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	<title>il Democratico</title>
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	<description>Giornalismo di inchiesta libero e indipendente</description>
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		<title>Terremoto in Emilia: scosso il nord-est. Almeno 6 morti, oltre 50 feriti e crolli</title>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2012 08:29:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[dalla nostra redazione. Un forte sisma di grado 5.9 della scala Richter, ha colpito stanotte alle 4.04, il Nord-Est. Al momento, le vittime accertate sono quattro: una a Bondeno presso una capannone industriale, e 2 a Sant’Agostino, presso una fabbrica di ceramica. Queste prime tre vittime nel ferrarese. Una donna invece è morta per un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">dalla <em>nostra redazione.</em></p>
<div id="attachment_13557" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/05/crollo-in-emilia-santagostino.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-13557" title="crollo in emilia sant'agostino" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/05/crollo-in-emilia-santagostino-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Lo squarcio nel municipio di Sant&#39;Agostino</p></div>
<p style="text-align: justify;">Un forte sisma di grado 5.9 della scala Richter, ha colpito stanotte alle 4.04, il Nord-Est. Al momento, le vittime accertate sono quattro: una a Bondeno presso una capannone industriale, e 2 a Sant’Agostino, presso una fabbrica di ceramica. Queste prime tre vittime nel ferrarese. Una donna invece è morta per un malore nel bolognese. Durante il sisma sono rimaste ferite anche alcune persone, almeno una cinquantina. Le squadre di ricerca e soccorso sono al lavoro. Dalle prime verifiche effettuate, nelle zone colpite dell&#8217;Emilia Romagna si registrano crolli diffusi di edifici storico-monumentali e di abitazioni rurali e crolli parziali di edifici pubblici e privati.</p>
<p style="text-align: justify;">ll sisma è stato percepito in maniera più forte in Emilia e nel Veneto. Scossa avvertita anche a Milano e in altre zone della Lombardia.</p>
<p style="text-align: justify;">Franco Gabrielli, capo della Protezione civile, si sta recando in zona. E alle 9.30 è prevista una conferenza stampa a Ferrara per fare il punto sulla situazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio fonti della protezione civile hanno fatto sapere che si sta verificando il numero dei feriti, secondo la prima stima, assolutamente provvisoria, si tratta di una cinquantina di persone.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evento sismico è stato avvertito in gran parte del Nord Italia e in particolare dalla popolazione tra le province di Modena e Mantova. Secondo i dati registrati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’evento sismico si è verificato alle 04.04 con magnitudo 5,9 a una profondità di circa 6 km. L&#8217;epicentro è localizzato tra i comuni di Finale Emilia e San Felice sul Panaro in provincia di Modena, e Sermide in provincia di Mantova. Una nuova scossa di terremoto è stata avvertita dalla popolazione in provincia di Modena, con epicentro localizzato tra i comuni di Camposanto e Medolla e a Cavello. Sempre secondo i dati registrati dall&#8217;Ingv l’evento sismico è avvenuto alle 05.02 con magnitudo 4,9.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare i comuni più colpiti risultano al momento Finale-Emilia, Bondeno, Sant&#8217;Agostino, San Felice sul Panaro e Camposanto. Dati i danni agli edifici di culto, in numerosi comuni sono sospese le celebrazioni religiose per consentire le verifiche tecniche sugli edifici. Due ospedali a Mirandola e Finale-Emilia sono stati parzialmente evacuati a scopo precauzionale. Viabilità e trasporti. Non si registrano disagi su strade e autostrade, anche se sono in corso verifiche tecniche di valutazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda le linee ferroviare, Ferrovie dello Stato comunica che le tratte sospese in via precauzionale per poter effettuare controlli tecnici sono al momento Bologna-Padova tra Rovigo e Bologna e la Bologna-Verona tra Bologna e Poggio Rusco. Enac ed Enav non comunicano limitazioni al traffico aereo.</p>
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		<title>Attentato a Brindisi. Bombe davanti a scuola. Muore una 16enne, un&#8217;altra gravissima</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 11:05:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ITALIA]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[dalla nostra redazione. Attentato davanti all’Istituto professionale &#8216;Morvillo-Falcone&#8217; di Brindisi. Un ordigno con tre bombole di gas è esploso questa mattina alle 7.50, quando gli studenti stavano per entrare a scuola. Nell&#8217;attacco è morta la studentessa Melissa Bassi, 16 anni, originaria di Mesagne (BR). Altri studenti sono rimasti feriti. Cinque la ragazze ricoverate: la più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">dalla <em>nostra redazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/05/bomba-brindisi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-13550" title="bomba brindisi" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/05/bomba-brindisi-150x134.jpg" alt="" width="150" height="134" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Attentato davanti all’Istituto professionale &#8216;Morvillo-Falcone&#8217; di Brindisi. Un ordigno con tre bombole di gas è esploso questa mattina alle 7.50, quando gli studenti stavano per entrare a scuola. Nell&#8217;attacco è morta la studentessa Melissa Bassi, 16 anni, originaria di Mesagne (BR).</p>
<p style="text-align: justify;">Altri studenti sono rimasti feriti. Cinque la ragazze ricoverate: la più grave è una 15enne il cui corpo è stato devastato dalla deflagrazione nella zona toracica. In prognosi riservata e ricoverata in rianimazione, Veronica è già stata sottoposta a due interventi di chirurgia nell&#8217;ospedale &#8216;Perrino&#8217; di Brindisi. Ora è stata trasferita alla Pneumologica e Chirurgia Toracica di del &#8216;Vito Fazzi&#8217; di Lecce per salvarle la vita. Non è invece riservata la prognosi per la sorella ricoverata in Chirurgia Plastica al &#8216;Perrino&#8217;. E&#8217; in sala operatoria per essere sottoposta a un intervento per profonde ferite alle gambe. E&#8217; stata una delle due sorelle ad avvisare subito la famiglia che qualcosa di grave era accaduto, tacendo però le disperate condizioni della più piccola che i genitori hanno poi scoperto una volta giunti in ospedale.</p>
<p style="text-align: justify;">Obiettivo dell&#8217;attentato, dove sono stati trovati i resti di un timer, era la scuola che si trova non lontano dal Tribunale nel quartiere Sant&#8217;Angelo. L&#8217;ordigno artigianale era parzialmente occultato da un vicino cartellone pubblicitario. All&#8217;arrivo delle forze dell&#8217;ordine l&#8217;edificio scolastico, ora completamente transennato, è stato fatto sgomberare. In seguito all&#8217;esplosione anche le altre scuole del Comune Brindisi sono state fatte evacuare. Sul luogo dell&#8217;attentato sono arrivati il presidente della Regione Puglia Vendola e il ministro dell&#8217;Istruzione Profumo. A Brindisi si è recata anche il ministro dell&#8217;Interno Cancellieri.</p>
