Dipendente felice (pexels) democratico.it
Incredibile ma vero: da adesso puoi ottenere tutti i buoni pasto che non ti sono arrivati in questi ultimi dieci anni.
Le vacanze di Pasqua, un tempo sinonimo di tradizione e celebrazione religiosa, oggi sono diventate l’ennesima occasione per fare shopping e viaggiare. Se Natale ormai è la festa del consumismo per eccellenza, la Pasqua non è da meno, ormai, nel 2025.
Supermercati stracolmi di uova di cioccolato a prezzi esorbitanti, agenzie di viaggio che propongono offerte last minute per fughe fuori porta, e persino le decorazioni per la casa che hanno raggiunto livelli di complessità quasi natalizi. Insomma, la festività religiosa è ormai un dettaglio secondario, surclassata dalla voglia di spendere.
Ma se da un lato il consumismo pasquale è un dato di fatto, dall’altro non si può ignorare il bisogno di evasione. Dopo mesi di lavoro e stress, l’idea di un weekend lungo è troppo allettante per essere trascurata. Quindi, che si scelga di rispettare la tradizione o meno, l’importante è godersi il momento.
Aprile è ormai qui e con lui arriva la temuta stagione della dichiarazione dei redditi. Il modello 730 deve essere compilato con attenzione, cercando di recuperare più detrazioni possibili. Spese mediche, affitti, interessi sui mutui, bonus vari: tutto può fare la differenza.
Se non sei un esperto, meglio affidarsi a un CAF o a un commercialista per evitare errori che potrebbero costare caro. Un piccolo trucco? Metti da parte i documenti fin da ora e non ridurti all’ultimo minuto. In questo modo, sarai pronto ad affrontare la compilazione senza stress e, chissà, magari con un bel rimborso in arrivo.
Trading.it ha diffuso la notizia. Una sentenza rivoluzionaria ha scosso il mondo del lavoro: il giudice del lavoro del Tribunale di Viterbo, il 10 marzo, ha riconosciuto ai dipendenti della ASL della città il diritto a ben dieci anni di arretrati sui buoni pasto. Questa decisione rappresenta un passo importante nel riconoscimento dei diritti dei lavoratori, mettendo le aziende di fronte alle loro responsabilità.
La ASL dovrà ora trovare le risorse necessarie per coprire l’onere finanziario, un’operazione che non sarà priva di difficoltà. Ma la questione va oltre Viterbo: potrebbe aprire la strada a richieste simili in altre parti d’Italia, innescando un effetto domino che potrebbe avere conseguenze significative per numerosi enti pubblici e aziende. Cosa dicono i sindacati? Ovviamente plaudono alla decisione e incoraggiano i lavoratori a informarsi sulle proprie possibilità di ricorso. Ma una cosa è certa: il precedente è stato creato e il cambiamento è in atto.
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