Torino, chiama il 118 per la madre e, mentre la rianimano, punta la pistola alla testa del medico: “Salvala o ti ammazzo”

Torino, chiama il 118 per la madre e, mentre la rianimano, punta la pistola alla testa del medico: “Salvala o ti ammazzo”

Torino, chiama il 118 per la madre e, mentre la rianimano, punta la pistola alla testa del medico: "Salvala o ti ammazzo" (ildemocratico.com / pexels)

Torino: il 118 interviene su una 83enne cardiopatica, ma il figlio li minaccia di morte

A Torino, nelle scorse ore, il personale del 118 è finito di nuovo vittima di un attacco violento potenzialmente mortale. I fatti sono accaduti all’interno di un appartamento delle case popolari di corso Grosseto, dove sono giunti in soccorso di una 83enne cardiopatica.

Chiamati dal figlio dell’anziana, il medico non appena ha visto le condizioni della donna si è subito messo a rianimarla e, di fatto, è riuscito nel suo intento grazie alla celerità dell’intervento e alle sue competenze. Con lui un infermiere che, leggermente più distante dal corpo dell’anziana, ha però assistito alle minacce del figlio della donna, di cui il medico non si è del tutto accorto.

Mentre lui rianimava la madre, infatti, il figlio gli avrebbe puntato una pistola alla testa, minacciandolo di morte nel caso in cui non sarebbe riuscito a salvarle la vita: il parere dei sindacati.

Minaccia di morte il medico del 118: la dinamica degli eventi

Giunti in corso Grosseto dopo la chiamata del figlio, il medico rianimatore e l’infermiere sono subito entrati in casa della signora e qui hanno trovato l’83enne riversa sul divano. Ancora prima che potessero avvicinarsi a lei, il figlio ha iniziato a minacciare medico ed infermiere verbalmente; quando il medico si è girato di spalle per iniziare le manovre di rianimazione, però, l’uomo avrebbe estratto una pistola puntandogliela alla nuca. Lui, preso dall’intervento sul corpo dell’anziana, non se ne sarebbe accorto: l’infermiere, però, sì.

Ecco l’ossigeno dottore: la donna si sta riprendendo” avrebbe detto l’infermiere al dottore, cercando di calmare il figlio dell’anziana e provando al tempo stesso di mantenere la calma. Quando però i due sanitari sono rimasti soli, l’infermiere ha raccontato al dottore la verità, svelandogli di aver salvato l’83enne con una pistola puntata alla nuca.

Barella che sale in ambulanza
Minaccia di morte il medico del 118: la dinamica degli eventi (ildemocratico.com / pexels)

Il parere del sindacato Nursind

La principale associazione di infermieri in Italia, il sindacato Nursind, ha denunciato quanto accaduto a Torino, richiamando le responsabilità delle amministrazioni in primis. Nessuna delle amministrazioni coinvolte può chiamarsi fuori: non possono farlo le organizzazioni di volontariato cui fanno capo i soccorritori, esposti agli stessi rischi di medici e infermieri, né Azienda Zero cui è affidata la gestione del 118 senza averlo in carico e tanto meno Città della Salute o le altre aziende sedi di centrali operative che, seppur malvolentieri, continua ad avere la competenza giuridica e amministrativa sul personale sanitario del sistema“.