<p style="text-align: justify;">Un timer collegato a tre bombole di gas: un ordigno non semplicissimo da assemblare ma neanche poi così sofisticato. Su questi aspetti si sta concentrando l&#8217;analisi degli inquirenti chiamati a delineare la fisionomia degli attentatori di Brindisi. Un elemento importante è naturalmente considerato il congegno a tempo ritrovato sul luogo dell&#8217;attentato, &#8221;un timer e non un telecomando a distanza&#8221; precisano all&#8217;Adnkronos fonti investigative. Un timer che, viene rilevato, non sarebbe poi così difficile da realizzare, considerato che sul web, con una spesa di poche decine di euro, chiunque sia dotato di pochi rudimenti di elettronica può trovare sui siti specializzati tutti i componenti necessari a realizzare congegni adatti allo scopo da montare su pannelli o su contenitori appositi.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto alla matrice del gesto, le ipotesi si susseguono, tra quelle ritenute più plausibili fino alle eventualità meno probabili. Si è parlato fin da subito di un atto di terrorismo mafioso, anche se inedito per le sue modalità di attuazione sul territorio pugliese, che non a caso sarebbe stato realizzato nei giorni della commemorazione del ventennale della strage di Capaci. Ma non è detto che si tratti di un episodio di criminalità organizzata. &#8221;E&#8217; la prima volta che viene colpita una scuola&#8221;, è però l&#8217;analisi degli 007, probabilmente &#8221;un segnale che loro, i criminali, ci sono ancora&#8221;. Dal mondo dei giovani e dell&#8217;istruzione, si sottolinea infatti, &#8221;sono nati i veri, grandi movimenti di orgoglio e di lotta contro la passività delle generazioni precedenti&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;analisi degli inquirenti parte in ogni caso dall&#8217;esame dell&#8217;attuale situazione della criminalità pugliese, tra residui della &#8216;storica&#8217; Sacra Corona Unita e l&#8217;emergere sempre più prepotente di gruppi decisi a conquistare la supremazia e il controllo del territorio in tutta l&#8217;area salentina. A qualsiasi costo, con una predisposizione alla violenza che colpisce gli apparati di prevenzione, al punto che c&#8217;è chi parla apertamente di &#8216;far west&#8217; in continua evoluzione. In questo senso, il tragico salto di qualità compiuto con l&#8217;attentato di questa mattina si può inquadrare in uno scenario di contrapposizione sempre più cruenta tra sodalizi emergenti, spesso composti da capiclan giovanissimi quando non proprio formati da vere e proprie &#8216;baby gang&#8217; senza scrupoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Resta da capire se il livello criminale di questi gruppi si sia spinto al punto da ideare e mettere in atto un gesto eclatante come un attentato all&#8217;ingresso di una scuola. Si ragiona sull&#8217;ora dell&#8217;esplosione, le 7.50, e non si esclude l&#8217;eventualità di un malfunzionamento del timer che potrebbe aver fatto deflagrare l&#8217;ordigno in un&#8217;ora diversa da quella programmata. A meno di non voler considerare un&#8217;effettivo e intenzionale proposito stragista alla radice del gesto. Altre piste investigative sembrano decisamente meno plausibili, da un movente passionale all&#8217;ipotesi che vedeva nel gesto la &#8216;mano&#8217; degli anarchici greci. Ma nulla viene escluso, almeno allo stato delle indagini. E le prossime ore sono considerate decisive per indirizzare l&#8217;azione degli inquirenti in un senso o nell&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;">A Mesagne, la notte tra il 4 e 5 maggio era stata danneggiata da una bomba la macchina del presidente dell&#8217;associazione antiracket della cittadina in provincia di Brindisi. Il 9 era stata effettuata un&#8217;operazione della Polizia, sempre a Mesagne, che ha smantellato un&#8217;organizzazione mafiosa legata alla Sacra Corona Unita. L&#8217;operazione, denominata &#8216;Die Hard&#8217;, portò all&#8217;arresto di 16 persone per associazione mafiosa, estorsione e droga.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il sindaco di Brindisi Mimmo Consales, avvicinato dai giornalisti all&#8217;ospedale &#8216;Perrino&#8217; dove si era recato a far visita agli studenti feriti nell&#8217;attentato, &#8221;mettendo insieme alcuni fatti&#8221; sembra concreta l&#8217;ipotesi che dietro il delitto &#8221;ci possa essere la criminalità organizzata&#8221;. Nella città pugliese sono stati proclamati tre giorni di lutto cittadino (da domani a martedì, giorno dei funerali a Mesagne di Melissa.</p>
<p style="text-align: justify;">Di &#8220;un attentato con il quale è stato colpito il simbolo dell&#8217;innocenza&#8221;, ha parlato Franco Scoditti, sindaco di Mesagne, il paesino da dove proveniva la ragazza morta nell&#8217;attentato e quella che sta lottando tra la vita e la morte. &#8220;Erano appena scese dall&#8217;autobus che da Mesagne le aveva portate all&#8217;istituto Falcone. Era un gruppo di sei-sette ragazze che ogni mattina si recavano con il bus a scuola &#8211; racconta il primo cittadino -. Due di loro, una volta scese, si sono trovate vicino al cassonetto dove era stato sistemato l&#8217;ordigno. Una scena terribile&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">LA TESTIMONIANZA. &#8220;In trent&#8217;anni non si è mai verificato nulla di tanto terribile&#8221;, racconta uno dei collaboratori dell&#8217;Istituto Morvillo Falcone che al momento della deflagrazione, si trovava nella scuola per sistemare le aule. &#8220;Ho sentito un potente scoppio ma c&#8217;erano pochi ragazzi perché non era ancora orario di lezione &#8211; dice ancora -. La nostra è una scuola nella periferia della città, un istituto professionale molto tranquillo. Non credo ci possano essere collegamenti con la Carovana della legalità organizzata oggi in città: noi stiamo nell&#8217;estrema periferia. Un fatto davvero inspiegabile&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Vita illustrata, Fernando Mascioli espone in Casa d&#8217;Annunzio</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 17:36:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[dalla nostra redazione. Sarà inaugurata sabato 19 maggio 2012 alle ore 17,30 presso la Casa Natale Gabriele d’Annunzio di Pescara (corso Manthonè 116) la mostra personale dell’illustratore Fernando Mascioli, dal titolo Vita illustrata, a cura del critico d’arte Chiara Strozzieri. Interverrà alla cerimonia di apertura Lucia Arbace, Soprintendente BSAE dell’Abruzzo; l’esposizione sarà visitabile eccezionalmente fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dalla <em>nostra redazione. </em></p>
