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci può illustrare gli altri studi per evitare l&#8217;impatto con Apophis?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Esistono diversi studi e certamente la soluzione più semplice è quella di deviare la traiettoria con una testata nucleare, ma gli asteroidi possono essere formati da materiale incoerente e, nel caso dell&#8217;utilizzo  di una bomba nel tentativo di neutralizzarli potrebbero invece essere  trasformati in uno sciame che colpirebbe ugualmente la Terra. Per ovviare a questo rischio si <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/09/gravity-tractor-180x140.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10673" title="gravity tractor--180x140" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/09/gravity-tractor-180x140-150x140.jpg" alt="" width="150" height="140" /></a>potrebbe costruire un <strong>&#8220;trattore gravitazionale</strong>&#8221; (descritto nei particolari in un articolo sulla rivista <a title="Nature" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nature">Nature)</a>,  consistente in una astronave teleguidata. la quale posizionandosi sul suolo di  Apophis e, tramite dei getti propulsori  potrebbe deviare la rotta dell&#8217;asteroide. Questa missione è stimata in circa 12 giorni, per un  costo complessivo di circa 300 milioni di dollari&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Esistono altri pianeti vicini con le stesse caratteristiche della terra?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Si esiste (ride) , ma a 20 anni luce dal nostro pianeta e impiegheremmo circa 2000 anni per raggiungerlo. Si chiama Gliese 581d. Bisognerebbe partire con una nave spaziale e, gli astronauti dovrebbero farsi ibernare fino al raggiungimento del pianeta&#8230;.ma qui non è più scienza, ma  fantascienza&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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