Trento, chi segue il digiuno del Ramadan mandato via da scuola mentre gli altri sono in mensa: si alzano le polemiche
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Trento, chi segue il digiuno del Ramadan mandato via da scuola mentre gli altri sono in mensa: si alzano le polemiche (ildemocratico.com / pixabay)
Chi segue il Ramadan esce prima da scuola, mentre gli altri sono in mensa: succede a Trento
Nel 2025, il Ramadan inizierà la sera del 28 febbraio e si concluderà il 29 marzo: questo è il mese nel quale chi segue e pratica la religione islamica è tenuto a digiunare, anche dal consumo di acqua, dall’alba fino al tramonto. Introdotto nel 624 da Maometto stesso, il digiuno serve per dimostrare il rispetto per i poveri, l’amore per Allah e l’autocontrollo: ogni giorno, al calar del sole, le famiglie si ritrovano in una casa o anche in strada per mangiare insieme e festeggiare.
Nel calendario islamico, Ramadan è il nome del nono mese e il digiuno che si pratica in questo periodo è uno dei cinque pilastri dell’Islam con il pellegrinaggio a La Mecca una volta nella vita, la preghiera cinque volte al giorno, la professione di fede e l’elemosina da elargire ai poveri.
A Trento, però, in una scuola gli studenti musulmani praticanti che seguiranno il prossimo digiuno verranno mandati via da scuola quando gli altri andranno in mensa: la proposta sta già scatenando alcune polemiche.
Chi in mensa, chi per strada: polemiche a Trento sulla gestione del ramadan
Un Istituto Scolastico di Trento ha recentemente comunicato alle famiglie che gli studenti che nel prossimo mese osserveranno il digiuno rituale potranno uscire da scuola nell’orario della mensa. La misura è volta a tutelare gli studenti stessi e dal proteggerli dalla tentazione: non potendo mangiare, se sedessero di fianco ai propri compagni non musulmani che pranzano potrebbero vivere delle difficoltà, fisiche ma anche psicologiche.
Se da un lato questo può aver senso, dall’atro le famiglie degli studenti praticanti l’Islam si stanno lamentando di questa proposta e stanno chiedendo all’Istituto Scolastico di organizzare attività alternative da sottoporre ai propri figli durante l’ora della mensa, così come accade per l’ora di insegnamento di religione.
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Le lamentele dei genitori
I genitori dei ragazzi lasciati uscire da scuola mentre gli altri sono in mensa non sono d’accordo con questa proposta. S tratta a tutti gli effetti di studenti minorenni che, affidati alla scuola, dovrebbero essere sotto il controllo di un adulto per tutto il tempo delle lezioni scolastiche: durante l’orario di pranzo, quindi, a detta di queste famiglie si dovrebbero organizzare attività alternative per loro, che gli permettano di trascorrere la pausa in serenità e soprattutto in sicurezza.