<p style="text-align: justify;">Sarà inaugurata sabato 19 maggio 2012 alle ore 17,30 presso la Casa Natale Gabriele d’Annunzio di Pescara (corso Manthonè 116) la mostra personale dell’illustratore Fernando Mascioli, dal titolo Vita illustrata, a cura del critico d’arte Chiara Strozzieri. Interverrà alla cerimonia di apertura Lucia Arbace, Soprintendente BSAE dell’Abruzzo; l’esposizione sarà visitabile eccezionalmente fino alle 2,00 di notte, con ultimo ingresso alle ore 1,30, in occasione della notte dei musei. La mostra ripercorre l’intensa carriera di un grande dell’illustrazione italiana, passato dalla lunga collaborazione con il settimanale Gioia, alla realizzazione negli anni ’80 di copertine per libri Mondadori. Un’interessantissima sezione è dedicata alle varie fasi di realizzazione delle tavole illustrate, con particolare attenzione alla risoluzione di problematiche riscontrate in corso d’opera. La mostra, che resterà aperta fino al 10 giugno 2012, tutti i giorni dalle 9,00 alle 14,00, si chiude con una panoramica di lavori extraeditoriali, dalle caricature di grandi sportivi alla ritrattistica di animali, fino alle illustrazioni sull’automobilistica.</p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/05/Invito-Mascioli-sì.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-13545" title="Invito Mascioli sì" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/05/Invito-Mascioli-sì-300x141.jpg" alt="" width="300" height="141" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Alle ore 22.00 &#8211; invece -  la Casa Museo D&#8217;Annunzio, nell&#8217;ambito della manifestazione Notte dei Musei, presenta una pellicola ideata e diretta dall&#8217;artista  Valeria Pizzone, già autrice di altri due corti Derry Down Derry e La Bella Addormentata. Protagonisti sono: Silvano Trotta ( Andrea Sperelli ), ritratto di un dandy libertino dalla doppia personalità; Lucrezia Ioverno ( Maria Ferres ), donna colta e affascinante dedita alla famiglia e alla figlia Delfina. A contrapporsi a questo menage familiare una donna cinica, sensuale e passionale Elena Muti.</p>
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		<title>Padanopoli/ Bossi &#8220;sapeva&#8221;: è indagato per truffa</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 14:34:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ITALIA]]></category>

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		<description><![CDATA[dalla nostra redazione. Maroni: &#8220;Sono certo della sua buona fede&#8221; I magistrati milanesi che conducono l&#8217;inchiesta sui conti della Lega hanno indagato Umberto Bossi. Secondo gli inquirenti, il Senatur, come legale rappresentante del partito, risponde di truffa ai danni dello Stato in concorso con l&#8217;ex tesoriere Francesco Belsito per la presunta gestione illecita fatta dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dalla <em>nostra redazione.</em></p>
<h2>Maroni: &#8220;Sono certo della sua buona fede&#8221;</h2>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/01/umberto_bossi_180_02.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5928" title="umberto_bossi_180_02" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/01/umberto_bossi_180_02-150x135.jpg" alt="" width="150" height="135" /></a>I magistrati milanesi che conducono l&#8217;inchiesta sui conti della Lega hanno indagato Umberto Bossi. Secondo gli inquirenti, il Senatur, come legale rappresentante del partito, risponde di truffa ai danni dello Stato in concorso con l&#8217;ex tesoriere Francesco Belsito per la presunta gestione illecita fatta dei rimborsi elettorali pari a 18 mln arrivati al Carroccio nel 2011.</p>
<p style="text-align: justify;">A determinare la decisione degli inquirenti sono state anche le dichiarazioni di Nadia Dagrada, dirigente amministrativo della Lega, la quale a verbale ha dichiarato che Umberto Bossi era la persona che firmava i bilanci e i rendiconti della Lega.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli inquirenti milanesi sono convinti che il Senatur era consapevole delle uscite di cassa a favore dei figli Riccardo e Renzo. Per i magistrati, infatti, ci sono elementi che portano alla consapevolezza della gestione dei soldi del partito da parte di Bossi. Per di più a parlarne sono stati sia Belsito sia Dagrada.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, in una lettera di richiesta fondi a Belsito Riccardo Bossi scrive: &#8221;Ne ho parlato oggi con papà&#8221;. L&#8217;appunto, che emerge dagli atti dell&#8217;inchiesta, è stato trovato nella cassaforte che l&#8217;ex tesoriere padano aveva a Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">Sotto inchiesta, oltre al Senatur, anche i figli, Riccardo e Renzo Bossi, e Piergiorgio Stiffoni. A Renzo non è stato consegnato l&#8217;avviso di garanzia perché si trova in vacanza in Marocco.</p>
<p style="text-align: justify;">Riccardo e Renzo, indagati in concorso con Belsito, rispondono di appropriazione indebita. Ai figli di Bossi, inoltre, gli inquirenti contestano l&#8217;aggravante di rilevante entità facendo riferimento all&#8217;ammontare delle somme che, secondo i magistrati, sarebbero state distratte dalla contabilità del partito.</p>
<p style="text-align: justify;">Dall&#8217;inchiesta emerge anche un pagamento di circa 5 mila euro al mese, più le spese, per Riccardo e Renzo. Secondo i risultati delle analisi dei rendiconti che vanno dal 2008 al 2011 all&#8217;esame dei consulenti tecnici della Procura, i due figli di Bossi avrebbero beneficiato di una paghetta personale che fuoriusciva dalle casse del partito.</p>
<p style="text-align: justify;">Stiffoni risponde di peculato in relazione all&#8217;uso dei fondi del Carroccio. La sua posizione sarà trasmessa per competenza alla Procura di Roma. In particolare il senatore è accusato di avere distratto per uso personale i fondi ricevuti del gruppo parlamentare.</p>
<p style="text-align: justify;">Stando a quanto si apprende, contro Stiffoni non ci sarebbero soltanto documenti ma anche le parole di Federico Bricolo. Il capogruppo al Senato della Lega, nelle settimane scorse, avrebbe dichiarato agli inquirenti che i conti del gruppo parlamentare &#8216;non tornavano&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;">Sotto inchiesta c&#8217;è anche l&#8217;imprenditore Paolo Scala, già indagato per appropriazione indebita, oggi iscritto per l&#8217;accusa di riciclaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Le posizioni di Rosi Mauro e della moglie di Umberto Bossi, Emanuela Marrone, entrambe non indagate, sono ora al vaglio degli inquirenti milanesi. In particolare i magistrati cercano di fare luce sulle &#8216;uscite&#8217; effettuate a favore del Sinpa e della scuola Bosina. In una telefonata intercettata, gli interlocutori fanno riferimento ad una somma di 300mila euro &#8216;parcheggiata&#8217; in contanti per la scuola.</p>
<p style="text-align: justify;">Umberto Bossi si trovava questa mattina nella sede del Carroccio in via Bellerio. Era presente anche l&#8217;europarlamentare Matteo Salvini che, commentando la notizia dell&#8217;indagine, ha sottolineato come il Senatur &#8221;tutto abbia fatto fuorché arricchirsi e questo lo sa bene chi conosce Bossi e ne conosce lo stile&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il fatto che a quattro giorni dai ballottaggi si continui a buttar fango sulla Lega mentre l&#8217;economia crolla, lo spread schizza e i mercati affondano, bè fa inevitabilmente venire qualche dubbio&#8221;, ha detto Salvini all&#8217;Adnkronos. &#8220;Chi ha sbagliato in Lega ha già pagato&#8221;, ha aggiunto.</p>
<p style="text-align: justify;">A prendere nettamente le difese del Senatur è anche Roberto Maroni: &#8220;Conosco Bossi da una vita e sono ultra certo della sua totale buona fede. Sono molto rattristato per lui. L&#8217;ho sentito oggi ed era molto giù&#8221;. Comunque, spiega l&#8217;ex ministro dell&#8217;Interno a un comizio a Senago (Mi), &#8220;mi pare di capire che sia indagato per aver firmato il bilancio o il rendiconto e quindi si è fidato di ciò che gli sottoponeva qualcun altro per la firma&#8221;. &#8220;Questo è quello che ho capito &#8211; ha spiegato Maroni &#8211; e se è così è un atto dovuto. E&#8217; la conseguenza di tutto quello che è successo negli ultimi tempi, degli accertamenti che sono stati fatti. In ogni caso confidiamo nell&#8217;azione della magistratura perché tutto si svolga in tempi rapidi e accerti le responsabilità. Però nel suo caso, e non parlo degli altri, mi pare di poter dire che sia una responsabilità che deriva da un atto formale, da una firma messa sotto ad un documento&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il sindaco di Verona, Flavio Tosi, Bossi ha &#8221;firmato in assoluta buona fede i documenti che gli sono stati sottoposti da Belsito&#8221; e la responsabilità di tutti quegli episodi è invece &#8221;da ascriversi non a lui personalmente ma a chi gli stava vicino e si è approfittato di lui&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Giuseppe Leoni, cofondatore del Carroccio, osserva come l&#8217;avviso di garanzia a Umberto Bossi sia &#8220;un atto dovuto, viste le indagini delle ultime settimane&#8221;. &#8221;Ho visto l&#8217;Umberto sabato scorso, se lo aspettava &#8211; aggiunge -, erano queste le voci che giravano, ma era sereno, per niente preoccupato&#8221;.</p>
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		<title>Pescarart 2012: l’arte attuale in Abruzzo</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 14:04:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti con l'Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[di Raffaella Cordisco. Pescarart 2012 sarà in programma dal 19 maggio all’11 giugno presso il Museo d’Arte Moderna Vittoria Colonna. Inaugurazione sabato 19 maggio ore 17.30. La biennale, giunta alla IV Edizione e promossa dall’Associazione culturale Pae-Pescara Art Evolution, ha come scopo la promozione dell’arte contemporanea per rappresentare il meglio delle tendenze artistiche in Abruzzo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di <em>Raffaella Cordisco.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/05/Pescarart-2012.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13536" title="Pescarart 2012" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/05/Pescarart-2012-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>Pescarart 2012 sarà in programma dal 19 maggio all’11 giugno presso il Museo d’Arte Moderna Vittoria Colonna. Inaugurazione sabato 19 maggio ore 17.30. La biennale, giunta alla IV Edizione e promossa dall’Associazione culturale Pae-Pescara Art Evolution, ha come scopo la promozione dell’arte contemporanea per rappresentare il meglio delle tendenze artistiche in Abruzzo. L’evento questa’anno coinciderà con la Notte europea dei Musei, pertanto l’apertura della mostra sarà garantita straordinariamente fino alle 23:30 di sabato sera.</p>
<p style="text-align: justify;">L’edizione del 2012 ha affidato la cura della mostra al poeta, narratore, teorico d’arte e pittore emiliano Gian Ruggero Manzoni che nella presentazione in catalogo invoca al Genius loci, poiché ogni luogo manifesta la propria anima per lasciare un segno spirituale. La manifestazione propone diversi percorsi. Si apre con la sezione storica per rendere omaggio all’artista Elio Di Blasio scomparso nel 2004, ripercorrendo gli aspetti più significativi tra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento che hanno visto Di Blasio protagonista di prestigiose retrospettive nazionali, alcune delle quali spinte verso il successo e la notorietà tra il pubblico e la critica. Una successiva sezione è dedicata ai grandi maestri noti anche oltre i confini nazionali, tra cui Matteo Basilè, Giulia Napoleone, Ettore Spalleti e Claudio Verna. Cinquantaquattro è invece il numero degli artisti selezionati tra i più rappresentativi del panorama artistico abruzzese, presentati nella sezione arte attuale in Abruzzo. L’ultima sezione è interamente dedicata alle giovani proposte, una ventina di artisti emergenti operanti nell’ambito della pittura, della fotografia e della scultura. L’appuntamento è per sabato 19 maggio alle ore 17.30, per la conferenza stampa, il saluto delle autorità civili e dei curatori della mostra presso la sala conferenze del Museo d’Arte Moderna Vittoria Colonna. Modera Alessandra Angelucci. La mostra sarà aperta al pubblico tutti i giorni, escluso il sabato e la domenica, dalle ore 09:30 alle 12:30, il martedì e il giovedì anche di pomeriggio dalle ore 15:00 alle 17:30. Catalogo edito da Palladino &amp; C., testi a cura di Gian Ruggero Manzoni, Raffaella Cordisco, Marta Ciaramella, Roberta D’Intinosante.</p>
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		<title>Saremar/ La giunta regionale sarda e la sua flotta navigano a vista</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 23:09:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ITALIA]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[di Massimiliano Cordeddu. Approvato dalla commissione trasporti del Consiglio regionale della Sardegna l’articolo 7 del disegno di legge che istituisce la Flotta Sarda S.p.a. La procura della Repubblica di Tempio apre un’inchiesta sui bandi di gara dei traghetti tra Palau e La Maddalena. Intervista esclusiva a Giancarlo Mameli, ex segretario particolare dell’assessore regionale ai trasporti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di <em>Massimiliano Cordeddu.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Approvato dalla commissione trasporti del Consiglio regionale della Sardegna l’articolo 7 del disegno di legge che istituisce la Flotta Sarda S.p.a. La procura della Repubblica di Tempio apre un’inchiesta sui bandi di gara dei traghetti tra Palau e La Maddalena. Intervista esclusiva a Giancarlo Mameli, ex segretario particolare dell’assessore regionale ai trasporti Christian Solinas.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/05/bastimento_ro_pax_scintu.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-13490" title="bastimento_ro_pax_scintu" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/05/bastimento_ro_pax_scintu-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La Flotta Sarda, nonostante le indagini della Corte dei Conti e le procedure aperte dall’Antitrust europeo e da quello italiano, continua a navigare a vista, alimentando la propaganda dei comunicatori del nostro amato paladino dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giganti_di_monte_Prama" target="_blank">giganti di Monte Prama</a> <strong>Ugo Cappellacci.</strong> La commissione trasporti del consiglio regionale, infatti, senza aver valutato i dati disaggregati del conto economico dell’esperimento rappresentato dai bastimenti <strong>Scintu e Dimonios</strong>, hanno deciso di approvare, a <strong>&#8220;scatola chiusa&#8221;</strong>,  l’articolo 7 della legge che istituisce la Flotta Sarda S.p.a. Il disegno di legge, dunque, ora procederà il suo iter in Consiglio, sede nel quale verrà discusso , modificato ed eventualmente trasformato in norma. Se da un parte, dunque,  l’Europa e il governo nazionale impongono la privatizzazione della Tirrenia e della  Saremar, dall’altra, invece,  la regione Sardegna in antitesi si appresta invece a varare un nuovo “carrozzone pubblico” a spese dei contribuenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/05/braccio_di_ferro_regione_sardegna_cin.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-13491" title="braccio_di_ferro_regione_sardegna_cin" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/05/braccio_di_ferro_regione_sardegna_cin-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L’anno scorso Cappellacci &amp; C. lamentavano l’impossibilità di entrare in CIN con una quota tale da consentire di salvaguardare il diritto alla continuità territoriale dei sardi. Bene, a gennaio di quest’anno la richiesta della Regione Sardegna è stata esaudita, in quanto gli fu offerta in un piatto d&#8217;argento, la possibilità di ottenere quel ruolo da protagonista all&#8217; interno del Cda CIN. L&#8217; invito arrivò attraverso la mediazione del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà. Il Governo, infatti, aveva offerto alla regione Sardegna di entrare in CIN con una quota azionaria di rilievo pari al 33% , istituendo anche  un garante ad hoc nominato dalla stessa, con il compito di vigilare sui vincoli della continuità territoriale. Non era questo, forse, il ruolo che chiedevano a gran voce tramite l&#8217; Istituto Luce i membri della giunta regionale sarda , quando lo scorso anno mettendosi di traverso per contrastare la vendita Tirrenia a CIN, contrapposero la fantomatica Flotta Sarda ? Non si capisce allora il perché, il presidente Cappellacci abbia rifiutato questa allettante proposta, anteponendo il suo orgoglio personale a discapito degli interessi dei sardi. A tal proposito ildemocratico ha intervistato <strong>Giancarlo Mameli,</strong> ex segretario particolare dell’assessore ai trasporti della regione Sardegna Christian Solinas.<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/05/giancarlo-Mameli.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-13495" title="giancarlo Mameli" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/05/giancarlo-Mameli-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Sig. Mameli </strong>(nella foto)<strong> l&#8217; assessore Solinas afferma di averla rimossa dal suo incarico, tale affermazione corrisponde al vero?</strong><em> Io non sono stato rimosso dall’incarico, ma bensì mi sono dimesso volontariamente in seguito al venir meno del rapporto fiduciario che intercorreva con l’assessore Solinas. Sinceramente non capisco perché Solinas abbia dichiarato di avermi rimosso. Posso solamente dire che non corrisponde al vero e tale comunicazione in cui mi si notificava la rimozione non mi è mai pervenuta,  mentre è agli atti del protocollo dell’assessorato la mia formale  e irrevocabile lettera di dimissioni.</em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando è venuta meno questa fiducia?</strong><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Tutto ha inizio quando lo scorso gennaio ricevetti più volte la richiesta informale da parte di C.I.N. di poter organizzare un incontro istituzionale con l&#8217;Ass.re dei Trasporti. Tali richieste, sono sempre state riferite verbalmente all&#8217;Ass.re Solinas, il quale ha sempre declinato ogni invito alla possibilità di conoscere i termini della proposta che C.I.N. intendeva formulare all&#8217;Istituzione Regionale.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché l’assessore non ha voluto incontrare gli armatori?<br />
</strong>Non so perché l&#8217; assessore si rifiutasse d&#8217; incontrare gli armatori. Per questo motivo, assumendomene in toto la responsabilità, ho deciso di mia iniziativa d&#8217; incontrare i rappresentanti di C.I.N. dandone immediatamente comunicazione all&#8217;Assessore e fornendo in modo dettagliato le informazioni sulle proposte presentate, che ritenevo meritorie di un approfondimento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/05/christiansolinas.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-13496" title="christiansolinas" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/05/christiansolinas-130x150.jpg" alt="" width="130" height="150" /></a>Immagino che l’assessore non l’abbia presa bene?</strong><em> Infatti in seguito alla sua pregiudiziale chiusura e all’ irrevocabile posizione contraria dell&#8217;Assessore alla possibilità di partecipare a C.I.N. attraverso Saremar, decidevo di mia iniziativa di rassegnare le dimissioni dall&#8217;incarico lo scorso 17 febbraio. Non corrisponde al vero, perciò, che ci sia stata alcuna comunicazione relativa alla richiesta di un allontanamento “senza indugio” dall’incarico che ricoprivo. Resta il fatto che per temi di tale rilevanza, è necessario conoscere bene la storia degli eventi, e alle volte la giovane età non giova in tal senso.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em><strong>Si sente intimorito dagli stracci che volano? </strong><em>Certamente no, perché gli stracci del mio ufficio sono puliti!</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">IL CASO DELLA SETTIMANA</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Procura della Repubblica di Tempio ha aperto un’inchiesta penale sui bandi di gara per i collegamenti notturni onerati tra Palau e La Maddalena</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_13497" class="wp-caption alignleft" style="width: 133px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/05/Sostituto-procuratore-Roberta-Guido.jpg"><img class="size-full wp-image-13497" title="Sostituto procuratore Roberta Guido" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/05/Sostituto-procuratore-Roberta-Guido.jpg" alt="" width="123" height="100" /></a><p class="wp-caption-text">Procuratore Roberta Guido</p></div>
<p style="text-align: justify;">E’ notizia di questi giorni, infatti, che il sostituto procuratore della Repubblica di Tempio <strong>Roberta Guido</strong>, abbia avviato un’indagine penale per verificare l’esistenza d’irregolarità da parte della regione nelle gare notturne e diurne , assegnate alla Delcomar di Franco Del Giudice. La Procura della Repubblica di Tempio ipotizza che l’esclusione dell’Enermar dalla gara sia viziata da numerose irregolarità amministrative, volte ad assegnare le corse onerate notturne per la tratta La Maddalena-Palau,  alla concorrente Delcomar.  Il TAR della Sardegna, a cui l’ Enermar si era rivolta per essere riammessa alla gara notturna, lo scorso febbraio ha sentenziato che i motivi dell’esclusione dalla gara erano illegittimi e ne ordinavano  l’immediata riammissione.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_13498" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/05/Franco-Del-Giudice-Patron-Delcomar.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-13498" title="Franco Del Giudice Patron Delcomar" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/05/Franco-Del-Giudice-Patron-Delcomar-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Franco Del Giudice</p></div>
<p style="text-align: justify;">Lo scorso 16 novembre il patron della Delcomar Franco del Giudice è stato arrestato e successivamente rilasciato, per  associazione a delinquere finalizzata all’emissione ed utilizzo di  fatture per operazioni inesistenti e presentazione di dichiarazioni  fraudolente ai fini fiscali. Il meccanismo utilizzato dall’armatore per  eludere il fisco era semplice; aveva creato delle associazioni sportive e  delle Onlus, utilizzandole per emettere un giro di fatture false al  fine di creare costi fittizi e abbattere l’imponibile fiscale, riuscendo  ad eludere al fisco circa 3 milioni di euro. L&#8217; armatore Maddalenino negli ultimi anni ha incassato svariati milioni di euro dalla regione Sardegna, grazie ai finanziamenti pubblici per le corse in regime di proroga. <strong>I magistrati della Procura di Cagliari, inoltre,  stanno indagando sulle modalità dei pagamenti effettuati dall&#8217; assessorato dei trasporti alla Delcomar, relativi agli anni che vanno dal 2007 al 2009 per i collegamenti marittimi onerati con le Isole minori, in cui venivano erogate le somme di competenza per gli oneri di servizio pubblico, senza presentare alcuna fattura o documento di carattere fiscale, ma un semplice estratto del libro di bordo vidimato dalle Capitanerie di Porto. Resta da chiarire quindi se questa prassi illegittima in uso fino al 2010, possa aver favorito l&#8217;elusione dell&#8217; IVA da parte della Delcomar, stimata in quasi due milioni di euro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/05/nave_fantasma.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-13499" title="nave_fantasma" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/05/nave_fantasma-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Lo scorso aprile, in ultimo, è stato presentato alla Procura della Repubblica di Cagliari, un esposto denuncia della Moby (gruppo che controlla Enermar), nel quale si ravvisano gli estremi dell’abuso d’ufficio da parte di un funzionario dell’assessorato ai trasporti. In base alla denuncia, sarebbero state elargite alla Delcomar di Franco Del Giudice, somme non dovute a titolo di rimborso al fine di compensare l’aumento del prezzo del bunker e “in assenza di una qualunque giustificazione contrattuale”. Sempre stando all’esposto, la Delcomar avrebbe beneficiato di differenze maggioritarie di miglia nautiche non dovute per l’esercizio delle tratte. La somma elargita indebitamente alla Delcomar dall&#8217; assessorato ai trasporti , con evidente danno dell&#8217;erario pubblico, si aggira intorno agli 800 mila euro.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>All’Aja si apre il processo a Mladic, alla sbarra il boia di Srebrenica</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 08:08:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[dalla nostra redazione. A 17 anni dalla fine della guerra di Bosnia (1992-1995), si apre oggi all&#8217;Aja il processo contro uno dei suoi più sanguinari protagonisti, l&#8217;ex comandante delle forze militari serbo-bosniache (Vrs), Ratko Mladic. Considerato responsabile di decine di migliaia di morti, Mladic è accusato di aver ordinato l&#8217;assedio di Sarajevo e il massacro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">dalla<em> nostra redazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/07/mladic_aja_fermo-400x300.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9682" title="mladic_aja_fermo--400x300" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/07/mladic_aja_fermo-400x300-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>A 17 anni dalla fine della guerra di Bosnia (1992-1995), si apre oggi all&#8217;Aja il processo contro uno dei suoi più sanguinari protagonisti, l&#8217;ex comandante delle forze militari serbo-bosniache (Vrs), Ratko Mladic. Considerato responsabile di decine di migliaia di morti, Mladic è accusato di aver ordinato l&#8217;assedio di Sarajevo e il massacro di Srebrenica. Con il processo, il tribunale internazionale per i crimini di guerra nell&#8217;ex Jugoslavia vuole rendere giustizia alle vittime ma anche cercare di capire meglio il legame fra le autorità di Belgrado e le politiche di pulizia etnica portate avanti dai serbi bosniaci.</p>
<p style="text-align: justify;">Il processo diretto dal giudice Alphons Orie è stato diviso in diversi segmenti. Il primo, destinato a durare fino a metà luglio, si occuperà dell&#8217;insieme dei crimini di guerra contestati. La corte affronterà poi separatamente i diversi capitoli: la campagna di terrore avviata nel 1992 per cacciare musulmani e croati dalle zone serbe, con episodi di genocidio in diverse località; i bombardamenti e l&#8217;azione dei cecchini durante l&#8217;assedio di Sarajevo, che causarono oltre 11mila morti, e infine il massacro di 8mila uomini e ragazzi musulmani a Srebrenica.</p>
<p style="text-align: justify;">Latitante per 16 anni, Mladic è stato arrestato nel maggio dell&#8217;anno scorso in Serbia. Invecchiato e malato, il 69 enne boia di Srebrenica ha insistito di non essere in grado di reggere il processo, lasciando intendere di rischiare di non arrivare vivo fino alla sua fine, come accadde per l&#8217;ex presidente serbo Slobodan Milosevic, morto d&#8217;infarto prima della conclusione del procedimento a suo carico. Una perizia medica ha tuttavia dichiarato che Mladic e&#8217; perfettamente in grado di seguire il processo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il giudizio contro Mladic si svolgerà in parallelo con quello in corso contro Radovan Karadzic, il leader politico dei serbi di Bosnia. E si avvarrà delle condanne già comminate con tre ufficiali ai suoi ordini, Radislav Krstic, Vujadin Popovic e Ljubisa Beara. Molte delle 400 testimonianze di questi processi potranno essere riutilizzate contro Mladic, che si dice invece innocente di quelle che definisce &#8220;mostruose accuse&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma intanto la Corte Internazionale di Giustizia ha già stabilito nel 2007 che a Srebrenica vi fu un genocidio</p>
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		<title>Grecia caos,voto a giugno. Fmi: Uscita è un&#8217;opzione</title>
		<link>http://ildemocratico.com/2012/05/15/grecia-caosvoto-a-giugno-fmi-uscita-e-unopzione/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 21:53:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ildemocratico.com/?p=13481</guid>
		<description><![CDATA[di Martino Cristiano. &#8221;Arroganza&#8221; e &#8221;intransigenza&#8221;: questi i due ingredienti principali alla base dell&#8217;atteso fallimento della classe politica greca che neanche davanti alla prospettiva della catastrofe finanziaria del Paese e&#8217; riuscita a mettere da parte i propri interessi e a concordare la formazione di un governo tecnico di transizione. Fallimento che porta diritti alla convocazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di <em>Martino Cristiano.</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_13482" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/05/grecia-papoulias.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-13482" title="Parties meet with Greek President" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/05/grecia-papoulias-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Il presidente greco Papoulias</p></div>
<p style="text-align: justify;">&#8221;Arroganza&#8221; e &#8221;intransigenza&#8221;: questi i due ingredienti principali alla base dell&#8217;atteso fallimento della classe politica greca che neanche davanti alla prospettiva della catastrofe finanziaria del Paese e&#8217; riuscita a mettere da parte i propri interessi e a concordare la formazione di un governo tecnico di transizione. Fallimento che porta diritti alla convocazione di nuove elezioni tra il 10 e il 17 giugno. E che oggi ha causato subito il crollo della Borsa di Atene, precipitata a un -4% dopo l&#8217;annuncio della fallita riunione, e perdite secche di oltre l&#8217;8% per le banche. Mentre il direttore generale del Fmi Christine Lagarde ha detto ad alta voce quello che tutti ormai pensano: un&#8217;uscita, sebbene &#8221;ordinata&#8221;, della Grecia dall&#8217;euro &#8221;fa parte delle opzioni che siamo obbligati a considerare tecnicamente&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Comunque, secondo osservatori locali, anche le prossime consultazioni produrranno una frammentazione parlamentare analoga a quella registratasi dopo la chiusura dei seggi lo scorso 6 maggio. E quindi, inevitabilmente, si creera&#8217; di nuovo una situazione di caos e ingovernabilita&#8217;. A nulla e&#8217; servita oggi la convocazione in extremis, da parte del capo dello Stato, Karolos Papoulias, di una riunione con i leader dei partiti tesa a raggiungere un accordo su un esecutivo composto da &#8220;personalita&#8217; non politiche&#8221;. Dopo quasi un&#8217;ora e mezzo, Fotis Kouvelis, il leader di Sinistra Democratica che e&#8217; stato il primo ad uscire, ha detto ai giornalisti in attesa che &#8220;alcuni partiti hanno voluto che la Grecia tornasse a votare&#8221; ed ha ricordato che la sua proposta di un governo a larga maggioranza non e&#8217; stata accettata.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Purtroppo &#8211; ha detto da parte sua il leader socialista Evangelos Venizelos &#8211; la Grecia sta andando verso nuove elezioni in circostanze estremamente sfavorevoli perche&#8217; alcuni capi di partito hanno messo a sangue freddo i propri temporanei interessi politici e quelli dei loro schieramenti al di sopra degli interessi della nazione&#8221;. In particolare Venizelos ha addebitato ad Alexis Tsipras, leader della Coalizione delle Sinistre (Syriza, radicale), e a Kouvelis il mancato accordo per la formazione del governo. Dal canto suo, Antonis Samaras, leader di Nea Democratia (centro-destra), ha puntato il dito contro &#8220;individui che forniscono argomenti ai nemici della Grecia per parlare contro il nostro Paese&#8221;. Le sue parole erano chiaramente rivolte sia a Tsipras sia al leader dei Greci Indipendenti, Panos Kammenos, che &#8211; secondo Samaras &#8211; avrebbero fatto fallire l&#8217;ultimo tentativo di dare al Paese un governo tecnico ed evitare un nuovo ricorso alle urne che rischia di portare la Grecia fuori dall&#8217;euro. &#8221;Nuove elezioni sono adesso inevitabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci siamo scontrati con un muro di arroganza ed intransigenza&#8221;, si e&#8217; lamentato Samaras, il quale ha rivolto un appello a tutti i greci dicendo &#8220;ho ricevuto il vostro messaggio. Venite con noi e restiamo uniti per formare insieme un fronte comune di reazione&#8221; di centro destra. Osservatori politici hanno notato che Samaras, nel suo discorso, ha pronunciato per ben tre volte la parola &#8220;uniti&#8221;. Dal canto suo, Kammenos ha addossato la responsabilita&#8217; del fallimento dei colloqui a Nea Dimocratia e al Pasok (entrambi a favore di un governo di austerita&#8217; filoeuropeo e pro-Memorandum) affermando che &#8220;altri partiti hanno scelto i nostri creditori piuttosto che una soluzione per il bene del Paese&#8221;. Sulla stessa linea Tsipras, il quale ha affermato che Nea Dimocratia e Pasok avevano chiesto l&#8217;appoggio del suo partito &#8220;lasciando cosi&#8217; il Paese senza speranze&#8221;, ma che ora e&#8217; arrivato il momento &#8220;di fare un passo decisivo per formare un governo di sinistra che avra&#8217; il potere affidatogli dal popolo per consegnare i partiti del passato all&#8217;armadio della Storia&#8221;. Per domani alle 13, intanto, e&#8217; stata fissata una riunione al palazzo presidenziale, che sara&#8217; presieduta dal capo dello Stato, per decidere la formazione di un governo ad interim che porti la Grecia alle prossime drammatiche elezioni.</p>
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		<title>Lascia il sottosegretario Zoppini: &#8220;Ho ricevuto avviso di garanzia&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 21:49:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[dalla nostra redazione. Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Zoppini si e&#8217; dimesso dal suo incarico di governo, cosi&#8217; motivando la sua decisione: &#8220;Sono stato raggiunto da una informazione di garanzia con riguardo a vicende delle quali mi sono occupato professionalmente alcuni anni fa. Ho piena fiducia nell&#8217;operato della Magistratura e ritengo di potere chiarire ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">dalla <em>nostra redazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/05/zoppini.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-13479" title="SOTTOSEGRETARIO ZOPPINI INDAGATO PER FRODE FISCALE" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2012/05/zoppini-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Zoppini si e&#8217; dimesso dal suo incarico di governo, cosi&#8217; motivando la sua decisione: &#8220;Sono stato raggiunto da una informazione di garanzia con riguardo a vicende delle quali mi sono occupato professionalmente alcuni anni fa. Ho piena fiducia nell&#8217;operato della Magistratura e ritengo di potere chiarire ogni aspetto che mi riguarda&#8221;. &#8221;Ritengo però -sottolinea Zoppini- che la situazione che si è creata sia oggettivamente incompatibile con la funzione di sottosegretario al Ministero della Giustizia. Per non pregiudicare, quindi, l&#8217;azione del Governo e del Ministro della Giustizia, che ringrazio per la fiducia che mi hanno voluto accordare, ritengo necessario rassegnare le mie dimissioni&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">- L&#8217;indagine sarebbe svolta dalla procura della Repubblica di Verbania per presunti reati fiscali, nell&#8217;ambito di una consulenza effettuata negli anni scorsi da Zoppini.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8221;Esprimo la piena fiducia e il mio profondo apprezzamento per il proficuo lavoro svolto dal prof. Andrea Zoppini in questi mesi di impegno in qualità di sottosegretario&#8221;, scrive in una nota il ministro della Giustizia, Paola Severino, commentando le dimissioni di Zoppini. &#8220;Ho accolto con dispiacere le sue dimissioni che, nonostante le mie insistenze, il prof. Zoppini ha ritenuto di dover confermare. Comprendo la sua esigenza di poter così far valere pienamente le proprie ragioni nella sede appropriata&#8221;. Così il ministro della Giustizia Paola Severino a sottosegretario alla Giustizia.</p>
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		<title>Nuove Br/ Oggi a Milano il processo d&#8217;appello bis</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 08:12:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ITALIA]]></category>

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		<description><![CDATA[dalla nostra redazione. Si torna in aula dopo che, a febbraio, la Cassazione ha annullato con rinvio le condanne inflitte il 24 giugno 2010 a 12 imputati accusati di aderire alle nuove Brigate Rosse. Tra gli obiettivi del gruppo c&#8217;erano il giuslavorista Pietro Ichino, la casa &#8216;storica&#8217; di Berlusconi in via Rovani a Milano, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dalla <em>nostra redazione.</em></p>
<h2 style="text-align: justify;">Si torna in aula dopo che, a febbraio, la Cassazione ha annullato con rinvio le condanne inflitte il 24 giugno 2010 a 12 imputati accusati di aderire alle nuove Brigate Rosse. Tra gli obiettivi del gruppo c&#8217;erano il giuslavorista Pietro Ichino, la casa &#8216;storica&#8217; di Berlusconi in via Rovani a Milano, la sede di &#8216;Libero&#8217;, le sedi di Mediaset e di Sky a Cologno, i vertici dell&#8217;Eni</h2>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/02/tribunale_milano2_web-400x300.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6959" title="tribunale_milano2_web--400x300" src="http://ildemocratico.com/wp-content/uploads/2011/02/tribunale_milano2_web-400x300-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Prende il via oggi a Milano il nuovo processo d&#8217;appello alle cosiddette nuove Brigate Rosse dopo che, a febbraio, la Cassazione ha annullato con rinvio le condanne inflitte il 24 giugno 2010 a 12 imputati accusati di aderire alle Nuove Brigate Rosse e di avere avuto &#8216;nel mirino&#8217; il giuslavorista Pietro Ichino.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre la Suprema Corte ha annullato anche la costituzione di parte civile del giuslavorista che, secondo l&#8217;accusa, sarebbe stato nel mirino del Partito comunista politico-militare, di cui avrebbero fatto parte gli imputati.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;inchiesta, condotta dal pm Ilda Boccassini, aveva portato a diversi arresti nel Nord Italia nel 2007. Gli imputati erano stati condannati in primo grado nel giugno 2009. Un anno dopo la conferma in appello: le pene più pesanti erano andate a Davide Bortolato e Claudio Latino, considerati i leader delle cellule padovana e milanese (14 anni e 7 mesi). Undici anni e 4 mesi erano invece stati inflitti ad Alfredo Davanzo, ritenuto l&#8217;ideologo del gruppo, e ancora 13 anni e 5 mesi a Vincenzo Sisi; 10 anni e 10 mesi a Bruno Ghirardi; 10 anni e 8 mesi a Massimiliano Toschi; 8 anni a Massimo Gaeta. Altri 4 imputati avevano invece avuto pene inferiori ai 4 anni. Federico Salotto, in primo grado condannato a 3 anni e 6 mesi, era stato infine assolto.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;appello bis, dunque, potrebbero aprirsi spazi per condanne più miti se rimanesse in piedi solo la semplice associazione sovversiva punita dall&#8217;art.270 cp. Per la Suprema Corte non è chiaro se le nuove Brigate rosse-Partito comunista politico militare (Pcpm), intendessero esercitare una violenza di tipo &#8216;comune&#8217; su bersagli mirati, oppure una violenza &#8216;terroristica&#8217; che accettava il rischio di vittime collaterali o addirittura voleva colpire indiscriminatamente la popolazione per suscitare panico e destabilizzare gli assetti istituzionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quel che riguarda le imputazioni la Cassazione ha avvolarato la ricostruzione delle sentenze di merito e l&#8217;impianto dell&#8217;indagine. &#8220;Le intercettazioni, le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Valentino Rossin, l&#8217; esito di perquisizioni e sequestri, pedinamenti e riprese video della polizia giudiziaria&#8221;, hanno scritto gli ermellini, hanno dimostrato &#8220;l&#8217;esistenza di una struttura operativa, sufficientemente gerarchizzata al suo interno&#8221; con il &#8220;quadrumvirato Davanzo-Latino-Bortolato-Sisi&#8221;, intonata &#8220;a un ben preciso credo politico&#8221;, forte di &#8220;una cassa comune, una sede centrale a Milano e articolazioni periferiche in Piemonte e Veneto, un poligono di tiro, un sicuro rifugio e un foglio di propaganda&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;associazione, quindi, &#8220;tesa alla realizzazione di un programma &#8216;rivoluzionario&#8217; che prevedeva l&#8217; uso sistematico della violenza, e che a tale scopo si era dotata di un considerevole quantitativo di armi micidiali&#8221;. E tuttavia per la Cassazione, i giudici della Corte d&#8217;Assise d&#8217;Appello milanese, nella loro motivazione della sentenza di condanna, non hanno indicato &#8220;con quali modalità&#8221; le azioni che erano state progettate dagli imputati, come l&#8217;agguato a Ichino appunto, avrebbero dovuto essere realizzate.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è stato chiarito, insomma, se la banda armata, &#8220;che certo aveva intenzione e capacità di esercitare la violenza, aveva anche intenzione e possibilità di utilizzare metodi terroristici per conseguire il suo programma di eversione dell&#8217;ordine costituzionale&#8221;. Per la Cassazione nella sentenza d&#8217;Appello non è stato specificato se &#8220;tra gli effettivi progetti&#8221; degli imputati &#8220;vi fossero esclusivamente obiettivi &#8216;di elezione&#8217; (per ottenere un effetto paradigmatico e innestare magari meccanismi di emulazione)&#8221; oppure se la banda armata avesse anche &#8220;il proposito di intimidire indiscriminatamente la popolazione, l&#8217;intenzione di esercitare costrizione sui pubblici poteri, la volontà di destabilizzare o addirittura distruggere gli assetti istituzionali del Paese&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra gli obiettivi degli imputati, oltre a Piero Ichino, c&#8217;erano anche la casa &#8216;storica&#8217; di Berlusconi in via Rovani a Milano, la sede del quotidiano Libero, da colpire prima di Pasqua, le sedi di Mediaset e di Sky a Cologno, l&#8217;Eni a San Donato (da colpire addirittura con un&#8217;autobomba), i vertici dell&#8217;Eni.</p>
<p style="text-align: justify;">Anzi, le indagini condotte dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini avevano portato a credere che l&#8217;azione più eclatante dovesse essere quella immaginata contro il dirigente dell&#8217;Eni Vito Schirone, anche se i presunti brigatisti non si erano ancora decisi tra due opzioni terribili: la prima prevedeva il sequestro, per ottenere anche una certa disponibilità economica all&#8217;organizzazione. La seconda puntava invece a gambizzare la vittima, ottenendo il massimo della pubblicità da un&#8217;efficace rivendicazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scopo finale era quello di rovesciare lo Stato, ma prima di arrivare alla lotta armata vera e propria, il movimento pensava soprattutto a colpi dimostrativi, ad azioni per fare consenso, soprattutto proseliti. Proprio per questo due dei più giovani si erano iscritti e frequentavano con impegno l&#8217;Università di Milano.</p>
<p style="text-align: justify;">La Cassazione ha anche annullato, disponendo anche per questo un nuovo processo, anche la condanna degli imputati a risarcire 100.000 euro che erano stati riconosciuti a Piero Ichino per i danni morali. Per la Suprema Corte, in questo caso, la Corte d&#8217;Appello milanese &#8220;ha omesso di chiarire quale danno abbia riportato il professore e quale rapporto causale sia esistito tra l&#8217;eventuale danno e la condotta degli imputati, visto che i propositi di attentato, captati nelle intercettazioni, non furono portati ad esecuzione, né risulta che Ichino li abbia percepiti e ne abbia inevitabilmente ricavato turbamento e preoccupazione&#8221; (Adnkronos).</p>
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